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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 22:06
sabato, 19 luglio 2008

SONO TRA NOI.

Appartamento di Bologna, sera, me e la mia coinquilina affaccendate in soggiorno.

"Giuli, sai mica dov'è la guida dei programmi?"
"Dietro i cuscini del divano, ma risparmiati lo sforzo: stasera non fanno un emerito."
"Dio, quanto odio il palinsesto estivo!
 potremmo guardarci assieme un DVD. Ti sono avanzati telefilm da vedere, o hai già fatto fuori tutte le puntate?"
"Finiti. Tu però se vuoi puoi riguardarli, tanto io stasera sto fuori."
"Con chi esci?"
"Solita gente... Andrea, Federica... Forse viene pure Serena, hai presente chi?"
"Serena... ah, si: quella che parla veloce come Rory di Una mamma per amica?"
"Lei. E poi ci sono i pugliesi, sai..."
"I pugliesi... anche quello che ti piace? Quello che dici che tra vent'anni avrà la faccia di Desmond di Lost?"
"Già, si, lui."
"Ah, tra l'altro meglio così perchè dovrebbero arrivare le amiche dell' Animale Numero Due
(leggasi: nostro coinquilino), quelle due tizie che sono in corso con te."
"Oh, si. La Sarda e la cosa, la... Samantha."
"Samantha? Non si chiamava..."
"...Si, lo so. Soprannome. Per via dell'atteggiamento genere Samantha-di-Sex and the city. Libertina, ma meno simpatica."
"Oh."
"..."
"..."
"...A proposito, ti hanno cercato al telefono, prima. Un ragazzo, non ho capito chi perchè non mi ha detto il nome."
"Si, Alessandro: mi ha chiamato al cellulare poi, grazie."
"Alessandro... aspetta, chi è? Il tuo amico abruzzese, quello..."
"...Si, scontroso come il Dottor House, ma con l'aria un po' tipo Jack."
"Jack il protagonista di Lost?"
"...No, l'altro."
"..."
"Jack, il tronista di Uomini e donne."

(Io avrò anche dei problemi, ma considerate i miei telefilm come un'alternativa alla droga, all'alcool e a "Uomini e Donne".)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:23
domenica, 15 giugno 2008

CUORE SOLITARIO.

La gente tenta di porre rimedio alla mia singletudine nei modi più svariati.
Del tipo: l'Amico Bolognese-di-Bologna l'altro giorno a pranzo ha estratto il suo cellulare, e davanti ad un nutrito pubblico ha iniziato ad elencarmi i nomi dei suoi amici associandoli all'affermazione "è single" oppure "è' fidanzato ma non importa" e, nel primo caso, snocciolando le caratteristiche peculiari del soggetto in questione. Ne venivano delle cose interessanti, del tipo:
"Poi abbiamo Panettone, che è single. Faceva il dj nel locale X prima di farsi arrestare per un traffico interno di hashish, ed è campione nazionale di carte di Yu-gi-Oh."
(Si, grazie del contributo).
Ma poi ci sono i momenti in cui la sottoscritta riesce effettivamente a fare delle conquiste. Settimana scorsa ero fuori con le mie amiche Migranti per festeggiare la vittoria dell'Erasmus, e ci imbattemmo in un gruppetto di ragazzi tra cui un'amico della mia collega Fede.
Decidiamo di unirci a loro, e nel pub del cicchettaro uno di questi tizi mi si avvicina e inizia una brillante conversazione di cui vado a riportare uno stralcio.

TIZIO: "Maaa pensa...sei veneta anche tu, quindi.
ME: Si, effettivamente.
TIZIO: Maaa... a casa tua chi c'è? Voglio dire, fratelli, sorelle?
ME: Sorella. Più piccola. Sta facendo adesso gli esami di terza media.
TIZIO: Maaa... tu qui a Bologna fai sport?
ME: No. Lungi da me.
TIZIO: Maaa... e invece qui, con chi abiti?
ME: Coinquilini. Due ragazzi e una ragazza.
TIZIO: Maaa...
ME: ...Maaa 'scolta, mi sembra più costruttivo se questa conversazione prende una piega diversa. Voglio dire: tu continui a farmi domande, e io continuo a darti risposte stringate che senti a malapena perchè già stai pensando a che cosa chiedermi dopo... Piuttosto, raccontami qualcosa tu.
TIZIO: ...
ME: ...Dai.
TIZIO: Beh, mi piace ascoltare della musica. Maaa a te quale musica piace? Io vado matto per l'House e per Tiziano Ferro.

(Il fatto è che quando una non ha fortuna, NON ha fortuna.)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 15:24
martedì, 03 giugno 2008

SUOMI IS THE WAY.

Per la cronaca, è ufficiale: migrerò, e romperò le balle ai popoli del Nord (*cit*).

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:12
domenica, 25 maggio 2008

IL VOTO.

- Ma secondo te ce la danno veramente la borsa Erasmus?
- Si, dai... perchè non dovrebbero? Non fa domanda nessuno al secondo bando!
- Boh, so che se non mi spediscono in Finlandia io ci resto davvero male.
- Visto il modo in cui hai rotto i coglioni in maniera sistematica al professore con questa storia, non vedo perchè non dovrebbe mandartici... voglio dire, averti dall'altra parte del continente dovrebbe essere considerato un fatto positivo, no?
- Beh, si. La mia era una strategia come un'altra. Comunque ho deciso che faccio un volto, cioè, hai presente? Tipo nei Promessi Sposi. Se mi mandano in Finlandia, smetto di fare qualcosa che di solito faccio.
- Fumare?
- No, non vale. Sai che non fumo già adesso, non varrebbe mica.
- Bere?
- Ah, ultimamente esco così poco... no, qualcos'altro?
- Sesso?
- Lasciamo stare.
- Allora cosa?
- ...
- ...
- Non so. Potrei smettere di dormire con il peluche.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 21:43
venerdì, 09 maggio 2008

CIRCOSTANZE NOCIVE.

L'opinione pubblica pensa che i rave siano potenzialmente devastanti, ma non è mai stata all'Adunata Nazionale degli Alpini.
Una marmaglia di universitari avvinazzati all'ultimo stadio non potrebbe competere nemmeno per esempio, no no.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:33
sabato, 26 aprile 2008

ISTINTO MIGRATORIO.

Settimana scorsa, colloquio con il professore responsabile degli Erasmus nel tentativo di convincerlo a spedirmi con la seconda tornata di borse di studio a 2337 chilometri in direzione nord-est.

ME: ...E quindi leggendo la lista delle possibili destinazioni mi sono decisa per questa.
PROFESSORE: Si, certo. E' chiaro che a questo punto le dovrò fare qualche domanda, signorina.
ME: In che senso?
PROF: Nel senso che la maggior parte dei suoi coetanei sceglie la Finlandia per l'Erasmus solo perchè, cito testualmente un suo collega, "è un posto che pullula di fighi/e".
ME (*shock*): (...)
PROF: Dal momento che questo si chiama "colloquio motivazionale", volevo accertarmi che le sue motivazioni siano un filino più profonde dal momento che il rimorchio esula dagli obiettivi del progetto. Mi dica, cosa sa lei della Finlandia?
ME: Du-dunque... La Finlandia... beh, confina a Sud col Mar Baltico, ad Est con la Russia, ad Ovest con la Svezia e a Nord con la Norvegia. E' una repubblica Parlamentare... la presidentessa non mi ricordo precisamente chi sia ma so che di nome fa Tarja, è quella a cui Berlusconi ha detto che "avrebbe rispolverato le sue doti da playboy", si ricorda... 'Somma, tutto il Paese dovrebbe fare sui cinque e mezzo-sei milioni di abitanti anche se è chiaro che stano più a Helsinki che in Lapponia. Le lingue parlate sono il finlandese, lo svedese e il Sami e la moneta in circolazione è l'Euro anche se a suo tempo avevo letto da qualche parte che erano state abolite le monete da uno e due centesimi, cosa che secondo me hanno fatto bene...
PROF: ...Si, questo è tutto molto giusto.
ME: Bene.
PROF: E della storia, cosa mi sai dire della storia? Dopotutto la tua borsa di studio è per il dipartimento di storia, quindi sarebbe il caso che ti mi fossi un attimo informata...
ME: Oh, la storia. Beh, dunque, la Finlandia... La Finlandia... suppongo che sia uno di quei posti che un secolo veniva invasa dalla Svezia, poi il secolo dopo dalla Russia, poi ri-diventava indipendente, poi la Svezia la reinvadeva e così via.
PROF: (...)
ME: ...Ci ho preso?

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:19
domenica, 13 aprile 2008

SEGGI.

Una settimana fa. Coinquilina ha appena appreso di essere stata nominata presidentessa di seggio, e sta al telefono con una tizia del comune per farsi spiegare i dettagli del suo incarico.

COINQUILINA: Ma senta... quindi dov'è che dovrei andare a fare questa cosa? Perchè nessuno me l'ha ancora spiegato... l'ospedale? La scuola elementare? Oppure il liceo che c'è...
IMPIEGATA: Signorina, lei sa come vanno le cose di questi tempi...
COINQUILINA: (...)
IMPIEGATA: ...Al Centro Anziani.
COINQUILINA: (*risatina*). Ah, lei non è la prima che utilizza metafore ardite per parlare della vecchiaia della nostra classe politica... La sua ironia è più che appropriata.
IMPIEGATA: (...)
COINQUILINA: (...)
IMPIEGATA: ...Non era ironia. Il suo seggio è il Centro Anziani.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:40
sabato, 22 marzo 2008

NEXT LIFE.

'Somma, mi trovavo a condividere il rito dell'abituale misero pasto a base di toast con le mie amiche in un bar vicino all'università, e quel giorno ci è preso il trip delle conversazioni profonde.
La prima domanda esistenziale, buttata lì da non mi ricordo chi era un classico che non tramonta mai: "cosa vorreste essere nella vostra prossima vita?"
Ha cominciato la prima:
- Io vorrei essere un'aquila.
"Perchè?" le abbiamo chiesto, chiaramente.
- Perchè è l'animale che piu' mi dà un'idea di libertà, di... si, 'somma, avete capito.
- Io vorrei essere un gatto - ha detto la seconda. - Perchè se penso ai miei, ci hanno proprio una bella vita. Mangiano bevono, dormono, si svaccano e vengono coccolati dalla mattina alla sera. Massimo risultato con il minimo sforzo.
"Ragionevole," qualcuna ha commentato. "E tu, Giulia?"
- Mah - ho risposto. - Probabilmente, vorrei essere un uomo. E per "un uomo" intendo proprio di sesso maschile.
Aggrottamento generale di sopracciglia.
"E perchè?"
(...)
- Perchè potrei dimostrare scientificamente ai miei coinquilini che pur essendo dotata di pisello, sarei comunque in grado di farla centrando il buco del water.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:26
venerdì, 07 marzo 2008

UOMINI-CON-IL-MAGLIONE-A-RIGHE.

Ci sono dei ragazzi che sono stati inventati con il preciso scopo di rallegrare le lezioni universitarie.
Sono esteticamente piuttosto gradevoli. Diciamo carini ma non bellissimi, perchè la smodata bellezza solitamente induce la maggior parte delle persone che la posseggono a tirarsela come delle cacche, e questo rovinerebbe un po' la cosa.
Dicevo quindi, non sono di una bellezza abbagliante ma sul loro aspetto nulla da dire, bel fisico, occhi interessanti, lineamenti armoniosi. Si si.
Hanno un certo fascino. Buon gusto nel vestire, quel casual-non-troppo-casual-ma-neanche-tamarro. Portano spesso un maglione a righe (non sempre lo stesso, poichè tali soggetti hanno anche la non comune abitudine di lavarsi), e una borsa porta-libri beige indossata a tracolla con noncuranza.
Non frequentano la tua compagnia e siedono abitualmente nell'ultima fila pur senza essere degli sfaccendati casinari, mentre tu hai ritagliato il tuo angolino nella seconda.
Per questo motivo non puoi dire di conoscerli bene. Però frequentano con te qualche corso complementare, quelle materie minori e poco gettonate che non sceglie mai nessuno. In tali circostanze, talvolta ti è capitato di parlarci et voilà, sorpresa! Hai appurato che oltre alla borsa e al maglione-a-righe sono dotati anche di una discreta materia grigia. Tra una parola e l'altra si è scoperta una comune passione per il giornalismo (-entrambi avete scritto qualcosa sui quotidiani locali-) e per le ore di storia contemporanea, parentesi particolarmente piacevole della routine universitaria.
E' il genere di persone che ti piace osservare, scrutare da lontano... Questa mancanza di conoscenza reciproca evita che la distaccata attrazione degeneri in una cotta, permettendo di conservare un certo equilibrio: la loro presenza nei paraggi non ti impedisce di prendere in considerazione altri ragazzi, altre persone, altri potenziali soggetti interessanti.
Prendi la cosa come un ritorno alla fenomenologia liceale, quando sbirciavi da lontano i ragazzi più carini e pensavi che ti sarebbe piaciuto uscire qualche volta con loro ma stop, la cosa finiva lì. E' un po' il rapporto che hai con Johnny Depp: dici di volerlo sposare, ma non è una cosa che credi seriamente. E' un'ipotesi astratta, ecco.
In sintesi, proprio il genere di persone che quando entrano in aula rallegrano la lezione, danno quel tocco di leggerezza per cui dici alla vicina di posto "tutto sommato ho fatto bene a non restarmene a casa"... li hanno inventati per questo. Ognuno ha un suo scopo, in questo mondo.

I ragazzi-che-rallegrano-le-lezioni non abitano mai nelle città universitarie. Non sono neanche dei fuori sede, però. Vivono nei paesi di provincia o nelle province vicine... che so: se studi a Bologna loro saranno di Imola, di Vignola, di Ferrara, di Reggio. Abbastanza vicino da aver scelto quell'università, ma abbastanza lontano da non doversi trasferire.
Per frequentare i corsi, queste persone devono sorbirsi lunghi tragitti con il regionale, o prendere corriere di una lentezza abbagliante... Mediamente, un ora circa in balia dei mezzi pubblici all'andata,e un'ora al ritorno. E' una cosa spossante, specialmente quando ci sono solo due o quattro ore di lezione... praticamente non ne vale la pena.
...Infatti non ci vanno, a lezione. Infatti se ne restano a casa.
Sempre.
Regolarmente.
E c'è qualcosa di sbagliato, in tutto questo.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 15:30
venerdì, 15 febbraio 2008

AWAY

Perchè due genitori si deprimono quando la Figliola si trasferisce in un altra città all'inizio della sua carriera universitaria?

Perchè temono il giorno in cui ella tornerà a casa e, durante una cena a base di pizza, annuncerà:
"Mamma... papà. Ho fatto domanda per fare il tirocinio in Finlandia."

(Cioè, lo so che Helsinki non è in cima alle paure dei genitori italiani, ma nel caso specifico si.)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:49
sabato, 02 febbraio 2008

L'ESORDIO

Siccome la vita universitaria non è esclusivamente polleggio (o perlomeno non lo è finchè la Genitrice si ostina a rammentare ogni quarantott'ore che allo scadere del terzo anno provvederà a tagliare i viveri), si giunge ad attribuire a peculiari giornate dell'anno accademico una certa importanza.
Una di queste è il cosiddetto Primo Giorno Del Trimestre, quando tradizionalmente dopo aver dato gli esami del trimestre precedente iniziano i corsi nuovi. Durante il primo impatto con le materie inedite, ci si stabilisce una piccola griglia mentale che unisce i seguenti fattori:
Corso:
a) interessante,
b) da taglio delle vene per lungo (barrare la casella desiderata)

Professore:
c) umano
d) simpatico come una cacca

Esame:
e) fattibile
f) richiedesi migrazione a Lourdes

Dall'esame complessivo delle variabili di cui sopra, si comprende sin dal primo momento quale sia il destino della propria vita sociale nella stagione seguente.

Così, 'somma, noi si stava lunedì mattina appostati in una sconosciuta aula spersa nei meandri di Bologna ad attendere l'inizio della primissima ora del terzo ciclo di lezioni, ora corrispondente a Comunicazione Giornalistica. Le ipotesi si sprecano, la folla è ansiosa, il chiacchiericcio carico d'attesa è diffuso... dal fondo della sala fa il suo ingresso il professore.
Tale omino incede sino alla cattedra col tipico passo del Caporedattore (determinato ma lento: i Caporedattori non sono abituati a camminare, e trascorrono le loro giornate dietro una scrivania a fare videoconferenze, dare ordini, e parlare male dei giornali concorrenti). Posa un'enorme pila di quoridiani sul tavolo, prende il microfono, scruta la folla con sguardo indagatore e...

-*Ehm ehm*
(silenzio)
-Prima di cominciare qualsivoglia argomento, è bene che tutti sappiate una cosa, fondamentale per chiunque si avvicini all'ambito giornalistico, e anche per il vostro esame.
(bisbiglii, attesa fremente)
-(...)
(silenzio)
-...Al "Resto del Carlino" sono una manica di cialtroni.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:56
sabato, 19 gennaio 2008

BLASE'.

Dopo un anno e tre mesi di vita universitaria Altrove, nella studentessa fuorisede si sono prodotti visibili cambiamenti, di tipo fisico e psicologico.
Coloro che sono rimasti a casa non mancano di farglielo notare ad ogni rientro. A recriminare sui cambiamenti fisici ci pensano coloro che hanno i legami di parentela (---> la Genitrice in primis), accogliendo la studentessa in stazione con le seguenti affermazioni:
1) Sei dimagrita ancora.
2) Sei sulle soglie dell'anoressia.
3) Dio mio quanti chili hai perso, adesso vai a casa, prendi dal frigo ragù sfoglia besciamella e formaggio grana e ti prepari una bella teglia di lasagne che lo farei io ma devo andare a prendere la Cicci a pallavolo.
Per quanto riguarda i cambiamenti psicologici, d'abitudini e caratteriali ci pensano gli amici rimasti in patria a fartelo notare, con estrema sensibilità.
Stai diventando una stronza, ti dicono.
(Grazie)
Prima di partire eri una ragazza così carina, così dolce, così... fragile.
(Ah, la giovinezza. Siamo tutti così carucci, da piccini)
Eri... buona. Tanto buona. Paziente, comprensiva.
(Provate un po' voi a vivere per un anno con due ingegneri che non puliscono, non si lavano, vi prendono come la loro baby-sitter e hanno la sgradevole abitudine di farvi oggetto di battute a sfondo sessuale quattro volte a sera, poi mi dite.)
Sembri quasi un'altra... sei diventata molto più distaccata, più blasè.
(Faccio il possibile.)
...Ad esempio, sembra che ora tu sia perfettamente in grado di cavartela egregiamente da sola senza nessuna delle persone che ci sono qui.
(Non è così. Cioè, è ovvio che lì me la devo cavare da sola, ma comunque torno.)
Per dire, senti mai la mancanza di casa? La senti?
(Mah, dipende dai punti di vista, è che... Per certi versi si.)
Ecco, vedi?! Anche tu la senti... e precisamente, cos'è che ti manca? Chi, in particolare?
(...)
(...)
(...La Cana, è chiaro.)

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categoria : varie&eventuali

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:47
venerdì, 04 gennaio 2008

AMORE IMPOSSIBILE

'Somma, ci avete tutti presente la di me sorella Cicci, no?
Ecco, il mese scorso ha compiuto tredici anni. La cosa interessante è che fino a quando ne aveva dodici e trecentosessantaquattro giorni era una pargola perfettamente normale. Cioè... una pargola onicofaga, visionaria, tirchia, schizofrenica, con un'insolita tendenza a correre per le stanze senza meta, ma perfettamente normale.
Adesso ha smesso.
Adesso ha compiuto tredici anni e si prodiga per sfoggiare con il mondo il suo nuovo status di Adolescente.
Allora, io non è che bazzichi molto per casa mia di questi tempi, con l'università nella regione attigua, l'appartamento fuorisede e tutto il resto. Peró, capito, mi accorgo dei cambiamenti.

La settimana scorsa rientro in terra veneta per le vacanze di Natale, e cosa trovo? La Cicci che cambia i poster. Che prima del Tredicesimo Compleanno la sua stanza era tappezzata di disegni, immagini di cartoni, Harry Potter e roba del genere, e ora cosa ti trovo? Una quantità spropositata di gigantografie di un tizio biondo.
Un ragazzetto cui a occhio davo sui sedici-diciassette anni, biondo scuro, belloccio, sorriso ritoccato con Photoshop, palesemente americano, il cui nome mi era completamente sconosciuto. A quanto pare la Cicci ci ha costruito una specie di mausoleo, mancano solo i fiori e gli angioletti che svolazzano nei paraggi.
Ovviamente, incuriosita da questo improvviso mutamento avvenuto sulle pareti della Camera Numero Due, rintraccio mia sorella e chiedo spiegazioni.
"Cicci, chi è costui?" domando.
Lei si alza in piedi, mette su un'espressione da broccolo e uno sguardo inquietante e risponde subitamente: "Zac Efron"
La perplessità compare sul mio volto.
"Chi?"
"Zac Efron... Il protagonista di High School Musical. Io e le mie amiche siamo tutte innamorate di lui, è l'uomo della mia vita."
Immagazzino la risposta, e cerco di reperire nei meandri del mio cervello le informazioni necessarie ad elaborarla (dettagli tipo High School Musical=Film Disney con target pubblico di scuola media in cui il ragazzetto di cui sopra sgambetta con una mandria di altri ragazzetti cantando canzoni con testi di una banalità sconcertante che potrebbe benissimo scrivere chiunque).

Riesco a piazzare il tutto nel dimenticatoio, quando due giorni dopo accade la Tragedia.
Transitavo per il soggiorno, dove mia sorella era intenta a leggere una rivista che aveva in copertina la faccia del ragazzotto, con aria visibilmente sconvolta.
"Non è possibile," mormorava tra sè.
"Cosa non è possibile, Ci?" chiedo io, giusto per sapere.
"Zac Efron."
"Zac Efron cosa, Ci? Quali meraviglie ha fatto, stavolta?"
"E' nato quattro giorni prima di te."
Ricompare l'espressione di perplessità sul mio volto.
"Il ragazzetto? Quattro giorni prima di me?"
"Già. Diciotto ottobre 1987."
"Oh."
Mia sorella mi fissa con gli occhietti lucidi, e una visibile delusione stampata in viso.
"E' vecchio!", sentenzia.
"(...)"
"Peró si tiene bene".

Oh, Dio mio.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 18:46
martedì, 01 gennaio 2008

COUNTDOWN

Il Capodanno trascorso in quel di Bologna, con amici veneti giunti laggiù approfittando dell'ospitalità a scrocco. Un'esperienza inedita, la piazza gremita di gente e una DJ con evidenti problemi di dipendenza da alcool e dai più comuni tipi di droga a scaldare la folla.

"SU LE MANI BOLOGNAAAAAAAA! SIIIIIIIIII, SIIIIII, SIIIIIIIII!"

(Diverse migliaia di persone ammutoliscono, in vistoso imbarazzo per la signorina)

"E' UNA SERATA FANTASTICA, VI VOGLIO BENE, GRAZIE BOLOGNAAAAAAA! MA NOI NON SIAMO EGOISTI, VOGLIAMO BENE A TUTTI! QUINDI GRAZIE ROMAAAAAA! GRAZIE MILANOOOOO, GRAZIE FIRENZEEEEEEEE, GRAZIE NAPOLIIIIIIII!


(Ma vogliamo lasciar furori gli altri paesi, chessò: Poggibonsi, Maerne di Martellago, le Isole Tremiti?)

"BOLOGNA CI SIAMO QUASIIIIIII: MANCANO SOLO...
...82 MINUTI ALL'ANNO 2008! PREPARATE LO CHAMPAGNEEEE!


(Ma certo, lo tengo in fresco).


Se qualcuno conosce questa donna-genio, me lo fa sapere che voglio offrirle da bere?
Ah, chiaramente auguri sparsi a tutti i passanti.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 00:36
sabato, 22 dicembre 2007

LA DAMA

Comunque, the man of the year della facoltà di Scienze della Comunicazione di bologna è senz'altro l'assistente gay della professoressa di semiotica II, un mito, una leggenda.
Come d'abitudine, riporto un estratto dell'ultima lezione.

Assistente: Perchè ragazzi, bisogna considerare nello studio della semiotica delle passioni che queste cambiano di periodo in periodo, proprio come le mode. Ad esempio, nell'Ottocento andava per la maggiore di descrivere le eroine dei romanzi come dolci, fragili fanciulle del tutto impreparate ad affrontare gli sconvolgimenti emotivi. E' tipica la scena in cui la donzella, di fronte alla minima emozione, sviene teatralmente aggrappandosi alle tende... adesso, di questi tempi, non succede più.
Sala: (...)
Assistente:
Beh, eccetto che a me, ovviamente. Io quando mi agito svengo sempre teatralmente aggrappandomi alle tende... Ne ho già dovute cambiare tre dall'inizio dell'anno.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:11
domenica, 25 novembre 2007

RASSEGNA STAMPA

18.30 di giorno piovoso. La sottoscritta giace svaccata sul divano e munita di coperta a leggere una rivista. Fa il suo ingresso nella stanza il Coinquilino, di ritorno dai laboratori della facoltà di ingegneria.

COINQUILINO: Oh, Giulia, sei già tornata!
ME: Si, ho saltato le lezioni del pomeriggio.
C.: Hai letto l'articolo di giornale?
ME: ...?
C: L'hai letto?
ME: ...quale articolo di giornale?
C: Oh, l'articolo sull'università che c'è sul city. Ti ho lasciato il quotidiano in bagno.
(...)
ME: ...Capisci da solo che ciò che hai detto non ha senso, o ti devo spiegare il motivo?
C.: No... cioè, mentre stavo leggendo il giornale in bagno ho pensato che una pagina avrebbe potuto interessarti e l'ho lasciato piegato sopra il bidè. Magari potevi averlo visto.

...Dio mio.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:45
sabato, 17 novembre 2007

MEGLIO SOLI CHE MALE ACCOMPAGNATI (IN ALCUNI DETERMINATI CASI)

Quando si trascorre la maggior parte della giornata a calcolare le probabilità che alcune persone possano venire investite dal filobus 33 prima della fine della settimana, vuol dire che c'è qualcosa che non va.
Inizialmente i pensieri riguardanti potenziali morte dolorose altrui erano dedicati in esclusiva al mio professore di Geografia (cosa peraltro assolutamente comprensibile), ma poi mi sono involontariamente ritrovata a visualizzare il medesimo destino anche per un ragazzo.
C'è voluta tutta la solidarietà femminile della mia compagna di stanza per tirarmi su e placare i miei istinti omicidi, in seguito a ripetute sedute serali avvenute nel nostro soggiorno di cui vi riporto uno stralcio:

COMPAGNA DI STANZA: ...perchè vedi, il punto è che tu te la prendi troppo. Non ci devi pensare a quello, non se lo merita... Devi convincertene.
ME: ...Hmm.
C.D.S.: Guarda, ragioniamo. Ricapitoliamo i punti fondamentali.
ME: ...Hmm.
C.D.S.: ...Dunque, è successo che dopo che vi siete conosciuti, lui ha cominciato a fare il carino con te. Ti cercava, ti faceva un sacco di complimenti, ti diceva un sacco di cose carine, ti scriveva per augurarti la buonanotte... ho dimenticato qualcosa?
ME: ...Hmm.
C.D.S: Bene, appunto. Poi è successo che un giorno, raccolta la necessaria ispirazione, si sia fatto coraggio e ti abbia confessato che gli piacevi.
ME: ...Hmm.
C.D.S: E poi cos'è successo? Niente! E' sparito! Volatilizzato! Si è dissolto nell'aere non lasciando più tracce di se! Per due settimane!
ME: Già.
C.D.S: E mentre lui giocava all'uomo invisibile, cos'hai scoperto? Che nel periodo in cui si sentiva con te, diceva le stesse medesime cazzate a quella tua compagna di corso, la tipa con i capelli rossi!
Infine, dopo quindici giorni di evanescenza vi siete incontrati per caso all'università e qual'è stata l'unica cosa che ha avuto il coraggio di dirti Lo Stronzo? No, ora te la ripeto, perchè vale la pena di considerarla
in tutta la sua stronzaggine: ti ha detto solo "Oh, ciao, sei tu... Sei sempre qui a studiare geografia".
Insomma, è ovvio che ci troviamo di fronte ad un essere ignobile, doppiogiochista e privo di fegato. Non ho ragione?
ME: Già. Si, suppongo di si.
C.D.S: ...Dai, cerca di essere un po' più convinta. Riproviamo: non ho ragione?
ME: Si. Si, ok!
C.D.S: E poi, Giulia, diciamoci la verità.
ME: (...)
C.D.S: ... potevi mica metterti con uno che legge Vogue Uomo, no?!

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:57
venerdì, 02 novembre 2007

TRASFORMAZIONE

Non mi va di seccare i passanti spiegando nel dettaglio perchè questo si possa definire esattamente "un periodo un po' di merda", però è così. Dopotutto, tedio già abbastanza tutte le persone che si dichiarano disposte ad ascoltarmi, e non mi va mica di farlo anche con voi.
Comunque sia, l'unico motivo per cui sembra valere la pena di alzarsi la mattina sono le lezioni di semiotica 2.
Si, riconosco che detta così è una cosa molto triste, però non posso farci nulla, mi diverto un sacco.
Quella di mercoledì, in particolare, si è rivelata piuttosto interessante.
Stavamo parlando delle trasformazioni subite dalle figure attoriali nel corso dei racconti, e per esemplificare la cosa, nel tentativo di catturare la nostra attenzione la professoressa pensò bene di farci leggere un passaggio tratto da "Harry Potter e il calice di fuoco", con visione della corrispondente scena tratta dal film.

PROFESSORESSA: Insomma, per chi non avesse mai visto questo film, la scena che ora andremo a vedere è quella in cui viene rappresentata la trasformazione di Lord Voldemort
(*mormorii tra la folla*)
PROFESSORESSA: ...Lord Voldemort che, come tutti sanno, ricopre la figura dell'antagonista, dell'oppositore, dell'Anti-Soggetto. Insomma, accade che in seguito ad una maledizione, Lord Voldemort sia stato ridotto ad un mostriciattolo con sembianze quasi fetali, e alla fine del quarto capitolo della saga egli riesca con l'aiuto dei suoi seguaci a riprendere sembianze umane.
(*mormorii tra la folla*)
PROFESSORESSA: La trasformazione avviene all'interno di un calderone dove è stata preparata una sorta di pozione, e dove Voldemort-Feto viene immerso. Vedremo questo processo di cambiamento in cui Voldemort-uomo esce dal calderone riprendendo le sue fattezze con una serie di movimenti molto fluidi, molto... carini.
Per esempio, il mio assistente si dice sicuro che diventerà un'icona gay.
(*bisbigli*)
PROFESSORESSA: ...Lord Voldemort, ma probabilmente anche il mio assistente.


(Dite che dovrei cercare di recuperare una vita mia?)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 19:56
venerdì, 19 ottobre 2007

ANIME GEMELLE

E arriva il momento in cui la tua migliore amica ti annuncia ufficialmente di essersi fidanzata. Per farlo sceglie il momento in cui siete in macchina e tu stai guidando (a suo rischio e pericolo, considerando le mie notorie abilità di guida).

AMICA: Sai...
ME: Hmm.
AMICA: Ecco...
ME: Hmm.
AMICA: Mi sono fidanzata.

*leggera frenata*

ME: ... nel senso?

AMICA: Hai presente il mio compagno di corso, quello che è venuto con noi a Gardaland? Quello che ti ha costretto a forza a salire sul Blue Tornado dicendoti che sennò eri un'asociale? Quello che ci ha ricaccompagnato in macchina e ha sbagliato uscita dell'autostrada, e...
ME: Si. Presente.
AMICA: Beh, ieri sono andata da lui e... ci siamo messi insieme.
ME: Bene.
AMICA: Già.
ME: Mi fa piacere, sul serio. Auguri.
AMICA: Già. Grazie.
ME: (...)
AMICA: (...)
ME: Ma lui com'è?
AMICA: Come, "com'è?"? In che senso?
ME: Come ti ci trovi, perchè ti piace, cose così...
AMICA: Beh...
ME: (...)
AMICA: ...E' il mio tipo.
ME: Beh, si, in effetti era carino. Aveva due occhi azzurri piuttosto interessanti e anche come fisico non ci si può lamentare. Anche se a dire la verità credevo che tu preferissi quelli con gli occhi scuri e...
AMICA: Non intendevo per l'aspetto.
ME: Ah.
AMICA: (...)
ME: ...Cosa intendevi allora?
AMICA: (...)
ME: (...)
AMICA: Ha una tavola periodica come sfondo del cellulare.

Dovrei riconsiderare le mie frequentazioni.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:08
sabato, 06 ottobre 2007

MA POI ALL'ESAME?

E' sempre straordinariamente interessante vedere che succede tra i componenti maschili del tuo corso di laurea quando scoprono che l'insegnante di semiotica II ha scritto un romanzo quasi-autobiografico che tratta delle sue passate avventure sessuali con un noto professore dell'università ai tempi in cui questi era un suo studente.
Solo che alle lezioni poi, si fatica a trovare posto. E' scomodo.

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