* Post dedicato a Snake *
Okay. Credo che sia venuto il momento. Perchè oggi, cara gentaglia, vi devo confidare un segreto. Cioè, non una confessione da prima pagina di giornale tipo che il presidente del Burkina faso sta per preparare un attacco nucleare nella Groenlandia del Nord, un segretuccio strettamente personale.
Ebbene si. Io, l'autrice di questo blog, la tipa che ha scritto tutte le cazzate qui presenti, sono una di quelle persone che piangono davanti ai film romantici.
E ragionevolmente, non sono molte le persone che lo sanno. Mia madre, ad esempio, che cominciava a porsi problemi sulla mia sanità mentale quando in età giovane&innocente (anni 3), mi vedeva sospirare attorcigliata al mio peluche preferito non quando Biancaneve mangiava la mela avvelenata, ma quando il principe la portava via con il suo cavallo. O mia sorella, che usa la conoscenza di questo particolare lato del mio carattere per ricattarmi pubblicamente. O le mie vicine di banco, che quando se ne sono accorte hanno pianto anche loro e non per solidarietà ma per il gran ridere.
Si, perchè nel profondo della mia fluttuante animuccia ho una certa sensibilità romantica, anche se non ce ne si accorge a prima vista perchè generalmente le parole che mi fuoriescono in totale autonomia dalla mia boccuccia impediscono la visine di simili particolari.
La mia carriera da piangitrice da soap cominciò alla ridente età di anni sei virgola cinque, una notte di Capodanno. Stavo passando le ultime ore di attesa per fuochi d'artificio, panettone e sbaciucchiamenti vari davanti la TV con la mia famiglia.
Quale interessantissimo e toccante programma potevano trasmettere in televisione una decina di anni fa, così pregnate di significato e di altissimo rilievo da coinvolgere tutta la famiglia tanto da distoglierla dagli ultimi fumanti avanzi di lasagne del cenone? Il film vincitore dell'ultimo Oscar per la miglior regia? Uno sconvolgente documentario sui misteri dell'universo? Il varietà più seguito dell'ultimo decennio? No, ragazzi, niente di tutto questo. Me lo ricordo ancora, si chiamava "Torna a casa Snoopy" ed era un cartone dei Peanuts trasmesso dall'altolocata e famosissima televisione chiamata "Telealtoveneto" (che si prende esclusivamente nel mio quartiere, nel bar-tabacchi della piazza, e nella sede di emittente suddetta, più o meno).
Si, perchè la mia famiglia ci ha sempre avuto una perversa passione per Charlie Brown e Piperita Patty, tanto che in qualche angolo remoto di casa mia capita ancora di trovare i resti della nostra collezione comprendete 32 cassette contenenti all'incirca un paio di centinaia di puntate di questi cartoni.
Comunque, mentre fuori scoppiettavano i primi petarducci, mentre la mia vicina del piano di sotto aveva appena cominciato a cantare in tedesco causa eccesso di spumante, mentre la mia vicina di balcone stava insultando il suo marituccio perchè non aveva ancora notato la sua nuova lingerie rossa messa per l'occasione, io ero lì sul divano con gli occhi lucidi mentre Charlie Brown in TV se ne stava tutto mogio mogio seduto sugli scalini perchè non riusciva a trovare il suo cane.
Voglio dire, sono comunque scene toccanti.
Che poi, ovviamente, una cosa è ovvia tra le fluttuanti, instabili incertezze del pianeta. Il primo pensiero di uno studente degno di questo nome che varca la soglia della sua classe nelle prime giornate di lezione... ebbene, questo pensiero quale potrà essere? Le vacanze di Natale. Ovvio, provato, scientificamente dimostrato. Ci si potrebbe scrivere sopra un manuale di teoremi, su questo, e qui non voglio obiezioni.
Ecco, essendo appunto io un essere umano catalogabile nella specie di sopracitati studenti, durante queste lunghe e soporifere mattinate spesso e volentieri mi accingo a fregarmene altamente del peso molecolare dell'azoto per dirigere la mia mente a tali illuminanti pensieri, e proprio un paio di giorni fa mi viene fatta la proposta di un ipotetico soggiorno natalizio in una a me ben nota città marina della Liguria assieme a zii burattinai di cui potete avere notizia una decina di post addietro.
Insomma, tra il fatto che nella top ten delle cose migliori dell'universo il mare è per me al terzo posto (dopo le patatine fritte e i pelouche a forma di gatto), e la concreta probabilità che anche quest'anno mi riduca il 26 dicembre a guardare i pesci rossi che nuotano nell'acquario immaginandomeli con un cappello da Babbo Natale per la mancanza di qualsiasi altra attività socialmente utile da fare, ho ragionevolmente pensato che non fosse poi una brutta idea. Solo che la mia adorata madre inspiegabilmente pensa che io quando sono fuori di casa non apro un libro nemmeno supplicandomi con canti di preghiera in aramaico antico (eh, gente ingrata!), e per questo è leggermente restìa all'idea di spedirmi per più di cinque minuti in tempo vacanziero fuori dalle invalicabili mura del mio favoloso quartiere (favoloso quartiere composto da: numero abitanti mille di cui ottocentonovanta sopra i 65 anni, pasticceria perennemente chiusa per ferie, club del pensionato con campo di bocce, convento medievale, campetto fangoso dove i rari esemplari di persone sotto i 50 anni si dilettano a giocare a calcio, parco giochi.). Così, confabulando a ricreazione con Amica Fidata mi ritrovo a chiederle un consiglio su come convincere l'adorata genitrice femmina ad acconsentire a questa ragionevolissima proposta. Scartata l'idea di ubriacarla e farle firmare una dichiarazione scritta mentre è sotto i fumi dell'alcool, valuto attentamente l'idea di assumere un comportamento vagamente più disponibile, aperto e umanamente sopportabile per l'immediato futuro.
"Beh", mi dico mentre mi sto dando da fare con le pentole nel tentativo di mettere assieme qualcosa di commestibile per cena, "una buona idea sarebbe anche di interloquire con mamma non solo tramite i miei abituali mugugni, ma con affermazioni vagamente più sensate e intellettuali. Si, perchè no? Adesso ci provo."
Verso il sale nell'acqua bollente e comincio a litigare con mia sorella sul tipo di pasta da cucinare, fino a che l'adorata madre si presenta in cucina con aria esaminatrice.
- TU... tu.. tu stai... CUCINANDO!
- Si.
- Cioè... tu... CUCINI di tua spontanea volontà , senza bisogno di minacce di prolungate reclusioni in collegio, sospensioni di paghetta, ricatti o ROBA SIMILE?
- Esatto. Non c'è bisogno di fare del sarcasmo, mamma.
("no. non va bene. Sii un po' più cordiale e loquace")
- E sentiamo un po', quali meravigliose DELIZIE DEL PALATO staresti per propinarci?
- Sai, al momento mi stavo semplicemente limitando a provocare un innalzamento della costante ebullioscopica dell'acqua nella pentola di acciaio inox che funge da contenitore tramite l'introduzione di quella che, a occhio, corrisponde a una quantità pari a 0,1 moli di cloruro di sodio, per poi accingermi a selezionare attentamente dalla credenza la confezione di quella pietanza che trovo più opportuna per soddisfare l'appetito di tutti i membri della famiglia. Attualmente però stavo avendo un pacatissimo e stimolante scambio di opinioni con la mia consanguinea che puoi notare seduta sulla sedia ubicata alla sinistra del tavolo proprio sul tipo di cibo in questine, ma non riuscendo a trovare un punto di vista comune lascierei a te le scelta, se ti va...
- Come, scusa?
- Non ho ancora deciso. Mia sorella rompe perchè vuole le orecchiette, ma io non le posso sostanzialmente sopportare. Vedi te. Non preoccuparti per il sale perchè l'ho già messo. Devo andare in bagno, continua te.
- E, senti...
- Si?
- Prima stavi semplicemente delirando o cercavi di dirmi qualcosa tipo che ti sei degnata di aprire per la prima volta in vita tua un libro di chimica?
- Ciao, mamma.
Un tranquillo sabato pomeriggio. Io e un'amica si vaga pigramente per le vie del centro, fedeli alla legge non scritta che dice che tutte le quasi-diciassettenni del paese il sabato pomeriggio devono fare qualcosa di drastico. In preda alla noia, scorgendo in lontananza una profumeria, faccio ad amica suddetta la fatidica proposta.
- Che dici, si va a scroccare campioncini gratis prima di tornare a casa?
- Ma guarda che lì i campioncini te li danno solo se compri qualcosa, sai?
- Lo so.
- Ma tu non eri al verde?
- Infatti, è ovvio.
- E allora che intendi fare?
- Seguimi.
Mi ravvio i capelli ed entro tentando di esibire un'aria disinvolta nel negozio, dove una commessa con i capelli fucsia e le ciglia finte mi chiede se ho bisogno di qualcosa.
- Si... cercavo la nouance 57 di questa linea di smalti, per favore
- La nouance 57? Va bene, te la prendo subito.
Attendo un paio di minuti fingendo un vitale e improvviso interesse per un'olio all'aloe vera, che esamino da cina a fondo. Sono immersa nella lettura degli ingredienti al contrario (così, per passare il tempo), quando la Commessa Fucsia arriva da me con l'aria preoccupata
- Scusa tanto - mi dice, - ma la nouance 57 non c'è... credo che l'abbiamo finita
- Veramente? Ma non è possibile! - rispondo, in un'esagerata reazione di stupore. - Una settimana fa sono venuta qui e mi avevano garantito che oggi l'avrei trovata!
- Non so che dirti... eppure il fornitore è passato!
- Oddio, e adesso che faccio? Mi serviva assolutamente! Sa, signorina... stasera devo mettere in scena a Vicenza una commedia sulla triste e lacrimevole storia di una ragazza che, preda a crisi demoniache, finisce col suicidarsi nella casa dei suoi genitori nell' Isola di Pasqua... quello smalto mi serviva assolutamente perchè faceva pandance con la minigonna color tramonto che indossa al momento di togliersi la vita.
La tipa mi guarda con aria perplessa.
- Veramente? E come si intitola questa commedia
- "Il tempo delle noci di cocco"-, improvviso. - Un'opera veramente toccante... comunque se non l'avete proprio vedrò di arrangiarmi in qualche modo, anche se non so come. Arrivederci!-
- No, no, aspetta! Se per te è così urgente potremmo vedere se qui teniamo una tonalità che ci assomigli. Che colore aveva, questa nouance?
- Rosa.
- E che tipo di rosa? Chiaro? Scuro? Brillante? Shocking?
- Uh, beh... non so se ha presente... un'incrocio tra la nouance "madreperla del deserto" e "Orchidea di Nyoah"
- D... d...di Nyoah?- mi chiede, disorientata
- Esattamente. Lo so, sono colori difficili da trovare e non comuni.
- Erg... uh... tipo questo?- Mi dice, porgendomi una boccetta di smalto color rosa confetto
- No... più brunito
- E quest'altro?
- No, più ombreggiato
- Oppure ci sarebbe...
- No, più rosseggiante, ma non troppo.
- Ma non troppo?
- Esatto. Vedo che mi ha capito.
- V... veramente... no, credo che non abbiamo un colore del genere.
- No.... mi sa dire allora quando posso trovarlo?
- Non lo so... forse tra una settimana o forse due.
- Ne è sicura? Non è che poi corro il rischio di venire invano come oggi? Sa, è importante... la tourneè.
- Non te lo so dire... tu comunque prova. E scusaci tanto se oggi sei venuta per niente, la colpa è indubbiamente nostra. Posso farmi perdonare regalandoti qualche campioncino omaggio? Tieni... bagnoschiuma alla fragolina di bosco. E scusa ancora.
- Non fa niente. Grazie comunque e arrivederci?
Esco e porgo il bagnoschiuma alla mia amica
- Hai visto che ce l'ho fatta?
- Tu dovresti essere denunciata al sindacato delle commesse.
- Vabbè, sono dettagli... ti ho semplicemente dimostrato che si possono scroccare campioncini anche senza cacciare una lira, ecco.
- E poi, spiegami una cosa...
- Si?
- Esattamente l' "orchidea di Nyoah", cosa sarebbe?
- Un nome dall'aria molto trendy. Come la nouance 57.
- Lo sospettavo. A proposito...
- Si?
- Ricordami di non entrare mai più con te in un negozio.
- Me lo segno.
Ore 9, in una sonnacchiosa mattina di settembre. Arte.
-Senta, professoressa... volevamo chiederle, giusto per poterlo eventualmente tenere da conto per l'anno prossimo, se lei volesse offrirsi come accompagnatrice per la gita di quarta liceo... che ne dice?
- In gita? Come? Dove? Quando? Per quanto tempo?
- Presumibilmente marzo 2005... si pensava a Roma o a L'Aquila, per tre giorni e due notti
- TRE GIORNI E DUE NOTTI? No, assolutamente no!
- Non può proprio, professoressa?
- No... cioè, fosse per me verrei molto volentieri perchè le gite sono sempre una figata, ma l' AMORUCCIO MIO SANTO non me lo permetterebbe mai!
- Come, scusi?
- Eh, sapete che sono una donna impegnata... non posso abbandonare il mio TESORO così a lungo, proprio no...
* breve momento di imbarazzo *
- il suo... ehm... fidanzato?
- IL MIO COSA? Ma no, state scherzando? I maschi in fondo sono TUTTI DEI PORCI! Ehm... ovviamente non mi riferivo a voi, ragazzi... si tratta del mio CAVALLO!
- un... cavallo?
- Si... tesorucciomiobellodellamamma, non potete immaginare quant'è tenero! Sapete, l'ho comprato l'anno scorso, dopo aver visto la statua equestre di Marco Aurelio a Roma! Mi ha profondamente colpito e ispirato, e allora mi sono detta: Monica perchè non prendi un CAVALLO anche tu? E così il giorno dopo sono andata dal mio ex e me lo sono fatta regalare dicendogli che se non me lo comprava non sarei più USCITA con lui... E allora l'ho preso, e devo dire che ha influenzato positivamente la mia CARRIERA ARTISTICA... in fondo anche Leonardo andava a cavallo! MICHELANGELO andava a cavallo! Persino CARAVAGGIO! E mi sono sentita improvvisamente come trascinata con la mente in una delle corti dell'epoca, e mi sono immaginata una gran dama rinascimentale a cavallo proprio come nei dipinti! Io ADORO il Rinascimento!
Guardo la mia vicina di banco.
- Si vede che la sua mente trascinata è rimasta nelle corti dell'epoca.
- Si, ma poteva andare peggio... immaginati se fosse stata un'insegnante di storia e avesse adorato la rivoluzione francese: sarebbe venuta qui avvolta in un' armatura e con una ghigliottina di legno gridandoci "Morite, felloni!"
Ogni volta che salgo quelle inquietanti scale penso sempre che appesa alla porta ci dovrebbe stare un'insegna tipo quella dell'inferno dantesco... "per me si va nella città dolente, per me si va nell'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente..."
Il dentista e Caronte in fondo hanno molto in comune.
Faccio un respiro prefondo e lentamente, molto lentamente, abbasso la maniglia per entrare in quella delle cinque stanze per i pazienti che mi è stata assegnata.
"UAAAAAAAAAARGGGGGGGGGHHHHHH!"
Un acuto a trecentosettanta decibel che farebbe crepare d'invidia Katia Ricciarelli mi lascia lì, stordita, per un paio di secondi buoni.
Mi si avvicina la mia igienista, che con un sorriso a 42 denti mi trascina vicino alla poltrona.
- Ciao, G! Tranquilla, LASCIA PERDERE il rumore... solo un bambino di cinque anni a cui stiamo facendo lo stampo per l'apparecchio mobile. E' convinto che gli vogliamo far MANGIARE PONGO. E' nella stanza comunicante con la nostra, ma tu puoi far finta che non esista!
"Facile come far finta di nulla se ti appare davanti la Madonna", penso
- E ora girati, fatti guardare... lo sai che ogni giorno che passa sei sempre più SIGNORINA?
"Stai cercando di dirmi che sto invecchiando?"
- Bene, puoi SEDERTI LI', adesso. E dimmi, preferisci il BAVAGLIO di carta con gli orsetti o quello con i marziani?
"Quello fucsia con i Puffi non c'è?"
Quasi dal nulla spunta un'altra dentista, che aiuta l'altra a immobilizzarmi sulla poltroncina di pelle nera e mi lega stretto al collo quella deliziosa salvietta di carta (dimensioni cinquanta centimetri per un metro) giallo fluorescente con simpatici orsacchiotti che fanno le linguacce.
Guardo speranzosa fuori dalla finestra, calcolando che, se lego assieme una mezza dozzina di bavagli, dovrei riuscire a calarmi giù e a riconquistare la libertà per poi trovare rifuglio tra le montagne. Confortata da quest'allettante prospettiva, mi rilasso per un secondo.
"HHHHHHHHHHHRRRG!"
Eh, no. Questo è gioco sporco! Approfittando del mio momento di distrazione le due malvage donne mi hanno infilato in bocca un'affare paurosamente assomigliante a un'amo da pesca.
- Ecco, G. Adesso cominciamo, e vedrai che tra una mezz'ora sarai fuori di QUI! Allora... raccontami un po': come va la scuola?"
- Hrghhurgg
- Che classe fai quest'anno? La terza?
- Hrgg
"No, non faccio la terza. Te l'ho detto due settimane fa che la terza l'ho fatta l'anno scorso"
- Allora la quarta?
- Gh.
- E in che scuola vai?
- Hrggg. Grhhg.
- Come, scusa? Ah, Daniela, passami il cotone!"
- Hrggg. Grhhg.
- Vabbè, facciamo che me lo dici dopo?
- Gh.
"Ci sei arrivata che forse è meglio?"
Silenzio. mi vengono ficcati forzatamente in bocca tre o quattro arnesi, e sento che sto per vomitare.
- Bella giornata oggi, eh?
"Scusi, lei... potrebbe cortesemente togliermi l'aspiratore di saliva che mi è entrato nel naso?"
- Eh, si... una bellissima giornata di fine estate... si vedono ancora le rondini. Ti piacciono le rondini?
" E poi, non è per farle dispetto, ma... le dispiace se le vomito addosso? Nulla di personale, comunque. Solo perchè non respiro più e tra poco comincio a cambiare colore"
- L'unica cosa è che fa un po' freddo... ieri pioveva. Pioveva anche l'altro ieri. Pensa che mia nipote è venuta a trovarmi che ci aveva già la maglia di cotone con le maniche lunghe!
"Ma dai? Eh, non ci son più le mezze stagioni..."
- Eh, non ci son più le mezze stagioni!
"Scusi, ma ce l'avrebbe almeno una maschera ad ossigeno?"
- Domani comunque è prevista pioggia. Bisognerebbe godersi questo pomeriggio di sole...
"Fosse per me l'avrei fatto... sa non è proprio la passione della mia vita starmene qui con venti affari di ferro dietro il molare e un aspiratore che mi è finito nel naso. Anzi, se cortesemente volesse toglierlo..."
- E poi... oh, ma cos'hai qui? Potevi dirmelo che ti era finito l'aspiratore nel naso!
" Non è colpa mia se non è telepatica, sa?"
- E raccontami un po'... ce l'hai il ragazzo?
"Non vedi la fila di miei devoti fans che ululano davanti alla porta col cuore infranto?"
- Ma certo che ce l'hai... non può una signorina come te non averci il fidanzatino!
"Mi scusi, mi sta prendendo per il culo?"
- Eh, si cresce così in fretta... e tua mamma lo sa?
"E poi lei, i cazzi suoi mai?"
- E da quanto state insieme?
"Ci sposiamo sabato prossimo"
- Oh, ma cosa vedo qui... ti sono saltate le sigillature, ragazza mia! Dobbiamo rifarle! Aspetta, allora... chiamo tua madre per dirle che devo trattenerti qui un paio d'ore in più...
"No. La prego, no! Non sia così cattiva... mi conceda almeno dieci secondi di vantaggio!"
- Però sarà una cosa da nulla, vedrai.
E' gente malvagia.
Post dedicato a Gaia-Chan
Trovo che lo studio dentistico sia un posto inquietante come pochi.
Il mio si trova tra un rivenditore di Jaguar e un asilo nido, e ha dei vetri anneriti, in modo che da dentro si riesca a vedere fuori, ma da fuori non si veda proprio nulla di quello che sta oltre la finestra (e la cosa di per sè è già preoccupante). Appena accanto all'entrata staziona stabilmente un grande acquario tropicale, di quelli tutti decorati con alghe autenticamente o finte, anfore, conchiglie e cianfrusaglie marinare varie. L'ultima volta che l'ho visto era però sospettosamente vuoto.
- Scusi, signora! - chiedo alla segretaria, - ma due settimane fa questo coso non era pieno di pesci?
- Si, lo era. Però il più grande se li è mangiati tutti, e quindi è rimasto solo quello.
Guardo un pesce nero di discrete dimensioni e l'aria cattiva.
- Se... se li è mangiati lui?
- Già .
Mi avvio verso le poltroncine della sala d'attesa, tremando leggermente. Se già i pesci sono dei cannibali, figuriamoci gli umani.
Sopra un simpatico divanetto color giallo girasole vedo posata una copia di Vogue... la prendo in mano, la guardo, la sfoglio febbrilmente: è proprio lei! La cara, vecchia copia di Vogue dell'ottobre '96 che ormai da anni mi fa compagnia quando vengo lì.
La apro a pagina 72, dove una Naomi Campbell dall'aria allegra sfoggia un minuscolo bikini argentato.
- Ciao, Giulia! Ancora qui? -, mi saluta.
- Eh, si, Naomi... io non ci volevo venire, mi ci ha trascinato mia madre perchè dice che sennò da grande devo spendere miliardi in otturazioni e denti finti! Sai com'è fatta lei...
- Già ... conosco tua madre.
- D'altra parte però te non hai di questi problemi... guardati, ci hai dei denti bianchi che sembrano quasi falsi!
- Veramente i miei SONO falsi. Come il resto, no? Le labbra, il sedere, le cosce... mi pagano per questo, no? E' il mio lavoro!
- Ah, lo sospettavo.
La modella mi guarda con aria divertita dalla pagina 72. Le rispondo con un'occhiata depressa.
- Allora dimmi, Naomi, come vanno le sfilate?
- Bene, sai... l'altro giorno ne ho fatto un paio a Parigi, per la collezione primavera-estate del prossimo anno. Però sto cominciando ad annoiarmi, sono sempre i soliti posti, le solite cose... passi più tempo in sala trucco che nel resto della città ! Una rottura di scatole che non ti dico! Scusami, ora devo scappare! La segretaria sta annunciando il tuo nome, e io devo andare a girare un'altra di quelle pubblicità con il cane parlante... e dire che io sono allergica ai cani! Buona fortuna!
- Grazie, Naomi... alla prossima.
Chiudo la rivista con Naomi, raccatto la mia borsa e con l'aria smorta di una sequoia si fronte a una segheria salgo le scale per raggiungere la sala dei pazienti.
Mia madre e il mio pro-zio si sono arrampicati sul forno nel vano tentativo di recuperare un microbico filetto di tungsteno che si è staccato e ha fatto saltare il tutto. Mia sorella si è fregata il mio lettore CD per ascoltarsi lo Zecchino d'oro del 1988. Fuori piove e il cane dei vicini si è rifugiato in mezzo al mio lenzuolo che il mio adorato genitore si era preso la briga di stendere circa venti minuti or sono, e il mio unico passatempo pomeridiano consiste in un tema sulla pena di morte. E il mio pesce rosso ha appena tentato di suicidarsi saltando fuori dall'acquario ma è stato recuperato in tempo. Ho dissuaso mia sorella dal praticargli la respirazione bocca a bocca, sennò è la buona volta che si suicida davvero.
Qual'è il senso di tutto ciò?
Mi stavo innocentemente appropinquando ad entrare in un bar con a seguito sorellina urlante & invocante florida et copiosa razione di gelato, quando su un tavolo un'anomala sfumatura rosa che identifico all'istante attira la mia attenzione.
Rifilo a mia sorella una banconota da cinque e la invito cortesemente ad arrangiarsi ergo levarsi dai piedi, e mi avvicino al tavolino.
Sto per apprestarmi a sfogliare il quotidiano, ma la mia colossale ferrea imbranataggine mi induce a rovesciare un posacenere in vetro di dubbio gusto, che si sfracella al pavimento con un allucinante tintinnio. Mi guardo attorno, e con una discreta dose di imbarazzo lo raccolgo e lo rimetto dov'era.
Circa dieci secondi dopo un ragazzo di suppergiù quindici anni, impiegato al bar come cameriere, compare dal nulla accanto a me paonazzo in volto.
- COSA STAI FACENDO, TE? - mi chiede, urlando
- Io... scusa... cioè, non l'ho fatto cadere apposta... comunque era vuoto, e non si è fatto un graffio. E' come se non fosse successo niente, davvero!
- NO, chissenefrega del posacenere... Mi riferivo a QUELLO! - sbraita, indicando il giornale che sono intenta a leggere
- Questo? - chiedo, dubbiosa
- Si. Ma lo sai almeno COS'E'?
- Certo che lo so... gli occhi per leggere il titolo ce li ho, e la mia vista è pari a dieci decimi.
- E ALLORA?
- Allora cosa?
- SEI SICURA che vuoi proprio QUELLO? Qui nei tavoli ci sono molti altri giornali... "Il giornale di Vicenza", "Il Gazzerttino", "Il Corriere della Sera", persino "Il sole 24 ore".... se vuoi da qualche parte ci sono sicuramente anche "Vanity Fair" e "Novella 2000"!
- Ma a me di Vanity Fair non me ne può fregare di meno... e poi, scusa, c'ho l'aria di una che legge Novella 2000? Se sto leggendo questo è perchè voglio leggere questo. Ci sono problemi, per caso?
- No, è che tu... sei una RAGAZZA!
- Ma davvero? Sai che non ci avevo pensato? Complimenti per la brillante deduzione!
- E in un GIORNALE COME QUESTO quali servizi LEGGERESTI?
- Mah, guarda... lo stavo sfogliando perchè mi hanno detto che ci avrei trovato un brillante resoconto dell'ultimo torneo di Lancio Del Piumino Da Cipria...
- COME, scusa?
- Il servizio sugli anticipi di campionato di ieri, Inter-Chievo e Milan-Livorno, ecco cosa.
- E te COME FAI a sapere che IERI cominciava il CAMPIONATO?
- Senti, cicci... sai quanti telegiornali al giorno guarda mia madre? Sette. E sai quanti parenti maschi abitano nel raggio di dieci chilometri da casa mia? Diciassette. E sai quanti adolescenti maschi ci sono nel mio liceo? Circa settecentocinquanta. Pensi che ci sia la seppur minima possibilità che, valutati attentamente questi dati, io non sia a conoscenza dell'inizio del campionato?
- IO... uh... cioè...
- Stammi bene a sentire: io oggi pomeriggio devo incontrare due cugini interisti e uno zio milanista, ed essendo io juventina dovrò passare circa tre o quattro ore a fare lunghe e argomentate disquisizioni con loro sulle favorite per lo scudetto. Devo aggiungere altro?
- No, ma... tu...
- Allora, a tre anni ho guardato la prima partita di calcio della mia vita. A sei ho seguito il primo mondiale. A nove sono rimasta alzata per seguire quella finale di Champions in cui la Juve battè l'Ajax ai rigori. A undici facevo compagnia ai miei cugini mentre facevano il fantacalcio. E ora che sai il mio curriculum di tifosa calcistica potresti cortesemente smetterla di guardarmi come se stessi leggendo un giornalino porno, andartene e farmi finire l'articolo? Grazie.
Ho capito. La prossima volta che mi voglio leggere la Gazzetta dello Sport me la compro all'edicola.
Persone che in seguito ad attento esame di coscienza praticato dal mio istinto di auto-conservazione credo sia il caso che non intravedano neanche col binocolo questo blog:
- Mia madre (se voglio poter avere ancora un tozzo di pane a cena, un letto caldo dove dormire e non essere data in adozione)
- La mia prof di matematica (se non voglio che lunedì con sguardo iniettato di sangue e istinti omicidi mi si avvicini chiedendo "Befana a chi?")
- I miei vicini di casa (se non voglio rischiare di essere colpita ripetutamente con una bottiglia semivuota di grappa la prima volta che cerco di
scendere le scale)
- Il proprietario della nostra catapecchia di montagna (che per ripicca potrebbe decidere di toglierci la corrente elettrica o far esplodere la stufa)
- Tutti coloro che hanno un qualunque remoto grado di parentela con me
- I miei pesci rossi (che potrebbero chiedere il trasloco)
- Chiunque pensi che le ragazze che occupano il bagno per più di venticinque secondi quando a qualcun altro scappa la pipì siano meritevoli di morte lenta e dolorosa
- La mia prof di Italiano (che potrebbe farmi mangiare il suo bouquet nuziale alla prima occasione)
- La tipa dell'agenzia di viaggi vicino all'ufficio del mio adorato genitore
- Il mio adorato genitore (vedi punto primo)
- E' tutto, credo
*DELENDELENDELENDELEN*
"Ma cos'è questa? Una campanella? E da quando in qua assomiglia al campanaccio delle mucche? Che le sia successo qualcosa?"
- Buongiorno, ragazzi. Spero che vi siate divertiti durante le vacanze.
"Sicuramente, vecchia racchia, mi sarei divertita di più se non avessi dovuto vedere la tua faccia dal primo di settembre solo perchè pensi che nella tua materia sono ignorante come un bisonte nano."
- Come potete vedere siamo stati trasferiti in questa sede, dove rimarremo almeno fino alle vacanze di Natale ovvero fino a quando non saranno stati completati i lavori nell'edificio di via 11 febbraio.
"Ma veramente? Sai che se non me lo avessi detto tu che siamo qui non me ne sarei accorta? Caspita, che spirito di osservazione che c'hai."
- Certo, è parecchio diverso dall'altra sede. Ad esempio qui non ci sono certe diavolerie tecnologiche che c'erano dall'altra parte.
"Che vorresti dire con questo? Che i termosifoni non funzionano, salta spesso la luce e al posto della campanella abbiamo uno stupido aggeggio fregato alla fattoria più vicina?"
-Si, ecco... a questo proposito credo sia mio dovere informarvi che non siamo provvisti di una campanella elettronica e che è compito della bidella segnalare con metodi più artigianali la fine dell'ora...
"Metodi artigianali? Cioè la tipa che, scopa in una mano e campanella nell'altra si dimena come in preda a convulsioni per dire che possiamo fare ricreazione? Se lo dici te... ?"
-.. e che talvolta potrebbero esserci delle interruzioni dell'emissione della corrente elettrica causati dai lavori alla parte vecchia di questo ex-collegio...
"Uh, faremo lezione a lume di candela. Molto romantico, direi. E le candele dove le prendiamo? Sono offerte dalle suore o ce le portiamo noi da casa?"
-... inoltre devo aggiungere che anche i termosifoni non sempre funzionano correttamente e che quindi questo potrà causare, diciamo così, un po' di disagio nei mesi invernali, anche perchè le finestre non sono dotate di imposte. Ma visto che siamo il nove di settembre al momento non ce ne frega nulla.
"E quando arriverà dicembre cosa facciamo senza le tue "diavolerie tecnologiche"? Vieni te a distribuire coperte e cioccolata calda vestita da Babbo Natale? Oddio, che orribile visione. No, forse staresti meglio vestita da Befana. Ti manca solo la scopa e il naso finto."
- E adesso se non avete nulla da chiedere potremmo cominciare la prima lezione di matematica.
"Si, io una ce l'ho. Quante probabilità ci sono che ti trasferiscano in un asilo nido delle Galapagos entro la fine del mese?"
- Dunque, oggi faremo un breve ripasso sulle coniche che, come sapete, vi saranno fondamentali per l'esame di maturità . Cominciamo con qualcuno degli esercizi riassuntivi che avete sul libro. -
" Allora, che facciamo? Mi taglio le vene da sola o qualcuno si offre volontario per somministrarmi una morte veloce e priva di sofferenze? Fatemi tornare a casa *_*"
E comunque è solo perchè, cioè... insomma, perchè mentre sono accoccolata sul water a fare i cavoli miei, noto quei Topolini annata 1994 di mia sorella sul termosifone accanto e mi dico "toh, cos'abbiamo qui? Quasi quasi potrei tentare un'analisi profonda dei mutamenti dello stile dei fumettisti negli ultimi dieci anni e confrontare il testo, i disegni, le ombreggiature, la sintassi, la grafia, i servizi e l'applicazione tecnica del colore secondo l'atmosfera stagionale con quello della settimana scorsa. Per non parlare dei gadget che allegano di anno in anno e che si evolvono come peraltro l'industria europea, l'ingegneria aeronautica aerospaziale e tutto il settore terziario con l'avvento delle nuove tecnologie e darci un'occhiata" o roba del genere (si, di solito roba del genere), e mi immergo in queste letture culturalmente impegative e ci rimango su una mezz'oretta. Voglio dire, non c'è niente di male.
E siccome sono una ragazza pulita, guardando la vasca da bagno mi sento moralmente in dovere di mettere in pratica questo mio apprezzabilissimo segno di civiltà e di rispetto verso il mio corpo ma anche verso le altre persone che vivono a contatto con me, e decido che sì, una lavatina non mi può fare certo male... così ci verso dentro qualche dozzina di perle da bagno e una mezza boccetta di bagnoschiuma alla fragolina di bosco se non altro per beneficiare l'effetto estetico dell'insieme che migliora notevolmente quando tali poche decine di litri d'acqua assumono quell'interessante sfumatura rosacea che si ottiene dosando con precisione sopracitati prodotti.
E una volta in vasca mi sembra ovvio che pensi ai benefici che possono portare al mio equilibrio psico-fisico, che so, tre quarti d'ora o giù di lì di più completo rilassamento tra le bolle, cosa che comporterebbe notevoli vantaggi anche per la vita familiare, mi sembra ovvio. E quando esco io ci tengo ad asciugarmi con cura e completezza, perche sanno tutti che quando si è bagnati si corrono grossi rischi di contrarre raffreddori, influenze, tonsilliti, bronchiti, polmoniti, otiti, altre cose che finiscono in "iti", tosse, cefalea, gomito del tennista, mal di gola, distorsoni agli alluci, ginocchia della lavandaia, mal di schiena e via discorrendo, giusto?
E a questo punto visto che comunque mi devo asciugare i capelli col phon per analogo motivo tanto vale che ne approfitti per ideare qualche nuova sofisticata e trendissima acconciatura con cui folgorare con il mio abbagliante e indiscusso fascino i vicini (ehm *_*), pure sorvolando sul fatto che l'abitante del condomino più giovane ha all'incirca 79 anni (dettagli...).
E già che ci siamo, visto che è brutto lasciare le cose a metà , perchè non approfittarne per tagliarmi anche le unghie , lavarmi i denti, finire quella storia di Topolino che avevo lasciato a metà , riordinare il mio beauty-case, lucidare lo specchio, mettere a posto saponi, lacche e sciampi in ordine alfabetico, controllare l'inclinazione del lampadario, mettere nel cesto della biancheria sporca gli asciugamani appena usati, catalogare i fumetti sopra il termosifone secondo la data di uscita e la casa editrice e altre cose di vitale importanza?
E poi, quando sto per uscire mi cade l'occhio su quella boccetta di smalto rosa shocking che mi guarda così triste e sola... Il suo tappo ha un'espressione talmente affranta che ti senti in dovere di laccarti le unghie per farlo sentire utile.In fondo ogni cosa ha in suo ruolo, in questo mondo... poi ci rimane male se esco senza guardarla.
E comunque, non è affatto piacevole quando esci pulita e ristorata dalla toilette trovarci davanti una fila di gente che ti guarda storto e rantola pietà . In fondo, cosa sono un paio d'ore di fronte all'eternità dell'universo?
Come dice la mia adorata madre, se tutte le ore che passo in bagno le usassi per aiutare le vecchiette ad attraversare la strada, questo mondo sarebbe senz'altro un posto migliore. Ma credo di non essere solo io, quanto tutta la componente femminile della popolazione compresa tra i 14 e i 19 anni.
Si, perchè quando un'esemplare di adolescente femmina pronuncia sciaguratamente in una qualche sua frase la parola bagno, è capace di scatenare interessanti reazioni su tutti gli esseri viventi del vicinato. Si verificheranno fenomeni particolari, quali miracolose guarigioni di vecchietti in carrozzella che all'improvviso avranno riacquistato la capacità di camminare e di raggiungere con ampie falcate l'agognata toilette, grida di genitori in preda al panico che si chiederanno se, se, se avranno l'insperata fortuna di poter rivedere un'ultima volta l'adorato lavandino, la tazza del water e quelle quattro meravigliose mura ricoperte di piastrelle blu così amorevolmente lustrate con il WC-NET (per non parlare di quel delizioso rotolo di carta-igienica appena comprato), fratellini e sorelline che aizzeranno il cane contro di voi per impedirvi di muovere un passo... E la tranquilla, sonnacchiosa quiete del vostro appartamento sarà a lungo solo un lontano ricordo. Ieri, ad esempio, stavo innocentemente passeggiando con aria angelica in direzione di quella piccola, silenziosa stanzetta in fondo a destra, quando sono stata placcata da dietro da mia madre.
- FERMA! COS'HAI INTENZIONE DI FARE, TE?
- Io? Niente... stavo semplicemente andando in bagn...
- COME stavi semplicemente andando in BAGNO? E non ci dici NIENTE?
- Perche, scusa? Cos'avrei dovuto fare, un annuncio al Gazzettino?
- Perlomeno AVVERTIRE! Informare tua SORELLA! Sai che tra un'ora e un quarto tuo padre torna dalla sua CORSA SERALE. E allora lui vorrà FARSI LA DOCCIA, e tu dovrai uscire e noi non riusciremmo più nemmeno a LAVARCI I DENTI!
- Si, ma guarda che io...
- E a NOI non ci PENSI? Siamo una FAMIGLIA, una COMUNITA'! Dobbiamo dividere tutto, preoccuparsi L' UNO DELL'ALTRO! Non puoi tenere tutto per TE. Mettiti nei nostri PANNI, che figura faremmo se per una NECESSITA' URGENTE dovessimo chiedere aiuto ai VICINI... Il bagno è uno solo, non essere così CRUDELMENTE EGOISTA!
- Toccante. Senti, Mà , io devo urgentemente fare la pipì e se mi strattieni qui ancora un po' potrei farmela sotto e tu dovresti pulire tutto il pavimento.
- Ah, è PER QUESTO che dovevi andare in BAGNO?
- E per cosa, sennò?
- VERAMENTE? Solo per questo? GIURALO!
- Si, MÃ .
- Non ti devi VESTIRE, TRUCCARE, PETTINARTI, LAVARTI I CAPELLI, farti una DOCCIA, cambiarti d' ABITO, fare la MANICURE, nemmeno mettere lo SMALTO?
- No, mamma.
- Solo pipì?
- Si, mamma.
- Allora VAI, e TORNA PRESTO!
- Si, mamma. Addio. E' stato bello conoscerti.
... di questi tempi, dove andremo a finire?!
E' statisticamente dimostrato che uno dei pensieri fissi che occupano la testa dei ragazze nei primi anni dell'Adolescenza (almeno finchè tale evento si verifica) è il Primo Bacio.
Si, perchè fino al raggiungimento della maggiore età , il rapporto ragazzi-baci attraversa delle ben precise fasi.
- Età 0/6 anni: il bambino guarda i genitori che si baciano e pensa "ma cosa fanno questi? Si MANGIANO?"
- Età 7/9 anni. il bambino guarda i genitori che si baciano e li prende per il culo. "Mammiina e Papino si stanno baciando, pappappero, ahahahaha!". Se parlando gli amici scopre che uno di loro per gioco ha dato un bacetto a una sventurata coetanea, egli si metterà a ridere cominciando a perseguitare il poveretto e a raccontarlo a fratelli, familiari, maestre e probabilmente anche al gatto.
- Età 10/11 anni. Il ragazzino comincia a rendersi conto della cosa. Sa che un compagno di classe ha baciato un'altra ragazzina, e per questo ha assunto una fama di Vero Duro mentre lei viene considerata dalle amichette una Donna Matura. Decide che quando capita dovrebbe provare quest'esperienza lui stesso, anche se non coglie il perchè di questa necessità .
-Età 12/14 anni. Il pensiero comincia a impegnare consistente parte dei neuroni del ragazzo, che potrà iniziare a fare cose molto stupide in vista del Grande Momento, in particolare se sopracitato ragazzo/a ha individuato nell'universo un'esemplare del sesso opposto che gli piace parecchio.
Tra le suddette cose stupide menzionerei quelle che ho fatto io: prendere in prestito dalle coetanee numeri arretrati di Top Girl nella vana speranza di beccare un articolo che fornisca dettagliate istruzioni sulla Tecnica da applicare per la prima pomiciata, compiere gesti imbarazzanti con il cuscino e riempirlo di rossetto in un tentativo di allenamento, armarsi di binocolo per esaminare da lontano ignari Vicini di Casa in fase di avvinghiamento per capire meglio come si fa,riguardarsi scene di film romantici registrati di nascosto per imitare la loro Tecnica, leggersi articoli di Focus di dubbia età che raccontano che durante un bacio la coppia si scambia circa 120 colonie di batteri con esclamazioni di disgusto et simili.
Poi arriva il giorno del Primo Appuntamento con un attraente esemplare del sesso opposto, ed è lì che ti prepari minuziosamente per l' Evento. Ti rinchiudi in bagno per ore mentre fuori qualcuno minaccia di smontare la serratura e chiamare il Soccorso Alpino, ti lavi i denti con tanto di filo interdentale fino a fare sanguinare le gengive, intraprendi con Amica Fidata lunghe discussioni sull'argomento rossetto ("ma scusa, poi magari a lui non piace... e se gli lascio il segno?Meglio solo un po' di lucidalabbra. E se poi mi va via?"), ti lavi, vesti profumi, infiocchetti tra gli sguardi perplessi e sinceramente sconvolti dei tuoi e vai.
Ma il bello del Primo Bacio è che generalmente succede quando non te lo aspetti. Quando sei spettinata, senza filo di trucco e in un contesto neanche troppo romantico (nel bagno della scuola, davanti ai bidoni dell'immondizia e simili delizie, eccetera). Ma a te non te ne frega nulla.
Ultimamente ho pure notato che è dopo un bacio che si dicono non solo le romanticherie più romantiche("Cara, i tuoi occhi sono come rondini che sorvolano l'oceano infinito"), ma anche le cazzate più spaventose. A me sono sfuggite cose tipo "Mi aiuti a sprimacciare i cuscini?" "Ti piace la mia sfumatura di lucidalabbra?" o ancora "Posso pettinarti?".
Per un qualche inspiegabile motivo, il mio ragazzo è riuscito a rimuovere dal suo cervello simili cazzate e continua a volermi bene come prima. Come dire, c'è gente strana a questo mondo.
Questo post è dedicato a quella santa donna che ne è protagonista e che nonostante io sia una perfetta imbecille riesce ancora a trovarmi simpatica, e a non proporre all'intero consiglio di classe la mia immediata espulsione dal liceo.
Antefatto: approfittando del fatto che ero l'unica povera sfigata dell'intera compagnia a doversi sorbire 3 ore a mattina di corsi di recupero a scuola, sono stata incaricata dalla mia compagnia di amiche di andare a indagare sulla effettiva verità della voce che circolava tra noi riguardante un possibile matrimonio tra la mia prof di italiano e il mio prof di fisica, che si erano messi assieme durante il consiglio di classe di fine primo quadrimestre, questo febbraio. Stavo girovagando ieri per i corridoi nella pausa tra un corso e l'altro, quando a qualche metro da me scorgo proprio lei.
"Oh. Eccola. Ecco, approfittane. Però ricordati: discrezione, tatto e disinvoltura. Non dire cazzate. Tatto e discrezione."
- Ehi, G.! Ciao!
- Professoressa, buongiorno!
- Che ci fai da queste parti?
- Matematica e Chimica, professoressa... stavo cercando la mia classe.
- Bella mattinata di fine vacanza, eh?
- Meravigliosa... era un po' il mio sogno (No... no... ecco, non dire nient'altro).
Lei ride.
-Si... capisco. Senti, ti andrebbe di approfittare della pausa per prendere una cioccolata insieme?
Rifletto un secondo. In fondo perchè no? Lei è una tipa in gamba, e poi... "E' l'occasione giusta. Se non ne approfitti ora quando mai riuscirai a scoprire qualcosa?"
- Hmmm... si. Per me va bene. Grazie.
Ci avviamo nel sotterraneo, vicino ai laboratori di chimica, dove ci sono i distributori automatici.
- Allora, G, come sono andate le vacanze?
- Benissimo, direi. Adesso anche a Stromboli sanno che ho preso il debito in matematica... ("Cosa cazzo stai dicendo, cretina?")
- A Stromboli? Sei andata fin laggiù?
- Beh, a dire la verità lì ci ho passato solo un giorno. Sono andata nel messinese...
- Ah, bello! Piacerebbe anche ame andare in Sicilia... ci devono essere un sacco di cose da vedere!
- Già . Un sacco di cose.
* SILENZIO *
"Ecco... ora chiedile qualcosa te. Però fai la vaga... Comincia da lontano. Tatto e disinvoltura... fai la vaga."
- Lei invece dove... cosa... Come sta? Cioè, intendo... uh... E' verochesisposa?"
"Grande tatto e disinvoltura... razza di idiota. Adesso questa ti uccide! Ma come cavolo hai potuto..."
Quella mi guarda, come se all'improvviso mi fossero spuntate le ali
- Cioè... scusi. Non volevo. E' che sa, si diceva in giro... da com'è... si ma lo so che probabilmente non...
- E te come lo sai?
- Io?
- Come fai a saperlo?
"Ecco, ora sta calma. Dì qualcosa di intelligente. Non sparare cazzate. Ricordati che questa qui la vedrai ogni giorno per i prossimi due anni."
- Me lo ha detto la Chiara. Me lo ha detto lei, che l'ha saputo dalla Alessandra, che lo ha saputo dalla Elisa, a cui è stato riferito da... boh, non lo so chi gilel'ha detto
"Ecco! proprio qualcosa di intelligente! Ma te le prepari prima o ti escono così, cretina? Senti, fai una cosa saggia, l'unica della tua vita: inventati una scusa e squagliatela."
Stavo appunto per dire che avevo lasciato il pesce rosso nel forno a microonde e filarmela, quando questa qui fa la cosa che meno avrei pensato facesse: si mette a ridere. Ma tanto. Tantissimo. Non riesce a fermarsi. Come me nei momenti peggiori.
- Vuole che le vada a prendere un bicchier d'acqua? Comunque guardi che la notizia non la sa nessuno, veramente. Cioè, io l'ho detto solo ad Alice, a Monica, a Marco e Davide, ad Alessandro, alle due Federiche e quindi c'è l'eventualità che lo sappiano all'istituto d'arte, a un' amico di Messina e a Linda (n.d.St: un'amica tedesca) e quindi... oh, forse lo sanno pure in Germania. E a Vale, che anche se si è trasferita in Puglia voleva sapere se voi..." ("Senti, ora fammi un favore: taci. Fermati. Stai zitta. Chiudi quella ciabatta!")
- Scusi. Forse è meglio che vada.
Sto per fuggire e cercare un angolino per nascondermi, quando sento una voce che mi chiama.
- G?
- Si?
- Ti andrebbe di venire a vederci in chiesa, quel giorno?
- Veramente ? Cioè... me lo chiede adesso che... Insomma...
- Si. Ci farebbe piacere. Però per favore... non dirlo a nessuno!
Rido.
- Ci proverò.
Sentite... io adesso mi sono permessa di raccontarvi questa cosa, però per favore: se venite dalle parti di Vicenza, non parlate con nessuno che di professione faccia l'insegnante. Per la mia incolumità .
"Levati. Stai giocando col MIO computer da ben dieci minuti. Ti ho lasciato fin troppo."
"Mmmmm."
"Niente Mmmmmm, cara. Levati."
"Mmmmm... unsecondosolochefiniscodifarequestagara."
"Uno. Passato. Ora levati"
"Aspettaspettaspetta... SI! VAI! MA VIENIIIII! "
"Ecco. Finita. Sgomma."
"Aspettaspetta che ora c'è la premiazione...!"
*CLICK*
"NOOOOOO! Me l'hai spento! Proprio ora che..."
"Fila adesso. C'ho da fare."
"Cos'è di così importante?"
"Devo guardare il mio blog."
"IIIIIH, ancora? Ma se l'hai fatto un quarto d'ora fa?"
"Si, ma potrebbero esserci nuove visite!"
"E di chi? L'unica che lo guarda sei tu. Guarda che lo so che te lo visiti da sola almeno quattro volte al giorno perchè così fai aumentare il numero delle visite segnalato dal contatore e puoi vantarti in giro"
"Non è vero."
"Si che è vero. Guarda che poi la mamma lo vede quando arriva la bolletta del telefono. E se non lo vede da sola le dirò io che..."
"Apri un'altra volta quella bocca e ti impedirò di giocare alla rom dei Pokemon per il resto della tua sciagurata esistenza."
"Non puoi farlo"
"Posso."
"Ecco, vedi? Il contatore segna le stesse visite di prima. Nessuno ti pensa. A nessuno gliene frega nulla di te perchè scrivi solo cazzate. Nessuno ti conosce. Non lo leggeranno mai. Non..."
*SLAM!*
(in lontananza) "MAMMAAAA! MIA SORELLA MI HA SBATTUTO FUORI DALLA PORTA!"
Echeccavolo...
Secondo me sbaglia di grosso chi dice che gli oggetti non hanno un'anima. Non è vero. Non è assolutamente vero. Beh, magari non tutti, ma alcuni ce l'hanno.
Avrei dovuto capirlo da come mi fissavano dalla confezione con un'aria diabolica e un po' bastarda, che sarebbe andata così, che nel profondo del loro Io erano creature malvage. Ma no, ho creduto che fosse solo una mia impressione, e le ho acquistate lo stesso. Gli ho dato una casa e un confortevole alloggio (l'armadietto del bagno). Le ho tirate fuori da quel pezzo di cartoncino che le imprigionava, ho reso loro la libertà disponendole ordinatamente sulla lavatrice. Esseri irriconoscenti. Tramavano contro di me fin da allora.
E così, stamattina, mi sono alzata, ignorando il mio triste destino, per avvalermi di un loro disperato aiuto. E non le ho trovate. Se ne sono andate! Hanno approfittato della mia indole angelica per fuggire indisturbate verso qualche meta nascosta. Scomparse. Forse dovrei chiamare "Chi l'ha visto?". Ma sono tutte così, mica solo loro. Anche quelle della confezione precedente. E quelle di mia madre. E di mia sorella. E probabilmente di tutte le altre ragazze dell'universo conosciuto. Dovrei provare a dimostrare scientificamente che sono dotate di volontà propria, e che la loro scomparsa è premeditata. Altrimenti il fatto non si spiega. Apri la confezione e... PUF! nell'arco di cinque secondi non le vedi più. Teletrasporto, probabile.
Maledette forcine per i capelli. E adesso come cavolo faccio a presentarmi a scuola per la consegna dei compiti delle vacanze estive senza che scambino la mia rigogliosa chioma per una criniera di scimmia urlatrice andata a male? Ottantanove centesimi buttati nel cesso.
E' successo un pomeriggio di fine estate... ero in macchina con i miei zii e mio cugino S., di ritorno dalla Liguria, e mia zia (che di mestiere fa la burattinaia ), stava cantando a squarciagola le deliziose canzoncine per bambini che costituivano un importante parte dello spettacolo con cui avrebbe debuttato in una scuola materna di lì a non molto. In particolare la sua canzoncina principale, ovvero quella con cui ci stava assillando di più, faceva così:
"Essere un lupo è così cupo, essere un lupo è così cupo, uffa, uffa, uff, uff uuuuff! ... Il lupo è... un animale come tutti gli altri, perchè... (...)" (Il tutto cantanto ovviamente in falsetto e con uno strombazzare in sottofondo, con tanto di ampi gesti con le mani).
Essendo noi ormai praticanti fissi della casa di mia zia, abbiamo imparato a non curarci di simili virtuosismi vocali e neppure degli sguardi incuriositi della gente che ci sfrecciava accanto in autostrada. Ma dopo duecento chilometri, ne avevamo abbastanza.
Lo zio, che sa bene che in questi casi non c'è possibilità alcuna di fermarla, ebbe pietà di noi e ci concesse una sosta all'autogrill, per ristorarci e per concedere un po' di tregua agli apparati uditivi. In poche parole: si entra, ci si fa un mezzo pranzo da Spizzico, si paga, si esce. Stavamo proprio avviandoci verso la macchina quando mia zia (la cui vena canora era stata evidentemente repressa troppo a lungo), sbuca dal nulla e, rivolta a mio cugino, esplode e inizia a cantare: "Il lupo è un animale come tutti gli altri perchè... Essere un lupo è così cupo, essere un lupo è così cupo, uffa, uffa, uff.. uff... uuuuuff...!" Solo che davanti a lei non c'era mio cugino, ma un distinto signore di mezza età in giacca, cravatta e ventiquattrore che aveva interrotto una conversazione tramite cellulare ultimo modello per fissarla con aria attonita. Aveva un espressione che credo di non aver mai visto a nessuno in vita mia.
"Oh. Mi scusi. Non stavo cantando a lei... in realtà credevo che lì ci fosse mio nipote".
"N...n...non si preoccupi." risponde quello, infilandosi in tasca il telefono dopo aver congedato il suo interlocutore con un la richiamo io e l'aria imbarazzata. "Succede." Poi si riscuote e torna ad avere un'aria distinta. "E suo nipote dove sarebbe?" chiede, affabile, pensando già di trovarsi davanti un bel bambinetto in età da scuola materna a cui fare un po' di ghirighiri.
"E' in macchina. Ora glielo chiamo. S., POTRESTI VENIRE UN ATTIMOOOO?"
Vi lascio immaginare la faccia quando, invece del bimbetto, si presenta mio cugino, (altezza un metro punto settanta, età : anni sedici) che, paonazzo in volto, stringe la mano al tipo. Che sorride educatamente, e si allontana con una certa rapidità .
"Brava, zia" dice mio cugino. "Così ora la figura di merda me la sono fatta io!".
Io e mio zio ci lanciamo un'occhiata. Ci infiliamo tutti e quattro in macchina. Un altro viaggio di più che ordinaria follia.