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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:13
sabato, 30 ottobre 2004

Quest'estate capitò che un paio di amiche mi regalarono quel libro, "Sai tenere un segreto?", che non sarà una lettura culturalmente molto elevata, ma insomma, non è che d'estate la gente vada proprio pazza per letture dotte come il "Canzoniere" di Petrarca o il "De brevitate vitae" di Seneca, o sbaglio? In particolare ad Agosto il mio massimo di letture culturali sono due vecchi fumetti dei "Peanuts" e le riviste rubate a mia zia quando vado a fare la baby sitter, quindi ero già sopra i miei abituali standard.
Dicevo, per chi non lo conoscesse, che questo libro parla di una tizia che durante un volo aereo particolarmente atroce si ritrova a raccontare tutti i suoi segreti al suo sciagurato vicino di posto che poi scopre essere il mega-direttore della sua azienda che una settimana dopo va in visita proprio alla succursale dove lei lavora eccetera eccetera...
E qui ho pensato "Uh, ganzo! Potrei farlo anch'io la settimana prossima quando prendo il volo per Catania, magari spiattellando tutto a un tipo qualsiasi possibilmente figo e ricco da fare schifo questo scopre di essere follemente innamorato di me e mi regala gioielli e vestiti costosissimi sperando di aver trovato il Vero Amore, ma poi -tatatà, colpo di scena- io gli dico che non se ne fa niente perchè ci ho già il moroso, e scrivono un libro anche su di me che divento ricca sfondata e vissero per sempre felici e contenti!"
Così, sette giorni più tardi mi infilo sul mio volo low-cost (e già qui ci fu il primo errore visto che la tipa del libro stava in buisness-class) piena di buoni propositi inciuciatori e scopro con mia atroce delusione che la mia vicina di posto è una bimbetta ululante di sette mesi in fase di allattamento con la sua legittima genitrice. Ritenta, sarai più fortunata.
Che poi ci ho pure pensato su, e mi sono accorta che non ci avrei nemmeno sti gran segreti da spifferare. Anzi, magari posso pure spiattellarvene qualcuno, così nel caso capitasse che un tipo qualsiasi possibilmente figo e ricco da fare schifo scopre di essere follemente innamorato di me e mi vuole regalare gioielli e vestiti costosissimi sperando di aver trovato il Vero Amore, ma poi -tatatà, colpo di scena- io gli dico che non se ne fa niente perchè ci ho già il moroso, e scrivono un libro anche su di me che divento ricca sfondata e vissero per sempre felici e contenti, ecco, se un tipo così passa da queste parti può anche contattarmi.

1) Non è vero che ho preso 4 nel compito di matematica di sabato scorso come ho detto a tutti, in realtà ho preso tre.
2) Non è vero che quando mi sono messa a ridere durante l'ora d'inglese era perchè avessi relamente trovato divertente la storia che stavamo leggendo, ma perchè pensavo che la mia prof di Chimica fosse vestita da humus
3) Non è vero che i riflessi rossi sui capelli che ci avevo questa primavera erano naturali, in realtà mi ero fatta le meches
4) Non è vero che il monospalla che mi ha regalato mia madre per il compleanno è tanto cariiiino come le avevo detto, in realtà ci ha un colore orrendo e l'ho già barattato con mio cugino in cambio di quattro bignè al cioccolato e sei penne colorate di cui faccio collezione. A lei dirò che l'ho perso, tanto era più per maschi.
5) Non è vero che le scarpe col tacco fucsia che si è presa la mia amica C. sono tanto cariiine, in realtà credo che se le avessi fabbricate io personalmente col cartone sarebbero venute meglio. E poi sono pure scomode, sembra che ti si sia piantato un chiodo nel tallone.
6) Non è vero che ho saltato la lezione di ginnastica di mercoledì perchè ci avevo "le mie cose", l'ho fatto perchè volevo finire la partita a battaglia navale con la mia vicina di banco che avevamo cominciato durante l'ora di arte.
7) Sono completamente ignorante in fatto di musica straniera attuale e se mi chiedi l'ultima canzone dei Black Eyed Peas (chiunque essi siano) io ti rispondo semplicemente "Come, scusa?". In genere ascolto quella italiana perchè di quella inglese non ci capisco proprio una fava secca. E a me piace cantare conoscendo le parole, anche se sono stonata come il flauto di mia sorella.
8) Trovo che i jeans a vita bassa saranno pure trendy ma siano scomodi in una maniera indecente perchè ti comprimono troppo, beh... ecco... lì, insomma. E non è che sia affatto grassa, visto che al massimo porto la 42. Vabbè, non sarò mai trendy. Sopravviveremo.
9) Non è vero che sono alta 1.68 come dico in giro. In realtà sono 1.66.
Fondamentalmente, direi che per ora è tutto. Che dite, ce lo scriveranno un libro su di me? No? Beh, non sanno cosa si perdono.














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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:23
lunedì, 25 ottobre 2004

Oggi pomeriggio, mentre la mia adorata madre si ostinava a voler propinare alla sua genitrice il risultato di una ripresa con la videocamera digitale operata da me stessa medesima sotto costrizione nei Picchi Desolati, mi sono opportunamente dileguata dal soggiorno, adducendo come scusa l'aver lasciato il gatto sul deltaplano sotto casa o roba del genere.
Insomma, mi stavo spallando davanti alla TV in bianco e nero nella camera dei miei, quando facendo zapping vedo un cartone in cui un moccioso Povero-Ma-Buono misurava la febbre a un uccellino mettendoil termometro sotto l'aluccia della pigolante bestiola. E siccome non ci avevo proprio una fava da fare, mi sono immaginata sulla neve vestita con un giubbotto-caldo-piuminoso-e-pelliccioso e il mio fantastico berretto fucsia a misurare la temperatura a qualche sfigato passerotto smarrito. Siccome l'immagine era più o meno poetica, poi sono passata ad altri animali e ho termometrato platonicamente un gatto, un cane, una volpe, due conigli, un tasso, tre procioni, un muflone e i pesci rossi di mia sorella. E qui mi sorse il dilemma esistenziale della settimana, che porrei all'umanità intera: ma...le anguille, quando ci hanno la febbre, come fanno a misurarsela? Perchè il termometro nella bocca non lo si può infilare perchè dentro l'acqua non serve a niente, e il didietro non ce l'hanno...
Pensate che se scrivo a Piero Angela mi risponde?



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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:48
venerdì, 22 ottobre 2004

Oggi è il mio compleanno. No, lo dico perchè anche se al 99,9999% della popolazione mondiale non frega una cicca, mi piacerebbe ricevere qualche augurio, dato che nella mia nebbiosa cittadina se lo sono dimenticati pressochè tutti. Eh, si. Diciassette. Come passa il tempo... tutti ci avviciniamo incontrovertibilmente alla vecchiaia, all'autunno della nostra vita. Sapeste, ai miei tempi...

E aggiungerei pure, non ci sono più le mezze stagioni.
Bene, vado a far afflosciare l'ennesima torta con poco lievito. Saluti cordiali.


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categoria : gente strana

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:10
mercoledì, 20 ottobre 2004

Vedete, io come tipa sarei un po' disordinatuccia. Ma parechhio disordinatuccia. Mamma dice che sono come Pollicino, che ogni volta che mi muovo lascio tracce del mio passaggio ovunque, e la cosa causa non poche crisi di nervi a chiunque passi di qui per caso. Però, in famiglia hanno trovato un adeguato contrattacco: ogni cosa di mia proprietà che trovano in un posto dove non dovrebbe stare, me la piazzano sopra il mio letto, così sono costretta a risistemarla, per andare a dormire. Non hanno calcolato però che in genere io me ne frego altamente e ciò che trovo nel mio lettuccio a castello lo scaravento di sotto con estrema grazia per non pensarci mai più nei secoli dei secoli amen.
Soltanto che, scaraventa oggi, scaraventa domani è successo un fatto increscioso, cioè che ieri sera per un qualche motivo (forse dotati di mezzi per vincere la forza di gravità, o dotati della mano della mia adorata madre), tutti quei simpatici oggettini sono ritornati lassù. Così, dopo aver sbadigliato un po' in faccia a mia sorella e aver deciso che avevo sonno, ecco ciò che mi sono trovata davanti:
- Una collezione di Topolini annata 1996, due peluche a forma di gatto e il libro di Italiano della prima liceo che dormivano sul cuscino
- Quattro guanti spaiati di colori inauditi e due sciarpe che avevo estratto dal cassetto nel vago tentativo di fare combinazioni trendy con il mio maglione di lana rosa, arancione e giallo cananrino fatto in casa che devo mettere perchè tiene tanto caldo e sennò la nonna con la scusa che col freddo mi viene male al pancino ne approfitta anche per offendersi.
- Il maglione di lana rosa, arancione e giallo cananrino fatto in casa che devo mettere perchè tiene tanto caldo e sennò la nonna con la scusa che col freddo mi viene male al pancino ne approfitta anche per offendersi
- Il mio astuccio
- Le foto delle vacanze di quest'anno
- Quattro orecchini rigorosamente in similargento
- Due scatolette vuote di yogurt alla banana di provenienza sospetta
- La mia cartella dell'anno scorso
- La mia fantastica collezione di foto di nani da giardino
- Il Purgatorio di Dante Alighieri
- La mia fantastica tintura lavabile blu per i capelli (eccola dov'era finita) che uso per far prendere un colpo ai miei quando esco dal bagno
E io, a mezzanotte e in stato amebico catatonico potevo riordinare tutto? Certo che no. Allora mi sono detta "Bene, cara, o il ciarpame o te", e me ne sono andata a dormire nella vasca da bagno utilizzando il maglione di lana della nonna come coperta.
E' un mondo malvagio.















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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:48
domenica, 17 ottobre 2004

Ok, ammetto che all'interno dell'ambiente cucina il frigo e la TV possano avere una certa utilità. Senza il primo ci ritroveremmo ad immergere la carne nel pepe per evitarne l'immediata putrefazione, come i medievali. Senza la seconda... beh, se devo essere sincera io non starei male perchè mi eviterei almeno tre dei sette telegiornali giornalieri che ci sorbiamo a casa mia (difatti ho tentato svariate volte di sabotarla, ma mi hanno sempre beccata e spedita a fare i compiti), ma insomma... è una questione di punti di vista. Non tutte le famiglie sono come la mia ( *ehm* ... mi auguro).
Però, ragazzi, voi sottovalutate una cosa, proprio quella che secondo me è il vero fulcro della vita familiare: la lavagnetta di plastica.
In genere hanno una forma strana, quasi mai quadrata... ce ne sono a forma di pera, di mela, di cuore, di stella, di armadillo, di protozoo in letargo e chi più ne ha più ne metta. La mia ad esempio ha una forma di casa. E possono essere bianche, o a quadrettoni più o meno grandi, o avere delle minuscole rignine blu, ed sono sempre fornite di apposito pennarello (variante blu/rossa/verde/nera), generalmente non funzionante e privo di inchiostro perchè l'adorata madre si scorda di sostituirlo dopo l'uso, che scricchiola in maniera agghiacciante se strofinato contro la superficie della lavagnetta di cui sopra nel tentativo di comportte parole visibili e di senso compiuto.
Comunemente, possiamo rinvenire queso prezioso accessorio appoggiato a muri / credenze / frigoriferi / televisori (nel tentativo di oscurare il telegiornale locale delle 19 ) / porte / tavoli / sedie / lavastovigli / freezer / lavandini / ecosìvia. i suoi parenti più stretti sono le stesse lavagnette ma di grafite nera (che a volte la sostituiscono perchè danno un'aria intellettuale e fanno più figo) e le calamite da frigo.
E sopra, ci trovi scritto il tuo destino. Si, perchè tutte le telefonate da te non intercettate, gli appuntamenti dal dentista, i messaggi da gente che è passata e non ti ha trovato, i negozi da visitare per recuperare gli oggetti più svariati finiscono proprio lì. Scritti in verde svampito, a illeggibili caratteri corsivi. E guardandola, pensi a come la tua giornata avrebbe potuto essere diversa se fossi stata in casa per rispondere a quella chiamata o per incontrare quelle persone. Ci si fanno sopra riflessioni profonde, neh.
Due sabati fa, ad esempio, era uno di quei sabati sfigati in cui vorresti essere fuori per dimostrare al mondo di avere una vita sociale intensa & di conseguenza essere assolutamente trendy e invidiata dal resto delle ragazze del paese e invece sei a casa a rassettare le lenzuola di tua sorella perchè non ci hai un cavolo di nulla da fare (sogno ------> dura realtà). Così, me ne stavo a passare lo Swiffer per il corridoio, quando avverto dalla cucina il familiare scricchiolio lavagnesco. "FIGO! Questa dev'essere sicuramente E. che ha chiamato quando ero in bagno e mi vuole chiedere di andare da qualche parte con lei, stasera!" (Per la cronaca, E. è la tipa che è venuta con me nella profumeria quella volta, la mia compagna dei sabati pomeriggio). Scatto felino sulla soglia della stanza, abbandono dello spazzolone che si schianta mestamente sotto l'acquario, sogni ad occhi aperti di feste, locali, ore di shopping, incontri, varie&eventuali. Vibrante di speranze pongo lo sguardo sul bianco della lavagnetta, ci siamo.
" x G.: Pulire sanitari. E fai presto, perchè tua sorella ci deve lavare i capelli alle Barbie."
Delusione profonda et sconsolata.
Così mi avvio verso il bagno riflettendo sui mali del mondo, e dopo dieci minuti scarsi ricompaio in cucina e sbarro col pennarello quelle parole, per scriverci sopra:
"I cessi sono puliti"
(peraltro in maniera molto poetica). Un paio di giorni dopo, una scritta campeggia vicino a quella, a sua volta sbarrata.
"Ora non più."
Così mi arrangio, e a mia volta scribacchio:
"Ora lo sono di nuovo"
Un po' più sotto compare:
"Si, ma conoscendoti domani saranno da rifare"
Allora vuole la guerra.
"Che certezze puoi avere tu dal futuro per poter affermare una cosa del genere?"
Risposta:
"Che quando ti lavi i capelli trovo tracce di sapone sugli spazzolini e sullo specchio per giorni"
Ribattuta:
"Vorrà dire che non mi laverò mai più i capelli , così il problema è risolto, anche se sul cuscino troverai ogni genere di vermi, di batteri & altri esseri ripugnanti"
Quindi:
"Bene, allora posso anche darti in adozione. E, a proposito, abbiamo intenzione di continuare ancora per molto? No, perchè devo comprare il pennarello nuovo"
E più sotto:
"Lo so, me lo chiedevo anch'io"
Ancora:
"Bene, allora ciao."
Congedo lavagnescamente la genitrice con un
"Beh, cordiali saluti.
P.S: Si, ma non prenderlo nero, che stona con l'arredamento"

Eh, questi oggettini sono dei potenti mezzi di comunicazione.































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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:05
venerdì, 15 ottobre 2004

Bene, gente, oggi si intendeva avviare una brillante disquisizione mediatico-ontologica profonda su un fondamentale accessorio della casa, diffuso nelle abitazioni di tutto l'emisfero boreale.
Ecco, provate a visualizzare nelle vostre delicate testoline una cucina. Una normalissima cucina, va bene anche quella di casa vostra (ammesso che non abitiate a Buckingam Palace, che non è una casetta normale, e allora potete anche andarvene. Ma dubito che il Principe Carlo visiti abitualmente questo blog, e se lo fa ciò costituirebbe prova certa dell'imminente declino dell'Inghilterra). Ehm. Uhm. Si, stavo dicendo... avete appena visualizzato la cucina, no? Ecco, ora, sempre con la mente, entrateci e guardatevi attorno... Accarezzate con lo sguardo cerebrale le credenze, i frigoriferi, i detersivi per i piatti e i tavoli con le ceste colme di mele, di castagne e di ananas, che sono fuori stagione ma che tenete lì lo stesso perchè fa figo e dà un tocco esotico alla stanza. E ora ditemi, qual'è l'elemento più importante, che rappresenta il pilastro portante di tutta la stanza di cui sopra, senza il quale vi sentireste smarriti e rimmarreste seduti ai piedi del forno a chiedervi che senso ha la vita? L'oggetto, l'accessorio che non può assolutamente mancare nella vostra cucina?

Ecco, nel caso voleste darmi una brillante e illuminante risposta, qui sotto ci sono i commenti. Che poi vi dico la mia.


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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:00
mercoledì, 13 ottobre 2004

E' stato scientificamente provato che ogni insegnante hai i suoi metodi collaudati ed efficaci per spaventare gli alunni. Però ultimamente ne ho notato uno particolarmente valido nella macchina della mia professoressa di matematica.
Insomma, io e poche altre povere sfigate si stava innocentemente aspettando accucciate sugli scalini del liceo che arrivasse la prof di per il compito di recupero del debito formativo (e qui già non è che sia un bijoux di situazione, neh). Così, con la solita incresciosa puntualità, ce la vediamo comparire dal nulla alle due del pomeriggio spaccate, pronta per trascinarci nella classe più vicina per cominciare la nostra agonìa.
Solo che tutte le aule erano occupate dai consigli di classe, e per noi non era rimasto nemmeno un sudicio sgabuzzino.
- Che peccato - mi affretto a dire io. - Dovremo rinviare il compito. Bene, a questo punto me ne ritornerei pure a cas... -
- FERMA! No, non ti muovere. Andremo nell'altra sede, che siccome fa freddo nessuno ci va mai di pomeriggio! - (e ci sarà il suo motivo)
- Si, però abbiamo appena pranzato dopo l'ora di ginnastica, non vorrà che ci prendiamo una broncopolmonite, sa... la salute è importante! C'è scritto pure sul libro di biologia che... -
Ma lei già non ci stava più a sentire, e con un'inquietante sguardo da persona posseduta, ci indica la sua macchina.
- SALITE! -
Ci raggomitoliamo in sette su quella punto viola, una nel posto davanti, cinque dietro compresse per metà sotto il sedile, e io nel bagagliaio. Che Dio solo sa perchè, oltre a me ci teneva pure una scatola da sei chili di acciughe sott'olio.
Mentre accende il motore, facendomi spazio tra i giubbotti dei suoi tre figli, faccio capolino con la testa.
- Mi scusi professoressa, non per farmi i cavoli suoi, ma che se ne fa di sei chili di acciughe? No, perchè il pesce fa bene, si, ma...
- Non sono per me, sono per l'animaletto di casa
- E che cos'ha, un ghepardo? Sa, mi sembrano eccessive per un micett.... AAAAAAH! ATTENTA AL SEMAFORO!
- Macchè, che quelli i semafori li hanno messi solo per fare più multe
- Si, però c'è il limite di velocità ai quaranta e noi siamo agli ottantacinqu... AAAAAAH! No, GIRI A DESTRA!
- Si, guarda che la so la strada
- Ma ci sono i lavori in corso e... IL PLATANO, PROFESSORESSA!
- Uh, vero... vabbè, tanto voi le cinuture ce le avete, no?
- Ma non è un buon motivo per...
- Zitte, che mi sconcentrate!
Quando siamo scese a terra, non so perchè, ma è stata la prima volta che ho trovato la prospettiva di un compito quasi allettante. Ma sapete qual'era la cosa più agghiacciante? Non gli ottantacinque all'ora in una strettoia, no. L'arbre magique fucsia e verde smeraldo appeso allo specchietto. Che tra l'altro puzzava pure di banana marcia.





















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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:12
lunedì, 11 ottobre 2004

Comunque, la principale conseguenza di questa tresca scolastica e del Matrimonio, sono due settimane assenza scolastica dei piccioncini causate dal Viaggio Romantico & Culturale tra templi e musei di qualche lontana città d'arte (anche se probabilmente non passeranno il tempo solo a visitare monumenti, come... ehm... ci ha fatto notare una loro collega) . Ovviamente, tutti voi, che siate Adulti Responsabili Maggiorenni e Vaccinati, o Giovani Esemplari di Adolescente, avete provato l'ebbrezza di un'ora di supplenza, e sapete come vanno le cose. Personalmente, ieri sera mi preparavo alla prospettiva di queste diciassette ore buche stilando la seguente lista:

MODI PER IMPIEGARE IL TEMPO IN ASSENZA DEI PROF

1) Narcotizzare il supplente, rinchiuderlo nell'armadio e improvvisare una festa a base di twix dopo avere scassinato il distributore automatico del corridoio
2) Narcotizzare il supplente, rinchiuderlo nell'armadio e fare bunjee-jumping dalla finestra
3) Narcotizzare il supplente, rinchiuderlo nell'armadio ed usare l'elastico dei suoi boxer (o i suoi collant, se è una femmina) per fare bunjee jumping dalla finestra
4) Narcotizzare il supplente, rinchiuderlo nell'armadio e organizzare una sfilata di moda con le collezioni primavera-estate presentate a Parigi pagando gli stilisti con il contenuto del portafogli del supplente
5) Far ubriacare il supplente o fargli respirare i gas ottenuti dal mescolamento del contenuto di provette prese a caso dal laboratorio di chimica e farlo danzare sulle note del "Ballo del qua qua"
6) Narcotizzare il supplente, rinchiuderlo nell'armadio e falsificare i dati del registro
7) Narcotizzare il supplente, rinchiuderlo nell'armadio e travestirlo da baco da seta (o da pomo d'adamo di raganella, a scelta)
8) Narcotizzare il supplente, rinchiuderlo nell'armadio ed andare a rigare l'auto della preside
9) Narcotizzare il supplente, rinchiuderlo nell'armadio e fare una gara di imitazione dei parassiti di un cactus

Cos', fiera delle mie brillanti idee oggi ho presentato la lista ai miei compagni di classe, che se ne sono fregati e hanno passato le tre ore di supplenza a fare i compiti di matematica, e io ho trascorso centoottanta minuti a guardare fuori dalla finestra e a interrogarmi sul senso della vita.
Sono delusioni atroci, e mi sento un po' triste e abbandonata














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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 15:12
venerdì, 08 ottobre 2004

Carissima gentaglia, visto che ci sono tra voi alcuni temerari individui che nonostante le onde radioattive di degradamento del cervello che emana questo blog, si ostinano a continuare a leggermi da un po' di tempo, forse si ricorderanno di quella volta che parlai di una conversazione (peraltro MOLTO culturalmente elevata) avvenuta con la mia professoressa di Italiano a proposito del suo futuro matrimonio con il mio professore di fisica. Ecco, quando la riportai lo feci così per raccontare qualcosa che fosse vagamente diverso dal solito, e non pensavo che avrei più scritto qualcosa sull'argomento perchè credo che di due perfetti sconosciuti che vanno a pomiciare nel laboratorio di chimica ve ne freghi poco o nulla... Generalmente la gente tende ad averne già due scatole dei propri, di professori, per sentire una sconosciuta cianciare dei suoi. Quindi, se già da queste prime righe sentite un' irrefrenabile bisogno di allontanarvi dal computer per fare qualcosa di essenziale tipo lucidare il telecomando, ora potete pure alzarvi e sdraiarvi sul vostro lettuccio a leggere un interessantissimo numero di "Piante e fiori da serra" in attesa del mio prossimo illuminante post (*ehm*). Se invece siete così caparbi e ammirevolmente pazienti (o masochisti, a voi la scelta) da aver voglia di starmi a sentire, sono qui per questo.
Dunque, ci sono appunto queste due simpatiche personcine che dopo miliardi di collegi docenti, non smettono di avere voglia di aversi reciprocamente sempre tra i piedi ma anzi, cominciano a farsi gli occhiucci dolci da dietro la cattedra di nascosto fino a che in una romanticissima circostanza (lo scrutinio di fine quadrimestre della mia classe... cioè, non so se mi spiego: nemmeno nelle soap) si mettono insieme, zitti zitti e senza farsi notare. Ma questo punto se non sbaglio l'abbiamo già visto, no?
Ecco, come si sa nelle storie d'amore si cerca sempre di avere un po' di privacy e di riservatezza per evitare che tutto il condominio sappia quello che fai, loro in particolare poichè sono sempre stati due gentili signor molto timidi e molto discreti. Poverini, ce l'hanno messa tutta... Soltanto che siamo in un liceo di 1675 studenti, e notoriamente i teen-agers (me compresa, ma questo è ovvio) sono molto poco inclini a farsi i cavolacci loro al momento giusto. Per farla breve, ogni santissimo giorno si sapeva (da uno, che l'ha sentito da il fratello di un cugino di un'amica che li ha incontrati ieri pomeriggio) cosa facevano, dove andavano, come se la passavano, dove sono andati a mangiare la sera e tutto il resto, cosa che talvolta li metteva comprensibilmente un po' in imbarazzo.
Io stessa, quando mi hanno appunto chiesto da chi avevo saputo delle loro imminenti nozze, tra i vari sproloqui ho risposto "ormai lo sanno pure al Gazzettino".
Ma arriviamo a stamattina, la vigilia delle nozze. Era l'ora di francese, ed eravamo impegnati in un lavoro a coppie sulla presa della Bastiglia. Solo che, alle 7.45 non è che il tuo cervello ci abbia una chissà quanto sconfinata voglia di apprendere nozioni sulla Rivoluzione Francese, quindi me ne stavo dietro il mio bancuccio a leggere una copia del giornale locale pensando a come evitare l'ora di matematica. Sfogliavo distrattamente le pagine, quando un articolo ha colpito la mia attenzione.

" E Galeotta fu la cattedra
Sogno d'amore tra due insegnati del liceo X"

Non ci potevo credere. Perchè si, quando ho detto che ormai la loro storia la sapevano pure al Gazzettino non è che intendessi in senso letterale.

" Quando l'amore nasce in una cattedra liceale! Davvero le frecce di cupido nascono nei luoghi e nei modi più impensati. Domani, sabato 9, nel Duomo di Santa Maria Assunta in xxxxx, alle 11 coroneranno il sogno d'amore due noti docenti xxxxxxesi, G.Z e R.B, 37 anni lei e 42 lui, attualmente insegnati al Liceo X. Un legame, il loro, nato e cresciuto più di un anno fa... (ecc, ecc...)"

Siamo intesi, stavolta io non c'entro niente.






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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:44
mercoledì, 06 ottobre 2004

Entriamo nel salone, timidamente, quasi a non volerci fare sentire. Sto aiutando F. a sistemare il suo giubbotto sull'attaccapanni, quando scorgo dietro di me con un brivido due inquietanti chiome dai colori irreali che ricoprono due volti dai larghi sorrisi impregati da una vaga punta di sadismo, che incombono minacciose su di noi.
- Ma guarda chi si vede... le due SORELLINE! Da quanto tempo! Allora, care, chi dobbiamo SISTEMARE?
- Lei... cioè, io... cioè... uh... si, ma non abbiamo prenotato... cioè, immagino che non abbiate tempo e in tal caso... ehm... noi ce ne andremmo, quindi... uh...
- No, no, voi non andate DA NESSUNA PARTE! Siamo liberissime!
Una mano mi trascina decisa verso i lavandini, mentre un'altra ha afferrato la mia povera sorellina piazzandola a forza su una sedia di pelle nera ricoperta dai ciuffi biondi di una vittima precedente, accompagnata dalla minacciosissima domanda "ma chi ti ha TAGLIATO i capelli l'ultima volta?". Lei mi guarda con aria sconsolata, e io le faccio un cenno di saluto sentendomi incredibilmente in colpa. In fondo non pettinarsi da tre settimane non è mica una gran colpa... cioè, non è una colpa grave come uccidere il nonno, svaligiare una banca o nascondere il barattolo della Nutella. Non si merita una punizione così crudele, povera piccolina.
L'acqua scorre sui miei riccioli castani, e delle mani massaggiano la cute spalmandoci sopra intrugli dalla composizione molecolare sconosciuta. La sensazione è piacevole, quasi rilassante. E terribilmente illusoria, perchè proprio quando stai cedendo alla tentazione di abbandonarti alla pace dei sensi con l'acqua calda che ti scivola sulla testa, con una velocità impressionante sbuca dal nulla una specie di mantellina argentata, che ti viene legata addosso a mo' di colare rischiando di provocarti danni permanenti alla trachea. La parrucchiera, con ghigno malefico, ti afferra per quella specie di bavaglio e ti piazza sulla prima poltroncina libera, mentre tenti inutilmente di divincolarti e di cercare di respirare. Beh, è una fatica inutilie, perchè tanto non ci riuscirai.
- ALLORA, TESORO! Che ci facciamo a questi riccioli tutti SPETTINATI, oggi?
- Ecco... tra un paio di settimane è il mio compleanno e per l'occasione mi piacerebbero un due o tre colpi di sole
- COLPI DI SOLE! FANTASTICO! Allora, aspetta che ti porto il catalogo così scegli la nouance che preferisci!
Il catalogo consiste in una compilation di ciuffi di capelli finti di circa 2381 colori diversi, appiccicati sopra a un etichetta che li presenta con una denominazione quantomai bizzarra, dal "Yellow shining Sicilian lemon" (che mi fa pensare a quando mi sono rovesciata addosso mezzo chilo di cassata in vacanza a Stromboli, non so perchè) al "trendy green of Beverly Hills". Sto aspettando il "yellow-brown Egyptian's piramid/tomb of Tutankhamon with snakes, scorpion and big fat mummies envloped in old hygenic paper" per sbellicarmi.
- ALLORA, hai scelto?
- Hum... ehm... veramente...
- SENTI, io ti consiglierei un fantastico BLU DI PRUSSIA, che si intona molto con il colore dei tuoi occhi... aspettaspettaspetta che te lo vado a prendere, eh! Possiamo cominciare subit....
- No, no, ti prego...
- No? PERCHE'? E un colore molto trendy!
- Si, ma conta che vorrei evitare di essere cacciata di casa e data in adozione solo perchè è trendy, sai com'è...
- Ah, ho capito... vuoi qualcosa di più SOBRIO?
- Volendo...
- BENEBENEBENEBENE... Allora, qui abbiamo un ARANCIO CAROTA che è avanti anni luce e che se ti vesti con colori molto accesi non si nota neanche molto...
- Si, tieni conto che preferirei evitare di andare in giro con le magliette giallo fosforescente e la minigonna rosa shocking solo per evitare che si notino i capelli.
- FUCSIA?
- Acqua.
- ROSA CONIGLIO?
- No, direi di no
- VIOLA MIRTILLO?
- Colori un po' più soft?
- NON SO; dimmi tu cosa vuoi!
Ti guarda, con gli occhiucci che brillano. Ripone in te tutte le speranze per dare un tocco di vivacità alla sua desolata routine, per fare qualcosa di drastico completamente, assolutamente fashion per cui tu la indicherai a tutte come la parrucchiera più "in" del 2004.
E ti manca il coraggio, sai che stai per spezzarle il cuore. Ci vuole coraggio, ma lo dici lo stesso.
- Mogano. Un semplicissimo color mogano.






























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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:27
domenica, 03 ottobre 2004

Ehm. Uhm. Torniamo a noi

In genere io e mia sorella dalla parrucchiera ci andiamo in tandem. Lei perchè ha la spiacevole abitudine di considerare il pettine, eccetto a Natale, Pasqua e il giorno del suo compleanno, uno strumento obsoleto, superfluo e dalla funzione puramente decorativa; io perchè i capelli ricci hanno nel loro spirito intrinseco un innato senso anarchico e tendono a fare un po' quel che cavolo vogliono.
In generale, i saloni dei parrucchieri sono contesti molto particolari, habitat assolutamente unici con elementi particolari che non troverai da nessun'altra parte. Facciamo qualche esempio:
- Sfavillanti alberi di Natale all'inizio di Novembre, arricchiti con lustrini blu e argento, bastoncini di zucchero, slitte in similvetro & amenità varie (perchè dà un tocco di allegria all'atmosfera generale)
- Poster di modelle la cui esistenza è effettivamente dubbia, con capelli argento sparati in aria e un lungo ciuffo magenta a forma di cavatappi che gli passa proprio davanti al naso e che scruti attentamente cercando evidenti segni di fotomontaggio (e che comunque ti fanno un po' paura)
- Parrucchiere e sciampiste la cui esistenza è sciaguratamente reale, con capelli argento sparati in aria e un lungo ciuffo magenta a forma di cavatappi che gli passa proprio davanti al naso e che scruti attentamente cercando evidenti segni di degenerazione mentale (e che ti fanno ancora più paura)
- Carampane di età non decifrabile che sbraitano perchè volevano la tintura di un rosso Tiziano un po' meno Tiziano e la cotonatura di un mezzo centimetro più bassa
- Vogue del 1996 che indubbiamente devono aver rubato dallo studio del dentista lì vicino (con la solita Naomi che ti fa ciao ciao con la manina, riconoscendoti), Novella 2000, Chi, Oggi, Gente, Gioia, Anna, Eva 3000 e qualsiasi altra rivista di varie annate che citi almeno una volta Pappalardo, Michelle Hunzicker e la morosa del principe Carlo
Insomma, è un pomeriggio come tutti gli altri e tu hai deciso che ti va di fare qualcosa di drastico, come tentare un paio di colpi di sole per cambiare un po'. Raccatti il portafoglio con un paio di banconote da 10 scroccate a mamma in seguito al di lei buonumore dovuto a ritorno dal supermercato tutta contenta per acquisto di cinque paia di mutande rosa in offerta, raccati sorellina ululante che sta tentando di tagliarsi i capelli da sola con la lametta da barba di padre per farti vedere che non è vero che ha i nodi, leghi la tua rigogliosa chioma riccioluta con l'elastico più carino tentando di dare l'impressione di essere tremendamente sexy anche senza parrucchiere, tenti di uccidere sorellina suddetta in seguito a un suo innocentissimo "così assomigli alla testa della Barbie dopo che l'ho lasciata dotto il materasso tutta la giornata", parti.








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categoria : vita vissuta eh

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:45
venerdì, 01 ottobre 2004

Salve. Scusate a tutti, ragazzi miei ma ho deciso di concedermi un paio di giorni di vacanza e di assenteismo dal blog. Capita che attualmente io sia più ringhiosa di un leone a cui hanno sgraffignato la bistecca (o di mia sorella quando le nascondo i pupazzetti di Hamtaro, vedete voi), quindi conoscendomi so bene che potrei arrivare a scrivere o a fare qualcosa di veramente drastico.
Tipo confessarvi che io non sono l'allegra tizia che avete sempre immaginato, ma un pensionato settantottenne con il triplo mento e la pancia alla Fantozzi che passa le sue giornate a guardarsi le partite dell' Inter e Beautiful di nascosto tracannando birra. E che ha aperto il blog soltanto perchè i suoi amici e le carampane del club di bocce se n'erano andate alle Maldive e non aveva più nulla da fare.
Potrei farvi qualche crisi esistenziale, in questo modo.



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