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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 15:14
lunedì, 28 febbraio 2005

 

 SCUSE DA INVENTARE SE QUALCUNO CHE CONOSCO LEGGE QUESTO BLOG:

a) No, non è mio: mi sono fatta clonare
b) No, non è mio: in realtà non mi chiamo Giulia ma Gustavo
c) No, non è mio: in realtà non sono una liceale diciassettenne ma ho 84 anni e passo la giornata a bere grappa giocando a tressette
d) No, non è mio: in realtà sono analfabeta
e) Si, è mio, ma lo scrivo negli attacchi di sonnambulismo
f) I don't understand your language: I come from Groenlandia
g) No, non è mio: in realtà sono un marziano verde con le antenne e le squame che si è impossessato del corpo di una vile terrestre.
h) No, non è mio. In realtà sono un travestito di nome Johnatan che veste i panni di ragazza e che passa le giornate a guardare Beautiful.

(Soluzione alternativa: se il soggetto si ostina a non credere alle mie argomentate risposte, dargli una mazzata in testa che causi consistente perdita di memoria, convincerlo che in realtà è uno Yeti narcotizzarlo col cloroformio, imbarcarlo clandestinamente su aereo scelto a caso con destinazione Himalaya, informare i suoi parenti dicendo che è morto affogandosi sul lavandino)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 15:40
venerdì, 25 febbraio 2005

 

5 MODI per farsi notare la sera in discoteca quando tutti ci hanno già la tipa e non vi si fila nessuno
(dedicato a tutti i miei lettori maschi preferiti, ma va bene anche per la sottoscritta):

  1. Intrufolatevi negli studi di registrazione dove un Cantante Ricco E Famoso sta incidendo il nuovo disco e intascatevi i suoi spartiti. Prendete a randellate il Dj o narcotizzatelo con il cloroformio, andate ai piatti e cantate a squarciagola le canzoni degli spartiti di cui sopra dicendo che le avete scritte voi.
  2. Prendete a randellate il Dj e mettetevi a declamare l’Amleto al contrario
  3. Dite ad alta voce alla cubista con un accento inglese molto politically correct che siete i figli del cugino del Principe Carlo e che siete ospiti nella Reggia di Caserta per qualche mese in vacanza studio (potrebbe risultare più credibile se la Discoteca non si trova a Bergamo Alta)
  4. Mettete un lassativo nella birra del Dj e dite che siete stati voi
  5. Narcotizzate il Dj con il cloroformio, prendete la sua postazione e urlate col megafono che avete scoperto che in realtà è un travestito che si fa chiamare Samantha, vive con sua madre e passa tutte le sere a vedersi le registrazioni di Beautiful

Attenzione, i metodi possono avere controindicazioni ed effetti collaterali, se ne sconsiglia l’uso ai minori di 14 anni, a chi ha la madre che lavora in discoteca o a chi è egli stesso il Dj.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 18:10
martedì, 22 febbraio 2005

 

LA NEVE (che tutti fanno un post sulla neve, potrò pure farlo anche io, no?)
Post dedicato a Mightymouse

Stavo leggiucchiando sul blog del signor MightyMouse  della speranza di lui medesimo blogger di una sacrosanta nevicata nel futuro più immediato e conseguente cazzeggiamento sul bianco manto invece di probabile dura&ardua giornata scolastica. E qui mi è partita la molla delle riflessioni profonde.
Voglio dire, in fondo è una roba strana, no? Una roba strana interpretabile in modi svariati. Cioè, la neve in se ha qualcosa di poetico, qualcosa di inconsueto, qualcosa di giocoso e qualcosa che ti fa (e mi perdonassero la non aulica espressione) girare i cosiddetti. Dipende tutto dalle situazioni.
Che so…prendete l’immagine immaginata di un bambino di 7 anni davanti a una finestra da cui si scorge la visuale di cospicuo numero di fiocchi volteggianti su giardino di casa. Ecco, nel tempo in cui l’avete immaginato ve lo trovate davanti munito di agghiaccianti doposci color escremento di topo numero 43 di proprietà di ignoti raccattati nelle immediate vicinanze, mentre stanno smontando l’armadio nella speranza di trovare quel canotto sgonfio che può altresì svolgere l’improbabile funzione di slittino improvvisato (e qui starebbe la visuale giocosa).
Altro genere di situazione che coglie invece tutta la poesia di questo genere di fenomeno atmosferico è quella che vede uno chalet di legno d’alta montagna in una domenica di vacanza: il fuoco che scoppietta, la cioccolata fumante appena versata nelle tazze, il lontano rumore di un uomo che taglia piccoli ciocchi di legna per il caminetto e due personcine che si guardano languidamente negli occhi iridescenti di sentimenti romantici. E piano piano, ecco qualche candido fiocco librarsi nell’aere frizzante di freddo alpino per tingere di bianco i quieti boschi. Roba che ti fa venire voglia di andare in giro a declamare i versi di Leopardi. (visuale poetica)
Poi c’è quando attacca che tu ti trovi fuori a piedi a fare delle commissioni, e guardando i fiocchi che scendono dall’alto sopra i tuoi vestiti ti sembra un po’ come in quelle palline di similvetro che si prendono con i souvenir, quelle con le casettine e il nome della cottà dove l’avete comprato, e la finta neve che ci si agita dentro quando la scuoti. Come se ci fossi dentro, e qui si comincia a pensare a cose come la piccolezza dell’uomo rispetto all’universo & analoghi concetti filosofici profondi (visuale inconsueta).
Ecco, così insomma. Strana cosa, la neve. Bella. Magica.

Però scusate, quando ti alzi dal letto che i termosifoni si sono bloccati perché è saltata la centralina elettrica per la neve caduta sopra i fili della corrente, e tua madre urla perché le è partito il motore della macchina e dovete andare in quattro in una fiat uno annata 1985 senza riscaldamento cartelle comprese senza fare colazione perché siamo in ritardo e siete sempre le solite che non vi svegliate mai e ti aspettano 8 ore di scuola con un unico miserabile quarto d’ora di pausa pranzo, allora, in questi medesimi casi, hai il diritto di sentirti autorizzato a fregartene della poesia e a lasciarti girare i cosiddetti o no?
Perché se pensate di no ditemelo, che vi dico io cosa dovete farvene della neve, ecco. (in tutta amicizia).

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:25
sabato, 19 febbraio 2005

 

WINNIE THE POOH/act two (sempre in collaborazione con fanciullina sopracitata nel post precedente che ha con la sottoscritta probabili stretti legami di sangue + altre due personcine raccattate nei paraggi più immediati)

In seguito all’ Argomento da Post proposto da Sorella Minore l’altroieri, ho approfittato di questo lasso di tempo di mezzo per documentarmi ergo fare approfondite ricerche per poterne parlare con cognizione di causa. Sono state interpellate in particolare tre persone:

  1. Sorella Minore (ovviamente)
  2. Vicina Di Banco n°1
  3. Vicina Di Banco n°2

Dalle loro esaurienti testimonianze sono arrivata a trarre la conclusione che i pupazzetti di Winnie The Pooh sono degli alieni. E ciò per i seguenti motivi:

  • I Winnini The Poohini istigano a delinquere. Mia sorella, che aveva un coso ha forma di criceto, l’ha scambiato per una tartaruga più un eschimese, che a sua volta sono diventati merce per ottenere un Winnie-delfino-rosa, più una penna a inchiostro arancione e un Mars. Però siccome questo delfinuccio rosa nei distributori del centro storico è raro più o meno quanto trovare una pepita d’oro nel bidone per le bottiglie di plastica, è successo che due ragazzetti si siano picchiati per decidere chi potesse scambiarlo con lei, e Sorella Minore se n’è tornata a casa con la notevole somma di 7,35€ e due Big Babol al gusto di fragola. Non so perché, ma ha l’aria di esserci qualcosa di illegale in tutto questo. Non so precisamente cosa, ma c’è. E’ speculazione, ecco cos’è.
  • I Winnini The Poohini si impossessano dell’animo umano. Una rispettabile personcina di anni 17, diligente, responsabile e con la media del 9,5 in matematica (che non so se mi spiego), è stata trovata in preda ad inspiegalili raptus animistici mentre tentava di staccare a morsi dall’astuccio di una fedele compagna un coso a forma di coniglio che le mancava per completare la serie. Quando la sottoscritta le ha chiesto perché lo ha fatto, ha ricevuto un’occhiata verosimilmente somigliante a quella di un coniglio rosa di cui sopra in preda ai fumi dell’alcool. Le è stato consigliato il nome di un buon esorcista.
  • Mio cugino ha preso a calci il distributore del centro perché aveva trovato due Winnie-Ape-Svolazzante di seguito.

Ora, non so molto sull’argomento, ma gli unici esseri di mia conoscenza che si impossessano delle persone, scatenano raptus omicidi e inspiegabili attacchi di violenza sono quei cosi versi con le antenne e le squame che ho visto una volta in un film di fantascienza. Quindi, i Winnini the Poohini sono alieni.
(applausi, prego)

(Comunicazione interna di altro tipo: Tanti auguri di buon compleanno a uno Strano Ragazzo che questo messaggio non lo leggerà mai)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:08
giovedì, 17 febbraio 2005

 

WINNIE THE POOH/act one (Post fatto con la collaborazione di MIA SORELLA, tale fanciullina conosciuta ai più come Francesca)
Capitò che questa sera, cara la mia gente, accesi il computer per immergermi nei miei intellettualissimi passatempi serali (fedele al motto "chi l’ha detto che il Piccì debba essere usato per scopi utili all’umanità?" da me in famiglia ampliamente promulgato), leggasi profonda e culturalmente valida partita a giochetto di golf. Accanto alla sottoscritta in qualità di spettatrice però suole sedersi anche l’ormai a voi nota Sorella Minore, che tende a spiocchiare da dietro le spalle le mie profonde attività di cui sopra. Però, prima di dedicarmici anima e corpo all’emulatore del Nintendo 64, ovviamente come sempre mi sono sentita di dare una sbirciatina al qui presente blog, perchè si sa mai che qualcuno fosse venuto a scrivere qualcosa di drastico.
E qui sta il punto. Perché ormai che non potevo più tirarmici indietro, ho spiegato alla fanciullina suddetta gli scopi finalistici profondi del Diario telematico, facendogliene leggere qualche stralcio sotto giuramento pena atroci torture che nulla di questo sarebbe stato riferito agli Adorati Genitori.
E qui mi è venuta la brillante idea. Perché, soffrendo io da qualche giorno da profonda e persistente Crisi Di Ispirazione, ho pensato che magari lei poteva darmi una mezza ideuccia di argomento da trattare in questa sede, e così è andata.
E dopo breve e accurata riflessione della tipa qui, venne fuori che la materia proposta fu la seguente "eziologia e morfologia finalistica sul prodotto di marketing Winnie the Pooh" (no, in realtà mi ha detto "scrivi qualcosa sui pupazzetti dei Winnini The Poohini come quelli che ci ho sulla cartella). E qui, gente, mi ci ha mandato in crisi. Perché, sapete com’è, io su codesti oggetti qui, non è che ci abbia questa grande conoscenza approfondita.
Vado a documentarmi, mi ritiro per deliberare. Ma poi torno.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:07
mercoledì, 16 febbraio 2005

ERMETISMO DA BLOG

 Erano mesi che volevo fare un post di due righe. Mi sento realizzata.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:32
domenica, 13 febbraio 2005

  SPOSARSI CON DANTE ALIGHIERI 

Il post del signor VitaminaSun nel blog medesimo suo di lui circa gli abiti da sposa mi ha indotto a riflessioni ontologico-profonde circa il medesimo tema matrimoniale dopo semplici mentali sillogismi (abito da sposa = film romantici = ipotetiche navate da percorrere = controparte = varie&eventuali). E qui mi è venuto in mente che probabilmente non capiterà che mi sposi prima dei 25 anni perché insomma ci sta l’università e oltretutto non è che lungo le strade si trovino sciamate di principi azzurri ricchi, buoni et fighi alquanto che ti si pigliano proprio a te per portarti seco con lui sul dorso di un simpatico e rampante equino dal pelo biancastro stile fazzoletto appena lavato. Comunque, l’ipotesi (in un futuro meno prossimo agli attuali tre lustri e due quinti di vita da minorenne) che la sottoscritta si sposi non la scarterei a priori perché non si sa mai nella vita. E qui mi voglio.
Allora, sicuramente non si concederà la mia animuccia bella al primo che passa, e questo lo mettiamo come postulato a priori. Ergo, dopo aver precisato ciò, si prova a idealizzare un idealizzata idea di proposta di matrimonio.
Per esempio, io ci ho un debole per l’accento toscano con quelle Q che sgusciano via e le C foneticamente svolazzanti, quindi potrebbe essere un punto di partenza… una proposta in toscano. E se magari il tizio viene, che so, dall’ Argentina del Sud, può risiedere a Firenze centro per 15/16 anni così se lo impara e poi via.
Poi per dire, una cosa chè ho sempre trovato sdolcinatamente romantica (e insomma, per una piangitrice di soap quale me medesima ci sta pure a pennello), sono le letterine o i bigliettucci o i messaggi cartacei in cui si dichiara amore eterno & affini, e sui cui pertanto una proposta di matrimonio alla sottoscritta non sfigurerebbe neanche più di tanto… quindi, ricapitolando, un bigliettino scritto con linguaggio formale tipicamente toscano potrei considerarlo un’idea accettabile. Però con un certo stile e certe proprietà di linguaggio, perché insomma, è una proposta di matrimonio, mica l’estratto conto della banca. E a questo punto, direi anche che ci ho sempre avuto una perversa ergo insolita passione per i sonetti stilnovistici che ho studiato al liceo l’anno scorso, e che ho sempre pensato che sono proprio proprio ma proprio tanto romantici e che a quei tempi sarei diventata l’amate di uno di quei poeti solo perché qualcuno mi ci scrivesse un paio di endecasillabucci del genere, e che quindi aggiungerei alla lista.
E qui sorge il problema, amabile gentaglia, perché mi risulta che l’unica persona di mia conoscenza, toscano e che mi scriva bigliettini matrimonieschi con i versi stilnovistici attualmente risulta un tale signor Alighieri Dante che però a quanto dicono era già sposato e che ci faceva le corna alla moglie con una tizia di nome Beatrice e che quindi è un’ipotizzabile traditore indegno&fedifrago.
E poi è morto quattro secoli fa, ma questi sono dettagli pressocchè irrilevanti. Oh, peccato.

Avviso per la mia attuale Controparte (all’oscuro dell’esistenza di codesto diario telematico, ma non si sa mai che magari Spielberg decide di farci sopra un film e allora divento conosciuta&famosa in tutto il mondo e allora magari lo viene a sapere anche lui): si fa per dire, ovviamente. Sai com’è. Era così, in via ipotetica.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:20
venerdì, 11 febbraio 2005

 QUALCOSA DI DRASTICO ('nsomma, si fa per dire)

Ecco, ci ho proprio voglia di fare qualcosa di drastico... Cioè, non nel senso di tagliarsi le vene, appendersi al lampadario per ilo dito mignolo et affini, dicevo... qualcosa di... oh, radicale. Insolito. Emotivamente diverso.
Che insomma, capitano a tutti quelle due orette sfigate quando non succede nulla di nulla di nulla ma neanche a darci soldi e voi siete sull'orlo dell'amebicità umana, o sbaglio? Beh, ecco.
Cioè, che poi ci ho pure provato alcune volte quando ci avevo voglia di fare qualcosa di drastico a fare qualcosa di drastico, ma codesti furono i risultati:
-Tingermi i capelli con la tintura lavabile blu omettendo il particolare che era lavabile, ergo: quando i parenti di sangue più prossimi mi videro non ebbi il permesso di entrare in casa per ore 4,45 e passai il pomeriggio a parlare con la pianta che c'è sul pianerottolo (che comunque è drastico)
-Andare a fare la spesa con quel simpatico costume da damigella del Settecento che ho indossato per la commedia di Goldoni che abbiamo messo in scena l'anno scorso con la compagnia teatrale della scuola, ergo: numero due commesse mi si sono spanciate dal ridere proprio davanti ai miei manicotti di pizzo, numero uno bambini ha trovato tutto molto divertente e mi ha annunciato che ad Halloween voleva anche lui un costume così, numero uno barattoli di pemeroncini calabresi ci si è rovesciato sopra durante il mio passaggio
-Provare a leggere al contrario un profondo testo sulla metafisica cartesiana, ergo: al successivo compito di filosofia il mio provocatrio esperimento letterario non è stato adeguatamente apprezzato e ho dovuto farmi interrogare
-Contare i cuori di San valentino esposti nei negozi del centro storico, ergo:  mi è venuta una crisi di nervi perchè me ne hanno venduti due mentre li stavo contando, sono rimasta in crisi di nervi svariate ore e ho passato la successiva sera a meditare sulle ingiustizie di questo Piccolo Mondo Quadrato.

Avete altresì brillanti idee da proporre?

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 16:59
martedì, 08 febbraio 2005

 ASFALTO BOLLENTE (per mondo di dire, visto che il 7 febbraio 2 gradi sono sempre 2 gradi)

Trieste, ore 17.50. Un modello di semi-camper Fiat Talento annata ’87 (ebbene si, siamo coetanei) scassato alquanto e una Ford Mondeo argentata si cimentano nella difficili impresa di imboccare l’autostrada A4 per il ritorno a casa. Bora a chilometri orari 60, temperatura esterna gradi due. Il Fiat Talento, uscendo dalla lunga colonna di macchine senza mettere la freccia, tampona una sfigatissima Cinquecento rossa contenente una vecchina che ne esce con aria spaventata chiamando il 112.
Traffico bloccato, carabinieri che arrivano, casino, clacson, cortesi inviti da parte di automobilisti imbottigliati ad andare in luoghi di difficile identificazione.
L’autista del talento (zio Lucio, anni 55), cerca di spiegarsi con i carabinieri.
-Ma scusi, signore, precisamente ci spieghi solo questo… perché voleva fermarsi nel piazzale e uscire dalla strada principale?
-Perché mio cognato, nella macchina dietro, voleva dirmi una cosa.
Carabiniere si volta e si avvicina alla Mondeo (Passeggeri: me, cugino S, zii burattinai).
-E’ lei, suo cognato, mister?
-Si
-Desiderava parlare con questo signore?
-Si
-Bene, può farlo (*si allontana, allungando le orecchie pronto a captare il significato profondo delle parole che saranno scambiate dai due Autisti*)
Zio Max si sporge dal finestrino, urlando in direzione del Talento.
-LUCIOOOO
-SIIIIIIII, CHE VUOIIIII?
-TUA SORELLA DICEVA CHE POTEVAMO FERMARCI AD AQUILEIAAA PER BERE UNA CIOCCOLATAAAAA?
-VA BENEEEEE!
-MA TU SAI DOVE CAZZO E’ AQUILEIAAAA?
-NOOOO!
-NEANCH’IOOOOO!
Carabiniere si volta verso di noi, scribacchiando qualcosa di sospetto su un foglietto.
Ma un viaggio che sia uno senza (perdonate il francesismo) sputtanarci in tutte le regioni circostanti è vagamente ipotizzabile?

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:04
giovedì, 03 febbraio 2005

 

TEMPLATE (Post dedicato a Rinoa)

Quando si cambia un template è statisticamente provato che ogni simpatico blogger che si rispetti nel post immediatamente successivo all’avvenimento ci infili una velata allusione in modo che anche quei rari decerebrati con lo spitito di osservazione di uno stuzzicadente che non l’hanno notato abbiano modo di accorgersene. E fin qui ci siamo. Ergo, anche me medesima in qualità di simpatica blogger che mi rispetto ho deciso di fare una velata allusione. Però, siccome stavo scrivendo un originalissimo (*ehm*) post sull’abitudine della legittima genitrice di mio padre di collezionar santini, ho capito che, dato che i template con i santini c’entrano come le pantofole a merenda (appunto), era meglio che assolvessi la formalità e ci facessi un post intero direttamente su questo.
Oh, non so che ne pensiate voi, ma quando prima me ne sono andata in giro per i blog a cercare quello che sarebbe diventato il mio di me personalissimo sfondo e mi sono messa a smanettare con il copia-incolla per appiccicare il codice dove doveva essere messo, m’è venuto da pensare che o sono scema io (cosa che non escluderei), o quelli che hanno inventato l’html abitavano probabilmente in qualche parte vicino Marte.
Una roba spaventosa, gente. No, perché se uno mi ferma per strada e mi dice le seguenti illuminanti paroline:
</a> | <$BlogItemComments$></font><br><font color="#800000" size
="1", no, dico, potrò pure pigliarlo per cretino, no? Comunque. Vabbè, magari un giorno o l’altro mi modernizzo. E’ che l’ho dovuto fare. Insomma, il cambio di stagione… non vedo perché noi simpatiche personcine possiamo andarcene in giro per saldi e comprarci gli scaldamuscoli nuovi (non so voi, ma io me ne sono presa un paio ieri, e voglio dire), i poveri piccoli blog invece non si cambiano il vestito per mesi. Non è igienico, ragazzi. Cioè, anche voi se vi mettete la stessa maglia per tre mesi poi quando ve la togliete cammina da sola. Eh.
(La più sentita ammirazione per gli ammirevoli individui che hanno imparato a recepire brandelli di lingua marziana di cui sopra e che quando devono cambiare il template lo fanno con grazia&disinvoltura e soprattutto senza farci sopra una mezza crisi di nervi come la sottoscritta)

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