SHERATON HOTEL
Gente, qui bisogna ammetterlo: ogni vacanza che si fa può essere completamente differente dalla precedente. Possono cambiare la meta, il mezzo, la durata, il periodo, l’alloggio, però c’è una cosa che rimane un punto fermo universale per tutte le vacanze di chicchessia. Sto parlando ovviamente dei campioncini degli alberghi.
La categoria "campioncini degli alberghi" è abbastanza ampia, può variare a seconda degli alberghi e del loro prestigio, e include cose tipo le confezioncine monoporzione di marmellata che si trovano a colazione, gli attaccapanni dell’armadio, talvolta dei cesti omaggio di prodotti per il bagno, insomma…. Un sacco di roba, di svariato genere.
Niente ha lo stesso sfavillante&magnetico fascino delle saponette.
La scena che mediamente si svolge è la seguente:
Mattina presto, tempo del risveglio. Cliente Dell’Albergo (prendiamo un esempio a caso: me) si desta placidamente stropicciandosi gli occhi. Si alza, si infila le ciabatte, si guarda attorno per rendersi conto di dov’è, si dirige verso il bagno per un po’ di toilette pre-colazione.
*apre la porta*
Tre saponette immacolate avvolte in carta color pastello giacciono su un piccolo cestino di legno appoggiate al lavandino, in compagnia di altrettante confezioni di shampoo e balsamo da 10 ml recanti il nome dell’hotel.
*Cliente dell’albergo si avvicina, prendendo in mano con un espressione tra l’attonito e l’estasiato una di quelle saponette*
Parte il dilemma esistenziale.
VOCE DEL NEURONE DI RIFERIMENTO: Prendili. Dài, Prendili. Sono lì apposta, prendili. Cioè, cosa aspetti? Guarda che figata di carta che ci hanno, non ti fa venire voglia di mangiarli? Prendili, prend… tè, annusa? Non senti che profumo? Un po’ tipo quando tua madre abbonda con l’ammorbidente sulle maglie di lana, senti che buono? Prendili, su!
*Cliente dell’albergo, con aria furtiva ma determinata, afferra anche le altre due saponette*
VOCE DELLA COSCIENZA: Ma cosa stai facendo, imbecille? Diciott’anni quasi buttati nel cesso! Ma scusa, dimmi che bisogno c’hai, dimmelo. Ti sei comprata due mesi fa tre bagnischiuma alla frutta in offerta e ancora non li hai usati, a cosa ti servono le saponette? A cosa? E il balsamo, poi… non farmi ridere, che se non è quello delle terme dove va tua sorella non lo vuoi neanche usare… Senti, non fare la deficiente, riponili e se fai veloce farò finta di non aver visto niente. Dai, riponili, veloce.
*Cliente dell’albergo, con un vago senso di colpa, lascia cadere nel cestino le saponette e si allontana velocemente. Chiude la porta del bagno*
N.D.R: Ma no, ma non vorrai dare retta a quel cercopiteco! Ma cosa vuoi che ne sappia lui, cosa, che da che mondo e mondo le coscienze non vanno mai in vacanza…. E ti metti adesso a sputtanarti una carriera di onesta incoscienza solo perché l’altro cretino ha deciso che non si prendono le saponette dell’albergo? Dai, un po’ di coerenza con te stessa. Torna indietro e riprendile, fammi il favore.
*Cliente dell’albergo, perplessa, riapre la porta del bagno, fa per avvicinarsi*
COSC: Maaaaacheeeeffaaaai? Oh, senti, adesso cominciano a girarmi le scatole. Sai che il neurone è un mentecatto, le peggiori cazzate le hai fatte perché hai ascoltato lui. Lo sai. Quindi, fammi il favore, per una volta cerca di dare retta a me e la finiamo qui. Torna indietro, su. Allontanati, stavi facendo la cosa giusta.
*Cliente dell’albergo si ferma*
N.D.R: Non fare la cretina, vai avanti!
COSC: Non fare la cretina, torna indietro!
N.D.R: Avanti ho detto!
COSC: Indietro!
N.D.R: Avanti!
COSC: Indietro!
N.D.R: Avan…
-Maaaaaa porcadiunaaamiseriaaaa! Avete rotto, sapete? Rotto! E ma non è possibile, una alle sette di mattina vorrebbe starsene tranquilla e invece ci ha due deficienti nel cervello che non si mettono d’accordo, ma sentite, fate il favore, chiudetevi nella cassaforte della stanza, litigate lì e rimaneteci!
N.D.R: Ma…
COSC: Ma, Giulia…
-E vedi te che tempi, neanche più stare al cesso in pace… Ma pensa te.
*In preda ad una crisi di nervi, Cliente dell’Albergo afferra le saponette, se le infila in tasca ed esce dal bagno cercando di ingoiare due balsami. Non contenta, ruba anche il cestino di legno che li conteneva e lo nasconde dentro il beauty-case. Esce dalla stanza, e fingendo di essere rimasta chiusa fuori chiede ospitalità nel bagno dei vicini di stanza e, madonnasanta, si frega anche tutti i loro campioncini dal primo all’ultimo. Così imparano..*
NOTICINA PER I CORTESI AVVENTORI: La sottoscritta è altresì dispiaciuta di non avere la possibilità di presenziare frequentemente nei di loro rispettabili blog (so che sentite la mia mancanza, eh), ma di recente ha riscontrato qualche problemuccio della connessione ADSL, ergo è attualmente impegnata a mangiarsi il modem. Non gliene vogliate.
ETCIUM!
*Cough cough*
-Mmmm… come stai oggi, Giulia?
-Balissibo… ho il raffreddore, la tosse… per non parlare di un bal di testa che questa dotte bi ha fatto dorbire pochissibo, babba
-Mh mh.
-Adzi, è ribasta della tachipirida in sciroppo? Dovresti dire a papà che la vada a preddere quaddo esce dall’ufficio, perché de ho bisogno.
-Va bene
-Priba ho telefodato alla bia vicida di banco per sapere cos’haddo fatto a scuola,ba a quadto pare è tutto tradquillo, la piattezza più totale.
-Bene
*Raccoglimento di un fazzoletto da terra con aria drammatica, starnuto enfatizzato*
-Mmmm… quest’addo l’idfluedza è piuttosto persistedte… che poi questa tosse bi preoccupa bolto. Lo sai che due addi fa la bia abica F. ha cobidciato così e poi l’haddo ricoverata id ospedale cod la brodcopolbonite? Guarda che dod è bica da scherzarci su, sai? La brodcopolbonite è pesadte, ti cobprobette seriabente l’orgadismo e richiede uda lugga codvalescenza… Il corpicido di ud adolescente affaticata è bolto delicato, e…
-Domani avresti compito di storia, vero?
-Si, ba…
-E quanto hai di febbre?
-37,1°
-Fila a studiare.
-ba…
-Pensi che Robespierre non abbia mai avuto un’influenza? Dico, pensi che Napoleone non sia mai passato per un raffreddore? Pensi che Luigi XVI si preoccupasse per uno starnuto? Pensi che…
Gente insensibile. Cough, cough.
E ADESSO, DOVE ANDIAMO?
L’Autista delle Gite è una persona strana. Lo vedi per la prima volta a bordo del suo autobus "Agenzia Viaggi Rossi – e non vorrai più tornare indietro", mentre strascichi i tuoi venti/venticinque chili di bagaglio sul marciapiede, diretta verso un cumulo di gente che ti guarda con l’aria di chi non riesce a capire dove ti ha già visto tipica dei tizi che si svegliano alle cinque meno venti del mattino che su, alzati, che sennò fai tardi e gli altri partono senza di te (poi ci si può mangiare su quel marciapiede, tanto le foglie secche sono rimaste attaccate alla valigia). L’Autista delle Gite ti guarda dall’alto del suo volante con un sguardo sadico perfettamente lucido di chi sta sillabando mentalmente no, non ve lo apro il portabagagli miserabili semi-adolescenti fancazzisti.
L’Autista delle Gite si diverte a svegliare i suoi passeggeri appisolati alle soglie dell’alba sulla A12 sbraitando e sputacchiando all’improvviso nel microfono Ma porca miseria quante volte ve lo devo dire che non dovete alzarvi in piedi e gli zaini vanno nel portapacchi lassù che sennò ci ferma la polizia e poi i 300€ di multa sono cazzi vostri.
L’Autista delle Gite non fa pipì, Dio solo sa perché, e guarda con fare sprezzante dal retrovisore quei poveri sfigati che dopo 6 ore di viaggio e due di coda sull’Appennino sono piegati in due e vagheggiano di cessi azzurrognoli apparsi loro in sogno.
L’Autista delle Gite si diverte scaricando l’intera truppa in viuzze sconosciute fornendo loro intenzionalmente indicazioni sbagliate, e andandoli a riprendere a fine giornata a 12 chilometri da lì.
L’Autista delle Gite, appena scaricati i passeggeri, si dissolve magicamente nell’aria assieme al suo autobus. Probabilmente passa la sua giornata in un area remota del cielo con i suoi colleghi, a bere birra economica guardando dalle nuvole i derelitti che fotografano le chiese e sudano sotto il sole di mezzogiorno. Riappare miracolosamente all’ora di cena,in albergo, davanti all’arrosto e alla caraffa di vino rosso, visibilmente soddisfatto.
PERCHE’ UNA DICIASSETTENNE DOVREBBE VOLERE ANCORA AVERE QUALCOSA A CHE FARE CON GLI ARRETRATI DI "TOPOLINO" DI SUA SORELLA (senza per questo essere considerata un essere indegno e moralmente inferiore)
(Noticina per i Cortesi Avventori: la sottoscritta si assenta per qualche giorno causa Gita Scolastica in quel di Firenze. Statemi bene, e controllate se ho chiuso il gas).
Metal Concert (sviluppo della trama)
Indi per cui accadde che quando sabato mattina io e Vicina di Banco si stava contemplando l’idea di fare qualcosa di drastico per fuggire alla noia familiare, costei pronunciò quel prototipo di frase che suona più o meno così: "Senti, se non c’è nulla di meglio da fare c’è mia sorella che va in un locale dove suona un suo amico in un gruppo metal, e potremmo unirci a lei". Evabbè, mi sono detta, magari è anche ora che ti esci dal tuo abisso di ignoranza e vedi qualcosa di nuovo, male non ti fa.
Consequenzialmente, il sabato sera alle ore diciannove punto zerozero stavo suonando il campanello della casa di Alice (tale fu il nome di Vicina di Banco, di cui potete recuperare tracce in antecedenti post) con l’intenzione che pizza e poi cazzeggio e poi concerto e questa era la serata.
Tre ore più tardi, la punto grigia della Sorella Maggiore di costei trovava parcheggio in seconda fila nel piazzale di un locale altresì conosciuto come "Transilvania", dalle cui finestre uscivano degli inquietanti suoni verosimilmente somiglianti al barrito di un elefante congolese che, nella mia angiolesca innocenza, mi incutevano anche un certo timore. Cautamente entriamo, accomodandoci a uno scenografico tavolino a forma di bara dentro a cui giacevano ammassate ossa di polistirolo evocanti fantomatici scheletri, scoprendo che il barrito di cui sopra era causato da una non felice scelta del dj, un tizio con i capelli lunghi che aveva un che del tipo della copertina del CD citato nel post precedente, e quindi della Befana solo che con più mascara.
Ma insomma, la vita è fatta di scoperte, no? Anch'io ho avuto l'onore di farne una, ovvero che il metal di può suddividere in varie categorie. Quelle prese in considerazione dai tizi del locale corrispondevano al nome di "trash & death metal", e già qui.
Ordiniamo qualcosa da bere, viene annunciato il nome del gruppo (che attualmente non ricordo, ma la traduzione italiana doveva essere così a spanne "macabri cimiteri infestati da zombie, fantasmi, morti viventi e altri spettri che non descriviamo per non mettervi troppa paura", o roba simile. Più probabilmente roba simile), ed entrano quindi i tipi in questione, dei ragazzi in età universitaria che dovevano aver cercato di travestirsi da vampiri-Frankenstein-viados o qualcosa del genere che ruggiscono un saluto al pubblico, accigliato in espressioni variamente interpretabili.
*Suspance*
Beh, ragazzi, mai sentita una roba simile. Non credevo che simili suoni potessero essere umanamente producibili. Cioè, la musica era più o meno come quando mia sorella fa cadere tutte le pentole e le mura vengono pervase dalle urla di mia Madre, ma la voce... eh, quella è una bella cosa da descrivere. Che se siete mai stati a un concerto "death metal" allora mi potete anche capire, ma per chi non ha provato questa insolita emozione è difficile da spiegare... Intanto le voci erano due. La prima era... era... cioè, come mio cugino quando mangia da noi la grigliata il sabato sera, e si ingozza, e poi gli va di traverso la pancetta che allora lo vedi diventare verde, e fuggire dentro il bagno e vomitare dopo aver sollevato l'asse del cesso. Più o meno uguale. La seconda invece è la stessa cosa di quando mio zio beve la coca-cola e poi stupisce la platea dicendo "Bauli" con un rutto. Identica identica, solo che il metallaro non diceva "Bauli" ma qualcosa come "Vi scuoieremo vivi e lasceremo decomporre le vostre ossa nella brughiera ove morirete dimeticati da tutti con gli avvoltoi che infieriscono sul vostro cadavere".
Beh, sono rimasta affascinata, gente. Mi sono messa lì, sul tavolino a forma di bara con il mio succo alla pesca a riflettere sull'universo e le umane facoltà.
METAL CONCERT (Post introduttivo)
Non ho mai avuto difficoltà ad ammettere la mia ignoranza musicale, no di certo. Tuttavia, essendo che ‘gnurante si ma mica scema, ho sempre reputato che una canzone per potersi definire tale dovesse necessitare di un paio di elementi peculiari tra loro assemblabili che si potrebbero identificare come:
-Una musica (combinazione vagamente melodica di note del pentagramma)
-Delle parole
E questo, insomma, lo ritenevo un punto fermo. Fino a sabato, più o meno.
Un paio di settimane addietro capitommi di accompagnare il mio cosiddetto Signor Ragazzo nel meglio fornito negozio di CD della mia città, in quanto egli cercava speranzoso un particolare esemplare di lavoro discografico di un gruppo metal non reperibile in altri negozi di sua conoscenza, e fin qui. La cosa particolare è che dall’altro della mia ignoranza musicale, non avevo mai provato l’ebbrezza di accompagnare chicchessia nel reparto metal di sopracitato esercizio commerciale, né di scrutare con attenzione le copertine di tali CD. Beh, insomma, mentre il Signor Ragazzo era intento nella sua ricerca ne ho preso uno tra le mani, e dopo averlo esaminato in silenzio con attenzione, in maniera molto innocente mi sono avvicinata a lui e con occhiucci disincantati ho chiesto:
-Ma non ti fanno paura?
E lui:
-Ma no, perché?
-Perché il tizio che c’è in alto a destra sembra la Befana solo che con più mascara.
(Continua…)
… A BERE DEL WISKY AL ROXY BAR.
La mia scuola per assecondare le inclinazioni profonde di me, ragazza sfigata che giace tra i banchi del Liceo Scientifico per puro caso, mi ha proposto come stage estivo cinque settimane nella sede del "Gazzettino" della mia città. Ignorando se la mia sorte sarà quella di finire relegata alla macchina fotocopiatrice della redazione o di tentare qualche vago esperimento articolistico, (ed essendo che a Giugno comunque non ci ho un cavolo di niente da fare e che è pure ora che combini qualcosa di utile per l’umanità), ho accettato.
Però il punto è che mi sono accorta che, eccetto i temi scolastici e qualche sporadico esperimento diaristico, non ho mai scritto niente di serio. Cioè, poi ovviamente ci sarebbe il qui presente blog, ma diciamo che il necrologio di Alfredo o l’interpretazione personale delle abitudini quotidiane di mia madre non sono temi molto giornalistici.
Poi, voglio dire, metti che mi capita che mi dicano di scrivere un pezzone sulle implicazioni socio-economiche del lancio delle monetine da parte dei turisti nel fiume Brenta e mi manca l’ispirazione, che faccio?
E qui mi è venuta la brillante idea. Cosa fa di solito un brillante scrittore/cantante/qualsivoglia artista quando deve far prendere aria alla sua materia grigia per abbozzare un qualche incipit di Grande Opera Letteraria? Va al bar, è ovvio. Ci sono le prove.
Insomma, provate a pensarci un po’: se Vasco Rossi non avesse deciso di darsi all’alcool con qualche tizio al Roxy Bar e Ligabue certe notti non si fosse tracannato birre medie sui tavolini di quel tale Mario, presumibilmente adesso non farebbero concerti a San Siro. Pure al Tiggì hanno detto che la Rowling ha cacato svariati capitoli delle sue storie maghesche sul tavolino di un caffè quando era ben lontana dal guadagnasi in un mese l’equivalente dello stipendio di tutti i lavoratori dello Yorkshire messi insieme.
Quindi mi sono detta che in fondo loro non possono avere nulla più di mè, ho raccattato la mia agendina e mi sono avviata con l’intenzione di partorire concetti molto profondi verso il "Bar Patronato Club Bocciofilo&del Pensionato di S.Fortunato", attualmente ubicato a dieci metri in linea d’aria dalla finestra di camera mia. Mi sono fatta strada tra gli ottantenni che giocavano a Poker e le rispettive mogli intente a scambiarsi santini della madonna di Lourdes, e ho posizionato le mie penne tra due Gazzette dello Sport della settimana scorsa.
Sfortunatamente però mi sono accorta che mi si stavano bruciando i jeans perché mi ero seduta sopra un posacenere con i mozziconi ancora accesi, e me ne sono andata prima che il barista mi portasse la mia Coca-Cola con ghiaccio ma senza limone.
Beh, ma questo non è un problema. Cioè, adesso non ne ho testimonianza, ma anche ad Oscar Wilde sarà capitato, no?
ANNUNCIO IMMOBILIARE
Va bene, è ufficiale. Siamo una Famiglia Che Sta Cercando Casa. Come sapete, prima del Trasloco, una famiglia media composta da Genitore Maschio, Genitrice Femmina, Figlia Maggiore, Figlia Minore e Pesci Rossi, attraversa due fondamentali fasi suddivisibili nel seguente modo:
Ecco, noi in pratica stiamo entrando nel secondo periodo, ergo negli ultimi tempi ho avuto modo di acquisire curiose abilità tipo indicare bendata dalla sommità della torre civica della mia città la posizione di tutte le agenzie immobiliari del circondario, il che potrebbe anche risultare interessante.
Comunque, quest’ultimo susseguirsi di circostanze che francamente sta iniziando a rompere oltremodo alla sottoscritta, mi ha fatto venire una brillante idea per risolvere una formalità mettendo io stessa un annuncio nella bacheca del mio quartiere, che farà più o meno così:
Vendesi ragnatela vista water costruita da poco ma inutilizzata per decesso del proprietario. Ottime rifiniture, ammobiliata, tutti i comfort, prezzo interessante. Astenersi moscerini.
Se conoscete qualcuno a cui possa interessare, fatemi un fischio.
ALFREDO R.I.P.
Dalla "Gazzetta della famiglia C.", 01/04/2005
Ieri mattina, verso le ore 10.50 si è spento nella sua ragnatela accanto al mobiletto del bagno il ragno Alfredo, di anni 2. Le cause del decesso sono ancora incerte, ma si ipotizza un omicidio colposo da parte di una donna sui 45 anni, che deve avere inavvertitamente risucchiato l’animale nell’aspirapolvere durante la pulizia della stanza.
"Non l’ho mica fatto apposta", ha dichiarato la colpevole ai nostri microfoni "e poi fino a quando devo fare sempre tutto io, è ovvio che succedono queste cose! Che qui nessuno muove mai un dito, anche se ci dico sempre alle mie figlie che questa casa non è un albergo e ancora non ce l’abbiamo la donna che ci fa le pulizie, porca di una miseria, e quindi non ve la prendete mica con me!" I funerali si svolgeranno sabato alle due/due e mezza del pomeriggio sopra la confezione vuota del Calfort, e saranno preceduti da un corteo di blatte che verranno ad omaggiare il loro amico aracnide. Suo fratello Gustavo prega i partecipanti di non offrire fiori, ma di fare un’offerta al C.N.P.S (Centro Nazionale Protezione Scarafaggi).
Si comunica inoltre che la camera ardente sarà aperta a tutti ed allestita sino alla mezzanotte di stasera nel cestello della biancheria sporca.