"PERCHE' NON PARLI?"
Evabbè, può anche succedere che dopo un anno quasi di attività blogghica si deficiti un po' di ispirazione. D'altra parte, sarà successo anche a Leopardi, a Dante Alighieri, e ad altri simili scrittori di best-seller. Se non altro perchè ci ho la testa talmente piena di interviste ai maturandi (è uno sporco lavoro ma qualcuno lo dovrà pur fare) che essendo di spazio limitato è sufficientemente piena. Capita.
Mi aggiravo così per casa in cerca di qualcosa di inconsueto che attirasse la mia attenzione (persone, primati con il pollice opponibile, esseri viventi di alcun genere,ospiti, oggetti anomali, varie&eventuali), ma non ebbi mica molta fortuna poichè la famiglia emigrò qualche giorno fa in quel della pianura emiliana (vedi due post fa) con tanto di Cicci non prima di avere riordinato casa, lasciandomi sola & provvisoramente abbandonata al mio destino.
(Tra parentesi, non che la cosa mi dispiaccia.)
Dopo aver sufficientement vagato tra le stanze senza giungere a niente, mi accasciai mogia mogia su una sedia. E fu lì che mi venne l'idea. Mi venne, poichè la sorte mi aveva giustappunto condotto sulla sediolina di legno che Cicci suole portarsi agli scout che giace proprio davanti all'acquario contenente la sola altra forma di vita che attualmente (eccetto quelle due ignobili zanzare che ci sono in camera mia e la sottoscritta) risiede nella mia dimora. Forma di vita identificabile in Daprile, il mio personale pesce rosso (Daprile poichè è proprio un pesce, cogliete il sottile gioco di parole... vabbè, lo ammetto. Non sapevo che nome potevo dargli).
E dico, ho fatto parlare gli aracnidi, volete che non mi riesca pure con i pesci rossi, no?
Mi son posizionata lì, gli ho dato un consitnte frammento dell'ignobile mangime di cui si ciba per ingraziarmelo e l'ho salutato.
"Ciao, Daprile!"
Silenzio.
"Ciao, Daprile!"
Vabbè, sarà timido. Magari è triste perchè gli è da poco morto l'amichetto (Peppo, il pesce della Cicci. Come dissi ad un'amica blogger tempo addietro, i pesci rosso posseduti dalla Cicci nel corso della sua esistenza, si chiamarono, nell'ordine, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo e questo qui in un impeto di fantasia l'aveva chiamato Peppo. Altre storie). Vabbè, noi ci tentiamo comunque.
"Sai, Daprile, mi chiedevo se per caso avevi qualcosa da raccontarmi. Qualsiasi cosa, sai. Un aneddoto, un avventura, un episodio divertente, roba simile."
Il pesce mi guarda con aria perplessa.
"Evabbè, lo so che hai trascorso gli ultimi quattro anni a gironzolare in venti centimetri cubi d'acqua tra le piantine di plastica, ma dico, ti sarà successo qualcosa. Che so, parlavate, tu e Peppo? Eravate molto legati? Vi raccontavate barzellette? Avevate parenti strambi? Avete un ragno che abita nel bagno di casa vostra?"
Il pesce si gira mostrandomi il didietro.
"Ehi, non fare così... Iiiiih, che permaloso! Volevo solo fare quattro chiacchiere in tutta amicizia... che poi son la tua padrona, mi dovresti un poco di riconoscenza! Che so: la scatola del cibo, per esempio. Te l'ho comprata io! Ho speso ben 75 centesimi del mio mensile! E poi non ti lamentare perchè mangi sempre la stessa roba putrefatta, che credi, che siamo al Grand'Hotel?"
In tombale silenzio, si nasconde dentro l'anfora finta per non sentirmi.
"Mamma mia, che individuo. Che vabbè che sio dice muti come pesci, ma non intendevo in senso letterale, che barba!"
Rinuncio e ritorno in cucina. La sera dopo, quando vado a dare da mangiare a Daprile vedo che sull'anfora c'è un cartello.
Se non la smetti chiamo il WWF.
Animali ingrati.
ONICOFAGIA (Alt. Se i Signori ospiti non conoscono il significato del termine, beh, potete pure cercarvelo nel vocabolario. Mica posso spiegarvi tutto io.
(...) fatto? Bene, andiamo avanti.)
Antefatto: poichè risultò secondo il di lei pediatra che l'ormai conosciuta Sorella Minore detta Cicci necessitava di cure termali , cotesto week-end finì che il Genitore raccattò me e Cicci di cui sopra per condurci in quel della pianura emiliana ove giace un noto stabilimento termale adatto alle circostanze.
Cicci attualmente si ritrova col braccio ingessato poichè qualche giorno prima della fine della scuola un suo compagno di classe molto amichevolmente ebbe la felice idea di sbatterla giù dallo scivolo e si sa che la cosa non poteva fare bene.
Comunque, la prima sera così per cameratismo il proprietario del minuscolo residence ove trascorremmo i giorni passati decise di organizzare una cena a casa sua con tutti gli ospiti vari ed eventuali.
SCENA REALMENTE AVVENUTA: Sera, casolare di campagna, ore 20.30. Attorno al tavolo con gli altri commensali.
SIGNORA RAFFINATA: Oh, tesoro, ma cosa ti sei fatta a quel braccino là?
CICCI: Un mio amico mi ha buttato giù dallo scivolo e me lo sono rotto.
S.R: Poverina... e dimmi, ti fa male, ti da fastidio?
CICCI: No, più che altro è un'altra cosa che mi secca.
S.R: Cosa, tesoro?
CICCI: Che così non riesco a mangiarmi le unghie. Sa, a dire la verità avevo provato a tagliarmele, metterle da parte e mangiarle così, ma la mamma non ha voluto.
Signora Raffinata, rabbrividendo, si dissolve nell'aere.
Ah, l'innocenza.
LA HIT---> DIARY VERSION
E’ che mi era venuto in mente un inserto di Repubblica di quelli che legge la mia signora madre e che di tanto in tanto magari ci do una sbirciata pure io prima di mettermi a fare qualcosa di utile per l’umanità. Dicevo. In questo inserto di Repubblica settimanalmente era pubblicata la top ten delle parole più ricercate su google in tutto il mondo, e così magari se era San Valentino ci trovavate al numero uno "San Valentino’s story" o roba del genere (come dire, che fantasia ci ha la gente), e così via. Insomma, volevo farlo anch’io. Ovviamente, non la classifica delle parole più cliccate su google perché quella se volete ve la cercate da qualche altra parte (e poi magari mi si offendono pure i tizi dell’inserto di Repubblica, si sa mai). Volevo fare qualcosa di meno megalomane. Ecco a voi quindi:
La top five delle parole più presenti nel diario adolescenziale dell’anno scorso: