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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:19
giovedì, 28 luglio 2005

REPORTAGE

Redazione de "il Gazzettino", lunedì mattina.

SIGNOR C.: Sai, mi fa piacere che tu abbia deciso di collaborare con noi qualche volta anche se il tuo stage è finito, è uno sforzo apprezzabile.
ME: Si figuri.
SIGNOR C.: A questo proposito pensavo di affidarti oggi un'intervista della massima importanza che pensavamo di inserire nel giornale di domani.
ME: Dica.
SIG.C: Come dovresti sapere, Loredana Lecciso è stata in città durante il week-end...
(*sguardo di terrore*)
...
ME: N-n-non vorra mica che i-io intervisti...
SIG.C: No, la signora Lecciso purtroppo è già ripartita per la Puglia. Dovrai fare delle domande alla commessa del negozio di scarpe che le ha venduto un paio di sandali da 540€.
ME: Come, scusi?
SIG.C: Se vai subito, dovresti trovarla.
ME: Non mi faccia questo, la prego... Non c'è mica qualcun'altro da intervistare? Che so, un serial killer pluriomicida specializzato nello sciogliere adolescenti nell'acido, un sicario, un terrorista kamikaze, un rapinatore di banche, un padrino mafioso, un usuraio... nessuno?
SIG.C: No. Quelli li abbiamo già fatti.

Lo sapevo che dovevo fare uno stage come gelataia.

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categoria : lo sporco lavoro

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:16
lunedì, 25 luglio 2005

GIOVANE D’OGGi

Picchi Desolati, stanza che la sottoscritta condivide con suo Cugino S. (che già fece apparizione nel mio blog qui).
Sottoscritta è intenta a disfare i bagagli, Cugino S. è seduto sul letto e ascolta della musica. Fa il suo ingresso Nonna E., anni settantanove, che con un sorriso estremamente nonnesco guarda i suoi nipoti gaudente della loro compagnia. Ella si avvicina alla nipote, le fa pat-pat sulla spalla e con aria vagamente complice le dice:
NONNA: Allora, Giulietta, come sta Mister Ics? (Mister Ics: nome quivi usato per mascherare la reale identità del Signor Ragazzo della qui presente me, che Nonna E. ebbe l’occasione di incontrare in un pranzo pasquale assieme ad altri 23 parenti che rimarrà inesorabilmente impresso per l’eternità nei ricordi di Mister Ics di cui sopra)
SOTTOSCRITTA: Bene, nonna, tra qualche giorno parte per l’Inghilterra in vacanza studio.
N: Mi fa piacere. Salutamelo, se ti capita.
S: Certo.
Nonna si siede sul letto di Cugino S, e con la stessa aria vagamente complice porge simile domanda:
N: E la tua morosa, come sta?Cugino S, attualmente sprovvisto di Signora Ragazza, riflette profondamente, e assumendo un’aria molto seria risponde:
CUGINO ESSE: Beh, nonna, attualmente non si può dire che io abbia esattamente una ragazza, tuttavia vista la situazione potrei risponderti in vari modi, perché avendo baciato negli ultimi tempi più di una ragazza potrei considerare di avere un legame con ognuna di quelle. Però comprendimi, non posso considerarmi fidanzato con ognuna di esse, poiché per definizione la fidanzata è una persona sola veramente veramente speciale per te, e io sebbene sia attratto da ognuna di loro non posso dire di esserne innamorato, anche perché ora come ora la ragazza che mi piace sul serio sta con il mio migliore amico, e sono stato proprio io a fare si che si mettessero assieme, anche se me ne sono pentito. Dopo queste considerazioni, capirai che non posso rispondere alla tua domanda, anche se la mia vita sentimentale è abbastanza intensa, come ti potrebbero dire tutte le ragazze che ho baciato ultimamente.
Nonna E. allibisce lentamente, assume un’espressione spaventata, e fugge senza dire altro dalla stanza.

(Post scriptum: liberissimi di con crederci, ma questo individuo esiste veramente, ed è veramente mio cugino, anche se credo di non avere motivo di vantarmene)

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categoria : parentame alieni inclusi

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:09
venerdì, 22 luglio 2005

PETTEGOLEZZI  (Con attenuanti)

Che non sappia tenermi le cose per me non credo sia una novità. D'altra parte sono svariati mesi che parlo e sparlo di svariati esseri viventi di mia conoscenza qui, in cotesto loco.
Ma non è che lo faccio apposta, è che se succede qualcosa di particolare a qualcuno che conosco o se mi viene raccontato un nonsochè di proprio interessante, mica lo riesco a tenere per me. Provo l'irrefrenabile istinto di dirlo al primo che capita, perchè certe cose sono troppo da romanzo per tenerle per se.
Riconosciuta qualche anno fa la mia natura di pettegola, ho cercato di correre ai ripari e mi sono data delle regole che mi facciano da attenuante. Regole che si possono riassumere nelle seguenti:
1) Spifferare solo le cose che non siano proprio questione di vita o di morte.
2) Spifferare le cose solo a persone che non conoscono e presumibilmente non conosceranno mai il diretto interessato.
E sul punto 2 entrate in gioco voi. Ci sono delle cose che morivo dalla voglia di dire in giro, ma non sapevo a chi raccontarle. Ovvero:

- Mia sorella Cicci se fosse stata un maschio si sarebbe chiamata Paolino. Ho passato nove mesi a votarmi ai santi perchè ella fosse effettivamente una lei. 
- Mia madre l'altro giorno ha quasi preso a calci la vicina perchè si lamenta che il nostro condizionatore fa rumore, e se non l'ha effettivamente picchiata è stato solo perchè l'ho attirata in casa facendo finta che ci fosse qualcuno a telefono per lei.
- Mia madre ogni volta che parla dei vicini si mette accanto alla finestra e dice ad alta voce "VICINA STRONZA" solo perchè la diretta interessata la senta.
- Mio cugino S. ha traumatizzato un'innocente tredicenne dicendole che nell'unico tentativo che avevano fatto di baciarsi lei gli ha morso la lingua
- La mia migliore amica ha dato il primo bacio a uno spacciatore senegalese di dieci anni più vecchio una sera che aveva fumato un po' troppo.

Gente, nel caso capitasse che il destino vi conduca nei miei paraggi, ve lo dico. Non raccontatemi niente.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:43
martedì, 19 luglio 2005

RISPOSTE DAL CIELO

Altipiano dei Sette Comuni (VI), Bar-Tabacchi sperso nell'universo.

SOTTOSCRITTA: Salve.
TABACCAIA: Buiongiorno, signorina. Desidera?
S: Un'informazione soltanto.
T: Dica.
S: Sa dirmi quando passa il prossimo autobus per Vicenza?
T: Da qui non ne parte nessuno, almeno oggi. Dovrebbe essercene uno dal paese vicino, credo.
S: Uno quando?
T: Non lo so. Chieda a Santa Caterina
...
...
...
 (*perplessità*)
S: A Santa Caterina?
T: Certamente.
S: E come, mi dà lei un santino oppure devo accendere una candela in chiesa?
T: Ma no. Santa Caterina è il paese vicino.

(Del genere facciamoci conoscere anche qui. Ma d'altra parte mica posso conoscere i nomi di tutti i paeselli spersi nel nulla della provincia)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:39
martedì, 12 luglio 2005

Noticina: Siccome la sottoscritta si ritrova costretta ad emigrare nei Picchi Desolati per qualche giorno, vi molla qui un Post in due parti, cosicchè evitiate di contorcervi nella nostalgia.

Parte 1/COME DISSE ALICE
Che alla fine ci sono delle costanti in una vita di un blog, di qualunque genere sia. Che ci scriviate minchiate o potenziali capolavori letterari, è uguale, arriva comunque prima o poi il momento del Post Del Compleanno. Che insomma, anche le creature multimediali compiono gli anni, e se non ci fate gli auguri poverine, magari si offendono e dicono a Splinder di mandarvi in decomposizione l’account e non si sa mai. Poi è sempre educazione fare gli auguri. Guardate un po’, io li faccio pure a Daprile, il pesce rosso, che quando è il primo di aprile ci metto sempre un cartello con scritto "Buon Onomastico", che insomma è ingiusto che di lui non si ricordi mai nessuno (Ok, fine aneddoto esistenziale).
Dicevamo, la costante. Cotesto blog, signor "Pantofole a Merenda", venne alla luce nella mattinata del 15 Luglio dell’anno scorso, indi per cui avrei dovuto appiopparvi in qui presente discorso fra due o tre giorni, ma sfortunatamente mi sono trovata impossibilitata a fare ciò & ve lo beccate or ora. Che poi anche Alicenelpaesedellemeraviglie festeggia sempre in anticipo, quindi perché no.
Tecnicamente nel Post del Compleanno dopo una breve introduzione (di cui sopra), dovrebbe starci un interessantissimo racconto del momento e delle cause in cui questo venne alla luce. Ci ho pensato su. Avevo la tentazione di narrare un’avvincentissima storia in cui stavo avanzando nella giungla a colpi di machete e a un certo punto ho trovato nella pancia di una lince che tentava di aggredirmi un portatile che mi fece venire la scintilla dell’ispirazione, ma poi mi è venuto in mente che non so cosa sia un machete quindi niente. Vi beccate la pura verità: era estate, mi stavo annoiando come uno scoiattolo in letargo, ho deciso di fare qualcosa di drastico. Qualcosa di drastico che ora si identifica in quanto avete letto, in quanto state leggendo, e in quanto leggerete. Vabbè, sempre meglio che tagliarsi le vene, no?
(Parentesi: Thanks to i miei fedeli estimatori di cazzate, leggasi Miss Quiet, Giulienstein, Nevermind –colleghe di prodezze adolescenziali-, i monsieurs Vitamina, Soulboarder, Sovraesposizione, JonLivingstone e mi scusassero gli altri che ora non nomino ma so che ci sono, i lettori più o meno occasionali & i vari ed eventuali del caso)

Parte2/ DIO C’E’.
Ebbene, tra una cosa e l’altra giunse anche l’ultimo giorno di stage (che però non fece la fine della carriera giornalistica di me in quanto il Direttore invitommi assieme agli stagisti superstiti a dare una mano alla baracca con qualche altro articolo, magari pagato).
La sottoscritta si avanzava accompagnata dall’Uomo Nero (il tizio in pastrano color morte che menzionai qualche post addietro) incontrato sulle scale della redazione. Venne spalancata la porta del covo giornalistico quando sbucò dal nulla una donna che li accolse ululando dalla finestra "Dio c’è".
-Come, scusi?
-Siiiiiii, Dio esiste e mia figlia ha preso 62 alla maturità, capisci, mia figlia, che è l’ignoranza fatta studenteeeee! Dio c’èèèèèèèèè!
-Si, mi fa piacere, ma non si sporga troppo dalla finestra che rischia di cadere di sotto.
In seguito a questa manifestazione di amore genitoriale e alla rivelazione dell’esistenza di un essere superiore, i due Aspiranti Giornalisti vennero invitati con perentorio&minaccioso ordine a recarsi al più presto in direzione, che il Signor C. aveva due paroline da dirvi.
Scena: Sottoscritta & Uomo Nero sprofondati nelle sedie davanti al tavolino del Direttore il quale recava in mano un misterioso fascicolo individuabile come il "Libretto di Stage" dei tipi medesimi.
SIGNOR C.: Ragazzi, stavo dando un’occhiata al vostro libretto di stage che mi avete dato da firmare, e avevo una perplessità riguardo ad una cosa.
ME: Dica.
SIG. C: Riguarda la voce "problemi riscontrati nel luogo di lavoro", non mi è ben chiaro cosa avete scritto.
UOMO NERO: Si, dove?
SIG.C: Ecco, tipo qua, quando dite "Imprevisti di tipo tecnologico/informatico rallentanti l’attività lavorativa". Cosa vuol dire?
ME: Ah, nulla. Sarebbe che Brad ci mette 22 minuti ad accendersi, in linguaggio burocratico.
SIG.C: Brad?
ME: Il computer di là. L’abbiamo chiamato così perché adesso c’è lo sfondo di Brad Pitt.
SIG:C: Ah. E poi qui… "attriti tra stagisti". Cosa c’è, non andate d’accordo?
UOMO NERO: Ah, qui è per quella volta che ho rubato a Giulia la sedia comoda e lei per ripicca mi ha pestato il piede. D’altra parte, mica potevamo lasciare la casellina bianca.
SIG.C: Va bene, se proprio volete… e qua: "problemi di posteggiamento del veicolo in spazio antistante redazione": Non me ne avete mai parlato.
UOMO NERO: No, è che è capitato una volta che quel pirla del negozio di CD ha parcheggiato la moto davanti all’ingresso e non riuscivo a entrare col 125, ma abbiamo risolto. L’ho fatta spostare con la forza e poi gliel’ho rigata.
SIG.C: Bene. Poi qua, l’ultima cosa: "Scarsa disponibilità di risorse volte al soddisfacimento di bisogni basilari". Sarebbe?
ME: Che mancavano i bicchieri per la Guinnes.
SIG.C: Per la Guinnes.
ME: Si, l’ho detto a L. (L. leggasi Uomo Nero), ma lui dice che è un bisogno primario. In linguaggio burocratico. E poi dovevamo pur scrivere qualcosa.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 15:04
venerdì, 08 luglio 2005

INVITO A NOZZE

Signori, ho trovato stamattina dei strani bigliettini nella cassetta della posta. Sembrano delle partecipazioni di nozze, e recitano così:

I signori Ragno Alfredo e Aracnidea Amanda sono lieti di annunciare il loro matrimonio che sarà celebrato dal reverendo Religiosa Mantide il giorno
24 Luglio 2005
nel portasapone del bagno della nuova abitazione della proprietaria del blog "Pantofole a Merenda", in seguito alla quale si terrà un lauto pranzo nel non lontano soggiorno.
La vostra partecipazione risulterà agli sposi molto gradita.

Che, ne sapete qualcosa voi?
Tra l'altro, si può sapere chi ha inviato quel set di 24 posate da moscerino in contrassegno che è arrivato l'altro giorno? Il corriere si è arrabbiato molto quando gli ho detto che avevo finito gli spiccioli. Boh, qua sta succedendo qualcosa che ignoro.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 15:07
lunedì, 04 luglio 2005

PRANZO DI LAVORO

Dopo aver simulato consistente impegno giornalistico per quattro settimane è successo, la nostra natura di studenti liceali sfaccendati & vacanzieri ha prevalso senza dirci nulla. Era più o meno giovedì e me ne stavo tornando dall'assillo di maturandi impegnati con gli orali giornaliero a cui accennai pochì giorni orsono che sarà stato mezzogiorno, e dovevo tornare in redazione per combinare qualcosa di utile per l'umanità con gli ultimi due signori stagisti (identificabili in un tizio del classico in pastrano nero morte e in caso umano aspirante mago dello scientifico).
Dicevo, ho appoggiato le borse e mi sono diretta verso lo stanzino dei pubblicitari (ove risiede il Piccì descritto qualche post fa, quello che ci mette 22 minuti ad accendersi e il cui attuale desktop consiste nella foto di Brad Pitt che Dio solo sa chi ce l'ha messa), quando ho modo di contemplare il momento di lassismo che ivi stava avendo luogo. Momento di lassismo ovvero i due tizi di cui sopra in fase di rutto libero con due pinte di Guinnes alte così e un sacchetto colmo di bruschette all'aglio che stavano minuziosamente leccando ai bordi.
Il che mi ha scatenato l'istinto da donna di casa, che sono andata lì con nonchalance e ci spiego candidamente che il piatto unico di questo periodo non è più di moda e che mangiare veloce e in questa maniera diorganizzata fa male alla digestione, e aspettatemi un attimo che ci penso io.
Morale della favola, siccome quando si fanno le cose è bene farle come si deve ne approfitto che c'è il mercato per fare un salto al banco gastronomia e a rifornirmi di patatine fritte per la compagnia.
Ero lì lì per arrivarci quando inciampo in un individuo dall'aria terribilmente familiare, consistente nel Signor C. (il direttore del giornale) in giacca, cravatta e borsa della spesa.
-Oh, la mia stagista preferita! (anche perchè ora come ora non ce ne sono altre). Cosa stavi facendo? Credevo fossi in redazione.
Eh, brillante supposizione. Che faccio, mento clamorosamente e mi invento qualcosa? No, tanto stava andando lì ed è meglio prepararlo allo spettacolo raccapricciante che ci troverà dentro, poverino. Brutale verità.
-No, è che gli altristavano pasteggiando selvaggiamente sul tavolo dei pubblicitari, ma siccome le bruschette all'aglio sono un po' poco come pranzo sono andata a prendere anche le patatine fritte.
La beata sincerità.
-Beh, in tal caso prendine anche per me già che ci sei. (Ommioddio, abbiamo plagiato il Direttore)
-Se vuole...

Mi avvicino al banco contornata dal Signor C., e chiedo quattro vaschette di patatine quattro e belle calde se si può
-Quattro?- mi fa la tipa del banchetto. - Non  preferisci che te ne faccio una sola bella grande?
-No, quattro.
-Ah, ho capito. Tu hai in casa dei bambini piccoli, e se te ne do una sola poi si mettono a litigare!
-Più o meno.
Il signor C. cambia colore.

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