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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:45
lunedì, 29 agosto 2005

La sottoscritta tornò nella notte alle ore 3.30 accompagnata da un aereo con 3 ore di ritardo andatosi a infrattare in una turbolenza nei pressi di Napoli. 

CLEPTOMANIA

Giorno prima della partenza, supermercato.
MADRE: Allora, abbiamo tutto? Shampoo, il pane l’abbiamo preso, yogurt…
ME: Si.
MADRE: Gelato, la frutta c’è… ah,no, mancano i salvaslip. Che, NON VORRAI MICA PARTIRE SENZA SALVASLIP?
ME: Abbassa la voce, c’è il commesso che ti guarda.
MADRE: Adesso andiamo a prenderli.
*afferra una confezione e la posa sul carrello*
ME: A posto?
MADRE: No, meglio se ne prendiamo un’altra. I salvaslip servono sempre. Reggimi il cestino.
*Passa il cestino alla figliuola, afferra la seconda confezione e, sovrappensiero, se la infila in borsa*
ME:…
ME: Ma ti stai fregando i salvaslip?
MADRE (sopresa): Come?
ME: Ti sei messa i salvaslip nella borsa.
MADRE (stupefatta): Chi, io? Ma non è possibile!
*si avvicina il commesso*
COMMESSO: Problemi, signore?
MADRE: Sono cleptomane.
ME: Stia tranquillo, non li voleva rubare. Se avesse voluto si sarebbe presa qualcosa di più dignitoso, che so… un rossetto, della tintura per capelli, un profumo…
COMMESSO: Capisco
ME: Sa, i salvaslip in offerta a 50 cent non è che siano merce pregiata.

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categoria : vita vissuta eh

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:16
martedì, 16 agosto 2005

Reality post – AMMACCATA
Scritto il 15/08/2005, ore 22.20

Va bene, lo so. Che nella vita non fila tutto liscio e non sempre le cose vanno secondo i piani, et così via.
Però, ammetterete che quando tu ti visualizzi immersa tra le nuvole mentre vaghi nell’aere a bordo di un low-cost in rotta verso Catania e finisci per sbattere contro un’auto agli ottanta all’ora in un incrocio a due chilometri da casa mentre si stava andando verso l’aeroporto, beh, qui ti girano le palle. E scusa.
Un botto *BOOM*, un altro, *CRASH*, e il terzo, perché la vettura è finita contro un muro. Un secondo di silenzio e la zia che dice "fuori tutti", e dai che siam fuori e siamo salvi e magari l’appuntamento con l’aldilà per oggi lo rimandiamo (che qui non si ha manco diciott’anni e preferirei una meta diversa per le vacanze)
Finora in questo blog ho parlato solo di cose che facevano ridere, leggere, frivole, bizzarre. Ma stamattina è stato tutto diverso, e mi sa che non me la leverò facilmente dalla testa l’immagine di quell’uomo dell’altra macchina accasciato sul sedile e pericolosamente somigliante ai pupazzi dei crash-test. Che quando quella donna apparsa dal nulla ha cercato di tirarlo fuori e ha detto "un fazzoletto, presto!" ho cercato di fare finta che fosse un film, e ho sacrificato la mia sciarpa in simil-seta rosa da 5€ perché asciugassero il sangue sul suo viso. Poi però mentre arrivava l’ambulanza il quasi-crash-test si è ripreso e ha guardato i medici con l’aria di uno che pensava "che giornata di merda", e mi son sentita decisamente più leggera e ho pensato che magari oggi vado dal Signor C. e un articolo sull’incidente glielo scrivo io.
Ma tanto il mondo non si libera così facilmente della qui presente, e domani vado in agenzia e ci dico preciso preciso, "scusi, il primo volo per Catania". E insomma.
Baci a tutti, e stavolta si, ci vediamo a fine mese
(e se qualcuno mi chiede come ho passato il ferragosto, molto amichevolmente gli sputo in un occhio)

-----------
Stamattina, post-incidente, ore 09.00, negozio di scarpe economiche del centro storico
Me: Scusi, lei
Venditore: si, signorina?
Me: Un consiglio.
V: dica
Me: mi sono rotta un alluce e volevo un paio di scarpe adatte alla situazione
V: E come ha fatto
Me: Un incidente in macchina, mentre stavo andando all’aeroporto.
V: E’ destino
Me: come, scusi?
V: E’ il destino che non voleva che partissi. Il destino, che ha già scritto tutta la nostra vita e di cui siamo i burattini. Non era stabilito che partissi, ragazza.
Me: Veramente ho già rifatto il biglietto per domani
V: Non partire, ragazza. Il destino non lo vuole, e se parti lo stesso potrebbe succederti qualcosa di molto peggio

Me: Ma i cazzi suoi, mai?
Ma io dico.

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Al telegiornale locale quando hanno dato la notizia del mio chiamiamolo "imprevisto di viaggio" hanno detto che avevo sedici anni. Non so se mi spiego.

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categoria : vita vissuta eh

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:38
venerdì, 12 agosto 2005

POST IN DUE PARTI (per quando sentirete –più o meno- la mia mancanza)

Act1-LA BAMBINA CHE PARLAVA TROPPO


I miei primi sintomi di natura logorroica si presentarono verso i tre anni, quando capitò nel mio appartamento un antenato dell’attuale Daprile, ovvero il primo pesce rosso della mia esistenza. Giunse qui dopo aver passato un po’ di vita ittica nei barattoli trasparenti del Luna Park e aver traslocato in un’abitazione dalla metratura più ampia quale l’acquario di casa mia.
Era il 1990, e me lo presentò la Genitrice, tutta contenta (ebbene si, me lo ricordo ancora adesso).

- Hai visto, tesoro, hai un pesciolino rosso adesso!- mi disse con un sorriso che andava da un orecchio all’altro.
Io scrutavo il coso che nuotava dietro il vetro.
-E’ bello, vero? Tu lo volevi tanto un animaletto!-
(Veramente per "animale" intendevo un gatto, comunque non si butta via niente.)
-Adesso puoi dargli da mangiare, vedere che nuota e che si nasconde dentro l’anfora…
-Però, Giulietta, piccolina, gli dovrai dare un nome. Poverino, anche i pesci rossi devono avere dei nomi, come gli uomini. Allora, che nome vuoi dargli?
-Mmmm
-Magari ci pensi un po’ su, e te ne inventi uno di bello. Che so, Cleo come quello di Pinocchio, o Guizzino come quello del libro che ti ho letto ieri.
-Giuseppe In Cadorna in Via Della Laga.
*Sbigottimento*
-Come?
-Giuseppe In Cadorna In Via Della Laga.
*Madre fuggì meditando di chiedere alla maestra dell’asilo nido cosa mi dessero da mangiare a pranzo, mentre io cominciavo a raccontare al pesce la storia della mia vita parlando ad alta voce davanti all’acquario*
Giuseppe In Cadorna in Via Della Laga visse due anni, poi si suicidò saltando fuori dall’acquario.

Act2-LA VALIGIA
La mia Genitrice Femmina ha deposto sul di me letto a castello una rivista con un articolo di giornale intitolato Come preparare al maglio i tuoi bagagli. Va bene, posso pure ammettere la sua contestazione quando l’anno scorso superai di 12 chili il peso massimo consentito al check-in dell’aeroporto e mi hanno fatto passare solo perché suscitavo evidente compassione, ma insomma.
Per farla contenta gli ho dato una scorsa:

Cosa mettere nel tuo guardaroba: anche se fate due o più settimane di vacanza è meglio portar via solo lo stretto necessario. Due o tre paia di pantaloni, tre magliette,il costume da bagno, una felpa e una giacca di jeans per le sere più fresche, biancheria intima e due paia di scarpe (uno di sandali e uno da passeggio o da ginnastica). Dopotutto, a meno che non andiate nel Deserto, riuscirete facilmente a trovare una lavanderia nell’hotel o nel campeggio in cui soggiornerete.
Sei magliette, quattro top, due jeans lunghi, tre jeans corti, altri tre pantaloni assortiti, due shorts, tre gonne, tre paia di infradito, un paio di scarpe da tennis, due paia di sandali, un paio di scarpe da ginnastica, ciabatte da casa, tre costumi da bagno, tre copricostumi, tre parei, ciabatte da mare. La felpa è nascosta nei meandri dell’armadio, che in Sicilia le nevicate ad Agosto sono molto poco frequenti.
Il beauty case: non scordate mai la crema solare. Una confezione di latte solare a protezione alta (30 o più), una confezione di crema a protezione media (10/10), una di crema a protezione bassa (2/5). Spazzolino da denti,shampoo e bagnoschiuma e siete a posto. Un asciugamano e un accappatoio.
Crema protezione 12, doposole, spazzolino, dentifricio, pettine, ombretto, mascara, lucidalabbra, fard, crema per il viso, gel detergente, tonico, 6 smalti per le unghie rosa ma con sfumature diverse, acetone, cotone a dischetti, shampoo, shampoo con balsamo, balsamo, mousse per i capelli, lacca, lacca con protezione solare, elastici, forcine, pinzetta per le sopracciglia, asciugamano piccolo, asciugamano medio-piccolo, asciugamano medio, asciugamano grande, telo da spiaggia, accappatoio.
Varie ed eventuali: Sono concessi una pomata contro le punture d’insetto, una torcia ,dei fazzoletti di carta e una borsa più piccola per quando andrete al mare o a fare una passeggiata. (il portafoglio con i documenti mi sembra estremamente superfluo).
CD, lettore CD, pile per il lettore CD, il mio peluche, sei libri, una raccolta di fumetti di Asterix, i compiti di matematica (triste verità), l’astuccio, un paio di quaderni, un pacchetto di caramelle senza zucchero, il portafogli, tre borsette, la macchina fotografica, i rullini per la macchina fotografica (niente tecnologia), il cellulare, il carica batterie per il cellulare

Vabbè, dico, siamo lì.
Ci vediamo, minuto più, minuto meno, il giorno 28 agosto. Fuggo.
(Tra l’altro, statisticamente, è improbabile che caschino due aerei in Sicilia nel giro di dieci giorni, vero?)

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categoria : varie&eventuali, vita vissuta eh

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 16:44
lunedì, 08 agosto 2005

MONOLOGO TELEFONICO

Me ne stavo tranquilla tranquilla in compagnia di un po' di cuginame in terra ligure, quando apparve nella nostra vacanza la zia Anna (di cui trovate una descrizione più dettagliata qui).
Cotale signora genovese si rese protagonista un pomeriggio di un episodio dall'aria vagamente filmica che quivi riporto.

Tre del pomeriggio,momento in cui tutti gli esseri umani occupanti la casa (eccetto la sottoscritta, che si dilettava nel tentare di eseguire i compiti di matematica sciorinando imprecazioni e un cugino che chiameremo brevemente Cugino Rasta) solevano dormire in avanzato stato di catalessi nelle proprie camere. All'improvviso, da una delle stanze emerge l'inconfondibile figura di Zia Anna munita di cellulare che con l'occhio di vetro è intenta a scrutare lo schermo.
"non funziona mica bene, questo coso qua. Mi avevano detto di farlo riparare, ma non ho mica voluto dargli i 30€ perchè ce lo faccio aggiustare da una mia amica quando torno a casa", la si sente borbottare mentre parla da sola.
"beh, adesso provo a chiamare il telefono qui, e vediamo se va"
Sfoglia la rubrica, compone il numero, silenzio. Il telefono, ovviamente, comincia a squillare.
DRINNNN.... DRINNNN...
Sinceramente sorpresa, Zia Anna si guarda intorno, voltandosi verso Cugino Rasta.
"Ma non senti che suona il telefono? Che qualcuno risponda, veloce!"
*Cugino rasta ammutolisce*
"
Ma ragazzi, dove siete finiti? E va bene, mi toccherà rispondere io"
Solleva la cornetta tenendo contemporaneamente il cellulare davanti alla bocca.
"Pronto?"
...
"Pronto? Pronto? Pronto?"
...
"Pronto? Chi parla? Ma chi è questo cretino che parla e dice solo pronto? Pronto? Pronto?"
*Cugino Rasta timidamente si avvicina"
-Anna?
-Si?
-La cretina sei tu. Ti stai telefonando da sola.
-Porco mondo.

 

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 10:06
lunedì, 01 agosto 2005

PREPARATIVI PER LA VACANZA

Stazione dei treni, ore 15. La rivendita dei biglietti è ancora chiusa.

SIGNORA-DI-PASSAGGIO: Tesoro, dovevi andare da qualche parte di fretta? Stai perdendo il treno?
ME: No, dovevo solo prenotare dei biglietti per Genova.

*entra Venditore Di Biglietti tutto sudato e trafelato*

VENDITORE DI BIGLIETTI: Oh, scusate, scusate, ma sapete com'è... vengo qui da Trento, e il treno era in ritardo di venti minuti.

Cominciamo bene.
(P.S: Se non mi vedete spesso in giro, è perchè sto tentando un incipit di vacanza a scrocco)

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categoria : lo sporco lavoro