INCONTRI DEL SABATO SERA
(Sottotitolo: come rischiare la morte avviandosi innocentemente a una festa di compleanno)
Sabato sera (come da titolo). Ore 22, stradicciola spersa di paesino sperso al confine tra le province di Vicenza e Treviso.
SOTTOSCRITTA: Amica A., sei sicura che la festa sia qui?
AMICA A: Ma certo. Il numero civico è giusto, e poi io venivo a casa di E. abbastanza spesso ai tempi delle scuole medie. Non mi posso sbagliare.
AMICA F: Se lo dici tu.
...
SOTTOSCRITTA: Non vedo un cancello, dov'è che dovremmo entrare?
AMICA A: Dovrebbe essercene uno grande qui più avanti. Ah, eccolo!
S.: Ma quello non è grande, ci passa a stento un gatto.
AMICA A: E piantala con questi dubbi esistenziali. Se ti dico che è questo, è questo, e se mi ricordavo male che era più grande chissenefrega. Non sarà un metro a fare la differenza.
AMICA F: Ma sei sicura?
AMICA A: Si, ma entriamo che siamo in ritardo.
*Compare di fronte alle tre tragazze una stalla senza mucche, un pagliaio, una gabbia brulicante di galline e un fienile chiuso.*
S: Non è un po' troppo bucolico come posto per una festa? Cioè, non che non ami la natura, ma dubito che ci stiano cinquanta persone in quel fienile dismesso. E poi ha anche l'aria di essere brulicante di ragni.
AMICA F: E poi le galline puzzano.
AMICA A: E che vi devo dire... è da un po' che non frequento casa di E., magari suo padre è andato in pensione e si è dato all'allevamento di bovini. Anzi, siccome vi ripeto che il posto è proprio questo, è andata sicuramente così. Pure mio padre se potesse andrebbe a vivere in campagna.
S: Sarà.
AMICA A: E poi senti, si sente già un po' di musica che viene da laggiù.
S: Si, ma se non sbaglio questa è' la "Primavera" di Vivaldi suonata a pianoforte.
*Si muove qualcosa dietro a una pianta*
AMICA A: Guarda, laggiù c'è qualcuno. Scusi, sa dov'è la festa per caso?
...
Scusi?
*La cosa ruggisce e comincia ad abbaiare sguaiatamente*
S: Il qualcuno è un dobermann.
*Le ragazze arretrano lentamente, cambiando colore*
AMICA A: Allora si, forse ho sbagliato festa. Ce ne andiamo?
S: Ma no, restiamo a prendere un the.
AMICA F: CORRIIIIIIIIIIIIII!
BARBIE GIRL
Salone parrucchiera sotto casa mia, qualche giorno fa. Seduta su una poltroncina con i capelli fradici.
PARRUCCHIERA M. (Che sta per Mirella, oppure per Malvagia, vedete voi) :Allora, tesoro, come li facciamo questi capelli stavolta?
SOTTOSCRITTA: Mah, niente di particolare. Volevo solo che mi spuntassi le doppie punte, un paio di centimetri.
P.M: D'accordo.
...
P.M: Se vuoi qualcosa da leggere mentre ti sistemo, là ci sono delle riviste.
S: No, grazie. Devo tradurre in francese il primo capitolo della "Prosivendola" entro domani, ed è meglio che mi prenda avanti.
P.M: Della che?
S: "La Prosivendola", il libro di Pennac.
P.M: Ah. Beh, non dev'essere difficile. Il francese è molto simile all'italiano, basta che accorci un po' le parole e ci metti gli accenti.
S: ...
P.M: "Prosivendola" per esempio si dirà "là prosivendòl"
S: Non esattamente.
P.M: E cioè?
S: La petite marchande de proses.
P.M: Siamo lì.
*Cinque minuti dopo*
P.M: Ecco qua, i capelli t li ho scalati un po'. Ora ti faccio la messa in piega.
S.: Mh-mh. (Ma come si dirà "capro espiatorio in francese?)
P.M: Pensavo di farlo un po' secondo la moda della nuova collezione autunno-inverno. Mi hanno mandato i cataloghi delle acconciature ieri, non vedo l'ora di sperimentarle.
S: Mh-mh. (perchè il francese capra si dice "chevre", ma capro?)
P.M: Vedrai poi che figurone che farai con gli amici. Perchè i tuoi riccioli son belli però pensavo a qualcosa di più fashion che si allontani dai normali schemi e che ri metta in risalto gli occhi azzurri, quindi se adesso io te li stiro e poi te li lego, ma non in una semplice coda che è banale ma in maniera più creativa e magari con una riga a zig-zag che ti lasci libero un ciuffo davanti, credo che potremmo ottenere una pettinatura veramente "IN" che...
S: Mh-mh (E poi non credo che "capro espiatorio" abbia una traduzione letterale. Un po' come i modi di dire, non tutti si traducono alla lettera)
P.M: Mi fa piacere vedere che sei d'accordo. Cominciamo!
S.: Mh-mh. (E "proiettile calibro 22" come si dirà in francese?)
P.M. Dritta con la testa... così.
*Alla fine*
P.M: Ecco qua, guardati allo specchio. Che ne pensi?
S (impallidendo visibilmente): ...
P.M: Allora?
S.: ...
P.M: Ho fatto un ottimo lavoro, non è vero? Cioè, roba che neanche nei cataloghi...
S: Che roba è questa?
P.M: Acconciatura fashion della collezione moda autunno-inverno, stile dandy/barbie girl. Praticamente questo tipo di tagli prevedono una pettinatura molto bambola, che come puoi vedere in quel poster...
S: Hai dieci minuti di tempo per farli tornare come prima, o non ti pago neanche lo shampo...
P.M: Ma no, aspetta, così non è finito. A casa poi dovresti metterti un po' di fard rosa sulle guance e l'ombretto fucsia come tocco finale!
S: Dieci, non uno di più.
P.M: Ma non vuoi essere trendy?
S.: No.
POSTILLA: Sentite, siccome il compito di francese lo devo fare veramente e non è che me lo sono inventato, qualcuno sa come caspita si traduce"capro espiatorio"? Molte grazie.
SINTESI FASHION
Era mia intenzione quella di scrivere un post molto profondo e dettagliato su quest'argomento, ma visto che non ho tempo ora come ora ve lo sintetizzo così.
Se avete voglia di tagliarvi i capelli e la vostra parrucchiera vi chiede se volete essere trendy e buttarvi a capofitto nella collezione moda autunno-inverno voi, nel dubbio, rispondete di no.
Evoluzione delle campanelle che segnalano la fine dell'ora nel corso della carriera scolastica.
- Scuola elementare: La campanella (stile classico). La campanella della scuola elementare è il più classico prototipo che si possa trovare. Il suo inconfondibile e prolungato *DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN* echeggia per le aule infestate da cartelloni colorati e disegni infantili scandendo la giornata scolastica dei bambini dai sei ai dieci anni.
- Scuola media: La campanella ammaccata. Della stesso modello della scuola elementare, solo che questa in seguito ai tentativi di sabotaggio dei ragazzetti di terza è rimasta irrimediabilmente compromessa e ora ha degli sbalzi di tono. Il suo *DRIIIiiiiiii…iiiiIIII…iiiiN* purtroppo non potrà tornare agli antichi splendori poiché la scuola non può permettersi di ripararla o sostituirla.
L'ENCICLOPEDIA DALLA A ALLA A
Volevo fare un appello. Un appello destinato ai tizi incaricati di curare il marketing dei principali quotidiani creando dei simpatici gadgets da allegare al giornale di cui sopra per incrementare le vendite.
La moda giornalistica trendy del momento è quella di far uscire assieme al giornale delle enciclopedie di vario genere (dalla classica enciclopedia universale, a quella scientifica, a quella storica) costituite da più volumi che escono col giornale periodicamente, una o due volte a settimana.
Ora io dico, ho capito che voi fate il vostro lavoro e che offrire il primo volume addirittura gratis mi sembra una buona strategia così se non altro quel giorno lì vi comprano proprio il vostro giornale e non quello di un altro e avete meno invenduto, iniziativa che magari ripetete a distanza di un paio d'anni perchè un'enciclopedia fa sempre comodo, no?
Però, signori tizi del marketing, cercate di capirmi: a casa mia ho 12 volumi prime uscite gratis (A-AR) di cui mia madre non comprerà mai il seguito, per cui non dico proprio di eliminarli, ma anche se l'ordine alfabetico è l'ordine alfabetico, non potete mica cominciare da un'altra lettera? Che so, CE-DO, oppure OZ-PR... Perchè adesso se voglio cercare la capitale dell'Algeria o categoria animale a cui appartengono le Aragoste posso farlo, ma metti che mi serve di sapere come funziona un Catarifrangente? Oppure la data di nascita di George Washington?
Me lo dite voi, come faccio?
VIAGGI DI NOZZE
Lo so, forse avrei dovuto farmi sentire prima. Avevo anche pensato di spedirvi una cartolina, ma sapete com'è. I vostri indirizzi non li conosco mica.
Comunque sono di nuovo io, Alfredo, il ragno che abita nel bagno della proprietaria di questo blog. Sono appena tornato dal mio viaggio di nozze, un'esperienza meravigliosa. Dovevamo stare via solo un paio di settimane, ma poi Amanda è arrivata con un last minute dell'agenzia "L'artropode viaggiatore" che prevedeva un tour delle paludi dell'oltrepò pavese di sei settimane, e non ho saputo dire di no. D'altra parte delle occasioni simili non capitano spesso.
Così, la sera dopo le nozze, siamo partiti con un volo low-cost della "libellula airlines", e ci siamo sistemati in albergo. Ci hanno dato una suite molto bella, con ragnatela matrimoniale, servizio in camera e acquitrino stagnante privato.
Poi Amanda è andata a cambiarsi e a farsi bella per la sera, e io, siccome ero un po' agitato (sapete, la prima notte di nozze), sono andato a fare due passi nel giardino dell'hotel. E' stato un errore, perchè mi sono messo a chiacchierare con una mantide religiosa che, saputo che mi ero appena sposato mi ha ricordato che in molte varietà di ragni la femmina mangia il maschio subito dopo l'accoppiamento, e se sapevo a che rischi potevo andare incontro. Così mi sono inventato una scusa, e sono tornato nella mia camera.
Comunque, nonostante quell'insetto porta-sfiga, è andato tutto bene e abbiamo passato delle bellissime giornate.
Un saluto a tutti, vostro
Alfredo
L'ASCENSORE DEL DESTINO
Ieri sera, ospedale comunale. Io e Cicci entriamo in ascensore con la speranza di riemergere nel reparto maternità, ove giace Vicina Di Casa che nella mattinata diede alla luce due gemelle.
*DLIN DLON*
CICCI: E' questo il reparto, Giulia? E' tutto buio, che strano!
ME:Il tasto cinque ho schiacciato. Quinto piano.
CICCI:Sarà.
*Si avvicina un tizio in camice bianco*
TIZIO BIANCO: Siete delle parenti?
ME (*PERPLESSA*): Come, scusi?
TIZIO BIANCO: Siete delle parenti della donna?
CICCI: Siamo delle vicine di casa.
TIZIO BIANCO: Mi dispiace moltissimo.
ME: E perchè?
TIZIO BIANCO: Sa, signorina come funzionano queste cose... anche se era vecchia, è sempre un grande dolore.
ME: Ma guardi che la mia vicina ha 26 anni.
TIZIO BIANCO: Solo ventisei? E' defunta così giovane? Molte condoglianze, davvero.
ME(*Perplessa*): Veramente non è morta. Ha partorito due gemelli.
TIZIO BIANCO: E allora perchè siete qui all'obitorio?
CICCI: Obitorio?
ME: Mi scusi, ma per la maternità dove devo andare allora? Di là?
TIZIO BIANCO: No, di là c'è la sala autopsie. Siamo al piano -2. Lei deve andare al 5.
ME: Ops.
*si allontanano*
CICCI: Ma Giulia, che cos'è un obitorio che non lo so? E un'autopsia?
ME: Facciamo che te lo spiego dopo.
GLI ANNI PASSANO
Ieri pomeriggio. Festa di compleanno di mia madre cum parentado assortito.
-ZIA NUMERO UNO: Auguri, Anna! Già quarantacinque, eh? Non siamo più dei giovincelli nemmeno noi... dai, pensa che non sei ancora ai cinquanta, e poi guarda tuo marito... ha sei anni più di te, ma non è mica decrepito
*Genitore ingrigisce leggermente*
-ZIA NUMERO DUE: ANNAAAA... tanti auguri! Eh, l'età avanza... Ma tranquilla, che Orazio (Il genitore) ti ha superato già da un po'...
*Il genitore, fingendo di non sentire, si versa un goccio di birra*
ZIO: N'altro compleanno, èh, Anna? Eh, no te si più 'na tosa... Oh, ma no state desperar, che to marìo el se pi vecio de ti!
*Genitore comincia ad alterarsi impercettibilmente*
CICCI: Auguri, mamma! Buon compleanno, ma tranquilla... non sei la più vecchia, papà è più vecchio di te
(...)
GENITORE: AVETE ROTTO, CAPITO? ROTTO! SI, SONO VECCHIO, E ALLORA? SE MI RITENETE SULLE SOGLIE DELLA TOMBA, ALMENO EVITATE DI ROMPERE I MARONI A TUTTO IL CIRCONDARIO CON QUESTA STORIA, E PORCA MISERIA!
CICCI: Ma papà...
GENITORE: Un po' di rispetto per le persone anziane.