VECCHIAIA
Di recente mi sento vecchia. Lo so, non è che a diciotto anni si sia proprio alle soglie dell'Alzheimer e l'arteriosclerosi continua a lungere da me anni luce, ma sono successe delle cose.
Innanzitutto l'altro giorno stavo allegramente andando a scroccare il di me dovuto regalo di compleanno da parenti assortiti quando Giovanni, il più giovane esemplare di cugino maschio del parentado (5 anni) mi ha chiamato "zia", e non so se mi spiego. Oltretutto la cosa è tecnicamente impossibile visto che la Cicci è la mia unica sorella (a meno che il mio Genitore nella sua lunga carriera di Marito-della-Genitrice non si sia concesso torbide fughe amorose, ma ne ho i miei personali dubbi, e quindi) e attualmente ha undici anni scarsi.
E poi l'aria da zia non ce l'ho, voglio dire... le zie ti regalano le caramelle e ti portano a spasso e ti dicono "AAAAAAAAAAAAmmmoreeeee come sei creesciuutoooo ", e io no. Anzi, l'ultima volta che mio cugino a provato a fregarmi l'ultima chewing-gum rimasta l'ho quasi preso a calci.
Comunque.
Poi l'altro giorno durante l'ora di lettere mi stavo allegramente decomponendo quando il mio orecchio percepì coteste parole pronunciate dalla solita voce dietro la cattedra: "ormai siete adulti e vaccinati" riferite presumibilmente a qualcosa che c'entra con l'esame di stato.
Senti, adulta si vedrà, vaccinata no di sicuro visto che sono due anni che rimando il richiamo dell'antitetanica, quindi piano con le parole.
Allora ieri sera sono andata dalla Genitrice e le ho detto:
- Genitrice, suggeriscimi qualcosa di squisitamente adolescenziale da fare.
E lei mi ha risposto:
- In che senso, scusa?:
- Nel senso che mi sono accorta che mi restano nove mesi per fare qualcosa di squisitamente adolescenziale prima di cominciare a Badare-A-Me-Stessa e Fare-Qualcosa-Di-Utile-Per-L'Umanità.
- Ah. Ma adolescenziale di che genere? Genere "adolescente da film" o "quattordicenne mentalmente deviata"?.
- E' uguale. Facciamo un quaranta per cento di "adolescente da film" e il resto di "quattordicenne mentalmente deviata" ?
- Che so... Ubriacarti con il Wisky in uno squallido pub scozzese un lunedì sera e vomitare negli angoli?
- No. Non ci sono pub scozzesi nel circondario, e il wisky non mi piace.
- Uscire una sera dicendomi che vai a dormire da un'amica e andare a comprarti droghe pesanti?
- Con quel mensile da fame che mi date?
- Uscire con sei ragazzi diversi in una settimana e piantarli in asso dicendogli che sei troppo giovane per impegnarti?
- No. Poi mi verrebbero le crisi di coscienza.
- Fare un provino per diventare velina?
- No. Tutte le trasmissioni sono già cominciate e le selezioni sono finite. E poi sono ingrassata di mezzo chilo.
- Andare a un concerto di Nek e portarti uno striscione con su scritto "Nek, sei bellisssimooo, tvttttb"?
- Stiamo scherzando?
- Allora non lo so.
- Oh.
QUELLO CHE SI PENSA QUANDO SI VUOLE SCRIVERE UN POST E NON SI TROVA L'ISPIRAZIONE
1) Eccoci. Siamo qui.
2) Bene, ora scrivi qualcosa.
3) ...
4) Ho detto "scrivi qualcosa", cretina.
5) Si, ma non mi viene in mente niente.
6) Come, non ti viene in mente niente?
7) Oh, ma guarda che non è mica facile, sai!
8) Considerando che in genere scrivi solo minchiate e le minchiate riescono a chiunque e in particolar modo a te, dovrebbe esserlo.
9)...
10) Okay, facciamo così: fai finta che sia una verifica di italiano e che tu ti debba inventare qualcosa da scrivere all'istante.
11) Si, ma nelle verifiche di Italiano di solito parlo della vita di Leopardi.
12) Cioè, mica posso scrivere un post in cui espongo la mia edificante e inedita teoria secondo cui Leopardi era depresso perchè di secondo nome faceva Taldegardo.
13) Ammazza, ma veramente ci aveva 'sto nome di merda?
14) Agghiacciante.
15) Certo che sua madre non doveva essere mica normale. Taldegardo, roba da tagliarsi le vede per lungo.
16) Vabbè, stiamo divagando
17) Mi sa.
18)....
19) *bzzzzzzzz*
20) Ma porca di quella porca, le mosche anche a fine ottobre?
21) No, dico, veramente... che mondo!
22) Ma d'inverno non migrano anche loro verso sud?
23) No, quelle erano le rondini
24) Ah. E perchè le mosche no?
25) Perchè solitamente crepano prima.
26) E come mai questa è qui?
27) Probabilmente è immortale.
28) Ciò non toglie che se potessi migrerei anch'io verso Sud.
29) Ecco, e perchè non farlo allora? Migriamo tutti verso Sud!
30) Te lo dico io il perchè.
31) Cioè?
32) Che le rondini non si devono pagare 50€ di volo low-cost più 46€ di tasse aeroportuali, più 12€ di bagaglio e 15€ di surgey-charge per i viaggi nazionali, escluso imballaggio della valigia sola andata.
33) ...
34) Allora, questo post?
35) Ancora con 'sta storia?
36) Beh, dovresti...
SPOGLIATOIO MISTICO
L'ultimo anno di liceo vede trascorrere le giornate di noi brillanti studenti dello scientifico in un'insolita sede scolastica ricavata negli antri rimasti liberi nella residenza delle suore Canossiane, altresì utilizzata da una scuola professionale privata. Fin qui tutto bene, se non fosse che le classi dell'indirizzo sono nove e le stanze disponibili appena otto.
Dovendo selezionare i poveri disgraziati destinati a essere catalogato come classe vagante, venne adottato il criterio del "meno sono, meglio si adattano", secondo il quale venimmo selezionati esattamente noi (che dopo i vari stermini di massa di fine anno ci riducemmo drasticamente dai 31 individui del primo anno ai 14 di oggi. Vige il cosiddetto "principio dei reality", ovvero "ne resterà solo uno").
Nel corso del primo mese di scuola ci capitò di svolgere le nostre lezioni in posti curiosi del tipo uno stanzone separato dalla sala insegnanti da un armadio alto un metro e mezzo, senza finestre e col caminetto, la sala di informatica, il corridoio (estremamente divertente soprattutto alla fine dell'ora quando tutti devono andare in bagno), e così via.
Il nostro spirito di adattamento e gli urlacci della mia prof di filosofia ci consentirono di svolgere la nostra nuova carriera di maturandi in maniera più o meno dignitosa nonostante tutto.
I problemi sorsero quando, nell'ora di ginnastica, invece di dirigerci verso la palestra della sede centrale il professore pensò che fosse più opportuno andare a correre nel parco pubblico al di là della strada. Ottima idea vista la giornata di sole, se non fosse per il munuscolo dettaglio che le Canossiane deficitano un po' di spogliatoi.
Consultazione generale Professore/La sottoscritta-in-qualità-di-capoclasse.
-E adesso dove si va?
-Potremmo andare in sede, cambiarci lì e poi tornare indietro.
-No, troppo lontano. Perderemmo metà lezione.
-Chiedere alle suore se hanno una stanza libera?
-E che, vi cambiate tutti, ragazzi e ragazze assieme?
-Beh, potremmo andare lì. *indicando una misteriosa stanzetta*
-Lì? Nella cappella sconsacrata? Propriò lì-lì?
-Eh, perchè no?
-Non è che è un pochino blasfemo?
-Ma no. E' sconsacrata per qualcosa, dopotutto. E poi non la usa nessuno.
-Tutti assieme?
-No, i ragazzi nei banchi davanti all'altare e le ragazze in sacrestia.
-Ah, ecco.
Si decise per il si.
La scena, cinque minuti dopo, mentre i ragazzi si stanno cambiando. Porta d'ingresso della cappella, sorvegliata da Professore. Si avvicina Madre Superiora
MADRE SUPERIORA: Scusi, professore, dovrei entrare un'attimo nella cappella a prendere un leggio. Sa, tra dieci minuti c'è la messa nell'altra chiesa.
PROF: M... Madre... io non credo che sia il caso di...
M.S: Ma perchè no? So che disturbo perchè magari stava facendo lezione, ma mi lasci entrare un attimo, me ne vado subito.
PROF: Si, ma vede...
M.S.: Su, si sposti. Mi lasci entrare.
PROF: Ma...
M.S: *entra*
Visione di sette ragazze diciottenni prevalentemente in pantaloni della tuta e canottiera, un paio di esse sono in mutande e maglietta. Vestiti femminili appesi alla porta del confessionale, tuniche del prete da lì estratte sparpagliate sul pavimento.
M.S: AAAAAAAAAAAAAAAHHH, SACRILEGIOOO! C... cosa state facendo, ADOLESCENTI INFEDELI?
SOTTOSCRITTA (*infilandosi i calzini*): Ci stavamo cambiando.
M.S: C...come, CAMBIANDO?
SOTTOSCRITTA: Per la lezione di ginnastica?
M.S: E vi pare il caso DI FARLO QUI?
SOTTOSCRITTA: E dove, se no? Di stanze vuote non ce ne sono, e poi la cappella è sconsacrata.
M.S: Ma... avete messo i jeans sopra il leggio?
ALTRA RAGAZZA: Attaccapanni non ce n'erano.E deve vedere le scarpe dei ragazzi di là, nella navata centrale, proprio sotto l'altare!
CICCI ALLA RISCOSSA
Di nuovo lei. Mia sorella Cicci entrò trionfalmente tre settimane addietro nell'affascinante mondo della scuola, portandosi dietro il suo zaino blu con attaccati i pupazzetti di Winnie The Pooh e il di lei moroso (stanno assieme dal secondo anno di asilo, ormai son sette anni. Ma queste sono altre storie che approfondiremo in un altro momento).
Come ovvio, l'evento ha avuto innegabili ripercussioni nella vita della famiglia C., in particolare sulla persona di me, in quanto sorella maggiore e coinquilina di letto a castello. Per esempio i suoi attacchi di innegabile entusiasmo-da-inizio-di-nuova-scuola (quel periodo in cui ti senti più grande e ignori ciò che succederà negli anni futuri) possono rivelarsi leggermente irritanti il lunedì mattina quando ti svegli formulando pensieri decisamente censurabili e irriguardosi verso il mondo e ti trovi questa quasi-undicenne saltellante davanti alla porta, ma vabbè.
Comunque, l'avvento della Scuola Media porta nella vita degli innocenti pargoli un elemento distruttivo per i pargoli medesimi e per la collettività (inseribile a mio modesto parere nell'elenco delle catastrofi naturali) identificabile nel demoniaco oggetto del Flauto Dolce.
E' successo un po' a tutti,lo so. Trovarsi all'improvviso con questo coso davanti e un insegnante di musica che ti parla dell'intensità del soffio mentre si emettono suoni striduli non meglio classificabili, e così via.
Dal giorno della prima lezione di musica della Cicci, la vita del paese non è più la stessa. Arriva, mangia e si chiude nella di noi comune camera riproducendo per ore le uniche tre note che sa(Sol La Si), in una elegante composizione che fa più o meno così:
Sol sol la la si si la.
Nientre contro l'educazione musicale, ma dopo i primi cinque minuti gli abitanti dell'appartamento cominciano a presentare i primi segni di isteria e squilibro mentale facendo cose imbarazzanti tipo vagare per la cucina saltellando su un piede solo e barricarsi in terrazzo parlando da soli e invocando la grazia celeste. Non è bello, insomma.
Comunque, l'altro giorno suona alla porta una vicina di casa dalle guance di un'interessante tonalità di fucsia a esprimere pubblicamente il disprezzo di quello strumento. Ha aperto la Cicci:
VICINA DI CASA: Cara, sei tu che suoni il flauto?
CICCI: Si.
V.d.C: Oh, capisco. Perchè, vedi, io apprezzo molto che ai giovani venga data l'opportunità di imparare a suonare uno strumento, però... Cioè, non per offenderti, tesoro... Insomma... Non è che potresti piantarla con questa musica?
CICCI: Non posso.
V.d.C: Ah. E perchè?
CICCI: Voglio diventare una grande musicista.
V.d.C: Ah, si?
CICCI: Si. So già suonare tre note, ma la professoressa domani mi insegna anche il Mi e il Re.
V.d.C (*cambiando ulteriormente colore*): Ma tesoro, vedi...
CICCI: E' fondamentale l'allenamento, così divento brava.
V.d.C: Ma vedi, se tu non la smetti di suonare prima delle quattro del pomeriggio, io sarò costretta a dire a tua madre che ci crei disturbo, che dai fastidio. E questo non è bello.
CICCI: Ma lei non deve fare la spia. Per esempio anche io ho visto suo figlio che si prendeva la moto di suo marito di nascosto per andare a baciarsi con una, ma mica glielo vengo a dire.