PILOTESSA DI PEUGEOT
E’ sabato mattina, e attendi in un pittoresco contesto ambientale di bar chiuso, pioggerella e una indefinita quantità di coetanei nelle medesime condizioni che si compia il tuo Destino Automobilistico.
Tra mezz’ora toccherà il duro compito di stupire il mondo con la grazia delle tue inversioni di marcia, la pennellata dei parcheggi a S, la precisione sublime delle tue frenate ed agguantare trionfalmente la Patente.
Se ce la farai, tutto sarà diverso, e la comunità beneficierà delle seguenti cose:
Si può notare un’interessante consonanza tra il concetto di "madre" e quello di "comunità", ma non è di questo che dobbiamo parlare e quindi riserveremo spazio alla faccenda in un altro momento.
Prima di quel giorno tu non potevi avere idea di quante autoscuole esistessero in una singola provincia (nemmeno tanto grande come provincia, tra l’altro). Lo scopri dopo quattro ore di attesa desolata davanti quel medesimo mar chiuso per lavori, e cogli che il numero deve essere inevitabilmente superiore a quello dei diciottenni che devono fare la patente, quasi uguale a quello delle osterie nel comprensorio cittadino. Tutte esaminate prima della tua.
Alle ore 12.05, quando ti è andata via l’ansia ma è venuta a tutti coloro ai quali è stata rivolta la domanda "dici che me la fa fare la partenza in salita?" a intervalli di dieci minuti, arrivano le Vetture.
Due Peugeot 206 grigio metallizzato diesel immatricolate settembre 2006, chilometri 20000 recanti la calamitata scritta "SCUOLA GUIDA" accostano.
Coraggio. Calma & tranquillità, ostentazione fasulla di sicurezza, son persone serie e se sbagli qualcosa capiranno.
Dalla seconda macchina (quella che segue la prima dove i Prescelti fanno l’Esame) scende un particolare tizio, tratti somatici tipo Platinette ma meno grasso, coi capelli brizzolati e il mascara di colore diverso che mi trascina nella Vettura, posto davanti accanto all’autista e dietro gli altri due patentandi.
"ALLORA, RAGAZZI! Sono l’istruttore che vi accompagna, mi chiamo Saro… (bellissimo nome). Oh, non vi preoccupate che è una cosa facilefacile, del tipo che veramente è come quando ti invitano a cena e devi comprare un vestito nuovo e ti viene l’ansia ma poi ti accorgi che nel tuo ward-robe c’hai un abito da cocktail che non ti ricordavi e ti sta benissimo e ti chiedi come mai ti sei preoccupato così tanto.(è quello che succede un po' ogni giorno, che roba brutta.) Veramente. Ma ora parlatemi un po’ di voi… tu, ragazza vicino-a-me, cosa vuoi fare da grande? La giornalista? Oh, ma è meravigliosooooo! Pensa, io leggo sempre Novella 2000 (no, non dire niente.) e quelle lettere che scrivono del tipo Cara Dottoressa sono Samantha e mio marito mi tradisce con la mia migliore amica, io le adooooro, sai che ti ci vedrei bene a fare una cosa del genere?(ma stiamo scherzando?) Poi diventi famosa e guadagni un mucchio di soldi e io dirò a tutti Questa ha fatto la patente con me e i miei amici saranno invidiosissimi, a proposito com’è che ti chiami? Vabbè, non importa, sei simpatica e dirò all’esaminatore che ti deve promuovere, sai come sono gli uomini (Si, cioè, no)… li convinci con niente!".
Ore 13.00. Sono passati dal Trionfo minuti quattro e secondi dodici, ricevi messaggi di congratulazioni dalle seguenti persone:
Persone che avevi avvertito del Successo nei secondi immediatamente precedenti:
Domanda: Come avrà fatto? Com’è fisicamente e umanamente possibile un cotale spargimento di informazioni in sì breve tempo? Riflettere.
(P.S: Questo post è stato redatto dalla sottoscritta con l'unico scopo di tirarsela per il conseguimento della patente di cui sopra.)
VIVA LA FERRARI
Eh, beh: è tradizione. Magari non come cuocere il cotechino con i crauti alle sei del mattino del giorno di Natale o arrostire le salsicce la sera di Venerdì Santo per far dispetto a mio zio che digiuna, ma quasi.
Durante il ponte del 25 Aprile bisogna Andare Via. Fosse anche passare una nottata nella tenda in giardino, ma bisogna Andare Via.
La discussione circa la meta del Ponte cominciò all’incirca otto mesi fa, giusto per non arrivare impreparati. Le opinioni erano vagamente divergenti e riassumibili nelle seguenti proposte:
Dopo settimane di pacato confronto familiare (per dire) si finì per accettare la mia proposta, più che per reale persuasione del genitorame, perché genitorame di cui sopra si era inevitabilmente rotto i cosiddetti di starci ad ascoltare.
Fu così che sabato pomeriggio, ore 15, la Opel Vectra bianca contenente noi + bagagli + atlante stradale si immetteva nella statale 47 per migrare verso Sud, direzione lidi ravennati.
Il viaggio filò liscio liscio, eccetto che a un certo punto si aveva sbagliato strada e ci si era ritrovato in un nulla più assoluto di stradina di campagna zona Comacchio a fare lo slalom tra le lepri, i fagiani e i porcospini selvatici.
Bungalow. Ci stavamo apprestando a rientrare nella casetta di legno dopo una pizza veloce al ristorante del campeggio, quando facemmo l’Atroce Scoperta: accanto al nostro placido rifugio, esattamente nel bungalow confinante e comunicante mediante terrazzino condiviso, c’erano loro.
Quattro ferraristi tedeschi giunti da Berlino per vedere il Gran Premio di Imola.
Vestiti di rosso con casco di Schumacher.
Ciascuno con bottiglia da litri 1,5 di birra fatta in casa, senza eccezione alcuna.
Dopo un primo momento di stordimento, già si cominciava a notare un visibile impallidimento della Genitrice, prontamente rassicurata dalla figliuola minore con parole dolci e vellutate.
Bilancio di tre giorni di civile convivenza con esponenti del popolo germanico:
COME FARE A RICONOSCERE I (miei) PROPRI PARENTI SENZA BISOGNO DEL TEST DEL DNA
VACANZE ESOTICHE
Cari signori avventori, vi scrivo per esprimere il mio profondo rammarico nel dirvi che purtroppo per qualche giorno non avrò la possibilità di postare. Sapete, siamo in partenza per le Seychelles. Domani abbiamo l’aereo e io devo ancora comprare l’abbronzante, il latte solare, la crema per il corpo al cocco, le infradito rosa e tra dieci minuti ho appuntamento dall’estetista per una ceretta e un quarto d’ora di lampada.
A presto!
Cari signori avventori, vi scrivo per esprimere il mio profondo rammarico nel dirvi che purtroppo per qualche giorno non avrò la possibilità di postare. Mia madre al posto dell’uovo di Pasqua mi ha regalato una vacanza di tre settimane in Australia, e ora vado a dormire perché altrimenti potrei risentire troppo del Jet Lag… no, perché detto così a parole sembra una sciocchezza, ma quando si devono affrontare viaggi così lunghi è una cosa di una pesantezza estenuante. Pensate che l’anno scorso, quando mi sono recata in California per tre mesi di vacanza studio NON ho dormito per giorni.
Cari signori avventori, vi scrivo per esprimere il mio profondo rammarico nel dirvi che purtroppo per qualche giorno non avrò la possibilità di postare. Sfortunatamente proprio ieri sera mi ha telefonato un famoso attore Holliwoodiano di cui non scrivo il nome per non essere perseguitata dai giornalisti di Verissimo, per chiedermi se mi va di farci un week-end lungo a Ibiza, e io gli ho risposto di si.
*Driiin*
-Pronto?
–Pronto, Giulia, ciao!
-Ah, Amica F., ciao!
–Come va? Che fai di interessante?
–Io? Beh… no, niente. Ero qui che stavo guardando il roseto del vicino per trovare l’ispirazione e mettermi a fare i compiti di biologia. E tu?
(…)
-Più o meno uguale, direi.
–Ah.
(…)
-Quanto mi piacerebbe andare da qualche parte, per una volta.
–Non me lo dire.
(…)
-Che, si fa qualcosa di drastico?
–Drastico?
–Hmm… può essere un’idea.
–Fammi pensare…
(…)
-Elenco degli Stati uniti in ordine alfabetico?
–Hm.
–Alabama, Alaska, Arizona, Arkansas.
–California, Colorado, Columbia, Connecticut.
–Delaware.
–Florida.
–Georgia.
–Hawaii
-Idaho, Illinois, Indiana, Iowa.
–Kansas. Kentucky.
LA PRIMA SCHEDA ROSA
Pensieri di una blogger al Primo Voto terrorizzata dall’idea di poter sbagliare simbolo e/o vedersi annullare la scheda.
*alla blogger viene consegnata la scheda rosa per l’elezione della camera (in quanto neo-maggiorenne, costei non può ancora proferire verbo circa il senato)*
*sottofondo di voce di madre che dice a voce alta "eh, sapete, mia FIGLIA è al PRIMO VOTO, ha fatto i DICIOTTO a ottobre!"*
*La schedina rosa cade nella scatola con un inconfondibile fruscio*
PROPAGANDA’S WORLD RECORD
Caro signor Guinness Dei Primati,
Volevo dirle. Mi rendo conto che c’è un fracco di gente strana che le scrive per dire che ha fatto il giro del mondo in roller-blade o ha mangiato 2586 tortellini crudi in otto minuti o robe così e se può pubblicarle sul suo libro, ma senta: sono venuta a conoscenza di un episodio da record che le devo assolutamente raccontare.
Intanto il record non è mio, ma di mia madre.
Ebbene, mi stia a leggere con attenzione: mia madre ieri ha guardato 11 telegiornali. Più precisamente, il Tg5 delle 7.30, il Tg3 delle 12, il Tg locale delle 12.45, il Tg5 delle 13, il Tg 1 delle 13.30, il Tg3 Veneto delle 14.30, il Tg locale delle 19 e contemporaneamente il Tg3 delle 19, il Tg5 delle 20, il Tg2 delle 20.30 e il Tg3 delle 23.
Si, ora capisco che lei mi stia mandando mentalmente in posti irriferibili, ma l’impresa non è questa. Il record vero e proprio sarebbe che non l’ha fatto solo ieri, ma anche il giorno prima, e anche due giorni fa e ogni giorno a partire dal 9 febbraio, che se calcola bene sono 605 telegiornali in 55 giorni. Di campagna elettorale.
Ora, signor Guinness, non sono informata sugli ultimi ardimenti mondiali che le vengono proposti, ma questo è un record, non è vero? Perché pur facendo sforzi di immaginazione, non credo che ci possa essere qualcuno nel pianeta che si sia spinto in questo modo oltre i limiti delle facoltà umane… non so, magari in un qualche film è successo, ma nella realtà magari no. Me lo dica lei.
E se proprio invece qualcuno c’è riuscito prima di mia madre, cerchi di chiudere un occhio… Guardi, non le faccio pena? Ho diciotto anni, un esame di maturità a giugno, un esame per la patente a fine mese, il compito di biologia sul sistema endocrino domani e anche una brutta influenza intestinale in corso, che non so se sia per un virus che mi ha passato mia sorella oppure per diretta conseguenza della visione dei telegiornali di cui sopra.
Ieri ho picchiato un passante perché l’ho sentito pronunciare la parola "coalizione" e questo desta in me una viva preoccupazione per la mia misera condizione attuale.
La ringrazio molto.
Giulia C.
P.S: Purtroppo non ho documenti scritti che attestino queste imprese, ma se vuole può fare un’analisi scientifica sulle componenti interne del mio televisore. Se questo non le basta, può venire da me e interrogarmi personalmente che so… sul numero di scarpe di un personaggio politico estratto a sorte. Spero si fidi.
P.P.S: Ma signor Guinness, lei e il produttore della birra irlandese siete parenti?