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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:35
martedì, 30 maggio 2006

MA LEI L'ARANCIATA L'AVEVA PAGATA?

Che la situazione è stata riassunta splendidamente dalla mia amica Chiaretta sabato con un'osservazione acuta che suonava più o meno "Freud qui ci farebbe sagra". E devo dire che questo concetto filosofico espresso in maniera così candida mi ha colpito profondamente.
Comunque.
Mi sto un po' lasciando prendere, questo lo ammettiamo. Sto diventando un po' fastidiosa.
Che la scena che si presenta davanti a uno spettatore esterno il quale mi rinvenga in cucina alle 11 di sera mentre allineo perfettamente i quadri perchè una disarmonia tra gli spigoli potrebbe procurarmi un profondo turbamento, ecco, che questa scena possa suscitare dubbi circa la condizione umana, questo si.
E' che ultimamente mi è venuto un desiderio irrefrenabile di posizionare le sedie in modo che abbiano le gambe parallele all'orientamento delle mattonelle.

E se mia madre mi dice ancora una volta "ti ricordi che hai gli esami tra venti giorni?" mi sa che comincio pure a tingere il gatto perchè non mi si intona con la veranda.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:59
martedì, 23 maggio 2006

BRACCINO.

Le sorelle minori ci hanno il braccino corto. Punto. E questa non è una semplice affermazione, è qualcosa di più… un teorema, una legge universale che prescinde da qualsiasi contingenza, un dato di fatto che è e non può non essere.
Quando la sottoscritta si libererà dalle formalità quinta-liceali et avrà di nuovo l’occasione di riappropriarsi della sua esistenza, probabilmente ci lavorerà su. Al momento, sto conducendo in proposito degli esperimenti genetici di alta scienza sui gatti del vicino.
Pare che la micia secondogenita infatti tenda a nascondere parte delle sue crocchette di frattaglie miste sotto un cespuglio per poi tirarsela smodatamente con la gatta più grande che invece si scofana tutto subito. Ho in programma la redazione di un saggio che si applica perfettamente alle leggi della genetica Mendeliana, secondo cui il fenomeno dipende da una peculiare sequenza amminoacidica presente nel DNA delle sorelle minori, ma devo ancora approfondire l’argomento.
Comunque sia, le sorelle minori ci hanno il braccino corto.
Documentiamo il fenomeno illustrando i comportamenti di un soggetto che chiameremo con un nome di fantasia La Cicci. Trattasi di esemplare di pre-adolescente femmina di anni 11 e mezzo, legata da parentela di primo grado con la qui presente in quanto figlia della medesima Genitrice Femmina e dello stesso Genitore Maschio. E qui siamo proprio sicuri che non sia il frutto di un amore clandestino coltivato dalla Genitrice a tempo debito con uno sconosciuto amante perché ci ha lo stesso naso del Genitore Maschio e la stessa carnagione e la stessa costituzione che gli manca solo la pelata. Quindi.

Punto uno:
Nel salvadanaio della Cicci non ci sono mai meno di 200€.
Che tra l’altro Dio solo sa come questo sia possibile, dal momento che Cicci riceve di paga settimanale un miserrimo euro e mezzo. Ciò mi portò a pensare che Cicci durante la ricreazione invece di andare a provarci col di lei moroso undicenne all’interno delle mura scolastiche vada a rapinare banche. Oppure che rapini le vecchiette. Oppure che il di lei moroso undicenne sia in realtà il rampollo di una stirpe di antica nobiltà e che quindi faccia della Cicci la sua mantenuta. Dovrò riflettere su questo punto.

Punto due:
Se Cicci fosse maggiorenne, sarebbe l’unica in Italia a compilare con un certo gusto una dichiarazione dei redditi.

Lei adora far sapere al mondo l’ammontare del suo patrimonio. L’intercettare la Sorella Maggiore nel momento in cui questa si appresta a prendere la borsa per uscire o a chiedere alla Genitrice foraggiamenti per avere di che pagare il cinema, e scegliere questo momento per dichiarare "Io ho duecentocinquantotto euri nel salvadanaio e tu sei centesimi" la riempie di una gioia smodata.

Punto tre:
Per Cicci il denaro si divide in tre parti.

Quello nel portafogli da portare con sè (non più di 2 euro, per evitare spese folli e farsi offrire il gelato da altri soggetti), i risparmi nell’intoccabile salvadanaio (cifre smisurate che la sottoscritta non vede da anni), e Quello Che Le Deve Sua Sorella. Perché Cicci all’occorrenza viene sfruttata come banca, e quando Sorella Maggiore DEVE assolutamente uscire a comprarsi quella maglietta taaanto carina che ha visto nel negozio di via Roma, Cicci le elargisce prontamente del contante. Ma non per interesse, intendiamoci. Per avere la possibilità di fare irruzione nella stanza di Sorella Maggiore in qualsivoglia momento dichiarando "Mi devi venti euri e se non me li restituisci entro quindici secondi dico alla mamma che non le hai dato il resto quando ti ha mandato all’alimentari a comprare la mortadella:", il che è fonte di altra gioia smodata.

Punto tre/bis:

Cicci applica un tasso da usura.

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categoria : parentame alieni inclusi

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 17:22
venerdì, 19 maggio 2006

PREGIUDIZIALE ANTI-COLO’ 

Io la odio. Profondamente, visceralmente e istintivamente, quindi stabiliamo che il mio rancore è scatenato da pregiudizi bigotti.
Intanto perchè questa qui si presenta così in TV all’improvviso, solitamente mentre tu stai affettando le cipolle per il ragù o stendendo la biancheria o studiando i solidi di rotazione (che lo so che non si studiano i solidi di rotazione con la TV accesa, tuttavia la qui presente non ci capirebbe una favazza comunque, indi tanto vale). Insomma, in momenti molto poco opportuni dato il contesto.
E poi perché lo fa con disinvoltura, capite, con nonchalance.
Come fosse la cosa più comune di tutti, routine. Ognuno ci ha la sua, in effetti. La mia routine son i solidi di rotazione, la sua camminare sopra vulcani attivi. La mia fare profonde dissertazioni sui linfociti B, la sua vagare per barriere coralline asseme a un cameraman vestito da sub. La mia cercare di rinchiudere nel bagno la Cicci perché mi ha registrato lo speciale dello "Zecchino d’oro" sopra la mia preziosissima cassetta di "Pretty Woman", la sua circumnavigare un arcipelago.
Va bene, mestieri diversi. Tu sei una Liciacolò sulle falde del Kilimangiaro, io una quintaliceale alla terza simulazione d’esame.
Però.
Se permetti, signora Liciacolò, mi va anche bene che tu registri i servizi alle Galapagos tra le tartarughe giganti. Mi va bene che tu ce li presenti in tono entusiastico mentre studio i solidi di rotazione. Posso accettare i tuoi commenti sulla bellezza incontaminata del paesaggio cum carrellata della telecamera su chiare fresche & dolci acque anche se qui son tre giorni che piove. Tollero persino che tu sia pagata per questo, guarda.
Ma che dopo te ne sbuchi sulla vetta di un vulcano sotto un sole cocente & sfondo di spiagge e uccelletti colorari libranti nell’aere a dicendo "amici, siamo arrivati ma non avete idea di che faticaccia sia stata", tesoro mio, no.
Cioè, tu devi fare una fine lenta e dolorosa morsicata da un cobra dalle squame colorate protetto dal WWF e decantato da Darwin nell’ "Origine delle specie", ecco cosa.

(Niente di personale.)

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categoria : lo sporco lavoro

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 18:14
domenica, 14 maggio 2006

GRAPPA, ALPINI & ROCK&ROLL 

A dare un tocco di colore agli altipiani vicentini ci ha pensato una torma di quattrocentomila alpini in raduno che per tutto il week-end hanno vagato in stato profondamente alcolico tra le strade della provincia.
Che gli altipiani sono alti e noi invece si sta in pianura, ma gli effetti della settantanovesima adunata del reggimento alpino nazionale si sono percepiti sino a qui.
Facciamo un esempio.
Ero lì che stavo fluttuando tra le vie del centro, quando mi son ricordata che doveva venire a trovarci il moroso della Cicci (un pargolo undicenne dal discreto fascino), così ho deciso di fare la brava sorella maggiore e di comprare gelato per tutti. Me ne sono andata nella gelateria più trendy (nonché l’unica) del paese, e ho chiesto una vaschetta da sei gusti da portar via.

Gelataia: Allora, signorina, dica. Cosa la vuole?
Me: Guardi, mi dà una vaschetta da sei con due palline di panna, una di stracciatella e…
G: No, la stracciatella non c’è.
Me: Allora, due palline di panna, una di vaniglia e…
G: No, neanche la vaniglia.
Me: Fragola?
G: Naaa.
Me: Cioccolato?
G: Neppure.
Me: Ma ci sono tanti gusti qui, mi sembra impossibile che…
G: Eh, ma è la "settimana dell’alpino"
Me: E con ciò?
G: Abbiamo fatto qualche modifica all’assortimento.
Me: E cosa mi propone?
G: Vede ragazza, ci sarebbe questo delizioso gelato alla grappa di mirtillo che…
Me: Grappa di mirtillo?
G: Non le piace? Ho anche il gusto grappa di asparago bianco di Bassano.
Me: Veramente…
G: Gustro Spritz? Spritz macchiato Campari, ovviamente!
Me: Io piuttosto puntavo su qualcosa di… diverso.
G: Allora, lascia fare a me. Ti riempio la vaschetta con il gusto "penna nera", una specialità che abbiamo messo a punto di recente.
Me: Sarebbe?
G: Guarda, si fa così: prendi il latte, lo zucchero e l’uovo, mescoli, ci aggiungi mezzo litro di amaro Averna e…
Me: No, senta, mi faccia sei palline di panna e la chiudiamo qui.
G: Ma ragazza, non credo le farebbe male assaggiare qualche sapore un po’ così… folkloristico. Cioè, alcuni sono un po’ fortini, ma son buoni, mi creda.
Me: Si, ma veda… non è per me, è per il bambino.
(…)
G: Il bambino?!?
Me: Eh.
G: Ma santo cielo, signorina… lei è così giovane e già… già in dolce attesa… quanti anni ha lei? Diciassette? Diciotto? Oh, che tempi… quand’ero giovane io nemmeno ti lasciavano uscire se non eravate sposati! E mi dica, quando nascerà?
(…)
Me: Nascerà chi?
G: Il suo bambino, signorina! Perché mi sembra molto magra, dev’essere appena ai primi mesi… Il padre lo sa? Però pure lei, sa che esistono delle… delle precauzioni, no… cioè…
Me: MA COSA STA DICENDO? Non sono mica incinta!
G: Ah, no?
Me: …
G: Ah, quindi non è per questo che non vuole assumere alcolici? Io avevo capito che…
Me: Il gelato è per un amico di mia sorella, ha undici anni e se lo faccio ubriacare col gusto Grappa mia madre mi caccia di casa.
G: Ah.
Me: Eh, già.
G: Sei palline di panna, ha detto?

Me: Sei.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:49
mercoledì, 10 maggio 2006

LA COMPARSA

Da piccola la mia più grande paura era veder comparire la Madonna. Subito dopo vi erano i ragni e la Strega di Biancaneve, che erano spaventevoli ma mai quanto la prospettiva di veder comparire la Madonna.
Non che abbia nulla contro la Madonna, s’intenda: dicono sia una gran brava persona ed è quindi meritevole della mia stima incondizionata.
Il fatto è che un placido pomeriggio di una non meglio definita estate (dovevo avere sui quattro o cinque anni), mia nonna mi portò in pellegrinaggio in un santuario vicino allo sfigatissimo paese ubi lo parentame mi costringe a presenziare ogni agosto dall’età di mesi nove. Che c’era la Messa del sabato, e i di me Genitori erano via, e mica mi si poteva lasciar sola.
Che io avevo capito subito che c’era qualcosa di strano: cioè, le pareti della chiesa non c’erano, e se è per questo non c’era nemmeno la chiesa ma un bosco di pini piuttosto alti, e al posto dell’acquasantiera un cespuglio di felci. Sono differenze sottili ma che si notano.
Comunque, mia nonna mi aveva portato in questo posto e vicino ai banconi di legno dove si siede la gente nella radura c’era una statua di una ragazzetta sui dieci anni con la Madonna e una pecora e una faccia strana.
–Sai cos’è? – mi ha chiesto.
-No.
-Questa è la statua di una pastorella che ha un giorno venendo qui ha visto la Madonna.
Hmm.
-La Madonna?
-In persona.
-E perché?
-Mah, non c’è un perché. Lei veniva qui a far pascolare il suo piccolo gregge e la Madonna è comparsa davanti a lei e le ha parlato. Non si sa perché, magari era una bambina molto simpatica.

-E com’è andata a finire?
-Che lei ha lasciato la famiglia e la vita di campagna ed è andata a farsi suora.

-Nonna, io sono una bambina simpatica?
-Certo che lo sei Giulia, tesoro.
E’ stato allora che dopo essermi bendata con la felpa sono corsa urlando per la fitta boscaglia che non volevo farmi suora perché in monastero le patatine fritte la domenica non te le danno e non ti lasciano nemmeno portare i peluche e che comunque da grande volevo condurre il TG3, tra la perplessità dei fedeli presenti.

Pure adesso in vacanza ci accompagno a Messa la nonna, che nel boschetto i funghi prendono benissimo e in tre sabati mi son trovata otto etti di finferli e ci ho fatto il risotto anche per i vicini di casa.

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categoria : vita vissuta eh

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 18:41
venerdì, 05 maggio 2006

CUCCIA IN PROGRESS

Dopo 15 anni di vita d’appartamento, viene seppur in ritardo anche per la famiglia C. il momento della Svolta: Svolta ovvero Prendiamo Un Cane.
D’altra parte con il trasloco in più ampia abitazione son venute a cadere le argomentazioni valide del genitorame per respingere le pressanti richieste della Cicci per l’adozione di un Cucciolo Bisognoso di Cure, che si riducevano a un banale Non si prende perché dà fastidio al gatto (pur tuttavia, di recente anche il gatto ha cominciato a socializzare col Cocker del vicino, quindi pure questa tesi si è dimostrata fallace.)

Così l’altro giorno a cena, una Cicci trionfante ha tratto le conclusioni dichiarando:
-Bene, siamo tutti d’accordo. Il cane si prende e sarà un Cocker femmina dal pelo rosso.
...
No, aspetta un attimo. Un Cocker?
-Assolutamente no, Cicci! Il cane va bene, però… un Cocker? Io volevo un Terranova nero maschio, tipo quello che abbiamo visto…
-Naaaa. Troppo grande. Facciamo un San Bernardo maschio marrone e bianco ancora cucciolo.
-Perché il San Bernardo è piccolo? Ok, contrattiamo. Meticcio beige femmina dal pelo lungo.
-Yorkshire bianco femmina con gli occhi azzurri.
-Setter irlandese nero maschio dal pelo corto.

Dopo una serata di sorellesco confronto, abbiamo deciso di utilizzare il metodo Ciampi e di proporre un candidato che rispondesse a precise caratteristiche frutto di opinioni comuni.
Per cui, il quadrupede dovrà così essere:
-Non femmina ma magari neanche maschio.
-Non troppo grande ma magari neanche piccolissimo
-Non nero perché non gli si vedono gli occhi, non bianco perché si mimetizza troppo col pavimento, non marrone perché non si intona con la muratura del bagno
-Non un Alano, non un Chihuahua, non un Fox Terrier, non un Dobermann, non un Pastore Tedesco, non un Boxer e neanche un Bassotto.

In conclusione: non è che qualcuno ha un meticcio ermafrodita indaco e fucsia che ha figliato di recente? No, perché nel caso potete citofonarmi.

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categoria : animalia