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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 15:06
venerdì, 30 giugno 2006

NON SONO SUPERSTIZIOSA, MA

Elenco in ordine alfabetico dei portafortuna utilizzati da una maturanda durante le sue prove d’esame:

ALLORO. Foglia strappata dalla corona di laurea di Zia Particolarmente Secchiona il giorno della sua laurea al DAMS di Bologna, 110 e lode. Inserita nella custodia della carta di identità, per tutta la durata dell’esame.

ANTI MALOCCHIO. Trattasi di un coso di perline non meglio descrivibile donato da Parente di origini greche. Pur vero che il malocchio non ci azzecca molto con gli esami, rientra comunque a far parte della dotazione perché si intona con i miei jeans

CICCI: Esemplare di Sorella Minore deposto in un angolo dell’aula durante l’esame orale. Perché i bambini suscitano compassione, e quindi.

CONCHIGLIA: Guscio di mollusco di provenienza indefinita. Pur non possedendo particolari magiche proprietà, venne messo in borsetta il giorno della terza prova per ricordare alla Proprietaria che da qualche parte esistono ancora delle località di vacanza

FERRO DI CAVALLO. In similplastica, dipinto di giallo fluorescente e decorato con una coccinella di legno, venne rinvenuto dalla Maturanda abbandonato all’entrata del liceo il giorno della seconda prova. Probabilmente reliquia smarrita da qualche collega del liceo linguistico.

IL-FOCO-MOLTO-PICCOLO. Ultimo esemplare di una famiglia di foche di peluche. Intercettato da un crudele insegnante di fisica poco prima dell’esame orale, invece di giacere nella borsa per tutta la durata dell’interrogazione venne sottoposto dal medesimo ad atroci torture.

IL PENNUTO. Penna a forma di oca celeste brillante composta da materiale simile alla plastica che trova radici in elementi radioattivi presenti nel satellite di Plutone, con becco arancione, piedi palmati e testa piumata avuta in dono dalla Cicci.

IL RATTO. Peluche a forma di cavia da laboratorio deposto dalla Maturanda sul suo medesimo banco il giorno della terza prova. Perché si intona con le domande di Biologia sul DNA ricombinante.

LO SCOIATTOLO. Il mio peluche più vecchio, per l’esame di italiano.

LO STRUZZO. Per la prova di matematica. Avrei provato a mettere la testa sotto la sabbia personalmente, ma le aule di liceo hanno una pavimentazione che impedisce simili gesta

PROCIONO. Esemplare di mammifero in pelo sintetico portato all’orale di Amica, perché i portafortuna vanno condivisi con Chi Ne Ha Bisogno.

Comunque finì con un 70/100 e l’incoronazione della sottoscritta a Miss Banco Pittoresco 2006 con voto unanime di tutta la commissione docente (per Miss Banco Pittoresco, intendo)

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categoria : vita vissuta eh

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 15:19
mercoledì, 21 giugno 2006

PREVISIONI 

Voci certissime dal Ministero mi dicono che alla maturità dell’anno prossimo dovrebbe uscire un tema di tipologia B sulla vita del Criceto Nano della Patagonia.

(non sperate di sentirmi di frequente fino a quando riuscirò a riappropriarmi di una vita mia).

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:57
venerdì, 16 giugno 2006

TRIS 

Via, vi voglio fare una confessione molto mistica che metterà in crisi ogni convinzione religiosa. Preparatevi psicologicamente, conto fino a dieci.

(unoduetrequattrocinqueseisetteottonovedieci).

La gente è una e trina.
Esatto, proprio così. Non è solo il Capo ad avere il privilegio, ma tutti quanti. Certo, siccome permane comunque una certa gerarchia non ci si può certo paragonare al Capo, quindi diciamo che lui ce l’ha sempre e noi una volta ogni quattro anni.
Ogni quattro anni, per tutta la durata dei mondiali di calcio. Così succede che un giorno ci si sveglia e si scopre di avere altre due copie di noi stessi in giro per il mondo, un po’ come se ci fossimo clonati.
Vabbè, facile parlare, ora ve lo dimostro.
Partiamo dal presupposto che il mondiale di calcio è un evento da seguire in gruppo. Si può guardare da soli Biscardi, i servizi del TG 5 sulle partite della domenica, si può guardar da soli un match di campionato, tuttalpiù anche un quarto di finale di Champions. Il mondiale no. O si guarda assieme a una caterva di gente o niente.
Infatti se vagate in giro per la città vedrete che ovunque ci sono comitive che variano dai tre poveri pirla con boccale di birra al bar alle folle indefinitamente infinite nelle piazze, e tutti stanno guardando il mondiale, assieme. Quindi, fate il conto. Non è possibile in condizioni normali questa cosa. Se in ogni casa, ogni anfratto, ogni pertugio, ogni vicolo, ogni calle, ogni piazzetta c’è folla che guarda il mondiale, e dico proprio in tutte tutte tutte e nessuna rimane vuota, vuol dire che c’è più gente del solito. Ma è proprio una questione numerica e logistica, minchia. E questo è un indizio.
Stavo cercando di spiegarmi il fenomeno l’altra sera, durante la partita, quando mi bussa un mio zio dal piano di sotto, che mi dice "Giulia, stai guardando la partita da sola? Ma vieni giù con noi!", che io ci sarei anche andata ma avevo da sistemare la lavastoviglie e quindi ho detto no, magari passo più tardi.
Dieci minuti dopo son andata dalla vicina, che mia sorella era andata lì col cane a rompere i maroni al pargolo che ci abita, a dirle di venire su che è tardi. Entro a casa loro e trovo mio zio che sta guardando la partita col marito della vicina, e mangiavano assieme un pezzo di pizza fredda. Rimango un po’ perplessa , ma torno in casa. E mentre son davanti al portone d’ingresso (nel frattempo la partita era finita), si infila nel vialetto una macchina, che parcheggia al solito posto. Beh, era mio zio! Che mi ha detto "Ciao Giù, hai visto?! Due a zero! Eh, bella partita, che sono andato a vederla al Maxischermo in piazzetta, il casino che c’era!"
Ma come… non è possibile! Ma non era dal vicino? Ma non era anche al piano di sopra con la zia?
Quindi, la risposta è che la gente durante il mondiale diventa una e trina. Il che significa che la popolazione italiana in questo momento è composta da centosettantaduemilionicinquecentomila persone. Che voi che mi leggete avete in giro altri due voi stessi che magari stanno uscendo col vostro moroso. E stanno guardando i mondiali. E quindi anche io ho altre due Giulie sparse per il paese. Anzi, magari quella che scrive potrebbe benissimo non essere me, ma un’altra copia di me.
(*suspance*)

No. Non ha la password.

Poscrittum: Quando intendo che il mondiale lo si guarda con altra gente, intendo dovunque tranne che a casa mia. No, perché io avrei voluto farci una bella tifosaggine di famiglia, ma quando han fischiato l’inizio di Italia Ghana mia sorella era a rompere i maroni ai vicini (appunto), il Genitore è andato a lucidare i pomodori dell’orto e la Genitrice ha detto "beh, io tifo Ghana" e se n’è andata a far la lavatrice. Famiglia asociale e disfattista.

Pos-poscrittum: Oh, nel caso una delle mie due copie legga, non è che per caso potrebbe rendersi reperibile che dietro pagamento gli faccio fare al posto mio la Seconda Prova di matematica il prossimo giovedì?
Ecco, se qualcuno l’ha vista, mi faccia un colpo di telefono o mi invii un piccione viaggiatore.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:39
sabato, 10 giugno 2006

LEI E’ UNA MERDA 

La visione, qualche mese fa, di "notte prima degli esami" ha irreversibilmente compromesso gli ultimi giorni di nostra vita liceale. Il fatto che il film si aprisse con la scenda del protagonista che, dopo l’ultima campanella, va a dire al suo professore di italiano "lei è una merda", è stato folgorante.
Nulla è più lo stesso.
Così ieri giacevo con la mia Vicina di Banco nella mia classe, per gli ultimi dieci minuti dell’ultima ora dell’ultimo giorno di Liceo Scientifico, con uno sfacelo di dubbi esistenziali sul futuro prossimo e l’irrefrenabile voglia di fare qualcosa di drastico. E lì…
-Senti, perché non ce ne andiamo anche noi a dire a qualche professore "lei è una merda!"?
-Dici che si può?
-Oh, in "notte prima degli esami" è successo e il tizio non ne è rimasto neanche troppo danneggiato. Anzi, poi di è pure messo a pomiciare con la strafiga figlia di lui.
-Hmm. Vabbè, dai… fattibile. A chi lo diciamo?
-Al professore di italiano però no, poverino… è pure un sant’uomo, non sarebbe giusto.
-No, infatti.
-Alla professoressa di biologia?
-No, è lei che porta il vino costoso alla festa di fine liceo di domani.
-Matematica?
-Nemmeno, sennò non ci aiuta per la seconda prova.
-Quella di filosofia?
-No, morde.
-Allora a chi?
-Al bidello?
-Poverino, non ha fatto niente.
-La suora che lava il giardino?-E’ sorda, non ci sentirebbe.
E’ finita che abbiamo appeso un biglietto anonimo sul distributore del caffè con scritto "fate finta che ci sia scritto un turpiloquio destinato a chiunque legga il presente biglietto", poi abbiamo raccolto le cartelle e ce ne siamo andate a congedarci dalla Madonnina del giardino.

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categoria : vita vissuta eh

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:25
domenica, 04 giugno 2006

SAPORE DI SOLE, SAPORE DI CREMA SOLARE FATTORE DI PROTEZIONE 60. 

Ho la carnagione color latticino. E va bene, non è colpa mia. Motivo per cui se la qui presente manifesta l’intenzione di voler fare un tentativo e trascorrere una mezz’ora al sole onde passare dalla sfumatura mozzarella a quella rosa-chiaro-chiaro, la popolazione non dovrebbe stupirsene.
Son tempi duri, gente.
Ieri ci ho provato, ho voluto sfidare la sorte e mi sono appostata nel guardino sotto casa, tra l’orto, la buca per la raccolta dell’umido e la siepe, con una maglietta corta e un paio di jeans al ginocchio.
Ero riuscita appena ad appoggiare mezzo centimetro di coscia sulla sedia, quando vedo un telo da mare ampiezza 6 metri per 3 piovere dalla finestra del secondo piano e adagiarsi sopra di me, seguito da una crema solare protezione 60.
Qui mi sono insospettita.
Così son risalita in casa, pronta a restituire il telo da mare alla Genitrice proprietaria con aria moderatamente incazzata e pronta ad argomentare con dovizia di parole la mia decisione di voler prendere un po’ di sole.
Frugo tra le stanze, e appuro che non c’è nessuno. Niente Genitrice, né chicchessia.
Rumori dal salotto. La TV si accende improvvisamente, e sullo schermo appare il volto di Giuliacci che annuncia "precipitazioni su tutto il triveneto a partire dal primo pomeriggio".
Il cielo improvvisamente si rannuvola, sulle montagne cumuli di nubi plumbee temporalesche si raggruppano velocemente.
Ora, le ipotesi son due:
1) La Genitrice ha addestrato il gatto a proteggermi dai raggi UVA con tutti i mezzi disponibili, questo ha imparato ad aprire lo sportellino del bagno e ad arrampicarsi sulla finestra e mi ha lanciato il telo da mare. La TV si è accesa per un’anomalia alla centralina elettrica, e le nuvole son pura coincidenza.
2 )La Genitrice è in buoni contatti con il Signore Creatore, e l’ha pagato per impedirmi di percepire raggi solari.
Tutto ciò è estremamente inquietante.

E comunque. Quando la Cicci passa un week-end fuori con gli scout torna che sembra un cioccolatino e la gente le dice "ma che bella, ma che fortuna… basta un pochino di sole e diventi tutta dorata". Mentre io se dopo mesi e mesi che mi lucertolizzo e mi apposto con abiti succinti in lochi soleggiati riesco a velarmi appena appena di rosa la gente che non è abituata scambia la tintarella per sporcizia e mi dice "ma da quant’è che non ti lavi?".
Sembra giusto? Ma certo che no.

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