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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 15:22
giovedì, 31 agosto 2006

UN CARABINIERE ENTRA IN UN CAFFE’ E FA SPLASH


Signori, li ho trovati. Posso annunciare con cerimoniosa ufficialità che ho avuto l’onore di conoscere personalmente i due carabinieri delle barzellette.
Me ne stavo vagando per Bologna munita di Genitore e del mio brillante senso dell’orientamento in cerca di una stanza per collocarmi per i prossimi dodici mesi durante il mio primo anno accademico. Così, attraversavamo piazza Maggiore diretti verso l’ennesimo appartamento studentesco cercando di decifrare una pittoresca mappa della città, quando stabilito che ci eravamo più o meno persi si decide di chiedere soccorso.
In un lato della piazza stava collocata una vettura blu contenente numero due carabinieri sonnecchianti in uniforme. Fanno al caso nostro, dico.
Ci avviciniamo cautamente.

Me
: Scusi, sapreste per caso indicarci dove si trova via San Vitale? Non siamo pratici del posto.
*Carabiniere 1 sbadiglia e guarda il collega che sonnecchia appoggiato al volante*
Me: (…)
Carabiniere 1 (sbadigliando poco convinto): …Gianni?
*Carabiniere 2 si stiracchia.*
Carabiniere 1
: Gianni?!
Carabiniere 2 (sbattendo la testa sul tettuccio dell’auto): Eh!?
Carabiniere 1: La ragazza chiede di via San Vitale.
Carabiniere 2: Ah.
Carabiniere 1: (…)
Carabiniere 2: …e con ciò?
Carabiniere 1: Con ciò dovresti spiegarle dov’è.
Carabiniere 2: Ah.
Carabiniere 1: (…)
Carabiniere 2 (indicando un punto dietro di sè): ...Non è quella via lì?
Me: No, veramente c’è l’insegna con scritto "via degli orefici"
Carabiniere 2: Ah. No, allora forse è quella ancora più dietro… saranno… Due-tre-quattrocento metri girato l’angolo.
Me: A destra o a sinistra.
Carabiniere 1: A destra!
Carabiniere 2 (contemporaneamente): A sinistra!
Me: (…)
*Carabiniere 1 guarda Carabiniere 2*
*Carabiniere 2 guarda Carabiniere 1*

Carabiniere 1: (…)
Carabiniere 2: (…)
Carabiniere 2: Senti, fai così: la vedi via Rizzoli? La prendi. vai avanti cinquanta metri, giri a sinistra, dove c'è un semaforo...
Me: ...eh.
Carabiniere 2: Lì c’è una pattuglia di vigili, chiedi a loro.

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categoria : vita vissuta eh, lo sporco lavoro

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:58
giovedì, 24 agosto 2006

SETTEMBRE: ANDIAMO, E’ TEMPO DI MIGRARE

Non so se ve l’ho detto, ma tra un paio di settimane o giù di lì ho in programma la migrazione a Bologna, dove avrò modo di calarmi nel ruolo da neo-matricola e tuffarmi tra gli esami d’ammissione all’università. Primo tra tutti, quello di Scienze della Comunicazione dove spero di entrare, e se va male Lettere.
La famiglia si è lentamente abituata all’idea che starò tra mortadelle e tortellini cinque giorni la settimana, e questa presa di coscienza da parte loro ha provocato diverse reazioni: il Genitore si dispiace e spera che almeno lì impari a cucinare il ragù come si deve, la Cicci spera che non torni nemmeno durante il week-end così può appropriarsi della mia stanza che è più grande della sua, la Cana si dispiace perché la imbottisco di prosciutto quando nessuno vede, e la Genitrice… ecco, approfondirei questo punto.
Ieri pomeriggio, dopo pranzo, vado in cucina dove la Genitrice è intenta a leggere il giornale. E le dico, senti Genitrice, ho appena finito di sbrigare le pratiche per l’iscrizione al test d’ingresso a Scienze della Comunicazione e mi son messa d’accordo col Genitore per andare giù la settimana prossima a cercare una stanza.
Mi guarda.
Il momento è solenne.
Cosa dirà adesso? Mi darà consigli? Mi riempirà di raccomandazioni, mi farà un toccante e impetuoso monologo sui pericoli di vivere sola e abbandonata in una grande città, le si riempiranno gli occhi di lacrime implorandomi di non partire?

-Giulia…
La voce è quella da Profonda Raccomandazione, ovvero: l'unico, vero, grande imperativo materno che riassume tutti i timori, tutta l'ansia, tutta la paura che la Bambina sia offesa da questo Mondo malvagio.
–Giulia, senti…
-Si?
-…
-…

-Mi raccomando, quando sei lì e devi dividere la casa con degli estranei fai attenzione quando ti versi l'acqua nel bicchiere, che sennò bagni tutta la tovaglia ed è fastidioso.

E così sia.

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categoria : vita vissuta eh, parentame alieni inclusi

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:14
giovedì, 17 agosto 2006


PICCIONI ALLA LARGA  

Tornando ai flashback, eravamo rimasti al mio cattivo rapporto con le apparizioni della Madonna di cui potete trovare testimonianza qui.
Facciamo quindi un rapido riassunto. Da piccola mi facevano paura:
- I ragni
- I terremotii
– Le Madonne
– I piccioni
Ed è quest’ultima voce che merita d’essere analizzata. Ci fu un periodo, verso i dieci anni, che mi prese una passeggera e curiosa forma di ipocondria. Non durò più di qualche mese, e se ne andò da sè senza lasciare traccia con l’inizio delle scuole medie. Però era un fenomeno piuttosto interessante nel suo genere, nel senso che non era un’ipocondria normale, era proprio un’ipocondria mirata che mi portava a evitare tutto ciò che poteva contenere microbi, batteri e malattie.
La cosa peggiore era la cacca di piccione. Ne avevo un terrore atroce, mi ero fatta l’idea che se un piccione mi avesse schitato in testa, sarei andata in decomposizione istantanea.
Tutto questo portava a conseguenze che rendevano palese il mio squilibrio mentale… Del tipo che un giorno, in vacanza a Pesaro coi miei cugini alla fine della quinta elementare, per evitare un albero che poteva contenere tra i rami volatili sospetti, mi son quasi fatta investire da un risciò. Tale evento è rimasto indelebilmente impresso nella memoria di parenti di cui sopra, che mi prendono per il culo ancora adesso anche se son passati nove anni.

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categoria : gente strana, vita vissuta eh, animalia

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 10:33
venerdì, 11 agosto 2006

QUANDO TORNI? 

SMS.
Da: Mamma
Il : 01/08/2006 ore 20.21

Ciao bella, come vanno le vacanze? Ci manchi tanto, a tutti quanti… sarà strano non averti qui per una settimana ancora. Fatti sentire.

Da: Mamma
Il 4/08/2006 ore 15.30
 
Ciao tesoro. Sei sempre in spiaggia? Senza di te la casa è vuota… manchi a me, a tuo papà, a tua sorella e anche La Cana è sempre lì che vaga davanti la tua camera sperando di vederti. Telefonaci, magari, all’ora di cena.

Da: Mamma
Il 5/08/2006 ore 18.37

Ciao amore. Come vanno le cose? Siamo contenti che tu ti stia divertendo, anche se ovviamente non vediamo l’ora che torni a casa per rivederti. Devi fare tante foto e raccontarci tutto, ci vediamo (finalmente) dopodomani!
Baci, mamma.

Casa, 07/08/2006, ore 12.15. Di ritorno dall’aeroporto.
-Ciao mamma! Sono tornata!
-Giulia?
-…
-…
-…
-Ciao. Senti, non è che potresti andare a svuotarmi la lavastoviglie? Io ho lavorato tutta la mattina, tu son dieci giorni che poltrisci in vacanza.

Lo sapevo. Era un bluff.

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