Qui vi è:
"E' sbagliato pensare di risolvere grossi problemi con il solo ausilio delle patate fritte"

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
odi et amo
Odio : Le cose con otto zampe.
Amo : Un'altra serie di cose, nessuna delle quali ha otto zampe.
E-mail
<-voisietequi@yahoo.it->
Passati di qui per caso
*loading* tizi

  • Powered by Splinder
Credits
Template by:


Image by:


Distributed by:
nonsolotemplate

and :
Template X Tutti

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:13
sabato, 28 ottobre 2006

LA CASA.

Comunque, tra una cosa e l’altra, è ormai un mese che vivo regolarmente a Bologna. E facendo un rapido bilancio, giungo alla conclusione di poter catalogare la mia idea di trasferirmi nel capoluogo emiliano "una delle idee migliori che mi siano mai venute, cioè…assolutamente!", come ho detto l’altra sera a uno dei miei coinqulini.
E, a proposito di coinquilini, mi sembra giunto il momento di narrare brevemente parte delle loro gesta.
Cominciamo con:

La Bianconiglia. Trattasi di Laura, la mia compagna di stanza. Laureatasi a tempo di Record in giurisprudenza col massimo dei voti, passa le sue giornate a vagare da una parte all’altra della città in perenne, inesorabile ritardo. Il fatto è che lei ce la mette proprio tutta per rispettare gli appuntamenti, ma ha sempre un sacco di robe da fare. Accade così che nel sonno sia protagonista di veri e propri monologhi notturni e che scatti a sedere sul letto alle cinque del mattino dicendo "è tardi, è tardi!".
(immaginatevi tra me che mi attacco alla corrente nel sonnambulismo e lei che nel mezzo della notte mi chiede che ore sono quale meravigliosa accoppiata siamo).
Si nutre solo di cetrioli e pomodori e nel (poco) tempo libero guarda la TV. Si è convinta di essere la telespettatrice media, e inspiegabilmente tutti i programmi che lei non guarda falliscono e vengono sospesi entro due settimane.
Quindi, se eravate accaniti fan di "O.C.", "Wild West" o "Reality Circus", sapete con chi dovete prendervela.

L'Uomo-Orso. Interessante esemplare di ingegnere meccanico, Gabriele ha la peculiare caratteristica di indurre la gente, a qualunque ora del giorno, a credere che si sia appena svegliato. Di molte poche parole, è anche detto "l’apparizione" perché, quando non è fuori, passa tutto il suo tempo in camera e riappare sbadigliando in pantaloncini e maglietta da calcetto soltanto per l’ora di cena. Si nutre esclusivamente di cordon-bleu, piadine con la mortadella e pizza surgelata presa al discount (un capolavoro di economia domestica).
La sua presenza viene tradita da interessanti gorgoglii, risate fragorose e suoni gutturali provenienti dalla sua camera emessi mentre sta guardando la TV (di solito durante gli stacchetti delle veline o quando in un film due vanno a letto insieme).

L'Uomo Dei Cibi Precotti. Nessuno può sapere quando arrivi e quando parta, ma quando c’è lui il frigo non è più lo stesso. Vitelli tonnati, polpette coi piselli, lasagne fatte in casa tutto rigorosamente preparato dalla su’mamma. In realtà qualcuno dice di averlo visto cucinare, ma questa voce è stata inserita tra le leggende mitologiche tipo quella di Icaro o quella di Romolo e Remo.
Vestito in Jeans e camicia sino alle ore più inoltrate della notte, è l’unica persona di sesso maschile a riuscire a reggere un confronto con la qui presente quanto a pettegolezzi e aneddotica varia. In effetti, se fossi un uomo e mi fossi iscritta a ingegneria, probabilmente sarei esattamente come lui.
I suoi cinque anni di studi in ingegneria elettronica vengono di molto valorizzati dai coinquilini che tendono a sfruttarlo ignobilmente chiedendogli di fare cose che necessitano di grande pratica e perizia tecnica del tipo: cambiare le lampadine, regolare la sveglia, risistemare le prese di corrente dopo che la sottoscritta ci si attacca nel cuore della notte, pagare la bolletta dell’Enel.

Zeus-La Matricola In Rosa (che poi sarei io). Dopo l’episodio della corrente, la new entry della casa dovette accettare di buon grado il soprannome di "Zeus" messogli dall’Uomo Dei Cibi Precotti. Consapevole del divario anagrafico con i suoi coinquilini (che hanno 7 anni più di lei), la Matricola In Rosa è decisa a non adattarsi al ruolo di mascotte, e fa il suo ingresso trionfale in casa decidendo di far notare la sua presenza con un’innumerevole quantità di oggetti rosa sparsi in giro per la casa. Tra questi si contano: l’Enorme Cuscino Rosa Morbidoso di Hello Kitty regalatole da Zia per il suo compleanno, la sveglia coordinata, un poncho di lana rosa shocking che lei è solita mettere al posto del plaid la sera, il pigiama rosa con le giraffe, diversi peluche.
Dopo un primo momento di scetticismo, i coinquilini accettano di buon grado la suo presenza, e la sveglia rosa viene posta sopra il televisore al posto di quella digitale demolita involontariamente dalla Matricola la sera precedente, incuranti dei mugugni dell’Uomo Orso.
La Matricola In Rosa ora viene considerata dai più una sorta di sorella minore, e ciò venne ufficializzato dalla Bianconiglia con la dichiarazione "Vabbè, vorrà dire che ti aiuterò a scegliere tutti i potenziali fidanzati che negli anni prossimi ti porterai a casa".

Permalink ? commenti (6)
categoria : trasferte, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:45
venerdì, 20 ottobre 2006

ZEUS (eccentrici tentativi di suicidio inconsapevole)

Allora, questa ve la racconto perchè tanto quando mia madre l'ha saputo ha narrato l'aneddoto a mezzo mondo e manca solo che ne renda conto il Gazzettino in prima pagina.
Bologna. Era martedì notte, ore 02.49, circa un'ora e mezza dopo essere andate (io e la mia compagna di stanza) a dormire al termine di una serata trascorsa a guardare la TV con gli altri e a mangiare Pan di Stelle e Kinder Maxi.

Nel mezzo di un attacco di sonnambulismo mi sono attaccata alla corrente.

Precisamente.
La scena che mi è stata descritta la mattina successiva era quella di me nel mezzo del più colossale episodio di sonnambulismo della pianura Padana che mi sollevavo in ginocchio sul materasso e cominciavo a ravanare tra le mie cose sulla mensola appesa al muro che sta sopra il letto, e poi mi chinavo inequivocabilmente verso la presa della corrente accanendomici. La quale presa, di quelle vecchio tipo di plastica che si infilano nel muro, dopo una strenua lotta, ha ceduto ed è stata da me sradicata da muro.
E' stato a quel punto che, non contenta, mi sono attaccata ai fili della corrente. L'episodio è terminato con me che mi svegliavo dicendo "Ahi" e mi ciucciavo l'indice destro presentante visibili segni di folgorazione elettrica.

(è stato divertente soprattutto il momento in cui i ragazzi son venuti dall'altra stanza a vedere che stava succedendo e la mia compagna di stanza ha detto "Oh, gente, ci stavamo giocando la coinquilina che ha deciso di suicidarsi nel sonno attaccandosi alla corrente", e loro mi guardavano con aria molto perplessa.)

Ora. Vi invito al dialogo e a formulare la seguente ipotesi: cosa potevo stare sognando di così anomalo da indurmi a compiere simili gesta?
Ma soprattutto: dovrei farmi vedere da uno bravo?

Siccome voi siete lettori affezionatissimi e ci tenete molto alla blogger qui presente e ritenete che sia simpatica, spiritosa, in gamba, con un senso dello humor senza eguali eccetera, sapete perfettamente che domenica è il mio compleanno, e avevate già in programma di farmi gli auguri, vero?

Permalink ? commenti (14)
categoria : vita vissuta eh, amenità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:48
sabato, 14 ottobre 2006

UNA VERA DONNA



E’ un momento di grande maturità. Sono completamente proiettata nella mia nuova vita universitaria, e in più tra otto giorni esatti sarà il mio diciannovesimo compleanno. Discutevo di questo con il resto della famiglia iersera al ristorante dopo le solite tre ore di treno che mi riportarono nelle venete lande.

ME (alla famiglia): Si, insomma… è un ambiente molto diverso rispetto al Liceo, voglio dire… mi sveglio la mattina, vado all’università dove posso scegliere i corsi da frequentare, poi torno e mi faccio da mangiare, il pomeriggio vado a fare la spesa, studio, faccio i lavori di casa e la sera arrivano i miei coinquilini e allora guardiamo la Tv, usciamo, chiacchieriamo… Ci si sente molto più indipendenti, liberi… più… adulti, ecco.
*si avvicina un cameriere*
CAMERIERE: I signori che aperitivo desiderano?
GENITRICE: Uno Spritz macchiato bitter.
GENITORE: Un prosecchino, grazie.
ME: Un Bellini.
CAMERIERE (guardando me): (…)
ME (guardando Cameriere): (…)
CAMERIERE: No.
ME: Come, no?
CAMEREIRE: Non posso servire alcolici ai minori di sedici anni.

Sono queste le cose che portano la gente sull’orlo del baratro.


Lor signori mi scuseranno se non sono molto presente nei di loro blog, ma riesco ad entrare in possesso di un computer per non più di qualche ora a settimana. Vedrò comunque di fare il possibile.

Permalink ? commenti (7)
categoria : vita vissuta eh, lo sporco lavoro

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:39
sabato, 07 ottobre 2006

SEVEN DAYS

Si conclude oggi la mia prima settimana da Vera Donna Indipendente Di Mondo Al Primo Anno Di Università In Una Città Che Non E’ La Sua. E’ quindi tempo di bilanci. Farei così la lista delle

Cose che ho imparato nei primi sette giorni da matricola bolognese:

- L’alfabeto fonetico internazionale (fonte: insegnante di semiotica).
- Quando devi andare da qualche parte in centro e non sai che cazzo di autobus prendere, nel dubbio sali sul 25. Porta ovunque, e se scopri che non ferma dove vuoi tu almeno puoi scendere alla stazione e prenderne un altro. (fonte: ATC Bologna)
- Quando devi andare da qualche parte appena fuori le mura e non sai che cazzo di autobus prendere, nel dubbio sali sul 33. Porta ovunque, e se scopri che non ferma dove vuoi tu almeno puoi scendere alla stazione e prenderne un altro. (fonte: ATC Bologna)
- Quando al televoto dei realtiy show sono in sfida due donne, vince quella con le tette più grosse (fonte: teorie profonde elaborate da coinquilino Gabriele)
- Cosa vuol dire "semiotica" (fonte: insegnante di semiotica che alla terza ora di lezione continuava a vedere facce molto perplesse e/o interrogative e si chiedeva perché)
- Gli uomini tendono a non lavare i piatti (fonte: coinquilini maschi)
– Gli uomini se lasciati a casa da sola tendono a nutrirsi di Panatine Rovagnati (fonte: come sopra)
- Gli uomini quando si fanno male e non c’è ghiaccio, rinfrescano la ferita sul piede con la confezione di Minestrone Findus Surgelato rubato alle coinquiline, e negano spudoratamente tale azione anche se colti in flagrante da coinquiline medesime nonostante siano visibili sulla confezione tracce di decomposizione organica (fonte: nuovamente come sopra).
- Ultimamente c’è una motivabile repulsione nei confronti del Minestrone Findus Surgelato.

Soprattutto, ebbi l’occasione di constatare a mie spese l’Unico Vero Teorema Universale:

- Gli uomini tendono sempre a lasciare sollevata l’asse del cesso.

Permalink ? commenti (11)
categoria : trasferte