Qui vi è:
"E' sbagliato pensare di risolvere grossi problemi con il solo ausilio delle patate fritte"

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
odi et amo
Odio : Le cose con otto zampe.
Amo : Un'altra serie di cose, nessuna delle quali ha otto zampe.
E-mail
<-voisietequi@yahoo.it->
Passati di qui per caso
*loading* tizi

  • Powered by Splinder
Credits
Template by:


Image by:


Distributed by:
nonsolotemplate

and :
Template X Tutti

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 10:16
domenica, 26 novembre 2006

COPIA OMAGGIO

EDICOLANTESSA: Salve, signorina, desidera?
ME: Salve. Volevo dire che a me le riviste le potete dare gratis.
EDICOLANTESSA: Riviste? Che riviste?
ME: Ah, una qualunque… "Sorrisi e canzoni", "Oggi", "Chi", "Dipiù TV", Vogue Uomo, "Tutto Uncinetto"… faccia lei.
EDICOLANTESSA: Ha un buono omaggio?
ME: No.
EDICOLANTESSA: …E perché allora dovrei dargliele gratis? Chi è lei?
ME: Una studentessa di scienze della comunicazione.
EDICOLANTESSA: E con ciò?
ME: Con ciò vuol dire che so tutto… me l’hanno spiegato a "comunicazioni di massa". Lo sa come si mantiene un giornale, come paga la carta, i giornalisti, la distribuzione e tutto il resto?
EDICOLANTESSA: …lo fanno pagare?
ME: Esatto, lo fanno pagare e poi ci sono le inserzioni pubblicitarie, che in un quotidiano non sono molte, e il cui prezzo varia a seconda della diffusione del giornale medesimo. Ovviamente un’inserzione in un giornale conosciuto e ritenuto autorevole come il "Corriere" o "La Repubblica" costa molto di più che un’inserzione dul "Il domani di Bologna"
EDICOLANTESSA: Mi sembra ovvio.
ME: E sa come fanno i giornali a vendere di più?
EDICOLANTESSA: Allegano gli inserti?
ME: Proprio così, e in genere sono delle riviste in carta patinata che vengono abbinate al giornale gratis o comunque con un sovrapprezzo minimo. Però in realtà quelle riviste al giornale costano molto, perché la carta patinata ha un prezzo molto più elevato della carta da giornale… mi segue?
EDICOLANTESSA: Ma certo.
ME: E per poterle dare gratis o quasi, vuol dire che la redazione deve ricavare i soldi da un’altra parte, ovvero dalla pubblicità, e questo spiega perché in quelle riviste ce n’è così tanta.
EDICOLANTESSA: Ha ragione, ha ragione
ME: Ora… le riviste allegate ai giornali vengono date gratis, e hanno un formato praticamente identico alle riviste vendute singolarmente… il contenuto è diverso, ma il formato e le inserzioni sono praticamente identiche. Lo sa questo cosa vuol dire?
EDICOLANTESSA: Che qualunque rivista potrebbe essere distribuita gratis?
ME: Infatti! I soldi ricavati dalle vendite rappresentano solo il 4% degli introiti di una rivista… in realtà queste vengono vendute perché una teoria economica sostiene che se una cosa non viene fatta pagare anche poco, questa non è desiderabile agli occhi dei potenziali acquirenti. Quindi, questo tipo di merce ha un prezzo solo perché se non l’avesse, la gente non se la filerebbe e darebbe molto meno diffusa e i pubblicitari pagherebbero di meno.
EDICOLANTESSA: Ma pensa!
ME: Quindi a me la può dare gratis.
EDICOLANTESSA: (…)
ME: In fondo non me ne frega niente, io la vorrei anche se fosse gratis, e le pubblicità le guardo sempre tutte.
EDICOLANTESSA: (…)
ME: Non ci crede? Guardi, su "Sorrisi" della settimana scosa che ho rubato alla mia coinquilina c'erano due pagine di Dolce & Gabbana, due di Cavalli, due di Breil, e sei erano di reclame di allegati ai successivi numeri della rivista. Vede che la guarda? Vede come mi ricordo tutto?
EDICOLANTESSA: (...)
ME: E poi mi aspettano tre ore di treno, cosa faccio in tre ore di treno?
EDICOLANTESSA: Si allontani immediatamente da questa edicola, e non si faccia più rivedere.

Oh, io almeno ci ho provato.

Permalink ? commenti (8)
categoria : trasferte, lo sporco lavoro

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 08:45
sabato, 18 novembre 2006

RIMEMBRANZE (dare un titolo serio per darci un tono)

 

Giovedì scorso, ultima lezione di Psicologia Cognitiva prima dell’esame.

PROFESSORE: …e così arriviamo al fenomeno del Flash di memoria. Che cos’è un flash di memoria? E’ il modo quasi fotografico con il quale ricordi di eventi di forte impatto emotivo vengono ricordati nel tempo. Per esempio… se sentite al telegiornale una notizia particolarmente sconvolgente di un fatto particolarmente sconvolgente riuscite a ricordare anche a distanza di decenni cosa stavate facendo mentre avete ascoltato la notizia. Che so… prendiamo in considerazione un fatto preciso: il crollo delle twin towers. Sono sicuro che se chiedo a tre di voi cosa stessero facendo mentre la TV annunciava l’attentato, queste tre persone me lo sapranno dire. Per esempio, lei, signorina in seconda fila… lei che cosa faceva?:
SIGNORINA IN SECONDA FILA (che poi sarei io): Era il pomeriggio del mio secondo giorno di liceo, e stavo per uscire a fare un giro in bicicletta. Sono rientrata a casa perchè avevo dimenticato le chiavi, e la mamma mi ha detto di guardare la TV

PROFESSORE: Perfetto, signorina… e ora lei, con la maglia a righe. Mi dica, che faceva?:
MAGLIONE-A-RIGHE: Io mi stavo preparando per andare a giocare a calcetto con i miei amici, quando le trasmissioni sono state interrotte dall’edizione straordinaria.
PROFESSORE: Magnifico, la ringrazio. Vediamo… si, lei signorina in fondo a sinistra con il coprispalle arancione. Lei, cosa stava facendo?
COPRISPALLE-ARANCIONE: Veramente la notizia non l’ho sentita.
PROFESSORE: E come mai?
COPRISPALLE ARANCIONE: (…)
COPRISPALLE-ARANCIONE: Perché ero a letto con il mio ex. Sa, facevamo i due mesi.

(Sono cose come queste che ti fanno venire voglia di frequentare tutte le lezioni).

Permalink ? commenti (7)
categoria : amenità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:51
sabato, 04 novembre 2006

DIPLOMAZIA AUTO-CONSERVATIVA

Lo studente fuorisede è per sua natura un diplomatico. Egli sin dagli albori della sua vita universitaria impara ad armonizzare, minimizzare, alterare i resoconti degli eventi della sua vita con il nobile intento di rendere più pacifica non solo la sua esistenza, ma soprattutto quella delle persone con cui è a più stretto contatto.
Ed è risaputo che le persone che più necessitano di quest’opera di tranquillizzazione ed auspicano il raggiungimento della serenità più completa sono i genitori del fuorisede medesimo.
Lo studente è perfettamente consapevole di questo, e nel corso delle settimane ha migliorato le due attitudini diplomatiche, che esercita ogni sera al momento della telefonata del genitore di cui sopra (solitamente, come è stato scientificamente dimostrato, il genitore in questione tende ad essere un genitore di sesso femminile).
Le fondamenta della diplomazia studentesca sono costituite dal linguaggio utilizzato dal ragazzo/a medesimo, un linguaggio che segue regole precise e si basa su tre caratteristiche fondamentali:

  • Sistesi
  • Convinzione
  • Rassicurazione

Per rendere più comprensibile la spiegazione, esporremo qui di seguito degli esempi chiarificatori, perché come è noto la pratica spesso è molto più comprensibile della teoria.

Domanda Genitoriale: Cosa stai facendo?
Risposta diplomatica: Sto andando a lezione di sociologia, mamma.
Significato reale: Ho deciso di saltare le prime due ore di lezione per andare con Serena in un negozio di via Indipendenza, dal momento che da circa due settimane Serena esordisce all’inizio di ogni conversazione dicendo "Oh, ragazzi, appena abbiamo un ora di buco vi porto da Zara… non sapete che figo è il commesso del piano terra, ve lo devo assolutamente mostrare!"


Domanda Genitoriale: Tenete pulita la casa?
Risposta diplomatica: Certo. Domani mattina approfitterò di un’ora di pausa per passare il mocio in salotto.
Significato reale: Nel corso degli ultimi giorni si è formato nel pavimento del corridoio uno strato di polvere che arriva circa a metà polpaccio. Il tavolo non viene lucidato da una settimana, il gas da tre mesi, i piatti sporchi sono entrati in depressione per cui in preda allo sconforto, onde evitare la decomposizione organica, hanno deciso di lavarsi da soli. La biancheria sporca in un angolo della stanza ha cominciato a germogliare… ma tranquilla, non dà fastidio.

Domanda Genitoriale: Quando torni?
Risposta diplomatica: Venerdì… scusami, ma prima proprio non ce la faccio, ho una settimana molto impegnativa perché tra dieci giorni c’è l’esame.
Significato: Il più tardi possibile. In realtà le lezioni sono sospese fino al 20, ma non è il caso che tu lo sappia.

Domanda Genitoriale: Stai mangiando cose sane? Non è che mi torni qui obesa o deperita?
Risposta diplomatica: Si. A pranzo, dopo le lezioni torno a casa e mi faccio la pasta, e la sera mangio il minestrone con Laura che a cena preferisce evitare i carboidrati.
Significato: Sono tre settimane che mi nutro di patatine surgelate, wurstel crudi, sofficini e pancetta a cubetti perché non c’ho mai voglia di mettere a bollire l’acqua. Per evitare che il mio fegato cambi colore nei prossimi due mesi, ogni sera mi raccomando l’anima ad un santo diverso.

Come vedete, sintesi, rassicurazione e convizione permettono l’esercizio di un atteggiamento diplomatico perfetto, raggiungendo lo scopo di una vita interiore più armoniosa.
Se il mondo fosse popolato esclusivamente da studenti fuorisede, si risparmierebbero un sacco di soldi in psicanalisi.

Permalink ? commenti (13)
categoria : varie&eventuali, bolognesitÃ