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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:46
sabato, 24 febbraio 2007

LA PROVA 

Due settimane fa, esame di informatica.

ASSISTENTE
: Signorina, controllando i risultati del suo test il computer conferma che lei ha totalizzato 22,5 punti su ventisei. Complimenti, non avrei detto che fosse così competente in materia, signorina.
ME (bluffando in maniera convincente): La ringrazio. No, in realtà... beh, ho studiato molto.
ASSISTENTE: Si è visto.
ME: (...)
ASSISTENTE: Bene, ora può tranquillamente spegnere il computer e tornare a casa, per oggi è a posto.
ME (armeggiando con il computer)
: Ok. D'accordo... pigio questo tasto qui, e ...
*CLICK*
ASSISTENTE: (...)
ME: ...come mai fa ancora rumore questo coso?
ASSISTENTE: ...quello è il pulsante del monitor. Quello del computer è lì sotto.

E si vede che non conoscevo il modello.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 22:16
sabato, 10 febbraio 2007

PICCOLI EQUIVOCI

I
n realtà credo che sarebbe successo anche in circostanze normali, ma siccome quella sera lì sguazzavo nello scazzo pre-esame, avevo mal di denti ed ero in piena sindrome pre-mestruale ho potuto addurre la scusa che ero un po' esaurita.
Erano più o meno le undici, ero a casa da sola col mio coinquilino Ingegnere Elettronico e avevo deciso di andare a letto presto perchè avrei avuto l'orale di sociologia il giorno dopo e non mi sembrava il caso di presentarmi zombie. Così me ne stavo in bagno a impigiamarmi quando sento che suona il cellulare (il cellulare suona sempre quando stai in bagno, è una legge dell'universo. Ma non è questo il punto.)
Guardo l'orologio: beh, in effetti la Fede chiama sempre a quest'ora quando è in paranoia e vuol farsi rassicurare. Scalza e dopo aver sbattuto contro il lavandino mi precipito in corridoio, e sento la voce del mio coinquilino che parla al telefono. Ha risposto lui: approfitta sempre dei suoi sette anni in più per prendermi in giro e tormentarmi in quanto Matricola Inesperta Del Mondo, e poi conosce bene la Fede perchè è praticamente sempre a casa nostra.
Per una volta decido di farmi valere: con la mia migliore aria incazzata e auroritaria faccio irruzione in cucina.
ME (decisa&inviperita): COME TI PERMETTI di rispondere al telefono AL POSTO MIO?
COINQUILINO: ...?
ME: (...)
VOCE DAL TELEFONO: Chi è questa cretina che urla? Con chi sei?
ME: ...?
COINQUILINO: Il telefono è il mio. Sto parlando con mia madre.

(E' stato a quel punto che sono andata a nascondermi in un angolino buio della mia stanza da dove sono emersa mezz'ora dopo dicendo "scusa, nn è colpa tua se dividi l'appartamento con una pazza psicopatica").
(Prima o poi mi cacceranno).

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