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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 23:14
venerdì, 25 maggio 2007

L'ANNIVERSARIO

Scene di vita familiare. Una tarda serata nell'appartamento bolognese davanti ad una ciotola di budino al cioccolato con la mia compagna di stanza Laura e il nostro coinquilino Ingegnere Di Fiducia.

LAURA: Oh, che ora s'è fatta ragazzi?
INGEGNERE: Mmm... l'una e mezza, più o meno
LAURA: Meglio che vado a dormire, che domattina alle nove devo essere in studio dall'avvocato. Tu Giuli, a che ora ti svegli?
ME: Hmmm... non tardissimo, dovrei mettermi a studiare. Sono giorni che non faccio come si sul dire un emerito, e ho l'esame tra... tra... che giorno siamo oggi?
LAURA: Il 15. Siamo il 15.
ME: ...due settimane.
LAURA: ...questo mi fa ricordare che in questo periodo L'Uomo Orso (il nostro precedente coinquilino) fa l'anniversario con la sua morosa. Da quant'è che stanno insieme?
ME: Boh... mi sembra dicesse sei, sette anni...
LAURA: Si si, hai ragione. Sette anni.
ME: Cavoli.
(...)
INGEGNERE: Adesso che ci penso dovrebbe esserci una ricorrenza anche per me in questi giorni... una ricorrenza...
ME: Che, c'hai la morosa pure tu e noi non si sapeva niente?
INGEGNERE: Ma no Giuli, che dici... un... boh, qualcosa. Solo che non ricordo bene in questo momento... oh, mi sfugge.
LAURA: ...Un impegno che t'eri preso? Un compleanno di un tuo amico?
INGEGNERE: No, non mi sembra
ME: ...devi programmare qualcosa? O... boh, l'anniversario di matrimonio dei tuoi?
INGEGNERE: No, neanche.
(...)
INGEGNERE: (!)
ME: ...quindi?
(...)
INGEGNERE: Oh, m'è tornato in mente! L'anniversario del mio motorino... la settimana prossima mi scade la polizza!
*sguardo torvo delle commensali*
(...)
INGEGNERE: ...Beh, che c'è? Dovrò pure fargli gli auguri.

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categoria : gente strana, vita vissuta eh, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 22:29
sabato, 19 maggio 2007

UN POSTO PITTORESCO

Otto mesi che ho acquisito domicilio bolognese, e non mi sono accorta di avere sulle spalle un'orribile colpa. Tale sacrilegio corrisponderebbe al fatto che nel corso di quasi tre stagioni solari io abbia bellamente ignorato l'esistenza del Parco bolognese per definizione, i Giardini Margherita, ettari di terreno brulicante di esseri più o meno in fase universitaria ai piedi dei colli. Che poi lo sapevo che esistevano, avevo immagazzinato l'informazione di "esistenza di Giardini Margherita" in un angolo della mente e lasciata fluttuare lì. Solo, non c'ero mai stata.
Quando i miei cosmpoliti compagni di corso venivano a sapere che io non avevo mai messo piede in questo posto, perlopiù si scandalizzavano.
(Non ci sei mai stata?)
(Come... prato, verde, tante persone?)
(Campi da basket, alberi, fresco, un sacco di ombra?)
Qualche settimana fa il mio amico Bolognese-Di-Bologna decise di portare a conclusione i miei peccati passando da casa mia, infilandomi nel filobus 33 e facendo terminare la nostra permanenza nei mezzi pubblici bolognesi cinque fermate prima del previsto. Non per un motivo fondato, ma perchè pur essendo Bolognese-Di-Bologna, l'amico di cui sopra ha notoriamente un senso dell'orientamento della minchia.
Ciò causò in me una palpabile irritazione dal momento che camminavo con i piedi immersi nelle All Star comprate a metà prezzo il giorno prima, le quali dolevano alquanto dalle parti del calcagno sinistro.
Abbiamo fatto quei due chilometri di strada extra mentre il Bolognese-Di-Bologna cercava di coprire le mie plateali constatazioni sulla sua abilità di muoversi nella sua città parlando ininiterrottamente.
"No, ma sai... ne vale la pena, ti sto portando in un posto bellissimo. Tutti questi prati, tutte queste persone che vanno lì a riposarsi, a prendere il sole, a cazzeggiare... che ci andavo sempre da piccolino e la mamma mi portava a saltare sugli elastici, una figata... Poi il sole, le strade dove ci puoi andare con i pattini, una meraviglia ti dico. Veramente, da passarci giornate intere... cioè, magari giornate intere no perchè quando venivo la sera con la mia ragazza ho incontrato sei rapinatori, due spacciatori e un maniaco e allora non ci son più venuto, ma era per dire... in senso metaforico, in senso figurato. Cioè. Ma poi, vogliamo parlare della vegetazione, della...Oh. Siamo arrivati"
Così in punta di piedi siamo entrati in questo luogo fatato facendoci largo tra bambini in bici e coppie di pomicianti di età disparate.
Mi sono guardata attorno, constatando che effettivamente c'erano un sacco di alberi.
E un bel sole, e una brezza piacevole.
Un piacere passeggiarci.
E poi, mentre mi facevo pervadere dall'atmosfera bucolica, è apparso al mio sguardo un laghetto.
"Oh, guarda, un laghetto!", faccio tutta contenta.
"Hai visto? Te l'ho detto che era pittoresco"
"Si, è vero"
(...)
"Si, è proprio bello. Certo... vabbè, l'acqua è abbastanza putrida, però comunque fa il suo effetto. Ci sono un sacco di piume che galleggiano sulla mucillagine... e quei così lì cosa sono?"
"Dove? Ah, lì... animali"
"Oh"
(...)
"...Che animali?"
"Delle tartarughe"
"Le tartarughe? Belle!"
"Però vedo delle piume... ci dev'essere anche una paperetta"
"..."
"..."
"..."
"Oh, ecco. Ora vedo meglio... sono delle tartarughe d'acqua che mangiano dei resti di un'anatra morta in decomposizione organica"
"..."
"...Cioè... in fondo è natura. Voglio dire, sempre una cosa poetica."

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categoria : bolognesità, amenità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:14
sabato, 12 maggio 2007

LO SPUNTINO DI MEZZANOTTE (ANZI DELLE DUE E TRE QUARTI)

Nell'attesa di incappare in quel che si può definire "uno straccio di fidanzato", la blogger si sta occupando molto di analizzare la psiche maschile in modo che nel caso mi faccio trovare anche preparata.
(Perchè nell'ambito di conoscenze della blogger rientra anche un Ecs Fidanzato, ma il soggetto in questione si discosta talmente da ogni stereotipo di psiche maschile e di psiche in genere che la blogger ha deciso che non rientra tra le statistiche).
Comunque. La blogger per incrementare il suo studio sulla psiche maschile si avvale anche di situazioni comuni e in linea con la routine, alcune delle quali sono riportate su questo blog.
Per il momento, in linea con i precedenti post, si è giunti a tre importanti conclusioni:
1) Gli uomini talvolta soffrono di incontinenza
2) Gli uomini sferrano ilari attacchi di senso dell'umorismo senza preoccuparsi delle eventuali conseguenze
3) Gli uomini hanno uno stomaco di criptonite
A quest'ultima brillante asserzione sono arrivata nella notte tra mercoledì e giovedì.

Insomma, si era usciti a bere qualcosa con un selezionato gruppo di compagni di corso, e prima di tornare a casa verso le due e mezza due e tre quarti a qualcuno venne la brillante idea di passare dal fornaio di via Saffi per uno spuntino notturno.
Entriamo dal fornaio gremito di gente uno alla volta, e facciamo le nostre ordinazioni.
ALLEGRA DONZELLA: Salve... uh... me la darebbe una brioche alla marmellata?
ALLEGRA DONZELLA/2: Io invece una sfogliatella al cioccolato. Ce l'ha la sfogliatella al cioccolato?
ME (ALLEGRA DONZELLA 3): Io vorrei in cannolo di pasta morbida alla crema.
FORNAIA: Certo signorine, ecco qui. E lei ragazzo, cosa desidera.
VERO UOMO: Mah... non so. Mi è venuta fame.
FORNAIA: (...)
VERO UOMO: Tre fette di pizza con i ciccioli. Se me le condisce con olio piccante.

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categoria : varie&eventuali, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:08
sabato, 05 maggio 2007

LA BUSSOLA

Allora. Diciamo che il senso dell'orientamento non è uno dei miei punti forti.
E dire che ci hanno provato in molti a cancellare la mia tendenza a perdermi. Che so... gli scout (esperienza tragica), i corsi di orienteering delle scuole medie, i miei compagni di vacanze, i miei coinquilini... niente. Vabbè.
Devo dire però che ultimamente ho fatto molti passi avanti in questo senso. E il merito si può dire che sia di mia madre.
Di recente la Genitrice ha preso un'abitudine curiosa, che sarebbe quella di sbucarti davanti all'improvviso e dire "Senti Giulia, 'scolta... Dov'è che è il nord?". Oppure "oh, mi stavo chiedendo... com'è che mi devo mettere per guardare verso Sud-Est?".
Inizialmente non ci ho fatto molto caso, che in fondo nemmeno mia madre è proprio una bussola. Poi però durante il precedente week-end ho iniziato a pormi degli interrogativi.
Si stava in un agriturismo dalle parti di Livorno per il week-end lungo del primo maggio, e io ero lì che dopo essermi rassegnata a un lunedì piovoso stavo leggendo un paio di capitoli del libro di sociologia.
Insomma, ero lì che sottolineavo con l'evidenziatore rosa quando mi si para davanti la mamma.

GENITRICE (col cellulare in mano): "Giulia, Senti... sai mica dov'è il Nord che qui mica mi oriento?"
ME (continuando a leggere e indicando col dito): oh... si, di là. Di là, mi sembra, ecco.
GENITRICE: Ah, bene. Grazie. (*se ne va*)
Due minuti dopo...
GENITRICE (col cellulare in mano): ...Giuli?
ME: (...?)
GENITRICE: E sud-ovest? Sapresti dov'è sud ovest?"
ME (*sospiro*): Di là, mamma. Vedi, da questa parte c'è il mare che è a Ovest, quindi il sud-ovest sarà di qua.
GENITRICE: Oh, vero. Grazie eh.
Altri due minuti dopo...
GENITRICE (col cellulare in mano): ...Giugiù?
ME: ...Eeeeeh?
GENITRICE: Nord-est?
ME: MAMMA, E' DI LA' IL NORD-EST! Se il sud-ovest è di qui il nord-est è dalla parte opposta, no?
GENITRICE. Ah, si. E' vero.
ME: Ma perchè, a che ti serve saperlo, scusa... vuoi tornare in Veneto a piedi?
GENITRICE: No. E' che Padova è a nord-est.
ME: ... e con ciò?
GENITRICE: Niente, devo mandare un messaggino a una mia amica di Padova. E' che magari se lo mando rivolgendomi nella direzione sbagliata poi non arriva.


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categoria : gente strana, parentame alieni inclusi, trasferte