vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:57
domenica, 17 giugno 2007
DOVE L'HO GIA' VISTO?
Ho un grosso problema che ultimamente compromette svariati rapporti sociali facendomi protagonista di figure, come dire, un pochino di merda. Ho ereditato da mia madre la scarsa propensione a riconoscere le facce altrui. Sono fisionomista come un burattino di gommapiuma.
Non riesco a riconoscere la gente. Cioè, ovviamente non sto parlando di amici, parenti, cose così... parlo di tutte quelle persone con cui c'è un rapporto di conoscenza abbastanza vago da non prevedere frequentazione abituale, ma non così tanto vago da non sentirsi in dovere di salutarle e scambiarci due chiacchiere di rito.
Mentre l'anno scorso la cosa era gestibile nel senso che frequentavo praticamente solo l'ambiente liceale e se incontravo qualcuno che non mi ricordavo chi fosse c'eran nove casi su dieci che il medesimo fosse uno di un'altra classe, quest'anno sono subentrati due fattori a complicare la situazione:
1) Il fatto che non frequento più un solo liceo ma due città in due regioni diverse, di cui una sufficientemente grande da imbattermi in un sacco di gente.
2) L'enorme diffusione di occhiali di Dolce & Gabbana.
*A onor del vero devo dire che quest'ultimo punto si riferisce prevalentemente agli incontri che avvengono tra le province di Padova e Vicenza nel cuore del florido Nordest (dove gli occhiali di Dolce&Gabbana sono notoriamente diffusi e contagiosi come un raffreddore pesante durante le vacanze di Natale), più che tra le strade di Bologna. Voglio dire, mettetevi nei miei panni... già mi riesce difficile individuare l'identità di un volto normale, se poi me lo coprite per metà con un'enorme mascherina di nera di plastica dura con strass ai bordi, siamo proprio senza speranza.*
Comunque.
Il clou, l'apice, il centro di questi incontri privi di definizione è ovviamente il treno regionale Padova-Bassano il venerdì pomeriggio alle 16.38 (quarantotto chilomentri, dieci fermate, un'ora e tredici minuti in balia di Trenitalia), dove si riversano metà dei frequentanti l'università degli studi di Padova più una quantità di fuorisede che giungono da altri treni provenienti da località studentesche un po' più a sud.
Il copione è immutabile.
Sali sul treno arrancando con svariate valige al seguito. Trovi un posto libero. Ci appoggi sopra la borsa mentre tenti indefessamente di gettare le valige di cui sopra nell'apposito vano. Riesci a sollevare i 18 chili di trolley sopra la tua testa, spingi, sfidi la forza di gravità... Una mano si posa entusiasticamente e poderosamente sulla spalla destra.
Oh, ma ciao... sei tu? Non ci credo, quanto tempo!
(Crollo del bagaglio sull'anca sinistra. Mormorio flebile di imprecazioni, rinuncia.
Collegamento della mano a volto di ragazza più o meno coetanea, occhiali D&G a mascherina, capelli biondo tinto con coda alta, canotta grigia, jeans a vita bassa, Nike argentate. Identità indefinita.)
Porca miseria, ma dov'eri finita? Sarà una vita che non ti becco mai... strano perchè piglio sempre questo treno! Lo prendi anche tu? Sei a Padova?
(Ti pare che mi porto dietro due trolley e un borsone se studiassi a Padova.
Copione: no, faccio scienze della comunciazione a Bologna, si mi trovo bene, no sto in un appartamento lì, si torno a casa quasi sempre il venerdì)
Ma pensa, Bologna... No, non la conosco bene. Ci son stata due volte solo ma mi ricordo che mi era piaciuta un casino, c'è quella via grande grande, nonsocomesichiamava... vabbè, quella dove ci sono una sacco di negozietti fighi... Ecco! Che figata! Beh, ti devi divertire un sacco... anche se mi dicono ci sono un sacco di punkabbestia.
(Eh. Dura la vita.)
Comunque... scienze della comuncicazione? Si, dev'essere figo. Io studio medicina qui.
(Medicina medicina... chi è che conosco che studia medicina? Oddio, non mi viene in mente...Ma chi è questa? Ok, riflettiamo)
Cazzo, non ci hai idea di quanto dobbiamo studiare noi di medicina, ho dato giusto ieri un esame di fisica orale da 3000 pagine... e poi le materie son così difficili! Fisica. Biologia. Chimica fisica. Fisica nucleare. Anatomia... guarda, delle cose che proprio non le capiresti mai. Certo, non che voi magari non dovete studiare, solo che... che materie avete? Me l'aveva detto una mia amica.. roba tipo letteratura, sociologia... beh, finchè son parole si capisce tutto.
(Sociologia. Psicologia cognitiva. Informatica. Semiotica.)
Ah. ...e esattamente semiotica cos'è? Vabbè. Comunque adesso stavo tornando a casa, che almeno 'sto week-end mi rilasso... sai, domani sera si pensava io e i miei amici di andare al Palladium, hai presente la discoteca là vicino Treviso? Si fa un sacco di hip-hop.
(...cosa? Cos'é? Dov'è? ...chi è che conosco che fa hip hop?)
Che sai, esco così di rado ultimamente... da quando ho finito il classico praticamente non ho più una vita. Però di tanto in tanto ci vuole.
(Ah, faceva il classico. Chi conosco che faceva il classico?)
E anche mio moroso me lo dice sempre "dai, rilassati, esci un po', stacca da quella roba" e mi propone di andare di qua e di là, al cinema, al ristorante, mi manda anche un sacco di fiori... solo che non riusciamo mai a vederci. Lui comunque è un tesoro. C'hai presente chi è mio moroso, no? Matteo, quello alto moro occhi verdi occhialetti con la montatura verdescuro... dai, quello che c'ha sempre la cintura con la fibbia argento, si veste un sacco bene...
(Ah, il tamarro. Si, ora ho capito).
Oh, se qualcuno sta inventando il teletrasporto, magari me lo faccia sapere. Telefonata, citofono, e-mail...
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:33
sabato, 09 giugno 2007
VALLETTOPOLI
L'altra sera ero uscita con alcuni miei compagni di corso dopo aver fatto per una settimana vita monastica per prepararmi ad un paio di esami. Così il mio amico Bolognese-Di-Bologna vedendomi praticamente sulle soglie della crisi nervosa mi ha provvidenzialmente telefonato per dirmi se mi andava un aperitivo collettivo, e io senza pensarci su ho preso la mia borsetta e mi sono fiondata nel locale dell'appuntamento.
Lì c'erano quattro o cinque ragazzi del mio dipartimento, tra cui in particolare un tizio logorroico che conoscevo di vista e che ci stava palesemente provando con tutte le commensali vagamente carine che riusciva a trovare. E quando mi sono seduta, siccome aveva finito il giro con le altre, si è seduto vicino a me pensando che potevo rientrare nel target e ha iniziato la conversazione di rito. Come ti chiami-di dove sei-dove abiti a Bologna-quali esami hai dato-e così via.
Poi le domande di rito son finite e si è passati ad argomenti vagamente più aulici.
-Ma... tu perchè ti sei iscritta alla nostra facoltà? E' una scelta che hai fatto così, oppure volevi proprio?
-Non ho avuto il minimo dubbio. E' dalla terza liceo che ho deciso.
-Ah, però.
-...Tu?
-No, cazzo, anch'io ero abbastanza convinto.
-...
-Che immagino sai già cosa vorrai fare dopo, no?
-Beh, vorrei tentare con il giornalismo. Questa era l'idea. Tu?
-Ah, cazzo... io vorrei un casino fare la telecronaca delle partite in tv.
-...
-Cazzo, è proprio il mio sogno. Che adesso faccio le radiocronache del Bologna in una radio locale, però vorrei un casino la Tv. Sarei disposto a fare qualunque cosa, proprio qualunque.
-...qualunque?
-Cioè, cazzo, si... Tipo anche farmi Bruno Pizzul o cose così. Varrebbe la pena.
Abbiamo dimostrato che Vallettopoli esiste.