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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:40
sabato, 22 marzo 2008

NEXT LIFE.

'Somma, mi trovavo a condividere il rito dell'abituale misero pasto a base di toast con le mie amiche in un bar vicino all'università, e quel giorno ci è preso il trip delle conversazioni profonde.
La prima domanda esistenziale, buttata lì da non mi ricordo chi era un classico che non tramonta mai: "cosa vorreste essere nella vostra prossima vita?"
Ha cominciato la prima:
- Io vorrei essere un'aquila.
"Perchè?" le abbiamo chiesto, chiaramente.
- Perchè è l'animale che piu' mi dà un'idea di libertà, di... si, 'somma, avete capito.
- Io vorrei essere un gatto - ha detto la seconda. - Perchè se penso ai miei, ci hanno proprio una bella vita. Mangiano bevono, dormono, si svaccano e vengono coccolati dalla mattina alla sera. Massimo risultato con il minimo sforzo.
"Ragionevole," qualcuna ha commentato. "E tu, Giulia?"
- Mah - ho risposto. - Probabilmente, vorrei essere un uomo. E per "un uomo" intendo proprio di sesso maschile.
Aggrottamento generale di sopracciglia.
"E perchè?"
(...)
- Perchè potrei dimostrare scientificamente ai miei coinquilini che pur essendo dotata di pisello, sarei comunque in grado di farla centrando il buco del water.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:26
venerdì, 07 marzo 2008

UOMINI-CON-IL-MAGLIONE-A-RIGHE.

Ci sono dei ragazzi che sono stati inventati con il preciso scopo di rallegrare le lezioni universitarie.
Sono esteticamente piuttosto gradevoli. Diciamo carini ma non bellissimi, perchè la smodata bellezza solitamente induce la maggior parte delle persone che la posseggono a tirarsela come delle cacche, e questo rovinerebbe un po' la cosa.
Dicevo quindi, non sono di una bellezza abbagliante ma sul loro aspetto nulla da dire, bel fisico, occhi interessanti, lineamenti armoniosi. Si si.
Hanno un certo fascino. Buon gusto nel vestire, quel casual-non-troppo-casual-ma-neanche-tamarro. Portano spesso un maglione a righe (non sempre lo stesso, poichè tali soggetti hanno anche la non comune abitudine di lavarsi), e una borsa porta-libri beige indossata a tracolla con noncuranza.
Non frequentano la tua compagnia e siedono abitualmente nell'ultima fila pur senza essere degli sfaccendati casinari, mentre tu hai ritagliato il tuo angolino nella seconda.
Per questo motivo non puoi dire di conoscerli bene. Però frequentano con te qualche corso complementare, quelle materie minori e poco gettonate che non sceglie mai nessuno. In tali circostanze, talvolta ti è capitato di parlarci et voilà, sorpresa! Hai appurato che oltre alla borsa e al maglione-a-righe sono dotati anche di una discreta materia grigia. Tra una parola e l'altra si è scoperta una comune passione per il giornalismo (-entrambi avete scritto qualcosa sui quotidiani locali-) e per le ore di storia contemporanea, parentesi particolarmente piacevole della routine universitaria.
E' il genere di persone che ti piace osservare, scrutare da lontano... Questa mancanza di conoscenza reciproca evita che la distaccata attrazione degeneri in una cotta, permettendo di conservare un certo equilibrio: la loro presenza nei paraggi non ti impedisce di prendere in considerazione altri ragazzi, altre persone, altri potenziali soggetti interessanti.
Prendi la cosa come un ritorno alla fenomenologia liceale, quando sbirciavi da lontano i ragazzi più carini e pensavi che ti sarebbe piaciuto uscire qualche volta con loro ma stop, la cosa finiva lì. E' un po' il rapporto che hai con Johnny Depp: dici di volerlo sposare, ma non è una cosa che credi seriamente. E' un'ipotesi astratta, ecco.
In sintesi, proprio il genere di persone che quando entrano in aula rallegrano la lezione, danno quel tocco di leggerezza per cui dici alla vicina di posto "tutto sommato ho fatto bene a non restarmene a casa"... li hanno inventati per questo. Ognuno ha un suo scopo, in questo mondo.

I ragazzi-che-rallegrano-le-lezioni non abitano mai nelle città universitarie. Non sono neanche dei fuori sede, però. Vivono nei paesi di provincia o nelle province vicine... che so: se studi a Bologna loro saranno di Imola, di Vignola, di Ferrara, di Reggio. Abbastanza vicino da aver scelto quell'università, ma abbastanza lontano da non doversi trasferire.
Per frequentare i corsi, queste persone devono sorbirsi lunghi tragitti con il regionale, o prendere corriere di una lentezza abbagliante... Mediamente, un ora circa in balia dei mezzi pubblici all'andata,e un'ora al ritorno. E' una cosa spossante, specialmente quando ci sono solo due o quattro ore di lezione... praticamente non ne vale la pena.
...Infatti non ci vanno, a lezione. Infatti se ne restano a casa.
Sempre.
Regolarmente.
E c'è qualcosa di sbagliato, in tutto questo.

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categoria : varie&eventuali