vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:40
sabato, 22 marzo 2008
NEXT LIFE.
'Somma, mi trovavo a condividere il rito dell'abituale misero pasto a base di toast con le mie amiche in un bar vicino all'università, e quel giorno ci è preso il trip delle conversazioni profonde.
La prima domanda esistenziale, buttata lì da non mi ricordo chi era un classico che non tramonta mai: "cosa vorreste essere nella vostra prossima vita?"
Ha cominciato la prima:
- Io vorrei essere un'aquila.
"Perchè?" le abbiamo chiesto, chiaramente.
- Perchè è l'animale che piu' mi dà un'idea di libertà, di... si, 'somma, avete capito.
- Io vorrei essere un gatto - ha detto la seconda. - Perchè se penso ai miei, ci hanno proprio una bella vita. Mangiano bevono, dormono, si svaccano e vengono coccolati dalla mattina alla sera. Massimo risultato con il minimo sforzo.
"Ragionevole," qualcuna ha commentato. "E tu, Giulia?"
- Mah - ho risposto. - Probabilmente, vorrei essere un uomo. E per "un uomo" intendo proprio di sesso maschile.
Aggrottamento generale di sopracciglia.
"E perchè?"
(...)
- Perchè potrei dimostrare scientificamente ai miei coinquilini che pur essendo dotata di pisello, sarei comunque in grado di farla centrando il buco del water.
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:11
domenica, 25 novembre 2007
RASSEGNA STAMPA
18.30 di giorno piovoso. La sottoscritta giace svaccata sul divano e munita di coperta a leggere una rivista. Fa il suo ingresso nella stanza il Coinquilino, di ritorno dai laboratori della facoltà di ingegneria.
COINQUILINO: Oh, Giulia, sei già tornata!
ME: Si, ho saltato le lezioni del pomeriggio.
C.: Hai letto l'articolo di giornale?
ME: ...?
C: L'hai letto?
ME: ...quale articolo di giornale?
C: Oh, l'articolo sull'università che c'è sul city. Ti ho lasciato il quotidiano in bagno.
(...)
ME: ...Capisci da solo che ciò che hai detto non ha senso, o ti devo spiegare il motivo?
C.: No... cioè, mentre stavo leggendo il giornale in bagno ho pensato che una pagina avrebbe potuto interessarti e l'ho lasciato piegato sopra il bidè. Magari potevi averlo visto.
...Dio mio.
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:54
mercoledì, 05 settembre 2007
INCONTRO CON LA STAR - capitolo secondo
Credevo che il mio memorabile incontro con il signor Scamarcio Riccardo costituisse un episodio isolato di faccia a faccia con un Volto Noto dal momento che non sono abituata a frequentare la Costa Smeralda, nè a darmi allo shopping in via Montenapoleone, ma così non fu.
Un'allegra compagnia di amici è riuscita a coinvolgermi in una spedizione a Gardaland che ha avuto luogo nella giornata di ieri, giornata in cui ho ricevuto la mia iniziazione alle Montagne Russe varie ed eventuali - un'esperienza che mi ha segnato profondamente -.
La prima volta che ero stata a Gardaland avevo sette anni, e appena sono entrata la mamma (incinta di sei mesi) si è data una rapida occhiata attorno e ha detto: lì non ci vai, lì nemmeno, lì non chiedermelo neanche, là no e lì neppure, dacchè il mio margine d'azione si ritrovò ampiamente limitato. La seconda volta avevo sedici anni, accompagnata dal mio Signor Ecs, ed ero molto contenta perchè il parco era a nostra completa disposizione. Tuttavia il SIgnor Ecs rifiutò di montare in una consistente percentuale di attrazioni perchè aveva paura, e compresi che il Blue Tornado doveva ancora aspettare.
Poi arrivò la giornata di ieri, in cui la compagnia formulò il proposito di farmi salire su tutte le giostre immaginabili a prescindere dalla mia volontà, per cui mi ritrovai a saltare nel vuoto, ad essere sparata a folle velocità su un numero spaventosamente alto di giro della morte, e tutte queste cose qui.
Verso le undici e mezzo del mattino, la di me amica Alice notò con piacere che nel Sequoia Adventure misteriosamente c'erano solo cinque minuti di coda e, senza tenere conto della mia opinione personale, mi ci trascinò.
(Non so se sapete cos'è il Sequoia Adventure... è una roba delirante progettata da ingegneri pazzi e psicopatici in cui tu stai in un tronco che avanza con lentezza impressionante su un binario e ti fa trascorrere la metà del tempo a testa in giù)
Comunque sia, verso la fine del giro, quando il tronco si era messo in posizione orizzontale per il verso giusto e cominciava a rallentare e io controllavo di avere ancora tutti gli organi interni, io e la Alice notiamo ai piedi dell'attrazione due cose strane. La prima era un'anomala presenza di macchine fotografiche digitali puntate nella nostra direzione, la seconda era una nostra amica che si sbracciava cercando di farci capire qualcosa.
"Hai visto tutte queste persone che ci fanno le foto?" ha detto la Alice.
"Si, ma è strano. Cioè, dando per scontato che un giorno diventerò una giornalista tremendamente ricca e famosa, non credo che loro lo sappiano già."
"Boh."
"(...)"
"Oh, la Veronica sta cercando di dirci qualcosa"
Guardiamo la Veronica che indica un punto giusto davanti a noi, e sta sillabando delle parole. Ho sempre fatto schifissimo nella lettura del labiale, quindi distinguo sole tre vocali "...e ...o...i."
Mi volto verso la Alice.
"Che dice?" le chiedo.
"Boh... C'è... qualcuno."
"C'è Yoghi. Io ho capito c'è Yoghi."
"Si, anch'io. Ma non ha senso."
"C'è Yoghi."
E in quel momento, il tizio seduto giusto davanti a me, nella navetta che stava per partire venti centimentri più avanti, si sporge oltre il sedile e mi guarda.
Capelli rossi, maglietta rosa Dolce & Gabbana, occhi scuri piuttosto da pesce lesso, sorrisetto. La descrizione sputata di Francesco Totti. Perchè in effetti è Francesco Totti, e l'impressione è confermata dalla presenza della di lui moglie nel sedile accanto.
Lo guardiamo
(Deve aver sentito)
Fa una smorfia indecifrabile, allungando il sorrisetto.
"Mi scusi", dice la Alice. "L'avevamo scambiata per un altro".
E si volta.
Scommetto che nemmeno Moratti ha mai dato a Totti dell'orso Yoghi.
(applausi)
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:07
sabato, 07 luglio 2007
CASISTICA DELLE REAZIONI DEI VISITATORI DELLA MIA STANZA BOLOGNESE NON APPENA METTONO PIEDE NELLA STANZA MEDESIMA
1) Occhio del fotografo
VISITATORE: ...e quindi questo sarebbe il tuo letto.
ME: ...si.
VISITATORE: Quante foto.
ME: (...)
VISITATORE: ...e cioè, questi chi sarebbero? Gente che conosci tu?
ME: No, guarda. In genere fotografo emeriti sconosciuti che incontro transitando lungo la strada e appendo quelli che si intonano con la trapunta. A parte Johnny Depp, ovviamente. Johnny è un mio intimo amico.
2) Occhio psicologico
VISITATORE: ...e quindi questo sarebbe il tuo letto?
ME: ...si.
VISITATORE: Tua sorella viene a trovarti spesso.
ME: ...Perchè? Che c'entra mia sorella?
VISITATORE: ...tutti quei peluche. Immagino siano di tua sorella, no? A dodici anni si è ancora in età da peluche.
ME: Anche a diciannove-quasi-venti. I peluche sono miei, mia sorella gioca con i videogames, a pallavolo e a badminton.
3) Occhio clinico
VISITATORE: ...e quindi questo sarebbe il tuo letto?
ME: già.
VISITATORE: di conseguenza, l'altro è della tua coinquilina.
ME: ...infatti si.
VISITATORE: ...e la foto che c'è vicino all'alloro e al papiro di laurea è la sua.
ME: ...evidentemente.
VISITATORE: Una strafiga, la tua coinquilina. Quando me la presenti? E' fidanzata?
ME: Da tre anni con uno di nome Gaetano.
VISITATORE: Oh, ma per me non è un problema
ME: (...magari per lei si)
...e ora viene la mia preferita.
4) Occhio.
VISITATORE: ... e quindi questo sarebbe il tuo letto.
ME: ...già.
VISITATORE: (...)
ME: (...)
VISITATORE: ... 'spiace toglierti i pantaloni?
ME: (...prego?)
VISITATORE: I pantaloni della tuta, togliteli. Che fuori piove a busso e mi son lavato i jeans fino al midollo, e mica posso tornare a casa in queste condizioni. Su, prestameli... tanto sono elasticizzati e mi sembra che mi vadano bene.
ME: ...se magari esci dalla stanza.
VISITATORE: Oh. Okay.
ME: (...)
VISITATORE: ...Ti spiace mica se poi ti lascio qui i jeans e li riprendo domani, che mi si bagna lo zaino, sennò?
ME: Ma certo. Sarà divertente spiegare agli altri una presenza di jeans da uomo sulla mia sedia e persuaderli che abbiamo passato il pomeriggio a studiare sociologia. E magari non presentarti dalla tua fidanzata con i pantaloni miei, che rischi che ti molli per qualcosa che non è mai successo. Non è mica bello.
VISTATORE: Oh.
(...)
'Proposito, sai mica dov'è il bagno?
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 22:29
sabato, 19 maggio 2007
UN POSTO PITTORESCO
Otto mesi che ho acquisito domicilio bolognese, e non mi sono accorta di avere sulle spalle un'orribile colpa. Tale sacrilegio corrisponderebbe al fatto che nel corso di quasi tre stagioni solari io abbia bellamente ignorato l'esistenza del Parco bolognese per definizione, i Giardini Margherita, ettari di terreno brulicante di esseri più o meno in fase universitaria ai piedi dei colli. Che poi lo sapevo che esistevano, avevo immagazzinato l'informazione di "esistenza di Giardini Margherita" in un angolo della mente e lasciata fluttuare lì. Solo, non c'ero mai stata.
Quando i miei cosmpoliti compagni di corso venivano a sapere che io non avevo mai messo piede in questo posto, perlopiù si scandalizzavano.
(Non ci sei mai stata?)
(Come... prato, verde, tante persone?)
(Campi da basket, alberi, fresco, un sacco di ombra?)
Qualche settimana fa il mio amico Bolognese-Di-Bologna decise di portare a conclusione i miei peccati passando da casa mia, infilandomi nel filobus 33 e facendo terminare la nostra permanenza nei mezzi pubblici bolognesi cinque fermate prima del previsto. Non per un motivo fondato, ma perchè pur essendo Bolognese-Di-Bologna, l'amico di cui sopra ha notoriamente un senso dell'orientamento della minchia.
Ciò causò in me una palpabile irritazione dal momento che camminavo con i piedi immersi nelle All Star comprate a metà prezzo il giorno prima, le quali dolevano alquanto dalle parti del calcagno sinistro.
Abbiamo fatto quei due chilometri di strada extra mentre il Bolognese-Di-Bologna cercava di coprire le mie plateali constatazioni sulla sua abilità di muoversi nella sua città parlando ininiterrottamente.
"No, ma sai... ne vale la pena, ti sto portando in un posto bellissimo. Tutti questi prati, tutte queste persone che vanno lì a riposarsi, a prendere il sole, a cazzeggiare... che ci andavo sempre da piccolino e la mamma mi portava a saltare sugli elastici, una figata... Poi il sole, le strade dove ci puoi andare con i pattini, una meraviglia ti dico. Veramente, da passarci giornate intere... cioè, magari giornate intere no perchè quando venivo la sera con la mia ragazza ho incontrato sei rapinatori, due spacciatori e un maniaco e allora non ci son più venuto, ma era per dire... in senso metaforico, in senso figurato. Cioè. Ma poi, vogliamo parlare della vegetazione, della...Oh. Siamo arrivati"
Così in punta di piedi siamo entrati in questo luogo fatato facendoci largo tra bambini in bici e coppie di pomicianti di età disparate.
Mi sono guardata attorno, constatando che effettivamente c'erano un sacco di alberi.
E un bel sole, e una brezza piacevole.
Un piacere passeggiarci.
E poi, mentre mi facevo pervadere dall'atmosfera bucolica, è apparso al mio sguardo un laghetto.
"Oh, guarda, un laghetto!", faccio tutta contenta.
"Hai visto? Te l'ho detto che era pittoresco"
"Si, è vero"
(...)
"Si, è proprio bello. Certo... vabbè, l'acqua è abbastanza putrida, però comunque fa il suo effetto. Ci sono un sacco di piume che galleggiano sulla mucillagine... e quei così lì cosa sono?"
"Dove? Ah, lì... animali"
"Oh"
(...)
"...Che animali?"
"Delle tartarughe"
"Le tartarughe? Belle!"
"Però vedo delle piume... ci dev'essere anche una paperetta"
"..."
"..."
"..."
"Oh, ecco. Ora vedo meglio... sono delle tartarughe d'acqua che mangiano dei resti di un'anatra morta in decomposizione organica"
"..."
"...Cioè... in fondo è natura. Voglio dire, sempre una cosa poetica."
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:53
sabato, 31 marzo 2007
LE NOBILI REGOLE DEL GALATEO
Lo sanno tutti che la memoria a lungo termine ha uno spazio limitato. Insomma, non è che si si possa ricordare sempre bene tutto tutto tutto... Quindi, ci sono delle priorità. La mente seleziona e inserisce nella memoria a lungo termine le cose che vengono ritenute più importanti, più utili.
Nella situazione specifica di uno studente sulle soglie dell'esame di semiotica, questo va a discapito del galateo. Mi spiego meglio: lo studente in questa particolare situazione, si ritrova a dover acquisire e depositare nella memoria a lungo termine una serie di conoscenze e nozioni di diversa complessità, dall'alfabeto fonetico alla semantica dizionariale di Umberto Eco. E ci vuole molto spazio. Quindi, l'immagazzinamento di questo sapere comporta l'eliminazione di altre conoscenze meno utili in quelle circostanze, come ad esempio appunto le regole del galateo, della buona educazione e del vivere civile.
potrei fare una lunga disquisizione su ciò con tanto di sillogismi e dimostrazioni scientifiche, ma credo che abbia maggiore efficacia un esempio pratico.
Giovedì 29 marzo, ore 13, dipartimento di discipline della comunicazione. In conclusione dell'esame di semiotica, due figuri (un ragazzo e una ragazza) escono dall'aula visibilmente stremati.
ME: ...Allora, A., com'è andato l'esame?
AMICO A.: (...)
ME: ...?
AMICO A.: (...)
ME: ... quindi?
AMICO A.: ...devo assolutamente fare la pipì.
ME: ...bagno degli uomini. Vicino all'aula B.
AMICO A.: Lì in fondo?...sono troppo stanco per alzare la tavoletta del water.
ME: ...e con ciò cosa...?
E fu lì che, con totale nonchalance, l'amico A raggiunse il lampione più vicino e la fece lì sperando che non passasse nessuno.
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 08:45
sabato, 18 novembre 2006
RIMEMBRANZE (dare un titolo serio per darci un tono)
Giovedì scorso, ultima lezione di Psicologia Cognitiva prima dell’esame.
PROFESSORE: …e così arriviamo al fenomeno del Flash di memoria. Che cos’è un flash di memoria? E’ il modo quasi fotografico con il quale ricordi di eventi di forte impatto emotivo vengono ricordati nel tempo. Per esempio… se sentite al telegiornale una notizia particolarmente sconvolgente di un fatto particolarmente sconvolgente riuscite a ricordare anche a distanza di decenni cosa stavate facendo mentre avete ascoltato la notizia. Che so… prendiamo in considerazione un fatto preciso: il crollo delle twin towers. Sono sicuro che se chiedo a tre di voi cosa stessero facendo mentre la TV annunciava l’attentato, queste tre persone me lo sapranno dire. Per esempio, lei, signorina in seconda fila… lei che cosa faceva?:
SIGNORINA IN SECONDA FILA (che poi sarei io): Era il pomeriggio del mio secondo giorno di liceo, e stavo per uscire a fare un giro in bicicletta. Sono rientrata a casa perchè avevo dimenticato le chiavi, e la mamma mi ha detto di guardare la TV
PROFESSORE: Perfetto, signorina… e ora lei, con la maglia a righe. Mi dica, che faceva?:
MAGLIONE-A-RIGHE: Io mi stavo preparando per andare a giocare a calcetto con i miei amici, quando le trasmissioni sono state interrotte dall’edizione straordinaria.
PROFESSORE: Magnifico, la ringrazio. Vediamo… si, lei signorina in fondo a sinistra con il coprispalle arancione. Lei, cosa stava facendo?
COPRISPALLE-ARANCIONE: Veramente la notizia non l’ho sentita.
PROFESSORE: E come mai?
COPRISPALLE ARANCIONE: (…)
COPRISPALLE-ARANCIONE: Perché ero a letto con il mio ex. Sa, facevamo i due mesi.
(Sono cose come queste che ti fanno venire voglia di frequentare tutte le lezioni).
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:45
venerdì, 20 ottobre 2006
ZEUS (eccentrici tentativi di suicidio inconsapevole)
Allora, questa ve la racconto perchè tanto quando mia madre l'ha saputo ha narrato l'aneddoto a mezzo mondo e manca solo che ne renda conto il Gazzettino in prima pagina.
Bologna. Era martedì notte, ore 02.49, circa un'ora e mezza dopo essere andate (io e la mia compagna di stanza) a dormire al termine di una serata trascorsa a guardare la TV con gli altri e a mangiare Pan di Stelle e Kinder Maxi.
Nel mezzo di un attacco di sonnambulismo mi sono attaccata alla corrente.
Precisamente.
La scena che mi è stata descritta la mattina successiva era quella di me nel mezzo del più colossale episodio di sonnambulismo della pianura Padana che mi sollevavo in ginocchio sul materasso e cominciavo a ravanare tra le mie cose sulla mensola appesa al muro che sta sopra il letto, e poi mi chinavo inequivocabilmente verso la presa della corrente accanendomici. La quale presa, di quelle vecchio tipo di plastica che si infilano nel muro, dopo una strenua lotta, ha ceduto ed è stata da me sradicata da muro.
E' stato a quel punto che, non contenta, mi sono attaccata ai fili della corrente. L'episodio è terminato con me che mi svegliavo dicendo "Ahi" e mi ciucciavo l'indice destro presentante visibili segni di folgorazione elettrica.
(è stato divertente soprattutto il momento in cui i ragazzi son venuti dall'altra stanza a vedere che stava succedendo e la mia compagna di stanza ha detto "Oh, gente, ci stavamo giocando la coinquilina che ha deciso di suicidarsi nel sonno attaccandosi alla corrente", e loro mi guardavano con aria molto perplessa.)
Ora. Vi invito al dialogo e a formulare la seguente ipotesi: cosa potevo stare sognando di così anomalo da indurmi a compiere simili gesta?
Ma soprattutto: dovrei farmi vedere da uno bravo?
Siccome voi siete lettori affezionatissimi e ci tenete molto alla blogger qui presente e ritenete che sia simpatica, spiritosa, in gamba, con un senso dello humor senza eguali eccetera, sapete perfettamente che domenica è il mio compleanno, e avevate già in programma di farmi gli auguri, vero?
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:06
lunedì, 25 settembre 2006
LE TETTE PIU GROSSE DELL'UNIVERSO (ovvero: compagni di viaggio piuttosto originali)
Sabato. Vagando tra una stazione e l’altra.
– E’ in partenza al binario 8 il treno… hmm… scusate. Ah, si: Intercity delle 14.44 proveniente da Napoli e diretto a Venezia Santa Lucia. Ferma a Prato, Firenze Santa Maria Novella… no, niente, questo era un altro. Ecco: ferma a Ferrara, Rovigo, Terme Euganee, Padova, Mestre.
Scusatemi, ma si è inceppata la macchina che fa gli annunci elettronici. Inoltre, pregherei ai signori passeggeri di non attraversare i binari perché… cioè, è ovvio che potete farvi molto male. Grazie. Buon pomeriggio. Buon viaggio. Ciao.
(Quest’uomo è il mio nuovo idolo)
Intercity di cui sopra, mezz’ora dopo. Sto seduta nello scompartimento assieme ad una tizia di Matera, una tizia di Potenza, una studentessa di Napoli e un tizio dall’aria terribilmente inglese intento a leggere "Hard Times" di Charles Dickens. Il posto accanto a me è provvisoriamente vuoto: la tipa che lo occupava (una napoletana sessantenne la quale aveva pensato bene di allietare l’intero vagone con i suoi personali commenti in dialetto stretto sulle ultime notizie pubblicate da Novella 2000) si era da poco alzata per recarsi nel non-distante cesso.
Insomma, ero lì che leggevo l’inserto di Repubblica quando questa di ritorno dal bagno irrompe nello scompartimento:
–Oh, gente! Non avete idea… qua fuori c’è la donna con le tette più grosse dell’universo! Ma una cosa impressionante: avete presente la… la… insomma, quella che si è mollata con Montano? Ecco, il doppio! Che stavo uscendo dal bagno e me la son trovata davanti e son rimasta sconvolta, tanto che l’ho guardata e ci ho detto: signora, lo sa che ha le tette più grandi che io abbia mai visto? Signora, ma ci passa nel corridoio? Perché son veramente enormi!
E poi son venuta qui perché dovevo dirlo a qualcuno, gente… non avete idea! Che poi mi chiedo se siano proprio sue perché non è normale che delle tette così grosse stiano su così bene…Ma dovete venire a vederle, perché detto così non rende! Oh, facciamo così: a turno in coppia fate finta di andare al bagno, tanto siete tra donne, così vedete anche voi! Maronna lu carmine, ma veramente… ho bisogno di sedermi.
E si siede.
La tizia di Matera ripiomba sugli appunti di fisica nucleare.
La tizia di Napoli guarda fuori dal finestrino facendo finta di niente.
La tizia di Potenza finge di dormire.
Il tizio terribilmente inglese impressionato dalla mimica della signora (molto esplicita peraltro, come mimica), esce dallo scompartimento col suo libro di Dickens mormorando qualcosa di terribilmente inglese (le parole che son riuscita a recepire sono: oh my God, italians, come back tomorrow, crazy, breasts)
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 15:04
venerdì, 31 marzo 2006
IL POST SCONCIO: Cineforum
Dopo aver –senza francesismi- scassato i maroni alla Signoria Vostra parlando di esami, decessi di animali & simili amenità che in questo periodo adombrano la mia mente e inducono coloro che vivono a stretto contatto con la qui presente ad essere tentati di prenderla a randellate, cambiamo argomento. Parliamo di roba sconcia, quella che non ti aspetteresti in un blog così rispettabile grondante candore da tutti i pori.
(Si, si faceva per dire).
E qui vi racconterei un aneddoto di rara intelligenza capitato qualche giorno fa durante una grigia giornata scolastica che consiste in questo:
Dopo un’ora di matematica sui solidi di rotazione che vide di diversi tentativi di tagliarmi le vene, giunse nella nostra ombrosa aula una scatola contenente una videocassetta e il seguente messaggio:
"Questo è il film che dovete vedere per prepararvi all’assemblea di istituto del 29 sulla Mafia, dove ci sarà il cineforum. Guardatelo appena potete, e poi passatelo all’altra quinta. Il lettore DVD della TV mobile non funziona perché l’ho registrato e masterizzato io, e quelli masterizzati non li piglia. Andate nella sala audiovisivi delle suore.
Il Rappresentante della Quarta"
Fu così che l’ora dopo ci avviavamo tranquilli tranquilli nella sala audiovisivi delle suore, accompagnati dalla nostra Professoressa-Di-Biologia mugugnante perché trepidava dalla voglia di spiegarci il sistema nervoso.
Si entra, ci si siede ordinatamente sulle sedioline in similplastica, si spegne la luce, si serrano i balconi, play.
Dopo i primi dieci secondi di inquadrature su un soleggiato quartiere di Palermo, però, qualcosa cambia.
L’immagine diventa molto più scura, alle strade della Sicilia si sostituiscono mucchi di lenzuola, al volto di un boss mafioso quello di Eva Henger priva di vestiti inestricabilmente avvinghiata a un tizio sui venticinque anni decisamente lampadato e decisamente nudo intenti in atti di cui non andremo a specificare in dettaglio.
*Attimo di sconcerto*
Voci studentesche maschili nell’ombra:
Voce 1:Ah, però… ma quella non è la moglie del boss?
Voce 2: Eh, dev’essere ripassata dal chirurgo plastico nel frattempo, prima ci aveva una seconda scarsa, e adesso…oh, guardate, ha smesso di affettare i pomodori, ora si diverte!
Voce 1: Ma poi dobbiamo pure farci il cineforum?
Voce 3: Anche due, di cineforum!
Voce 1: E dire che i rappresentanti di istituto sembravano così due deficienti, invece…
Voce 3: Avercene!
Professoressa-Di-Biologia: no, ragazzi, così no però… certi argomenti anatomici li cominciamo la settimana prossima, ora spegnete oppure mandate avanti per vedere se il film ricomicia.
Voce 2: Ma professoressa…
Professoressa-Di-Biologia: MANDATE AVANTI, ho detto!
Alunno Volenteroso: vabbè, se dice ora io mando… oh, guardate cosa sta facendo!
Professoressa-Di-Biologia: AVANTI!
A.V: Si, vado, vado.(*Dopo aver pigiato un tasto sul lettore DVD si posiziona davanti alla tv mentre le immagini scorrono veloci*)
Dovrebbe ricominciare ora… OH; RAGAZZI; VOI NON IMMAGINATE NEMMENO COSA…
Professoressa-Di Biologia: COSA CREDI DI FARE?
In seguito a cotesti edificanti eventi si scoprì che il porno di cui sopra non era stato registrato di proposito: il film sulla mafia andava in onda su Sky alle ore 01.30 di notte, e per errore qualcuno si era seduto sopra il telecomando cambiando il canale di registrazione da "cinema uno" a "cinema due".
Durante la ricreazione, l’ignaro Rappresentante Di Quarta ricevette numerose pacche sulle spalle dalla componente maschile della mia classe, diversi "grandissimo!" e sibilline proposte come "Ti va se stasera vieni a mangiare da me e poi creiamo un gruppo d’ascolto?"