PICCIONI ALLA LARGA
Tornando ai flashback, eravamo rimasti al mio cattivo rapporto con le apparizioni della Madonna di cui potete trovare testimonianza qui.
BABY
L’arrivo nella nostra abitazione del nuovo Animale Domestico, una cagnolina meticcia di due mesi che qui chiameremo semplicemente La Cana, ha portato dei cambiamenti notevoli. E’ evidente un principio di regressione che si riscontra in effetti in tutti gli abitanti di questa casa, a partire dalla Genitrice.
Difatti, avendo deciso che ormai è inutile cercare di stare dietro alle due figliole in quanto "tanto in questa casa non mi si ascolta né mi si fila nessuno", ha deciso di rivolgere le sue amorevoli cure alla Cana, forse nella segreta speranza che quando ella medesima (la Genitrice, non La Cana) diverrà vecchia, questa potrà venire a trovarla all’ospizio al posto delle figlie degeneri.
Comunque.
La cosa in effetti porta a episodi piuttosto imbarazzanti. Dico, passi che quando la genitrice torna a casa dal lavoro ci saluti semplicemente con un "‘orno", mentre con La Cana si prodighi in monologhi festosi e invece di mettere la pentola sul fuoco imbocchi il suo cuccioletto con tonnellate di biscottini al pollo. Passi anche che la si senta fin dall’altra parte della casa dire "Amoruccio bello, chi è la mia bambina preferita, bellabellabellabella, chi è? Dimmi, tesoro, chi è?" mentre crede di non essere sentita, però ci son dei limiti a tutto.
L’altro giorno per esempio è venuta qui un’amica mia, la quale doveva restituirmi un libro che le avevo prestato per l’esame, così vado ad accoglierla giù in giardino e poi le dico di venire su che ci si beve qualcosa di fresco. Beh, si era sull’ultima rampa di scale quando dalla di me abitazione si ode la voce della Genitrice: "Amore, cuuuuucciolina mia, vieni dalla nonna! Bella lei, bella, bella, bella! Guarda che carina che sei, guarda che musetto bello della nonna, pucci pucci pucci pucci!"
(l’espressione "musetto bello della nonna" è dovuta al fatto che il padrone legittimo della Cana è la Cicci, che quindi sarebbe "la mamma". Di conseguenza, essendo la Genitrice madre della Cicci, ella si qualifica come "la nonna")
La mia amica mi guarda sconvolta.
-E tu non mi hai detto niente?"
-Ah, si… no, volevo dirtelo ma mi è passato di mente, ecco. Per mia madre, dici? No, vedi, è che due settimane fa abbiamo preso…
-Cazzo, Giulia, tu hai una figlia e io non lo sapevo?
-Una FIGLIA? Ma sei scema? No, eccetto che mamma stava parlando di… e poi non è mia, è di mia sorella!
-Tua sorella ha una figlia? Ma se ha dodici anni?! Oddio, oddio… come in quelle famiglie del sudamerica che si vedono in TV! Madonna, e chi se l’aspettava?! Come si chiama? Quando è nata?
…
Cosa devo dire, io?
CUCCIA IN PROGRESS
Dopo 15 anni di vita d’appartamento, viene seppur in ritardo anche per la famiglia C. il momento della Svolta: Svolta ovvero Prendiamo Un Cane.
D’altra parte con il trasloco in più ampia abitazione son venute a cadere le argomentazioni valide del genitorame per respingere le pressanti richieste della Cicci per l’adozione di un Cucciolo Bisognoso di Cure, che si riducevano a un banale Non si prende perché dà fastidio al gatto (pur tuttavia, di recente anche il gatto ha cominciato a socializzare col Cocker del vicino, quindi pure questa tesi si è dimostrata fallace.)
Così l’altro giorno a cena, una Cicci trionfante ha tratto le conclusioni dichiarando:
-Bene, siamo tutti d’accordo. Il cane si prende e sarà un Cocker femmina dal pelo rosso.
...
No, aspetta un attimo. Un Cocker?
-Assolutamente no, Cicci! Il cane va bene, però… un Cocker? Io volevo un Terranova nero maschio, tipo quello che abbiamo visto…
-Naaaa. Troppo grande. Facciamo un San Bernardo maschio marrone e bianco ancora cucciolo.
-Perché il San Bernardo è piccolo? Ok, contrattiamo. Meticcio beige femmina dal pelo lungo.
-Yorkshire bianco femmina con gli occhi azzurri.
-Setter irlandese nero maschio dal pelo corto.
Dopo una serata di sorellesco confronto, abbiamo deciso di utilizzare il metodo Ciampi e di proporre un candidato che rispondesse a precise caratteristiche frutto di opinioni comuni.
Per cui, il quadrupede dovrà così essere:
-Non femmina ma magari neanche maschio.
-Non troppo grande ma magari neanche piccolissimo
-Non nero perché non gli si vedono gli occhi, non bianco perché si mimetizza troppo col pavimento, non marrone perché non si intona con la muratura del bagno
-Non un Alano, non un Chihuahua, non un Fox Terrier, non un Dobermann, non un Pastore Tedesco, non un Boxer e neanche un Bassotto.
In conclusione: non è che qualcuno ha un meticcio ermafrodita indaco e fucsia che ha figliato di recente? No, perché nel caso potete citofonarmi.
CONDIZIONI DI UNA BLOGGER NEL MOMENTO IN CUI MANCANO DUE MESI E VENTICINQUE GIORNI AL SUO ESAME DI MATURITA’ (Lo so, come titolo non è il più accattivante quindi siete autorizzati ad andare a tagliarvi le vene e/o a derattizzare il pagliaio del vicino)
Daprile è defunto il giorno 22 marzo 2006, ed è stato tristemente seppellito nel giardino dentro la confezione di cartucce per il modem con inciso un epitaffio. Sopra la tomba è stato posto un mazzetto di mimose secche avanzate dall’8 marzo.
Le sue ultime parole rivolto all’amorevole padrona sono state "E comunque ero una femmina, pirla!".
POMPE FUNEBRI
E’ la crudeltà del mondo. Il mio pesce rosso, Daprile, si sta avvicinando a grandi passi verso il Passaggio A Miglior Vita. Povero piccolo.
Se ne sta tutto il giorno con aria depressa in un angolino dell’acquario, quasi immobile e con l’aria decrepita. All’inizio credevo si fosse preso l’influenza di stagione e ho anche tentato di sciogliere nell’acqua una pasticca effervescente di Tachipirina, ma niente.
D’altra parte sono ormai cinque anni che nuota in quella vaschetta.
Così, non potendo fare nulla per aiutarlo, sto cercando di rendergli più agevole la trasferta nel Paradiso dei Pesci: gli sbriciolo i fiocchi di cibo perché così riesce a mangiarli meglio, aggiungo un paio di bicchieri di acqua fresca ogni giorno: gli leggo le favole.
Il Genitore tuttavia non riesce a coglierne ragione, e il suo unico intervento a riguardo è stato un "Basta che mi dici e io gli faccio l’eutanasia gettandolo giù per il water, così non soffre".
Orrore.
Di fronte a quest’inquietante prospettiva, ho chiamato a raccolta la Cicci e assieme abbiamo cominciato a fare i preparativi per il suo funerale.
–Allora, Cicci, io pensavo: la cerimonia funebre la faremo la sera stessa del giorno del suo decesso. Sulle soglie del tramonto, il sole rosso che cala dietro alle montagne, nell’angolo sinistro del giardino dove c’era il pino.
-Si, va bene. E chi invitiamo?
-Dunque… saremmo tu, io, la mamma, il Genitore se torna dal lavoro in tempo e ovviamente Willy. (per la cronaca, il gatto di mia zia)
-Anche Willy? Ma se da quando siamo qui ha cercato sempre di azzannarlo nelle pinne?
-Appunto, ne sentirà la mancanza… si divertiva tanto.
–Ok. E chi fa il prete?
–Il prete lo faccio io, è ovvio. Basta che mi preparo il discorso, mi metto il copripiumone come tunica e che ci vuole.
-Hmm.
–Tu se vuoi puoi fare la chierichetta.
-E la musica? Che musica mettiamo?
–La colonna sonora della Sirenetta, quella che fa "In fondo al mar, in fondo al mar".
-Ma lui era un pesce d’acqua dolce!
–E allora? E’ il concetto che ci interessa, non bisogna proprio attaccarsi a tutto.
-Se lo dici tu.
…
-Giulia, e sulla tomba cosa ci scriviamo?
–Hmmm… Sai che ci pensavo anch’io? Allora, lo seppelliamo nel cantuccio a sud della casa, vicino ai fili per stendere la biancheria… e lì ci mettiamo un’incisione di pongo arancione con scritto… con scritto…
-Allora?
–Con scritto… che ne so, qualcosa tipo: "Questo a Nemo se lo sarebbe mangiato con la polenta. Ti ricorderemo per sempre."
–Sennò?
–Sennò… "Daprile. Non eri famoso come le mante dell’acquario di Genova, ma ti volevamo tanto bbbene."
–Si, d’accordo. Questa va bene.
Da parte sua, il tuttora vivo Daprile, viaggia nell'acquario posando scaramanticamente la pinna sinistra sulle sue ittiche parti intime. Piccolino.
FIOCCO ROSA?
Ecco, a proposito di pesci stavo pensando: ma se il mio Daprile fosse una femmina? Dopotutto nessuno mi ha mica mai detto che è un maschio. E poi non è mica una cosa che si vede come nei cani.
E io che l’ho sempre trattato da uomo (cioè, da pesce maschio).
Dunque, riflettiamo: lui in fondo i pesciolini non li ha mai fatti. Beh, bella forza, è da solo. Però c’è stato un tempo in cui non era da solo, in cui abitava l’acquario in subaffitto col pesciolino della Cicci, Pippo. E neanche lì i pesciolini non li ha mai fatti. Quindi i casi sono questi:
- O erano tutti e due maschi
- O erano tutte e due femmine.
- Oppure erano un maschio e una femmina, ma uno dei due non era molto interessato alla cosa perché magari aveva tendenze omossessuali.
Escludiamo la terza ipotesi che mi sembra un po’ meno probabile. O erano due maschi, o erano due femmine. Però anche prendendo in considerazione queste due eventualità non ci cavo ragno dal buco… come faccio a saperlo? No, perché ho provato anche a chiederlo a un veterinario, ma questo mi ha guardato male e mi ha chiesto se non avessi una vita mia.
E allora cosa faccio? Come mi comporto con lui?
No, ho deciso: continuerò a trattarlo da maschio. In fondo:
Devo rifletterci su, su questo. Temo di avere rovinato per sempre la psiche di un povero vertebrato acquatico.