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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:14
giovedì, 17 agosto 2006


PICCIONI ALLA LARGA  

Tornando ai flashback, eravamo rimasti al mio cattivo rapporto con le apparizioni della Madonna di cui potete trovare testimonianza qui.
Facciamo quindi un rapido riassunto. Da piccola mi facevano paura:
- I ragni
- I terremotii
– Le Madonne
– I piccioni
Ed è quest’ultima voce che merita d’essere analizzata. Ci fu un periodo, verso i dieci anni, che mi prese una passeggera e curiosa forma di ipocondria. Non durò più di qualche mese, e se ne andò da sè senza lasciare traccia con l’inizio delle scuole medie. Però era un fenomeno piuttosto interessante nel suo genere, nel senso che non era un’ipocondria normale, era proprio un’ipocondria mirata che mi portava a evitare tutto ciò che poteva contenere microbi, batteri e malattie.
La cosa peggiore era la cacca di piccione. Ne avevo un terrore atroce, mi ero fatta l’idea che se un piccione mi avesse schitato in testa, sarei andata in decomposizione istantanea.
Tutto questo portava a conseguenze che rendevano palese il mio squilibrio mentale… Del tipo che un giorno, in vacanza a Pesaro coi miei cugini alla fine della quinta elementare, per evitare un albero che poteva contenere tra i rami volatili sospetti, mi son quasi fatta investire da un risciò. Tale evento è rimasto indelebilmente impresso nella memoria di parenti di cui sopra, che mi prendono per il culo ancora adesso anche se son passati nove anni.

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categoria : gente strana, vita vissuta eh, animalia

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:22
venerdì, 07 luglio 2006

BABY 

L’arrivo nella nostra abitazione del nuovo Animale Domestico, una cagnolina meticcia di due mesi che qui chiameremo semplicemente La Cana, ha portato dei cambiamenti notevoli. E’ evidente un principio di regressione che si riscontra in effetti in tutti gli abitanti di questa casa, a partire dalla Genitrice.
Difatti, avendo deciso che ormai è inutile cercare di stare dietro alle due figliole in quanto "tanto in questa casa non mi si ascolta né mi si fila nessuno", ha deciso di rivolgere le sue amorevoli cure alla Cana, forse nella segreta speranza che quando ella medesima (la Genitrice, non La Cana) diverrà vecchia, questa potrà venire a trovarla all’ospizio al posto delle figlie degeneri.
Comunque.
La cosa in effetti porta a episodi piuttosto imbarazzanti. Dico, passi che quando la genitrice torna a casa dal lavoro ci saluti semplicemente con un "‘orno", mentre con La Cana si prodighi in monologhi festosi e invece di mettere la pentola sul fuoco imbocchi il suo cuccioletto con tonnellate di biscottini al pollo. Passi anche che la si senta fin dall’altra parte della casa dire "Amoruccio bello, chi è la mia bambina preferita, bellabellabellabella, chi è? Dimmi, tesoro, chi è?" mentre crede di non essere sentita, però ci son dei limiti a tutto.
L’altro giorno per esempio è venuta qui un’amica mia, la quale doveva restituirmi un libro che le avevo prestato per l’esame, così vado ad accoglierla giù in giardino e poi le dico di venire su che ci si beve qualcosa di fresco. Beh, si era sull’ultima rampa di scale quando dalla di me abitazione si ode la voce della Genitrice: "Amore, cuuuuucciolina mia, vieni dalla nonna! Bella lei, bella, bella, bella! Guarda che carina che sei, guarda che musetto bello della nonna, pucci pucci pucci pucci!"
(l’espressione "musetto bello della nonna" è dovuta al fatto che il padrone legittimo della Cana è la Cicci, che quindi sarebbe "la mamma". Di conseguenza, essendo la Genitrice madre della Cicci, ella si qualifica come "la nonna")
La mia amica mi guarda sconvolta.
-E tu non mi hai detto niente?"
-Ah, si… no, volevo dirtelo ma mi è passato di mente, ecco. Per mia madre, dici? No, vedi, è che due settimane fa abbiamo preso…
-Cazzo, Giulia, tu hai una figlia e io non lo sapevo?
-Una FIGLIA? Ma sei scema? No, eccetto che mamma stava parlando di… e poi non è mia, è di mia sorella!
-Tua sorella ha una figlia? Ma se ha dodici anni?! Oddio, oddio… come in quelle famiglie del sudamerica che si vedono in TV! Madonna, e chi se l’aspettava?! Come si chiama? Quando è nata?

Cosa devo dire, io?

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categoria : animalia

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 18:41
venerdì, 05 maggio 2006

CUCCIA IN PROGRESS

Dopo 15 anni di vita d’appartamento, viene seppur in ritardo anche per la famiglia C. il momento della Svolta: Svolta ovvero Prendiamo Un Cane.
D’altra parte con il trasloco in più ampia abitazione son venute a cadere le argomentazioni valide del genitorame per respingere le pressanti richieste della Cicci per l’adozione di un Cucciolo Bisognoso di Cure, che si riducevano a un banale Non si prende perché dà fastidio al gatto (pur tuttavia, di recente anche il gatto ha cominciato a socializzare col Cocker del vicino, quindi pure questa tesi si è dimostrata fallace.)

Così l’altro giorno a cena, una Cicci trionfante ha tratto le conclusioni dichiarando:
-Bene, siamo tutti d’accordo. Il cane si prende e sarà un Cocker femmina dal pelo rosso.
...
No, aspetta un attimo. Un Cocker?
-Assolutamente no, Cicci! Il cane va bene, però… un Cocker? Io volevo un Terranova nero maschio, tipo quello che abbiamo visto…
-Naaaa. Troppo grande. Facciamo un San Bernardo maschio marrone e bianco ancora cucciolo.
-Perché il San Bernardo è piccolo? Ok, contrattiamo. Meticcio beige femmina dal pelo lungo.
-Yorkshire bianco femmina con gli occhi azzurri.
-Setter irlandese nero maschio dal pelo corto.

Dopo una serata di sorellesco confronto, abbiamo deciso di utilizzare il metodo Ciampi e di proporre un candidato che rispondesse a precise caratteristiche frutto di opinioni comuni.
Per cui, il quadrupede dovrà così essere:
-Non femmina ma magari neanche maschio.
-Non troppo grande ma magari neanche piccolissimo
-Non nero perché non gli si vedono gli occhi, non bianco perché si mimetizza troppo col pavimento, non marrone perché non si intona con la muratura del bagno
-Non un Alano, non un Chihuahua, non un Fox Terrier, non un Dobermann, non un Pastore Tedesco, non un Boxer e neanche un Bassotto.

In conclusione: non è che qualcuno ha un meticcio ermafrodita indaco e fucsia che ha figliato di recente? No, perché nel caso potete citofonarmi.

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categoria : animalia

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 21:10
domenica, 26 marzo 2006

CONDIZIONI DI UNA BLOGGER NEL MOMENTO IN CUI MANCANO DUE MESI E VENTICINQUE GIORNI AL SUO ESAME DI MATURITA’ (Lo so, come titolo non è il più accattivante quindi siete autorizzati ad andare a tagliarvi le vene e/o a derattizzare il pagliaio del vicino)

  • La blogger è molto preoccupata per il suo esame.
  • La blogger è molto preoccupata per il suo blog.
  • La blogger è molto preoccupata del fatto che non avendo il tempo di andare a visitare i blogger dei suoi pochi ma calorosi fans, questi si sentano molto traditi e non ne vogliano più sapere di lei
  • La blogger è molto preocupata.
  • La blogger suo malgrado visita ogni due giorni storcendo il naso il sito del Ministero della Pubblica Istruzione guardando le prove d’esame date negli ultimi 116 anni anche in altri indirizzi liceali, temendo di non aver letto bene il testo di certi quesiti di matematica
  • La blogger, sciaguratamente, l’aveva letto bene.
  • La blogger continua a non sapere cosa sia una funzione integranda, ma ella è diventata molto abile in statistica dal momento che ogni week-end con l’ausilio della stazione di calcolo della Nasa cerca di ricavare le probabilità che in prima prova le capiti un’analisi di testo di una qualche opera di Pascoli, il suo poeta preferito (0,000001%)
  • La blogger spera che in seconda prova (matematica) le capitino molte domande sulla statistica, anche perché come appunto si diceva, la sua sapienza in ambito di funzioni integrande è piuttosto ignobile
  • La blogger, sentendosi in colpa per la sua assenza, sta scrivendo cotesto post alle ore 2.03 di sabato notte
  • La blogger ultimamente usa il suo computer solo in simili orari, sperando che il genitore non la scopra.
  • La blogger di recente ha sottratto un santino della Madonna di Lourdes a sua nonna G. (anni 87), sperando che questo possa influire positivamente sul suo esame.
  • La blogger è in condizioni mentali precarie, e di recente ha mandato affanculo le presone sottoelencate:
    - Sua sorella Cicci, per motivi che ora le sfuggono
    - Sua madre
    - Il suo compagno di classe U., reo di averla presa per i fondelli perché nell’ultimo compito di italiano ha preso solo otto meno.
    - Il gatto
    - Il suo istruttore di guida
  • Tuttavia, la blogger mandava affanculo il suo istruttore di guida già da tempo, indi la colpa di questo non è da ricercarsi nello stress.
  • La blogger si sente in colpa per tutti i post che posterà in ritardo rispetto alle sue astrazioni mentali.
  • La blogger è andata a vedere "Notte prima degli esami", e si è messa a piangere.
  • Tuttavia, al blogger piange spesso guardando un film, e quindi non è che.
  • La blogger in un momento di debolezza che confidato al suo professore di italiano che il comunemente osannato scrittore catanese Giovanni Verga è solo "un cretino che se la tirava in maniera indegna, nonché braccia rubate all’agricoltura"
  • La blogger durante la gita scolastica è stata sopresa dal medesimo insegnante mentre vagava per i corridoi scalza, in pigiama, con i capelli fradici e un enorme peluche di Hello Kitty nella mano destra
  • Tuttavia, il professore di Italiano ha un discreto senso dell’umorismo.
  • La blogger si nutre solo di budino.
  • La blogger ha chiesto ripetutamente a sua madre se ella non desse per caso alla luce una sorella gemella separata alla nascita, onde presentarla il giorno dell’esame al posto suo.
  • Sua madre rispose di no.
  • La blogger nel blog parla solo di esami, e se ne scusa profondamente

 
Daprile è defunto il giorno 22 marzo 2006, ed è stato tristemente seppellito nel giardino dentro la confezione di cartucce per il modem con inciso un epitaffio. Sopra la tomba è stato posto un mazzetto di mimose secche avanzate dall’8 marzo.
Le sue ultime parole rivolto all’amorevole padrona sono state "E comunque ero una femmina, pirla!". 

 

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categoria : animalia

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:53
mercoledì, 15 marzo 2006

POMPE FUNEBRI 

E’ la crudeltà del mondo. Il mio pesce rosso, Daprile, si sta avvicinando a grandi passi verso il Passaggio A Miglior Vita. Povero piccolo.
Se ne sta tutto il giorno con aria depressa in un angolino dell’acquario, quasi immobile e con l’aria decrepita. All’inizio credevo si fosse preso l’influenza di stagione e ho anche tentato di sciogliere nell’acqua una pasticca effervescente di Tachipirina, ma niente.
D’altra parte sono ormai cinque anni che nuota in quella vaschetta.
Così, non potendo fare nulla per aiutarlo, sto cercando di rendergli più agevole la trasferta nel Paradiso dei Pesci: gli sbriciolo i fiocchi di cibo perché così riesce a mangiarli meglio, aggiungo un paio di bicchieri di acqua fresca ogni giorno: gli leggo le favole.
Il Genitore tuttavia non riesce a coglierne ragione, e il suo unico intervento a riguardo è stato un "Basta che mi dici e io gli faccio l’eutanasia gettandolo giù per il water, così non soffre".
Orrore.
Di fronte a quest’inquietante prospettiva, ho chiamato a raccolta la Cicci e assieme abbiamo cominciato a fare i preparativi per il suo funerale.
–Allora, Cicci, io pensavo: la cerimonia funebre la faremo la sera stessa del giorno del suo decesso. Sulle soglie del tramonto, il sole rosso che cala dietro alle montagne, nell’angolo sinistro del giardino dove c’era il pino.
-Si, va bene. E chi invitiamo?
-Dunque… saremmo tu, io, la mamma, il Genitore se torna dal lavoro in tempo e ovviamente Willy. (per la cronaca, il gatto di mia zia)
-Anche Willy? Ma se da quando siamo qui ha cercato sempre di azzannarlo nelle pinne?
-Appunto, ne sentirà la mancanza… si divertiva tanto.
–Ok. E chi fa il prete?
–Il prete lo faccio io, è ovvio. Basta che mi preparo il discorso, mi metto il copripiumone come tunica e che ci vuole.
-Hmm.
–Tu se vuoi puoi fare la chierichetta.
-E la musica? Che musica mettiamo?
–La colonna sonora della Sirenetta, quella che fa "In fondo al mar, in fondo al mar".
-Ma lui era un pesce d’acqua dolce!
–E allora? E’ il concetto che ci interessa, non bisogna proprio attaccarsi a tutto.
-Se lo dici tu.

-Giulia, e sulla tomba cosa ci scriviamo?
–Hmmm… Sai che ci pensavo anch’io? Allora, lo seppelliamo nel cantuccio a sud della casa, vicino ai fili per stendere la biancheria… e lì ci mettiamo un’incisione di pongo arancione con scritto… con scritto…
-Allora?
–Con scritto… che ne so, qualcosa tipo: "Questo a Nemo se lo sarebbe mangiato con la polenta. Ti ricorderemo per sempre."
–Sennò?
–Sennò… "Daprile. Non eri famoso come le mante dell’acquario di Genova, ma ti volevamo tanto bbbene."
–Si, d’accordo. Questa va bene.

Da parte sua, il tuttora vivo Daprile, viaggia nell'acquario posando scaramanticamente la pinna sinistra sulle sue ittiche parti intime. Piccolino.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 19:03
martedì, 14 febbraio 2006

FIOCCO ROSA?

Ecco, a proposito di pesci stavo pensando: ma se il mio Daprile fosse una femmina? Dopotutto nessuno mi ha mica mai detto che è un maschio. E poi non è mica una cosa che si vede come nei cani.
E io che l’ho sempre trattato da uomo (cioè, da pesce maschio).
Dunque, riflettiamo: lui in fondo i pesciolini non li ha mai fatti. Beh, bella forza, è da solo. Però c’è stato un tempo in cui non era da solo, in cui abitava l’acquario in subaffitto col pesciolino della Cicci, Pippo. E neanche lì i pesciolini non li ha mai fatti. Quindi i casi sono questi:
- O erano tutti e due maschi
- O erano tutte e due femmine.
- Oppure erano un maschio e una femmina, ma uno dei due non era molto interessato alla cosa perché magari aveva tendenze omossessuali.
Escludiamo la terza ipotesi che mi sembra un po’ meno probabile. O erano due maschi, o erano due femmine. Però anche prendendo in considerazione queste due eventualità non ci cavo ragno dal buco… come faccio a saperlo? No, perché ho provato anche a chiederlo a un veterinario, ma questo mi ha guardato male e mi ha chiesto se non avessi una vita mia.
E allora cosa faccio? Come mi comporto con lui?
No, ho deciso: continuerò a trattarlo da maschio. In fondo:

  1. Se è veramente un maschio iniziando a parlargli al femminile potrebbe cominciare ad avere delle crisi di identità per cui un giorno me lo ritroverei a vagare per l’acquario in tutù rosa.
  2. Se in realtà è una femmina, dopo questi quattro anni passati a dirgli "allora, vecchio mio, la mangiamo la pappa?" probabilmente si sarà convinto da solo di essere non una bella fanciulla ma un pesce molto macho.

Devo rifletterci su, su questo. Temo di avere rovinato per sempre la psiche di un povero vertebrato acquatico.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:19
domenica, 09 ottobre 2005

ZANZARICIDIO

Ho un problema. A quanto pare tutte le zanzare del Triveneto sembrano aver deciso di tenere a casa mia il loro Meeting Annuale Di Fine Stagione. E qui mi dico, va bene approfittare della presenza dei ragni e dei pesci rossi nella propria abitazione per farsi due chiacchiere, ma non è che sono qui a monologare con tutti gli invertebrati del circondario. Quindi, visto che nonostante le abbia gentilmente invitate a imboccare la finestra del bagno per andarsene altrove e loro mi hanno risposto di no, mi vedo costretta a farle fuori.
Però c’è un problema: accade che (essendo la sottoscritta una personcina intrinsecamente buona) ogniqualvolta mi ritrovo ad agitare lo schiacciamosche in direzione di quei tenaci insettini e mi capita di farne fuori uno, poi mi sento in colpa. Mi sento in colpa, si. Poverine, mica colpa loro se si sono reincarnate nei panni di invertebrati rompiballe e succhiasangue tanto da farci sentire in diritto di spiaccicarle contro la parete appena le vediamo. Per risolvere questo dissidio interiore, dopo diverse estati di esperienza ho messo a punto la:

GUIDA PER ELIMINARE LE ZANZARE DAL CIRCONDARIO SENZA PROVARE IL BENCHE’ MINIMO SENSO DI COLPA:

1) Munire il vostro genitore di schiacciamosche e ordinargli lo sterminio delle sopracitate. Non sarete voi a macchiarvi le mani di sangue. Se anche questo vi fa sentire in colpa potete sempre tentare con la soluzione numero 2 (qui di seguito)
2) Aspettare che sia vostra sorella a vederle, e quindi a provvedere. Se non avete sorelle, tentare col numero 3
3) Sostituire la carta da parati con carta moschicida. Se loro decideranno di posarvisi, non è mica colpa vostra. Potevano sempre continuare a volare.
4) Se trovate antiestetica o poco economica la carta moschicida potete sguinzagliare per la stanza un esercito di ragni che ricopriranno gli angoli di letali ragnatele. Se siete aracnofobici tentare con l’estrema soluzione numero 5.
5) Aspettare che le zanzare arrivino a tiro, inciampare su un tappeto e, cadendo, cascarci sopra schiacciandole con il vostro peso. Non è mica colpa vostra se non avete coordinazione e senso dell’equilibrio.

All rights reserved. Per ogni zanzara uccisa con i metodi qui indicati saranno versati 0,05€ alla sottoscritta per i diritti d'autore.

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categoria : varie&eventuali, animalia