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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 22:06
sabato, 19 luglio 2008

SONO TRA NOI.

Appartamento di Bologna, sera, me e la mia coinquilina affaccendate in soggiorno.

"Giuli, sai mica dov'è la guida dei programmi?"
"Dietro i cuscini del divano, ma risparmiati lo sforzo: stasera non fanno un emerito."
"Dio, quanto odio il palinsesto estivo!
 potremmo guardarci assieme un DVD. Ti sono avanzati telefilm da vedere, o hai già fatto fuori tutte le puntate?"
"Finiti. Tu però se vuoi puoi riguardarli, tanto io stasera sto fuori."
"Con chi esci?"
"Solita gente... Andrea, Federica... Forse viene pure Serena, hai presente chi?"
"Serena... ah, si: quella che parla veloce come Rory di Una mamma per amica?"
"Lei. E poi ci sono i pugliesi, sai..."
"I pugliesi... anche quello che ti piace? Quello che dici che tra vent'anni avrà la faccia di Desmond di Lost?"
"Già, si, lui."
"Ah, tra l'altro meglio così perchè dovrebbero arrivare le amiche dell' Animale Numero Due
(leggasi: nostro coinquilino), quelle due tizie che sono in corso con te."
"Oh, si. La Sarda e la cosa, la... Samantha."
"Samantha? Non si chiamava..."
"...Si, lo so. Soprannome. Per via dell'atteggiamento genere Samantha-di-Sex and the city. Libertina, ma meno simpatica."
"Oh."
"..."
"..."
"...A proposito, ti hanno cercato al telefono, prima. Un ragazzo, non ho capito chi perchè non mi ha detto il nome."
"Si, Alessandro: mi ha chiamato al cellulare poi, grazie."
"Alessandro... aspetta, chi è? Il tuo amico abruzzese, quello..."
"...Si, scontroso come il Dottor House, ma con l'aria un po' tipo Jack."
"Jack il protagonista di Lost?"
"...No, l'altro."
"..."
"Jack, il tronista di Uomini e donne."

(Io avrò anche dei problemi, ma considerate i miei telefilm come un'alternativa alla droga, all'alcool e a "Uomini e Donne".)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:23
domenica, 15 giugno 2008

CUORE SOLITARIO.

La gente tenta di porre rimedio alla mia singletudine nei modi più svariati.
Del tipo: l'Amico Bolognese-di-Bologna l'altro giorno a pranzo ha estratto il suo cellulare, e davanti ad un nutrito pubblico ha iniziato ad elencarmi i nomi dei suoi amici associandoli all'affermazione "è single" oppure "è' fidanzato ma non importa" e, nel primo caso, snocciolando le caratteristiche peculiari del soggetto in questione. Ne venivano delle cose interessanti, del tipo:
"Poi abbiamo Panettone, che è single. Faceva il dj nel locale X prima di farsi arrestare per un traffico interno di hashish, ed è campione nazionale di carte di Yu-gi-Oh."
(Si, grazie del contributo).
Ma poi ci sono i momenti in cui la sottoscritta riesce effettivamente a fare delle conquiste. Settimana scorsa ero fuori con le mie amiche Migranti per festeggiare la vittoria dell'Erasmus, e ci imbattemmo in un gruppetto di ragazzi tra cui un'amico della mia collega Fede.
Decidiamo di unirci a loro, e nel pub del cicchettaro uno di questi tizi mi si avvicina e inizia una brillante conversazione di cui vado a riportare uno stralcio.

TIZIO: "Maaa pensa...sei veneta anche tu, quindi.
ME: Si, effettivamente.
TIZIO: Maaa... a casa tua chi c'è? Voglio dire, fratelli, sorelle?
ME: Sorella. Più piccola. Sta facendo adesso gli esami di terza media.
TIZIO: Maaa... tu qui a Bologna fai sport?
ME: No. Lungi da me.
TIZIO: Maaa... e invece qui, con chi abiti?
ME: Coinquilini. Due ragazzi e una ragazza.
TIZIO: Maaa...
ME: ...Maaa 'scolta, mi sembra più costruttivo se questa conversazione prende una piega diversa. Voglio dire: tu continui a farmi domande, e io continuo a darti risposte stringate che senti a malapena perchè già stai pensando a che cosa chiedermi dopo... Piuttosto, raccontami qualcosa tu.
TIZIO: ...
ME: ...Dai.
TIZIO: Beh, mi piace ascoltare della musica. Maaa a te quale musica piace? Io vado matto per l'House e per Tiziano Ferro.

(Il fatto è che quando una non ha fortuna, NON ha fortuna.)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 18:46
martedì, 01 gennaio 2008

COUNTDOWN

Il Capodanno trascorso in quel di Bologna, con amici veneti giunti laggiù approfittando dell'ospitalità a scrocco. Un'esperienza inedita, la piazza gremita di gente e una DJ con evidenti problemi di dipendenza da alcool e dai più comuni tipi di droga a scaldare la folla.

"SU LE MANI BOLOGNAAAAAAAA! SIIIIIIIIII, SIIIIII, SIIIIIIIII!"

(Diverse migliaia di persone ammutoliscono, in vistoso imbarazzo per la signorina)

"E' UNA SERATA FANTASTICA, VI VOGLIO BENE, GRAZIE BOLOGNAAAAAAA! MA NOI NON SIAMO EGOISTI, VOGLIAMO BENE A TUTTI! QUINDI GRAZIE ROMAAAAAA! GRAZIE MILANOOOOO, GRAZIE FIRENZEEEEEEEE, GRAZIE NAPOLIIIIIIII!


(Ma vogliamo lasciar furori gli altri paesi, chessò: Poggibonsi, Maerne di Martellago, le Isole Tremiti?)

"BOLOGNA CI SIAMO QUASIIIIIII: MANCANO SOLO...
...82 MINUTI ALL'ANNO 2008! PREPARATE LO CHAMPAGNEEEE!


(Ma certo, lo tengo in fresco).


Se qualcuno conosce questa donna-genio, me lo fa sapere che voglio offrirle da bere?
Ah, chiaramente auguri sparsi a tutti i passanti.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 00:36
sabato, 22 dicembre 2007

LA DAMA

Comunque, the man of the year della facoltà di Scienze della Comunicazione di bologna è senz'altro l'assistente gay della professoressa di semiotica II, un mito, una leggenda.
Come d'abitudine, riporto un estratto dell'ultima lezione.

Assistente: Perchè ragazzi, bisogna considerare nello studio della semiotica delle passioni che queste cambiano di periodo in periodo, proprio come le mode. Ad esempio, nell'Ottocento andava per la maggiore di descrivere le eroine dei romanzi come dolci, fragili fanciulle del tutto impreparate ad affrontare gli sconvolgimenti emotivi. E' tipica la scena in cui la donzella, di fronte alla minima emozione, sviene teatralmente aggrappandosi alle tende... adesso, di questi tempi, non succede più.
Sala: (...)
Assistente:
Beh, eccetto che a me, ovviamente. Io quando mi agito svengo sempre teatralmente aggrappandomi alle tende... Ne ho già dovute cambiare tre dall'inizio dell'anno.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:11
domenica, 25 novembre 2007

RASSEGNA STAMPA

18.30 di giorno piovoso. La sottoscritta giace svaccata sul divano e munita di coperta a leggere una rivista. Fa il suo ingresso nella stanza il Coinquilino, di ritorno dai laboratori della facoltà di ingegneria.

COINQUILINO: Oh, Giulia, sei già tornata!
ME: Si, ho saltato le lezioni del pomeriggio.
C.: Hai letto l'articolo di giornale?
ME: ...?
C: L'hai letto?
ME: ...quale articolo di giornale?
C: Oh, l'articolo sull'università che c'è sul city. Ti ho lasciato il quotidiano in bagno.
(...)
ME: ...Capisci da solo che ciò che hai detto non ha senso, o ti devo spiegare il motivo?
C.: No... cioè, mentre stavo leggendo il giornale in bagno ho pensato che una pagina avrebbe potuto interessarti e l'ho lasciato piegato sopra il bidè. Magari potevi averlo visto.

...Dio mio.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:45
sabato, 17 novembre 2007

MEGLIO SOLI CHE MALE ACCOMPAGNATI (IN ALCUNI DETERMINATI CASI)

Quando si trascorre la maggior parte della giornata a calcolare le probabilità che alcune persone possano venire investite dal filobus 33 prima della fine della settimana, vuol dire che c'è qualcosa che non va.
Inizialmente i pensieri riguardanti potenziali morte dolorose altrui erano dedicati in esclusiva al mio professore di Geografia (cosa peraltro assolutamente comprensibile), ma poi mi sono involontariamente ritrovata a visualizzare il medesimo destino anche per un ragazzo.
C'è voluta tutta la solidarietà femminile della mia compagna di stanza per tirarmi su e placare i miei istinti omicidi, in seguito a ripetute sedute serali avvenute nel nostro soggiorno di cui vi riporto uno stralcio:

COMPAGNA DI STANZA: ...perchè vedi, il punto è che tu te la prendi troppo. Non ci devi pensare a quello, non se lo merita... Devi convincertene.
ME: ...Hmm.
C.D.S.: Guarda, ragioniamo. Ricapitoliamo i punti fondamentali.
ME: ...Hmm.
C.D.S.: ...Dunque, è successo che dopo che vi siete conosciuti, lui ha cominciato a fare il carino con te. Ti cercava, ti faceva un sacco di complimenti, ti diceva un sacco di cose carine, ti scriveva per augurarti la buonanotte... ho dimenticato qualcosa?
ME: ...Hmm.
C.D.S: Bene, appunto. Poi è successo che un giorno, raccolta la necessaria ispirazione, si sia fatto coraggio e ti abbia confessato che gli piacevi.
ME: ...Hmm.
C.D.S: E poi cos'è successo? Niente! E' sparito! Volatilizzato! Si è dissolto nell'aere non lasciando più tracce di se! Per due settimane!
ME: Già.
C.D.S: E mentre lui giocava all'uomo invisibile, cos'hai scoperto? Che nel periodo in cui si sentiva con te, diceva le stesse medesime cazzate a quella tua compagna di corso, la tipa con i capelli rossi!
Infine, dopo quindici giorni di evanescenza vi siete incontrati per caso all'università e qual'è stata l'unica cosa che ha avuto il coraggio di dirti Lo Stronzo? No, ora te la ripeto, perchè vale la pena di considerarla
in tutta la sua stronzaggine: ti ha detto solo "Oh, ciao, sei tu... Sei sempre qui a studiare geografia".
Insomma, è ovvio che ci troviamo di fronte ad un essere ignobile, doppiogiochista e privo di fegato. Non ho ragione?
ME: Già. Si, suppongo di si.
C.D.S: ...Dai, cerca di essere un po' più convinta. Riproviamo: non ho ragione?
ME: Si. Si, ok!
C.D.S: E poi, Giulia, diciamoci la verità.
ME: (...)
C.D.S: ... potevi mica metterti con uno che legge Vogue Uomo, no?!

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:08
sabato, 06 ottobre 2007

MA POI ALL'ESAME?

E' sempre straordinariamente interessante vedere che succede tra i componenti maschili del tuo corso di laurea quando scoprono che l'insegnante di semiotica II ha scritto un romanzo quasi-autobiografico che tratta delle sue passate avventure sessuali con un noto professore dell'università ai tempi in cui questi era un suo studente.
Solo che alle lezioni poi, si fatica a trovare posto. E' scomodo.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:07
sabato, 07 luglio 2007

CASISTICA DELLE REAZIONI DEI VISITATORI DELLA MIA STANZA BOLOGNESE NON APPENA METTONO PIEDE NELLA STANZA MEDESIMA

1) Occhio del fotografo
VISITATORE: ...e quindi questo sarebbe il tuo letto.
ME: ...si.
VISITATORE: Quante foto.
ME: (...)
VISITATORE: ...e cioè, questi chi sarebbero? Gente che conosci tu?
ME: No, guarda. In genere fotografo emeriti sconosciuti che incontro transitando lungo la strada e appendo quelli che si intonano con la trapunta. A parte Johnny Depp, ovviamente. Johnny è un mio intimo amico.

2) Occhio psicologico
VISITATORE: ...e quindi questo sarebbe il tuo letto?
ME: ...si.
VISITATORE: Tua sorella viene a trovarti spesso.
ME: ...Perchè? Che c'entra mia sorella?
VISITATORE: ...tutti quei peluche. Immagino siano di tua sorella, no? A dodici anni si è ancora in età da peluche.
ME: Anche a diciannove-quasi-venti. I peluche sono miei, mia sorella gioca con i videogames, a pallavolo e a badminton.

3) Occhio clinico
VISITATORE: ...e quindi questo sarebbe il tuo letto?
ME: già.
VISITATORE: di conseguenza, l'altro è della tua coinquilina.
ME: ...infatti si.
VISITATORE: ...e la foto che c'è vicino all'alloro e al papiro di laurea è la sua.
ME: ...evidentemente.
VISITATORE: Una strafiga, la tua coinquilina. Quando me la presenti? E' fidanzata?
ME: Da tre anni con uno di nome Gaetano.
VISITATORE: Oh, ma per me non è un problema
ME: (...magari per lei si)

...e ora viene la mia preferita.

4) Occhio.
VISITATORE: ... e quindi questo sarebbe il tuo letto.
ME: ...già.
VISITATORE: (...)
ME: (...)
VISITATORE: ... 'spiace toglierti i pantaloni?
ME: (...prego?)
VISITATORE: I pantaloni della tuta, togliteli. Che fuori piove a busso e mi son lavato i jeans fino al midollo, e mica posso tornare a casa in queste condizioni. Su, prestameli... tanto sono elasticizzati e mi sembra che mi vadano bene.
ME: ...se magari esci dalla stanza.
VISITATORE: Oh. Okay.
ME: (...)
VISITATORE: ...Ti spiace mica se poi ti lascio qui i jeans e li riprendo domani, che mi si bagna lo zaino, sennò?
ME: Ma certo. Sarà divertente spiegare agli altri una presenza di jeans da uomo sulla mia sedia e persuaderli che abbiamo passato il pomeriggio a studiare sociologia. E magari non presentarti dalla tua fidanzata con i pantaloni miei, che rischi che ti molli per qualcosa che non è mai successo. Non è mica bello.
VISTATORE: Oh.
(...)
'Proposito, sai mica dov'è il bagno?

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 23:14
venerdì, 25 maggio 2007

L'ANNIVERSARIO

Scene di vita familiare. Una tarda serata nell'appartamento bolognese davanti ad una ciotola di budino al cioccolato con la mia compagna di stanza Laura e il nostro coinquilino Ingegnere Di Fiducia.

LAURA: Oh, che ora s'è fatta ragazzi?
INGEGNERE: Mmm... l'una e mezza, più o meno
LAURA: Meglio che vado a dormire, che domattina alle nove devo essere in studio dall'avvocato. Tu Giuli, a che ora ti svegli?
ME: Hmmm... non tardissimo, dovrei mettermi a studiare. Sono giorni che non faccio come si sul dire un emerito, e ho l'esame tra... tra... che giorno siamo oggi?
LAURA: Il 15. Siamo il 15.
ME: ...due settimane.
LAURA: ...questo mi fa ricordare che in questo periodo L'Uomo Orso (il nostro precedente coinquilino) fa l'anniversario con la sua morosa. Da quant'è che stanno insieme?
ME: Boh... mi sembra dicesse sei, sette anni...
LAURA: Si si, hai ragione. Sette anni.
ME: Cavoli.
(...)
INGEGNERE: Adesso che ci penso dovrebbe esserci una ricorrenza anche per me in questi giorni... una ricorrenza...
ME: Che, c'hai la morosa pure tu e noi non si sapeva niente?
INGEGNERE: Ma no Giuli, che dici... un... boh, qualcosa. Solo che non ricordo bene in questo momento... oh, mi sfugge.
LAURA: ...Un impegno che t'eri preso? Un compleanno di un tuo amico?
INGEGNERE: No, non mi sembra
ME: ...devi programmare qualcosa? O... boh, l'anniversario di matrimonio dei tuoi?
INGEGNERE: No, neanche.
(...)
INGEGNERE: (!)
ME: ...quindi?
(...)
INGEGNERE: Oh, m'è tornato in mente! L'anniversario del mio motorino... la settimana prossima mi scade la polizza!
*sguardo torvo delle commensali*
(...)
INGEGNERE: ...Beh, che c'è? Dovrò pure fargli gli auguri.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 22:29
sabato, 19 maggio 2007

UN POSTO PITTORESCO

Otto mesi che ho acquisito domicilio bolognese, e non mi sono accorta di avere sulle spalle un'orribile colpa. Tale sacrilegio corrisponderebbe al fatto che nel corso di quasi tre stagioni solari io abbia bellamente ignorato l'esistenza del Parco bolognese per definizione, i Giardini Margherita, ettari di terreno brulicante di esseri più o meno in fase universitaria ai piedi dei colli. Che poi lo sapevo che esistevano, avevo immagazzinato l'informazione di "esistenza di Giardini Margherita" in un angolo della mente e lasciata fluttuare lì. Solo, non c'ero mai stata.
Quando i miei cosmpoliti compagni di corso venivano a sapere che io non avevo mai messo piede in questo posto, perlopiù si scandalizzavano.
(Non ci sei mai stata?)
(Come... prato, verde, tante persone?)
(Campi da basket, alberi, fresco, un sacco di ombra?)
Qualche settimana fa il mio amico Bolognese-Di-Bologna decise di portare a conclusione i miei peccati passando da casa mia, infilandomi nel filobus 33 e facendo terminare la nostra permanenza nei mezzi pubblici bolognesi cinque fermate prima del previsto. Non per un motivo fondato, ma perchè pur essendo Bolognese-Di-Bologna, l'amico di cui sopra ha notoriamente un senso dell'orientamento della minchia.
Ciò causò in me una palpabile irritazione dal momento che camminavo con i piedi immersi nelle All Star comprate a metà prezzo il giorno prima, le quali dolevano alquanto dalle parti del calcagno sinistro.
Abbiamo fatto quei due chilometri di strada extra mentre il Bolognese-Di-Bologna cercava di coprire le mie plateali constatazioni sulla sua abilità di muoversi nella sua città parlando ininiterrottamente.
"No, ma sai... ne vale la pena, ti sto portando in un posto bellissimo. Tutti questi prati, tutte queste persone che vanno lì a riposarsi, a prendere il sole, a cazzeggiare... che ci andavo sempre da piccolino e la mamma mi portava a saltare sugli elastici, una figata... Poi il sole, le strade dove ci puoi andare con i pattini, una meraviglia ti dico. Veramente, da passarci giornate intere... cioè, magari giornate intere no perchè quando venivo la sera con la mia ragazza ho incontrato sei rapinatori, due spacciatori e un maniaco e allora non ci son più venuto, ma era per dire... in senso metaforico, in senso figurato. Cioè. Ma poi, vogliamo parlare della vegetazione, della...Oh. Siamo arrivati"
Così in punta di piedi siamo entrati in questo luogo fatato facendoci largo tra bambini in bici e coppie di pomicianti di età disparate.
Mi sono guardata attorno, constatando che effettivamente c'erano un sacco di alberi.
E un bel sole, e una brezza piacevole.
Un piacere passeggiarci.
E poi, mentre mi facevo pervadere dall'atmosfera bucolica, è apparso al mio sguardo un laghetto.
"Oh, guarda, un laghetto!", faccio tutta contenta.
"Hai visto? Te l'ho detto che era pittoresco"
"Si, è vero"
(...)
"Si, è proprio bello. Certo... vabbè, l'acqua è abbastanza putrida, però comunque fa il suo effetto. Ci sono un sacco di piume che galleggiano sulla mucillagine... e quei così lì cosa sono?"
"Dove? Ah, lì... animali"
"Oh"
(...)
"...Che animali?"
"Delle tartarughe"
"Le tartarughe? Belle!"
"Però vedo delle piume... ci dev'essere anche una paperetta"
"..."
"..."
"..."
"Oh, ecco. Ora vedo meglio... sono delle tartarughe d'acqua che mangiano dei resti di un'anatra morta in decomposizione organica"
"..."
"...Cioè... in fondo è natura. Voglio dire, sempre una cosa poetica."

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categoria : bolognesità, amenità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:14
sabato, 12 maggio 2007

LO SPUNTINO DI MEZZANOTTE (ANZI DELLE DUE E TRE QUARTI)

Nell'attesa di incappare in quel che si può definire "uno straccio di fidanzato", la blogger si sta occupando molto di analizzare la psiche maschile in modo che nel caso mi faccio trovare anche preparata.
(Perchè nell'ambito di conoscenze della blogger rientra anche un Ecs Fidanzato, ma il soggetto in questione si discosta talmente da ogni stereotipo di psiche maschile e di psiche in genere che la blogger ha deciso che non rientra tra le statistiche).
Comunque. La blogger per incrementare il suo studio sulla psiche maschile si avvale anche di situazioni comuni e in linea con la routine, alcune delle quali sono riportate su questo blog.
Per il momento, in linea con i precedenti post, si è giunti a tre importanti conclusioni:
1) Gli uomini talvolta soffrono di incontinenza
2) Gli uomini sferrano ilari attacchi di senso dell'umorismo senza preoccuparsi delle eventuali conseguenze
3) Gli uomini hanno uno stomaco di criptonite
A quest'ultima brillante asserzione sono arrivata nella notte tra mercoledì e giovedì.

Insomma, si era usciti a bere qualcosa con un selezionato gruppo di compagni di corso, e prima di tornare a casa verso le due e mezza due e tre quarti a qualcuno venne la brillante idea di passare dal fornaio di via Saffi per uno spuntino notturno.
Entriamo dal fornaio gremito di gente uno alla volta, e facciamo le nostre ordinazioni.
ALLEGRA DONZELLA: Salve... uh... me la darebbe una brioche alla marmellata?
ALLEGRA DONZELLA/2: Io invece una sfogliatella al cioccolato. Ce l'ha la sfogliatella al cioccolato?
ME (ALLEGRA DONZELLA 3): Io vorrei in cannolo di pasta morbida alla crema.
FORNAIA: Certo signorine, ecco qui. E lei ragazzo, cosa desidera.
VERO UOMO: Mah... non so. Mi è venuta fame.
FORNAIA: (...)
VERO UOMO: Tre fette di pizza con i ciccioli. Se me le condisce con olio piccante.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:55
venerdì, 20 aprile 2007

L'INCONTRO CON LA STAR

L'Incontro è avvenuto in un momento peculiare del mio pomeriggio esattamente cinquantacinque ore fa. Mi trovavo in un ombroso e defilato vicolo di Bologna, tra un bar e un bidone della spazzatura con al mia amica Serena, la quale sfiorava la morte per soffocamento dopo aver ingerito un frammento di cannuccia.
Insomma, ero lì che la osservavo mentre tossiva e assumeva una sfumatura porpora, quando lei all'improvviso si blocca.
-Giuli...
-...Stai morendo e vuoi che ti colpisca violentemente sulla schiena?
-Non ti voltare.
-...?
-Tu non immagini che c'è dietro di te.
-...Bidone raccolta rifiuti secchi?
-Si, a parte quello. Più dietro. Davanti la trattoria.
-...?
-Riccardo Scamarcio che fuma una sigaretta.
-...
-(!)
-...Hai avuto un deficit di ossigeno all'emisfero sinistro?
-No, guarda che è lui veramente... l'ho riconosciuto dai ray-ban. Ce li aveva anche nella foto sull'ultimo numero di "Chi". E adesso che facciamo?

Ora, vorrei chiarire due o tre cose.
Innanzitutto, sono contraria alle ragazzette urlanti che si appendono i poster in camera di uno solo perchè è figo. (Cioè, anch'io ho il poster di Johnny Depp, ma Johnny non è solo figo. Johnny è un'entità superiore astratta e intoccabile).
Poi.
Sono contraria anche alle foto col cellulare, nonchè alla frase "Io e te... tre metri sopra il cielo". E preciserei inoltre che anche se il mio stato civile non fosse di sicura zitellaggine, non mi verrebbe mai e poi mai in mente di appendere un lucchetto ad un palo e buttare la chiave nel Tevere.
Però.
A me i ragazzi ricciolini e con gli occhi verdi sono sempre piaciuti. Vabbè, gente... anche l'occhio vuole la sua parte, no?

Sin dall'inizio apparve chiara l'intenzione di Serena di confondersi con la colonna del portico e di avviare un'intensa e immobile attività di spionaggio. A mio parere però, la cosa sembrava poco produttiva.
Perchè insomma, lui era lì solo soletto e rilassato, e anche se non siamo delle quattordicenni in crisi ormonale avremmo potuto ritagliarci un momentuccio uccio da narrare in modo enfatico alle nostre compagne di corso il giorno successivo. No?
Dopo discussione rapida ma dai toni accesi, decidemmo che potevamo anche osare avvicinarci e rivolgergli la parola. E che essendo stata mia l'iniziativa, avrei dovuto farlo io.

La star siede all'entrata della fattoria fumando l'ultima parte della sigaretta. Fa per alzarsi.
Lento avvicinamento
(*Rullo di tamburi*)

ME: ...senti.
LA STAR: ...si?
ME: Ciao.
LA STAR: ...'ao.
ME: ...
LA STAR: ...?
ME: Lo so che io abito qui e tu no, però sai mica dove si trova il cinema X? No, perchè devo trovarmici dopo con un mio amico per vedere l'anteprima del tuo film, e non ho mica capito dov'è.

Ma è risaputo che un giorno diventerò una giornalista molto ricca e famosa, e allora lui mi telefonerà pregando di andarlo a intervistare per promuovere i suoi film.








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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 16:03
venerdì, 06 aprile 2007

PRIMO APPROCCIO

La blogger iniziò a rendersi conto di cosa vuol dire essere La Più Piccola solo in seguito al suo trasferimento nell'Appartamento Per Studenti, dove, come già noto, i Coinquilini per ammazzare il tempo facevano valere quei sette anni di vita in più e la maggiore forza fisica tendendole agguati e facendosi gioco di lei.
La blogger si abituò in fretta, imparando a difendersi verbalmente, ad adottare furbe strategie e qualora queste non funzionassero, a scalciare e a scagliare oggetti contundenti.
(Una volta per vendicarsi del fatto che il suo peluche preferito era stato nascosto dentro il forno, intrufolò il timer della cucina nella borsa dell'Ingegnere Elettronico facendolo suonare in piena notte. Passi tutto, ma i peluche della blogger sono delle reliquie sacre cui va dovuto il massimo rispetto).

La blogger, di cui è ben conosciuto lo stato di zitella, aveva addocchiato già da un po' un ragazzo che frequentava il di lei corso di laurea, carino, alto e biondo scuro il quale risultava stare particolarmente bene con un maglione a righe colorate. L'Uomo Col Maglione A Righe soleva sedere sempre nell'ultima fila a sinistra durante le lezioni. La blogger purtroppo prediligeva un altra posizione, un po' meno defilata e dall'altra parte dell'aula, dove si posizionavano i di lei amici che dividevano con ella bevande delle macchinette e quotidiani da sfogliare durante le più noiose lezioni di sociologia.
Lei non osava mai sedersi in un posto diverso perchè gli amici erano abitudinari, e lei non voleva insospettirli e suscitare domande.
Accadde però che un giorno che pioveva in una maniera allucinante, alla lezione non si presentò nessuno degli amici di cui sopra, che preferirono stare a casa a mangiare olive e guardare Dragon Ball.
Così, astutamente, la blogger decise di arrischiare una mossa azzardata e di sedersi nella penultima fila a sinistra, proprio davanti al banco dell'Uomo Con Il Maglione A Righe (il quale, come fu scoperto dopo affannose ricerche, si rivelò chiamarsi Federico). Lui si presentò puntuale alle 11.05, con il suo delizioso Maglione A Righe e il suo libro di sociologia. E si sedette nel suo solito posto, dietro a quello in cui la blogger si era strategicamente posizionata.
A metà della lezione, la blogger sentì qualcuno che attirava la sua attenzione battendole una mano sulla spalla.
BLOGGER (voltandosi piano): ...?
UOMO COL MAGLIONE A RIGHE: Scusa...
BLOGGER (a corto di voce): ...si?
U.C.M.R: Volevo dirti una cosa.
BLOGGER (attonita): ...si, dimmi.
U.C.M.R: ...
BLOGGER: ...
U.C.M.R.: ...ti sei accorta che hai delle mollette attaccate sul cappuccio?

Dopo la lezione, la blogger fece irruzione nella camera dei Coinquilini indubbiamente colpevoli, e si adoperò per fare una strage munita di cucchiaio di legno e coltello per il pane.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:53
domenica, 28 gennaio 2007

LASSU' QUALCUNO CI AMA

Antefatto: Dopo il mio trasferimento in quel di Bologna divenni nota presso una buona parte della cittadinanza come "maestrina rompicoglioni" per la mia spiacevole abitudine di correggere gli errori grammaticali e sintattici commessi dai miei interlocutori durante la conversazione con la sottoscritta. Inizialmente questa cosa suscitava al prossimo una modesta irritazione, poi gli amici si sono rassegnati ed hanno deciso di utilizzare la tattica del "se non la puoi battere unisciti a lei" utilizzandomi di frequente come correttrice di bozze.
Qualche giorno fa, il fratello gemello di una mia amica generalmente noto per non essere proprio un asso dell'italiano scritto, mi telefonò chiedendomi aiuto per la sua tesina di sociologia.


ME: Vedi, ecco... l'espressione "di per sè" si scrive separando i tre monosillabi, e non tutto attaccato... e poi "cioè" va con l'accento, ricordatelo.
GEMELLO (avvilendosi): (...)
ME: ...Ecco, poi: quando scrivi a computer dopo le virgole ci va uno spazio, e dopo i punti la maiuscola...
GEMELLO (sempre più avvilito): (...)
ME: ... e poi... AH! COSA VEDO! "Sarà" coniugato al futuro? Ma non vedi che qua ci va un CONGIUNTIVO?!
GEMELLO (disperato): *Basta*
ME: Eh, lo so, ma cosa ci vuoi fare? Dobbiamo renderla leggibile questa tesina, sennò non c'è speranza di passare l'esame... io faccio il possibile, capisci?
GEMELLO: Lo so che fai il possibile, ma... come faccio? Come posso imparare a scrivere bene?
ME: ...sinceramente?
GEMELLO: ...eh.
ME: Hm, non so... forse dovresti votarti a qualche santo.

*DLIN DLON*

ME: ...?
GEMELLO: ... hanno suonato, 'spettami che apro.

*Uno sconosciuto vestito di bianco fa il suo ingresso nel corridoio*

SCONOSCIUTO: Salve, sono il parroco. Venivo a benedire questa casa.

Che non si dica che lassù con ci ascoltano.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:42
domenica, 14 gennaio 2007

LA DONNA FRAGILE  

Si capisce subito quando una studentessa è in periodo d'esami. C'è una scena, inequivocabile e inconfondibile, che permette al mondo di comprendere che la Matricola attraversa una fase di stress universitario da Valutazione Imminente.
Sarebbe la seguente:

Mattina, ore 7.45. In autobus. La Matricola si avvicina all'ultimo posto libero della vettura. Sta per sedervisi, sta per posare le natiche sulla superfice del sedile che costituisce l'ultimo posto libero della vettura quando le si affianca una vecchietta. Avrà circa ottant'anni, e vestita con una giacca di panno lenci rischia di sfracellarsi al suolo sotto il peso delle borse della spesa ad ogni minimo scossone. Le due si guardano. Negli occhi della vecchia passa un lampo di speranza misto a pietà, lei si fa ancora più piccola. Con uno sforzo visibile, la vecchia posa la mano sulla spalla di Matricola.
-Signorina...
- ...?
-Sa...
-...?
-...le stavo per chiedere il posto, ma lei ha un faccino così sciupato che è meglio che resti lì. Dorme poco la notte, per caso? Dovrebbe mangiare di più, la vedo così magrolina... Ah, ai miei tempi le cose non stavano così, i giovani d'oggi sono così fragili. Glielo dico, ragazza, se continua a deperire lei non arriverà mai ad 82 anni nelle mie condizioni, davvero.

Che dire? E' una cosa frustrante.  

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categoria : vita vissuta eh, trasferte, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 19:05
domenica, 17 dicembre 2006

SOTTO A CHI TOCCA

Cercare un coinquilino nuovo, per molti aspetti non è troppo diverso che cercare un cane.
Appreso della prossima dipartita dall’appartamento bolognese dell’Uomo-Orso, in seguito al suo completamento del corso di studi, ci stiamo mobilitando per rimpiazzarlo.
Dopo una rapida discussione, s’è stabilito che agli ingegneri va bene chiunque purchè paghi l’affitto e non ci faccia arrestare, e che quindi era la parte femminile della casa ad avere la carta bianca in merito.
Così io e Laura, la di me compagna di stanza ci mettiamo a stabilire dei criteri precisi.
-Senti, Giulia…. Io direi che dovremmo dire una per volta le caratteristiche che deve possedere, e poi in base a questo scrivere un annuncio.
-Ok, dai. Va bene. Comincia tu.
–Non deve fumare, visto che in casa non fuma nessuno.
–Poi dev’essere studente, così non succede come quando l’Uomo-Orso è andato in Erasmus e vi volevano piazzare qui il cameriere sardo che lavora di notte.
-Giusto. Poi magari è meglio se fa la settimana corta come tutti noi, per via delle bollette salate.
-E deve pulire la cucina.
-Si, ma questo come lo mettiamo nell’annuncio?
–Con una metafora.
-Ah, si.
-(…)
-(…)
-E poi ci deve piacere il mio albero di Natale che ho messo in salotto. Lo sai, l’altro giorno l’Uomo-Orso mi ha impiccato il mio bellissimo Babbo Natale di Peluche alla finestra col laccio dell’accppatoio?
-Il laccio dell’accappatoio? Quello che non viene lavato dal marzo 2001?
-Si, quello dove ci crescono le alghe!
-Ma pensa.
-Porello, è rimasto traumatizzato, piccolo Babbo Natale.
-…ah, e poi deve non dare fuoco alle padelle quando usa l’olio scaduto nel 2004 rubato alla mensa di ingegneria.
-Sono d’accordo. E deve essere in grado di riparare le ante dell’armadio.
-Mi sembra giusto. E…

Insomma, siamo andate avanti per un po’. Ora, se dovessimo redigere un annuncio con tutte le caratteristiche da noi elencate, dovrebbe venire più o meno così:
Affittasi posto letto zona Lame a studente (però preferibilmente ingegnere perché in casa è tradizione) non fumatore, settimana corta, amante degli alberi di Natale e che con una metafora non lasci le pentole unte a decomporre sul fornello per settimane, riparatore provetto di armadi anche senza l’utilizzo dello stucco, che cucini le salsicce con patate arrosto per tutti quanti ma con poco peperoncino, preparatore di camomille, abile con i massaggi alla zona cervicale, il cui colore preferito sia il rosa-fucsia, nato prima del 22 ottobre 1987 perché un’inquilina ci tiene a conservare il ruolo di più piccola, amante degli occhi finti e che non desideri usare frequentemente il telefono in quanto il medesimo risulta essere occupato per la maggior parte del tempo.
Telefonare xxx.

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categoria : trasferte, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:51
sabato, 04 novembre 2006

DIPLOMAZIA AUTO-CONSERVATIVA

Lo studente fuorisede è per sua natura un diplomatico. Egli sin dagli albori della sua vita universitaria impara ad armonizzare, minimizzare, alterare i resoconti degli eventi della sua vita con il nobile intento di rendere più pacifica non solo la sua esistenza, ma soprattutto quella delle persone con cui è a più stretto contatto.
Ed è risaputo che le persone che più necessitano di quest’opera di tranquillizzazione ed auspicano il raggiungimento della serenità più completa sono i genitori del fuorisede medesimo.
Lo studente è perfettamente consapevole di questo, e nel corso delle settimane ha migliorato le due attitudini diplomatiche, che esercita ogni sera al momento della telefonata del genitore di cui sopra (solitamente, come è stato scientificamente dimostrato, il genitore in questione tende ad essere un genitore di sesso femminile).
Le fondamenta della diplomazia studentesca sono costituite dal linguaggio utilizzato dal ragazzo/a medesimo, un linguaggio che segue regole precise e si basa su tre caratteristiche fondamentali:

  • Sistesi
  • Convinzione
  • Rassicurazione

Per rendere più comprensibile la spiegazione, esporremo qui di seguito degli esempi chiarificatori, perché come è noto la pratica spesso è molto più comprensibile della teoria.

Domanda Genitoriale: Cosa stai facendo?
Risposta diplomatica: Sto andando a lezione di sociologia, mamma.
Significato reale: Ho deciso di saltare le prime due ore di lezione per andare con Serena in un negozio di via Indipendenza, dal momento che da circa due settimane Serena esordisce all’inizio di ogni conversazione dicendo "Oh, ragazzi, appena abbiamo un ora di buco vi porto da Zara… non sapete che figo è il commesso del piano terra, ve lo devo assolutamente mostrare!"


Domanda Genitoriale: Tenete pulita la casa?
Risposta diplomatica: Certo. Domani mattina approfitterò di un’ora di pausa per passare il mocio in salotto.
Significato reale: Nel corso degli ultimi giorni si è formato nel pavimento del corridoio uno strato di polvere che arriva circa a metà polpaccio. Il tavolo non viene lucidato da una settimana, il gas da tre mesi, i piatti sporchi sono entrati in depressione per cui in preda allo sconforto, onde evitare la decomposizione organica, hanno deciso di lavarsi da soli. La biancheria sporca in un angolo della stanza ha cominciato a germogliare… ma tranquilla, non dà fastidio.

Domanda Genitoriale: Quando torni?
Risposta diplomatica: Venerdì… scusami, ma prima proprio non ce la faccio, ho una settimana molto impegnativa perché tra dieci giorni c’è l’esame.
Significato: Il più tardi possibile. In realtà le lezioni sono sospese fino al 20, ma non è il caso che tu lo sappia.

Domanda Genitoriale: Stai mangiando cose sane? Non è che mi torni qui obesa o deperita?
Risposta diplomatica: Si. A pranzo, dopo le lezioni torno a casa e mi faccio la pasta, e la sera mangio il minestrone con Laura che a cena preferisce evitare i carboidrati.
Significato: Sono tre settimane che mi nutro di patatine surgelate, wurstel crudi, sofficini e pancetta a cubetti perché non c’ho mai voglia di mettere a bollire l’acqua. Per evitare che il mio fegato cambi colore nei prossimi due mesi, ogni sera mi raccomando l’anima ad un santo diverso.

Come vedete, sintesi, rassicurazione e convizione permettono l’esercizio di un atteggiamento diplomatico perfetto, raggiungendo lo scopo di una vita interiore più armoniosa.
Se il mondo fosse popolato esclusivamente da studenti fuorisede, si risparmierebbero un sacco di soldi in psicanalisi.

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categoria : varie&eventuali, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:13
sabato, 28 ottobre 2006

LA CASA.

Comunque, tra una cosa e l’altra, è ormai un mese che vivo regolarmente a Bologna. E facendo un rapido bilancio, giungo alla conclusione di poter catalogare la mia idea di trasferirmi nel capoluogo emiliano "una delle idee migliori che mi siano mai venute, cioè…assolutamente!", come ho detto l’altra sera a uno dei miei coinqulini.
E, a proposito di coinquilini, mi sembra giunto il momento di narrare brevemente parte delle loro gesta.
Cominciamo con:

La Bianconiglia. Trattasi di Laura, la mia compagna di stanza. Laureatasi a tempo di Record in giurisprudenza col massimo dei voti, passa le sue giornate a vagare da una parte all’altra della città in perenne, inesorabile ritardo. Il fatto è che lei ce la mette proprio tutta per rispettare gli appuntamenti, ma ha sempre un sacco di robe da fare. Accade così che nel sonno sia protagonista di veri e propri monologhi notturni e che scatti a sedere sul letto alle cinque del mattino dicendo "è tardi, è tardi!".
(immaginatevi tra me che mi attacco alla corrente nel sonnambulismo e lei che nel mezzo della notte mi chiede che ore sono quale meravigliosa accoppiata siamo).
Si nutre solo di cetrioli e pomodori e nel (poco) tempo libero guarda la TV. Si è convinta di essere la telespettatrice media, e inspiegabilmente tutti i programmi che lei non guarda falliscono e vengono sospesi entro due settimane.
Quindi, se eravate accaniti fan di "O.C.", "Wild West" o "Reality Circus", sapete con chi dovete prendervela.

L'Uomo-Orso. Interessante esemplare di ingegnere meccanico, Gabriele ha la peculiare caratteristica di indurre la gente, a qualunque ora del giorno, a credere che si sia appena svegliato. Di molte poche parole, è anche detto "l’apparizione" perché, quando non è fuori, passa tutto il suo tempo in camera e riappare sbadigliando in pantaloncini e maglietta da calcetto soltanto per l’ora di cena. Si nutre esclusivamente di cordon-bleu, piadine con la mortadella e pizza surgelata presa al discount (un capolavoro di economia domestica).
La sua presenza viene tradita da interessanti gorgoglii, risate fragorose e suoni gutturali provenienti dalla sua camera emessi mentre sta guardando la TV (di solito durante gli stacchetti delle veline o quando in un film due vanno a letto insieme).

L'Uomo Dei Cibi Precotti. Nessuno può sapere quando arrivi e quando parta, ma quando c’è lui il frigo non è più lo stesso. Vitelli tonnati, polpette coi piselli, lasagne fatte in casa tutto rigorosamente preparato dalla su’mamma. In realtà qualcuno dice di averlo visto cucinare, ma questa voce è stata inserita tra le leggende mitologiche tipo quella di Icaro o quella di Romolo e Remo.
Vestito in Jeans e camicia sino alle ore più inoltrate della notte, è l’unica persona di sesso maschile a riuscire a reggere un confronto con la qui presente quanto a pettegolezzi e aneddotica varia. In effetti, se fossi un uomo e mi fossi iscritta a ingegneria, probabilmente sarei esattamente come lui.
I suoi cinque anni di studi in ingegneria elettronica vengono di molto valorizzati dai coinquilini che tendono a sfruttarlo ignobilmente chiedendogli di fare cose che necessitano di grande pratica e perizia tecnica del tipo: cambiare le lampadine, regolare la sveglia, risistemare le prese di corrente dopo che la sottoscritta ci si attacca nel cuore della notte, pagare la bolletta dell’Enel.

Zeus-La Matricola In Rosa (che poi sarei io). Dopo l’episodio della corrente, la new entry della casa dovette accettare di buon grado il soprannome di "Zeus" messogli dall’Uomo Dei Cibi Precotti. Consapevole del divario anagrafico con i suoi coinquilini (che hanno 7 anni più di lei), la Matricola In Rosa è decisa a non adattarsi al ruolo di mascotte, e fa il suo ingresso trionfale in casa decidendo di far notare la sua presenza con un’innumerevole quantità di oggetti rosa sparsi in giro per la casa. Tra questi si contano: l’Enorme Cuscino Rosa Morbidoso di Hello Kitty regalatole da Zia per il suo compleanno, la sveglia coordinata, un poncho di lana rosa shocking che lei è solita mettere al posto del plaid la sera, il pigiama rosa con le giraffe, diversi peluche.
Dopo un primo momento di scetticismo, i coinquilini accettano di buon grado la suo presenza, e la sveglia rosa viene posta sopra il televisore al posto di quella digitale demolita involontariamente dalla Matricola la sera precedente, incuranti dei mugugni dell’Uomo Orso.
La Matricola In Rosa ora viene considerata dai più una sorta di sorella minore, e ciò venne ufficializzato dalla Bianconiglia con la dichiarazione "Vabbè, vorrà dire che ti aiuterò a scegliere tutti i potenziali fidanzati che negli anni prossimi ti porterai a casa".

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