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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 18:46
martedì, 01 gennaio 2008

COUNTDOWN

Il Capodanno trascorso in quel di Bologna, con amici veneti giunti laggiù approfittando dell'ospitalità a scrocco. Un'esperienza inedita, la piazza gremita di gente e una DJ con evidenti problemi di dipendenza da alcool e dai più comuni tipi di droga a scaldare la folla.

"SU LE MANI BOLOGNAAAAAAAA! SIIIIIIIIII, SIIIIII, SIIIIIIIII!"

(Diverse migliaia di persone ammutoliscono, in vistoso imbarazzo per la signorina)

"E' UNA SERATA FANTASTICA, VI VOGLIO BENE, GRAZIE BOLOGNAAAAAAA! MA NOI NON SIAMO EGOISTI, VOGLIAMO BENE A TUTTI! QUINDI GRAZIE ROMAAAAAA! GRAZIE MILANOOOOO, GRAZIE FIRENZEEEEEEEE, GRAZIE NAPOLIIIIIIII!


(Ma vogliamo lasciar furori gli altri paesi, chessò: Poggibonsi, Maerne di Martellago, le Isole Tremiti?)

"BOLOGNA CI SIAMO QUASIIIIIII: MANCANO SOLO...
...82 MINUTI ALL'ANNO 2008! PREPARATE LO CHAMPAGNEEEE!


(Ma certo, lo tengo in fresco).


Se qualcuno conosce questa donna-genio, me lo fa sapere che voglio offrirle da bere?
Ah, chiaramente auguri sparsi a tutti i passanti.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 00:36
sabato, 22 dicembre 2007

LA DAMA

Comunque, the man of the year della facoltà di Scienze della Comunicazione di bologna è senz'altro l'assistente gay della professoressa di semiotica II, un mito, una leggenda.
Come d'abitudine, riporto un estratto dell'ultima lezione.

Assistente: Perchè ragazzi, bisogna considerare nello studio della semiotica delle passioni che queste cambiano di periodo in periodo, proprio come le mode. Ad esempio, nell'Ottocento andava per la maggiore di descrivere le eroine dei romanzi come dolci, fragili fanciulle del tutto impreparate ad affrontare gli sconvolgimenti emotivi. E' tipica la scena in cui la donzella, di fronte alla minima emozione, sviene teatralmente aggrappandosi alle tende... adesso, di questi tempi, non succede più.
Sala: (...)
Assistente:
Beh, eccetto che a me, ovviamente. Io quando mi agito svengo sempre teatralmente aggrappandomi alle tende... Ne ho già dovute cambiare tre dall'inizio dell'anno.

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categoria : gente strana, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:11
domenica, 25 novembre 2007

RASSEGNA STAMPA

18.30 di giorno piovoso. La sottoscritta giace svaccata sul divano e munita di coperta a leggere una rivista. Fa il suo ingresso nella stanza il Coinquilino, di ritorno dai laboratori della facoltà di ingegneria.

COINQUILINO: Oh, Giulia, sei già tornata!
ME: Si, ho saltato le lezioni del pomeriggio.
C.: Hai letto l'articolo di giornale?
ME: ...?
C: L'hai letto?
ME: ...quale articolo di giornale?
C: Oh, l'articolo sull'università che c'è sul city. Ti ho lasciato il quotidiano in bagno.
(...)
ME: ...Capisci da solo che ciò che hai detto non ha senso, o ti devo spiegare il motivo?
C.: No... cioè, mentre stavo leggendo il giornale in bagno ho pensato che una pagina avrebbe potuto interessarti e l'ho lasciato piegato sopra il bidè. Magari potevi averlo visto.

...Dio mio.

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categoria : gente strana, bolognesità, amenità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:57
venerdì, 02 novembre 2007

TRASFORMAZIONE

Non mi va di seccare i passanti spiegando nel dettaglio perchè questo si possa definire esattamente "un periodo un po' di merda", però è così. Dopotutto, tedio già abbastanza tutte le persone che si dichiarano disposte ad ascoltarmi, e non mi va mica di farlo anche con voi.
Comunque sia, l'unico motivo per cui sembra valere la pena di alzarsi la mattina sono le lezioni di semiotica 2.
Si, riconosco che detta così è una cosa molto triste, però non posso farci nulla, mi diverto un sacco.
Quella di mercoledì, in particolare, si è rivelata piuttosto interessante.
Stavamo parlando delle trasformazioni subite dalle figure attoriali nel corso dei racconti, e per esemplificare la cosa, nel tentativo di catturare la nostra attenzione la professoressa pensò bene di farci leggere un passaggio tratto da "Harry Potter e il calice di fuoco", con visione della corrispondente scena tratta dal film.

PROFESSORESSA: Insomma, per chi non avesse mai visto questo film, la scena che ora andremo a vedere è quella in cui viene rappresentata la trasformazione di Lord Voldemort
(*mormorii tra la folla*)
PROFESSORESSA: ...Lord Voldemort che, come tutti sanno, ricopre la figura dell'antagonista, dell'oppositore, dell'Anti-Soggetto. Insomma, accade che in seguito ad una maledizione, Lord Voldemort sia stato ridotto ad un mostriciattolo con sembianze quasi fetali, e alla fine del quarto capitolo della saga egli riesca con l'aiuto dei suoi seguaci a riprendere sembianze umane.
(*mormorii tra la folla*)
PROFESSORESSA: La trasformazione avviene all'interno di un calderone dove è stata preparata una sorta di pozione, e dove Voldemort-Feto viene immerso. Vedremo questo processo di cambiamento in cui Voldemort-uomo esce dal calderone riprendendo le sue fattezze con una serie di movimenti molto fluidi, molto... carini.
Per esempio, il mio assistente si dice sicuro che diventerà un'icona gay.
(*bisbigli*)
PROFESSORESSA: ...Lord Voldemort, ma probabilmente anche il mio assistente.


(Dite che dovrei cercare di recuperare una vita mia?)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 19:56
venerdì, 19 ottobre 2007

ANIME GEMELLE

E arriva il momento in cui la tua migliore amica ti annuncia ufficialmente di essersi fidanzata. Per farlo sceglie il momento in cui siete in macchina e tu stai guidando (a suo rischio e pericolo, considerando le mie notorie abilità di guida).

AMICA: Sai...
ME: Hmm.
AMICA: Ecco...
ME: Hmm.
AMICA: Mi sono fidanzata.

*leggera frenata*

ME: ... nel senso?

AMICA: Hai presente il mio compagno di corso, quello che è venuto con noi a Gardaland? Quello che ti ha costretto a forza a salire sul Blue Tornado dicendoti che sennò eri un'asociale? Quello che ci ha ricaccompagnato in macchina e ha sbagliato uscita dell'autostrada, e...
ME: Si. Presente.
AMICA: Beh, ieri sono andata da lui e... ci siamo messi insieme.
ME: Bene.
AMICA: Già.
ME: Mi fa piacere, sul serio. Auguri.
AMICA: Già. Grazie.
ME: (...)
AMICA: (...)
ME: Ma lui com'è?
AMICA: Come, "com'è?"? In che senso?
ME: Come ti ci trovi, perchè ti piace, cose così...
AMICA: Beh...
ME: (...)
AMICA: ...E' il mio tipo.
ME: Beh, si, in effetti era carino. Aveva due occhi azzurri piuttosto interessanti e anche come fisico non ci si può lamentare. Anche se a dire la verità credevo che tu preferissi quelli con gli occhi scuri e...
AMICA: Non intendevo per l'aspetto.
ME: Ah.
AMICA: (...)
ME: ...Cosa intendevi allora?
AMICA: (...)
ME: (...)
AMICA: Ha una tavola periodica come sfondo del cellulare.

Dovrei riconsiderare le mie frequentazioni.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:08
sabato, 06 ottobre 2007

MA POI ALL'ESAME?

E' sempre straordinariamente interessante vedere che succede tra i componenti maschili del tuo corso di laurea quando scoprono che l'insegnante di semiotica II ha scritto un romanzo quasi-autobiografico che tratta delle sue passate avventure sessuali con un noto professore dell'università ai tempi in cui questi era un suo studente.
Solo che alle lezioni poi, si fatica a trovare posto. E' scomodo.

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categoria : gente strana, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:40
venerdì, 10 agosto 2007

LAUNDRY SERVICE

Stralcio della mia recente vacanza siciliana (vacanza siciliana nella città in cui risiede il mio cosiddetto Signor Ecs, con il quale finì ogni rapporto amoroso all'incirca un anno e mezzo fa, ma si è rimasti amici).
Pomeriggio, la qui presente giace su terrazza vista spiaggia a leggere un libro assorbendo la tranquillità dell'atmosfera circostante. Il mare luccica, il cielo azzurreggia, la spiaggia è deserta, le rondini svolazzano. Compare una figura sulla soglia.
- Giulia?
La sottoscritta posa il libro, appurando che la figura sulla soglia era precisamente il Signor Ecs.
- Oh, ciao.
- Che stai facendo qui?
- Nulla, leggevo. E proprio una bella giornata, luminosa, estiva... molto rilassante.
- Già.
(...)
- Beh, senti.
- Si?
- Ti devo fare una domanda.
- ...si.
- Cioè, più che altro è un favore che ti chiedo.
- ...si.
(*attimo di silenzio, il Signor Ecs rivolge lo sguardo all'orizzonte, attesa*)
(...)
- ...Non è che potresti venire un attimo in camera mia e lavarmi un CD con il sapone?
- ...hai detto, scusa?
- Si, ho un CD che si blocca forse è sporco, ho letto in un sito che se si lavano i CD con il sapone e non sono proprio rigati in maniera profonda poi funzionano di nuovo.
- (...)
- ...allora?
- Tu non sei capace?
- No, cioè, si... solo che tu sei più brava a detergere le cose. Hai detto che a Bologna lavi sempre i piatti a mano, mentre io nel monolocale a Milano ho la lavastoviglie.
- Oh.
- (...)
- ... vuoi che te lo lavi col Nelsen Piatti o preferisci il Mastro Lindo?

Non credo si possa dire che frequento gente banale e monotona.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:22
mercoledì, 25 luglio 2007

AFFITTASI

Nella mia ultima settimana di permanenza bolognese prima della Doverosa Interruzione, ha fatto incursione nell'appartamento la mia Amica Con Tacchi A Spillo Rosa Shocking Di Dolce & Gabbana. la quale necessitava della mia presenza per cercare una stanza a Rimini, che diverrà la sua città da fuorisede a partire da ottobre, quando inizieranno i corsi di Tecniche Del Costume E Della Moda (ovviamente.)
Così, trascurando in maniera invereconda la preparazione del mio esame di sociologia, l'ho seguita in quel della costa romagnola.
Dopo aver passato la mattina selezionando annunci, ci siamo fermate a mangiare qualcosa vicino alla spiaggia, dove l'Amica ha preteso di ricevere adeguata istruzione.
"Ma allora, Giulia... dimmi un po'. Cosa devo dire a questi tizi? Come mi devo comportare? Non sono pratica di queste situazioni, dimmi tu."
Ecco, vedi... dovresti... cercare di dare una buona impressione. Esponi in modo dettagliato chi sei e da dove vieni, simula di essere studiosa & responsabile, cose così..."
"..."
"Vedi, non tutti si sono iscritti all'università di Rimini esclusivamente per far festa."
"Ah. Oh, si. Forse hai ragione."

Due ore dopo, giunge il momento per l'Amica Con Tacchi A Spillo Rosa Shocking Di Dolce & Gabbana di mettere in pratica i miei insegnamenti. Abbiamo appuntamento per vedere una luminosa singola in ampio appartamento buona posizione. Suoniamo il campanello.
(...)
La porta si apre, e dietro ci sono due fighi pazzeschi. Del genere alto, moro, occhi scuri e abbronzatura naturale, l'Amica sbianca leggermente.
(*la vedo male*)
"Ciao," esordisce il più alto dei due, porgendo la mano. "Quindi tu sei...?"
"PORCA PUTTANA!"
"...come, prego?"
"...hmm. No. Niente. Piacere, Chiara."
I ragazzi ci accompagnano al piano di sopra, dove ci mostrano e ci descrivono con dovizia di particolari tutto l'appartamento. L'unico problema è che son quasi in parola con una che era venuta a visitarlo il giorno prima e sembrava interessata, ma se non confermasse o cambiasse idea la stanza andrebbe all'Amica. La quale esibisce un sorprendente autocontrollo, e fornisce risposte sensate alle domande dei due.  Almeno, i primi dieci minuti.
"Beh, ragazze, ora dovremmo andare via anche noi per via del lavoro, quindi mi sa che vi dobbiamo congedare. A proposito, Chiara, non te l'abbiamo chiesto prima... per quale motivo hai scelto di venire proprio a Rimini?"
(*non lo dire*)
"Beh..."
"..."
"Principalmente per ubriacarmi cinque sere su sette, darmi alla vodka, girare per locali in cerca di ragazzi e fare shopping sfrenato. E comunque, guardate che la tipa con cui siete in parola sicuramente non è interessata alla stanza ma a voi che siete due gran fighi, e sono sicura che è una tipa bassa e squallida che non riesce a rimorchiare e che vi trovereste mille volte meglio con me. Vi insegnerei a preparare un sacco di cocktail. Giulia... andiamo? Siamo in ritardo per il treno."

Bello vedere che le amiche ascoltano i tuoi consigli.

Mi ritiro in Sicilia per due settimane, buona permanenza a tutti.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:33
sabato, 09 giugno 2007

VALLETTOPOLI

L'altra sera ero uscita con alcuni miei compagni di corso dopo aver fatto per una settimana vita  monastica per prepararmi ad un paio di esami. Così il mio amico Bolognese-Di-Bologna vedendomi praticamente sulle soglie della crisi nervosa mi ha provvidenzialmente telefonato per dirmi se mi andava un aperitivo collettivo, e io senza pensarci su ho preso la mia borsetta e mi sono fiondata nel locale dell'appuntamento.
Lì c'erano quattro o cinque ragazzi del mio dipartimento, tra cui in particolare un tizio logorroico che conoscevo di vista e che ci stava palesemente provando con tutte le commensali vagamente carine che riusciva a trovare. E quando mi sono seduta, siccome aveva finito il giro con le altre, si è seduto vicino a me pensando che potevo rientrare nel target e ha iniziato la conversazione di rito. Come ti chiami-di dove sei-dove abiti a Bologna-quali esami hai dato-e così via.
Poi le domande di rito son finite e si è passati ad argomenti vagamente più aulici.

-Ma... tu perchè ti sei iscritta alla nostra facoltà? E' una scelta che hai fatto così, oppure volevi proprio?
-Non ho avuto il minimo dubbio. E' dalla terza liceo che ho deciso.
-Ah, però.
-...Tu?
-No, cazzo, anch'io ero abbastanza convinto.
-...
-Che immagino sai già cosa vorrai fare dopo, no?
-Beh, vorrei tentare con il giornalismo. Questa era l'idea. Tu?
-Ah, cazzo... io vorrei un casino fare la telecronaca delle partite in tv.
-...
-Cazzo, è proprio il mio sogno. Che adesso faccio le radiocronache del Bologna in una radio locale, però vorrei un casino la Tv. Sarei disposto a fare qualunque cosa, proprio qualunque.
-...qualunque?
-Cioè, cazzo, si... Tipo anche farmi Bruno Pizzul o cose così. Varrebbe la pena.

Abbiamo dimostrato che Vallettopoli esiste.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 23:14
venerdì, 25 maggio 2007

L'ANNIVERSARIO

Scene di vita familiare. Una tarda serata nell'appartamento bolognese davanti ad una ciotola di budino al cioccolato con la mia compagna di stanza Laura e il nostro coinquilino Ingegnere Di Fiducia.

LAURA: Oh, che ora s'è fatta ragazzi?
INGEGNERE: Mmm... l'una e mezza, più o meno
LAURA: Meglio che vado a dormire, che domattina alle nove devo essere in studio dall'avvocato. Tu Giuli, a che ora ti svegli?
ME: Hmmm... non tardissimo, dovrei mettermi a studiare. Sono giorni che non faccio come si sul dire un emerito, e ho l'esame tra... tra... che giorno siamo oggi?
LAURA: Il 15. Siamo il 15.
ME: ...due settimane.
LAURA: ...questo mi fa ricordare che in questo periodo L'Uomo Orso (il nostro precedente coinquilino) fa l'anniversario con la sua morosa. Da quant'è che stanno insieme?
ME: Boh... mi sembra dicesse sei, sette anni...
LAURA: Si si, hai ragione. Sette anni.
ME: Cavoli.
(...)
INGEGNERE: Adesso che ci penso dovrebbe esserci una ricorrenza anche per me in questi giorni... una ricorrenza...
ME: Che, c'hai la morosa pure tu e noi non si sapeva niente?
INGEGNERE: Ma no Giuli, che dici... un... boh, qualcosa. Solo che non ricordo bene in questo momento... oh, mi sfugge.
LAURA: ...Un impegno che t'eri preso? Un compleanno di un tuo amico?
INGEGNERE: No, non mi sembra
ME: ...devi programmare qualcosa? O... boh, l'anniversario di matrimonio dei tuoi?
INGEGNERE: No, neanche.
(...)
INGEGNERE: (!)
ME: ...quindi?
(...)
INGEGNERE: Oh, m'è tornato in mente! L'anniversario del mio motorino... la settimana prossima mi scade la polizza!
*sguardo torvo delle commensali*
(...)
INGEGNERE: ...Beh, che c'è? Dovrò pure fargli gli auguri.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:08
sabato, 05 maggio 2007

LA BUSSOLA

Allora. Diciamo che il senso dell'orientamento non è uno dei miei punti forti.
E dire che ci hanno provato in molti a cancellare la mia tendenza a perdermi. Che so... gli scout (esperienza tragica), i corsi di orienteering delle scuole medie, i miei compagni di vacanze, i miei coinquilini... niente. Vabbè.
Devo dire però che ultimamente ho fatto molti passi avanti in questo senso. E il merito si può dire che sia di mia madre.
Di recente la Genitrice ha preso un'abitudine curiosa, che sarebbe quella di sbucarti davanti all'improvviso e dire "Senti Giulia, 'scolta... Dov'è che è il nord?". Oppure "oh, mi stavo chiedendo... com'è che mi devo mettere per guardare verso Sud-Est?".
Inizialmente non ci ho fatto molto caso, che in fondo nemmeno mia madre è proprio una bussola. Poi però durante il precedente week-end ho iniziato a pormi degli interrogativi.
Si stava in un agriturismo dalle parti di Livorno per il week-end lungo del primo maggio, e io ero lì che dopo essermi rassegnata a un lunedì piovoso stavo leggendo un paio di capitoli del libro di sociologia.
Insomma, ero lì che sottolineavo con l'evidenziatore rosa quando mi si para davanti la mamma.

GENITRICE (col cellulare in mano): "Giulia, Senti... sai mica dov'è il Nord che qui mica mi oriento?"
ME (continuando a leggere e indicando col dito): oh... si, di là. Di là, mi sembra, ecco.
GENITRICE: Ah, bene. Grazie. (*se ne va*)
Due minuti dopo...
GENITRICE (col cellulare in mano): ...Giuli?
ME: (...?)
GENITRICE: E sud-ovest? Sapresti dov'è sud ovest?"
ME (*sospiro*): Di là, mamma. Vedi, da questa parte c'è il mare che è a Ovest, quindi il sud-ovest sarà di qua.
GENITRICE: Oh, vero. Grazie eh.
Altri due minuti dopo...
GENITRICE (col cellulare in mano): ...Giugiù?
ME: ...Eeeeeh?
GENITRICE: Nord-est?
ME: MAMMA, E' DI LA' IL NORD-EST! Se il sud-ovest è di qui il nord-est è dalla parte opposta, no?
GENITRICE. Ah, si. E' vero.
ME: Ma perchè, a che ti serve saperlo, scusa... vuoi tornare in Veneto a piedi?
GENITRICE: No. E' che Padova è a nord-est.
ME: ... e con ciò?
GENITRICE: Niente, devo mandare un messaggino a una mia amica di Padova. E' che magari se lo mando rivolgendomi nella direzione sbagliata poi non arriva.


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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:06
sabato, 10 marzo 2007

L'OCCHIO CHE TUTTO VEDE E TUTTO SA

La settimana scorsa la di me madre venne per la prima volta a Bologna ad accertarsi che non fossi diventata una pazza degenerata che sniffa colla, vive sotto i portici e si nutre di bucce di banana.
Devo dire che la città l'ha colpita molto: dopo quel week-end non è stata più la stessa.
L'enorme quantità di telecamere presente nelle vie bolognesi l'ha sconvolta, e ora pur nelle campagne venete si aggira circospetta evitando accuratamente di mettersi le mani nel naso per nel timore di essere ripresa a circuito chiuso.
Devo dire che la cosa ha provocato degli episodi piuttosto imbarazzanti.
Si stava iersera al ristorante io, la Genitrice, il Genitore e la Cicci a mangiarci tranquilli tranquilli la nostra porzione di bigoli al ragù d'anitra, quando la Genitrice all'improvviso inizia a guardarsi attorno freneticamente.
Questa è la scena che ne segue:

CICCI: ...Mamma?
GENITORE: Anna, che hai?
GENITRICE: ... Una telecamera!
GENITORE (perplesso): (...)
ME: ...'ove?
GENITRICE: Là. NO! NON GUARDATE!
CICCI: (...)
ME: ...e come si fa noi a capire dov'è se non si può guardare? Ne percepiamo le vibrazioni?
GENITRICE: No! Non ti girare! Se qualcuno ci sta guardando pensa che abbiamo qualcosa da nascondere!
CICCI: Si, infatti stavo proprio per rubare il contenitore vuoto degli stuzzicadenti.
GENITORE: Dai, Anna... sii ragionevole.
*Si avvicina al tavolo un cameriere*
CAMERIERE: I signori desiderano un secondo?
GENITRICE: ... ma è legale?
CAMERIERE (perplesso): ...desiderare un secondo? Dovrei chiedere, ma suppongo di si.
GENITRICE: No, non quello. Intendo la telecamera.
CAMERIERE: ...che telecamera?
GENITRICE: La telecamera. Tenere una telecamera qui, in sala.
CAMERIERE: ...Non capisco a cosa si riferisce, signora. Qui all'interno non abbiamo telecamere.
GENITRICE: Ah si? E quella roba cos'è?
CAMERIERE: Cosa? Quella?
GENITRICE: ...si. Quella cosa nera.
CAMERIERE: Una presa di corrente.
GENITRICE: (...)
CAMERIERE: (...)
GENITRICE: Una presa di corrente?
CAMERIERE: A quanto pare.
GENITORE: ...Ci porta il conto?


Ditemi un po' voi.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:53
domenica, 28 gennaio 2007

LASSU' QUALCUNO CI AMA

Antefatto: Dopo il mio trasferimento in quel di Bologna divenni nota presso una buona parte della cittadinanza come "maestrina rompicoglioni" per la mia spiacevole abitudine di correggere gli errori grammaticali e sintattici commessi dai miei interlocutori durante la conversazione con la sottoscritta. Inizialmente questa cosa suscitava al prossimo una modesta irritazione, poi gli amici si sono rassegnati ed hanno deciso di utilizzare la tattica del "se non la puoi battere unisciti a lei" utilizzandomi di frequente come correttrice di bozze.
Qualche giorno fa, il fratello gemello di una mia amica generalmente noto per non essere proprio un asso dell'italiano scritto, mi telefonò chiedendomi aiuto per la sua tesina di sociologia.


ME: Vedi, ecco... l'espressione "di per sè" si scrive separando i tre monosillabi, e non tutto attaccato... e poi "cioè" va con l'accento, ricordatelo.
GEMELLO (avvilendosi): (...)
ME: ...Ecco, poi: quando scrivi a computer dopo le virgole ci va uno spazio, e dopo i punti la maiuscola...
GEMELLO (sempre più avvilito): (...)
ME: ... e poi... AH! COSA VEDO! "Sarà" coniugato al futuro? Ma non vedi che qua ci va un CONGIUNTIVO?!
GEMELLO (disperato): *Basta*
ME: Eh, lo so, ma cosa ci vuoi fare? Dobbiamo renderla leggibile questa tesina, sennò non c'è speranza di passare l'esame... io faccio il possibile, capisci?
GEMELLO: Lo so che fai il possibile, ma... come faccio? Come posso imparare a scrivere bene?
ME: ...sinceramente?
GEMELLO: ...eh.
ME: Hm, non so... forse dovresti votarti a qualche santo.

*DLIN DLON*

ME: ...?
GEMELLO: ... hanno suonato, 'spettami che apro.

*Uno sconosciuto vestito di bianco fa il suo ingresso nel corridoio*

SCONOSCIUTO: Salve, sono il parroco. Venivo a benedire questa casa.

Che non si dica che lassù con ci ascoltano.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:06
lunedì, 25 settembre 2006

LE TETTE PIU GROSSE DELL'UNIVERSO (ovvero: compagni di viaggio piuttosto originali)

Sabato. Vagando tra una stazione e l’altra.


– E’ in partenza al binario 8 il treno… hmm… scusate. Ah, si: Intercity delle 14.44 proveniente da Napoli e diretto a Venezia Santa Lucia. Ferma a Prato, Firenze Santa Maria Novella… no, niente, questo era un altro. Ecco: ferma a Ferrara, Rovigo, Terme Euganee, Padova, Mestre.
Scusatemi, ma si è inceppata la macchina che fa gli annunci elettronici. Inoltre, pregherei ai signori passeggeri di non attraversare i binari perché… cioè, è ovvio che potete farvi molto male. Grazie. Buon pomeriggio. Buon viaggio. Ciao.
(Quest’uomo è il mio nuovo idolo)

Intercity di cui sopra, mezz’ora dopo. Sto seduta nello scompartimento assieme ad una tizia di Matera, una tizia di Potenza, una studentessa di Napoli e un tizio dall’aria terribilmente inglese intento a leggere "Hard Times" di Charles Dickens. Il posto accanto a me è provvisoriamente vuoto: la tipa che lo occupava (una napoletana sessantenne la quale aveva pensato bene di allietare l’intero vagone con i suoi personali commenti in dialetto stretto sulle ultime notizie pubblicate da Novella 2000) si era da poco alzata per recarsi nel non-distante cesso.
Insomma, ero lì che leggevo l’inserto di Repubblica quando questa di ritorno dal bagno irrompe nello scompartimento:
–Oh, gente! Non avete idea… qua fuori c’è la donna con le tette più grosse dell’universo! Ma una cosa impressionante: avete presente la… la… insomma, quella che si è mollata con Montano? Ecco, il doppio!
Che stavo uscendo dal bagno e me la son trovata davanti e son rimasta sconvolta, tanto che l’ho guardata e ci ho detto: signora, lo sa che ha le tette più grandi che io abbia mai visto? Signora, ma ci passa nel corridoio? Perché son veramente enormi!
E poi son venuta qui perché dovevo dirlo a qualcuno, gente… non avete idea! Che poi mi chiedo se siano proprio sue perché non è normale che delle tette così grosse stiano su così bene…Ma dovete venire a vederle, perché detto così non rende! Oh, facciamo così: a turno in coppia fate finta di andare al bagno, tanto siete tra donne, così vedete anche voi! Maronna lu carmine, ma veramente… ho bisogno di sedermi.
E si siede.

La tizia di Matera ripiomba sugli appunti di fisica nucleare.
La tizia di Napoli guarda fuori dal finestrino facendo finta di niente.
La tizia di Potenza finge di dormire.
Il tizio terribilmente inglese impressionato dalla mimica della signora (molto esplicita peraltro, come mimica), esce dallo scompartimento col suo libro di Dickens mormorando qualcosa di terribilmente inglese (le parole che son riuscita a recepire sono: oh my God, italians, come back tomorrow, crazy, breasts)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 21:11
lunedì, 11 settembre 2006

APERITIVO

La bevanda preferita della mia migliore amica (di cui trovate un accenno
qui) è il Crodino allungato. Con acqua liscia e tiepida, per la precisione. Certo, de gustibus non est disputandum, vivi e lascia vivere et così via, ma la cosa si rivela un pochino imbarazzante al momento di fare le ordinazioni al bar.
Eravamo io, lei e sua sorella (un’allegra ventitreenne laureanda in psicologia) sabato sera in un paesino della provincia, e poco prima di tornare a casa si era deciso per la solita sosta al pub. Così onde evitare conseguenze irreparabili preventivamente ho detto all’amica: senti, Alice, stavolta magari non ordinare il Crodino allungato, così magari io e tua sorella possiamo evitare di fare finta di con conoscerti.
Ok, mi ha detto. In effetti la totale assenza di recriminazioni e/o inviti a farmi i cazzi miei poteva essere sospetta, ma non ci avevamo fatto caso.
Comunque, dopo un po’ arriva la cameriera.

Cameriera: Buonasera, ragazze. Desiderate?
Me: The alla pesca.
Sorella-di-Amica: Caffè macchiato, grazie.
Alice: …
Cameriera: …lei, signorina?
Me: …
Sorella-di-Amica: …
Alice: Una coca-cola.
Me: …solo?
Alice: si.
Me: Senza allungamenti, aggiunte, variazioni sul tema?
Alice: esatto.
Me: Oh, pensavo peggio.
Alice:
Alice: …non è che me la può scaldare?
Cameriera (perplessa): Come, scusi?
Alice: Se me la può scaldare… sa, con quel coso che si usa per scaldare il cappuccino.
(*sgomento*)
Cameriera: …
Me:
Sorella-di-Amica: …
Alice: no, è che odio le bevande fredde e gassate.

(Uno dei mometi più imbarazzanti della mia pacifica esistenza)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:14
giovedì, 17 agosto 2006


PICCIONI ALLA LARGA  

Tornando ai flashback, eravamo rimasti al mio cattivo rapporto con le apparizioni della Madonna di cui potete trovare testimonianza qui.
Facciamo quindi un rapido riassunto. Da piccola mi facevano paura:
- I ragni
- I terremotii
– Le Madonne
– I piccioni
Ed è quest’ultima voce che merita d’essere analizzata. Ci fu un periodo, verso i dieci anni, che mi prese una passeggera e curiosa forma di ipocondria. Non durò più di qualche mese, e se ne andò da sè senza lasciare traccia con l’inizio delle scuole medie. Però era un fenomeno piuttosto interessante nel suo genere, nel senso che non era un’ipocondria normale, era proprio un’ipocondria mirata che mi portava a evitare tutto ciò che poteva contenere microbi, batteri e malattie.
La cosa peggiore era la cacca di piccione. Ne avevo un terrore atroce, mi ero fatta l’idea che se un piccione mi avesse schitato in testa, sarei andata in decomposizione istantanea.
Tutto questo portava a conseguenze che rendevano palese il mio squilibrio mentale… Del tipo che un giorno, in vacanza a Pesaro coi miei cugini alla fine della quinta elementare, per evitare un albero che poteva contenere tra i rami volatili sospetti, mi son quasi fatta investire da un risciò. Tale evento è rimasto indelebilmente impresso nella memoria di parenti di cui sopra, che mi prendono per il culo ancora adesso anche se son passati nove anni.

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 16:35
lunedì, 17 luglio 2006

SCAMBIO DELLA GUARDIA 

Vacanze romane.
Dialogo tra un’amica e una guardia svizzera all’uscita della basilica di San Pietro.



Guardia Svizzera: Ciao pella rakazza, tu è italianah?
Amica: Oh, io si!
G.S.: E di dofe?
A: Diciamo dalle parti di Venezia. Più o meno.
G.S: Fenezia? Pello!
A: E lei invece è tedesco?
G.S: TETESKO? No, sfizzero! Io è guardia sfizzera!
A.: Oh.


(io a piazza San Pietro dopo simili episodi non ci tornerò mai più)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 22:42
domenica, 30 aprile 2006

PILOTESSA DI PEUGEOT

E’ sabato mattina, e attendi in un pittoresco contesto ambientale di bar chiuso, pioggerella e una indefinita quantità di coetanei nelle medesime condizioni che si compia il tuo Destino Automobilistico.
Tra mezz’ora toccherà il duro compito di stupire il mondo con la grazia delle tue inversioni di marcia, la pennellata dei parcheggi a S, la precisione sublime delle tue frenate ed agguantare trionfalmente la Patente.
Se ce la farai, tutto sarà diverso, e la comunità beneficierà delle seguenti cose:

  • Tua madre potrà cessare di vergognarsi come una ladra quando passa davanti alla sua Suzuki Wagon-R rossa immatricolata 2005 con la desolante "P" sul finestrino posteriore, fingendo che cotale vettura non sia sua.
  • Tua madre potrà delegare a te l’incarico di raccattare la figliuola minore Cicci al catechismo il venerdì pomeriggio, e poche storie.
  • Tua madre smetterà di litigare col il di lei consorte su chi deve accompagnare la qui presente a fare guide alle ore 15 tre volte la settimana.

Si può notare un’interessante consonanza tra il concetto di "madre" e quello di "comunità", ma non è di questo che dobbiamo parlare e quindi riserveremo spazio alla faccenda in un altro momento.

Prima di quel giorno tu non potevi avere idea di quante autoscuole esistessero in una singola provincia (nemmeno tanto grande come provincia, tra l’altro). Lo scopri dopo quattro ore di attesa desolata davanti quel medesimo mar chiuso per lavori, e cogli che il numero deve essere inevitabilmente superiore a quello dei diciottenni che devono fare la patente, quasi uguale a quello delle osterie nel comprensorio cittadino. Tutte esaminate prima della tua.

Alle ore 12.05, quando ti è andata via l’ansia ma è venuta a tutti coloro ai quali è stata rivolta la domanda "dici che me la fa fare la partenza in salita?" a intervalli di dieci minuti, arrivano le Vetture.
Due Peugeot 206 grigio metallizzato diesel immatricolate settembre 2006, chilometri 20000 recanti la calamitata scritta "SCUOLA GUIDA" accostano.
Coraggio. Calma & tranquillità, ostentazione fasulla di sicurezza, son persone serie e se sbagli qualcosa capiranno.

Dalla seconda macchina (quella che segue la prima dove i Prescelti fanno l’Esame) scende un particolare tizio, tratti somatici tipo Platinette ma meno grasso, coi capelli brizzolati e il mascara di colore diverso che mi trascina nella Vettura, posto davanti accanto all’autista e dietro gli altri due patentandi.
"ALLORA, RAGAZZI! Sono l’istruttore che vi accompagna, mi chiamo Saro… (bellissimo nome). Oh, non vi preoccupate che è una cosa facilefacile, del tipo che veramente è come quando ti invitano a cena e devi comprare un vestito nuovo e ti viene l’ansia ma poi ti accorgi che nel tuo ward-robe c’hai un abito da cocktail che non ti ricordavi e ti sta benissimo e ti chiedi come mai ti sei preoccupato così tanto.(è quello che succede un po' ogni giorno, che roba brutta.) Veramente. Ma ora parlatemi un po’ di voi… tu, ragazza vicino-a-me, cosa vuoi fare da grande? La giornalista? Oh, ma è meravigliosooooo! Pensa, io leggo sempre Novella 2000 (no, non dire niente.) e quelle lettere che scrivono del tipo Cara Dottoressa sono Samantha e mio marito mi tradisce con la mia migliore amica, io le adooooro, sai che ti ci vedrei bene a fare una cosa del genere?(ma stiamo scherzando?) Poi diventi famosa e guadagni un mucchio di soldi e io dirò a tutti Questa ha fatto la patente con me e i miei amici saranno invidiosissimi, a proposito com’è che ti chiami? Vabbè, non importa, sei simpatica e dirò all’esaminatore che ti deve promuovere, sai come sono gli uomini (Si, cioè, no)… li convinci con niente!".

Ore 13.00. Sono passati dal Trionfo minuti quattro e secondi dodici, ricevi messaggi di congratulazioni dalle seguenti persone:

  • Genitore
  • Cicci in trasferta a Bergamo con gli scout
  • Caposcout di Cicci
  • Numero 4 parenti assortiti.
  • Nonna E.
  • Tizia che lavora al bar vicino.
  • Figlio della tizia che lavora al bar vicino
  • Giornalaio.
  • Un vigile urbano che conosci di vista e che passa di lì per caso.
  • Conoscenti

Persone che avevi avvertito del Successo nei secondi immediatamente precedenti:

  • La genitrice.

Domanda: Come avrà fatto? Com’è fisicamente e umanamente possibile un cotale spargimento di informazioni in sì breve tempo? Riflettere.



(P.S: Questo post è stato redatto dalla sottoscritta con l'unico scopo di tirarsela per il conseguimento della patente di cui sopra.)

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 18:08
mercoledì, 26 aprile 2006

VIVA LA FERRARI 

Eh, beh: è tradizione. Magari non come cuocere il cotechino con i crauti alle sei del mattino del giorno di Natale o arrostire le salsicce la sera di Venerdì Santo per far dispetto a mio zio che digiuna, ma quasi.
Durante il ponte del 25 Aprile bisogna Andare Via. Fosse anche passare una nottata nella tenda in giardino, ma bisogna Andare Via.
La discussione circa la meta del Ponte cominciò all’incirca otto mesi fa, giusto per non arrivare impreparati. Le opinioni erano vagamente divergenti e riassumibili nelle seguenti proposte:

  • Andiamo al Mare (proposta di me)
  • Andiamo in Montagna (proposta del Genitore)
  • Andiamo a Disneyland (proposta della Cicci, sciaguratamente bocciata sul nascere)
  • Andiamo un po’ dove cavolo vi pare basta che poi al ritorno le lavatrici le fate voi (proposta di Madre).

Dopo settimane di pacato confronto familiare (per dire) si finì per accettare la mia proposta, più che per reale persuasione del genitorame, perché genitorame di cui sopra si era inevitabilmente rotto i cosiddetti di starci ad ascoltare.
Fu così che sabato pomeriggio, ore 15, la Opel Vectra bianca contenente noi + bagagli + atlante stradale si immetteva nella statale 47 per migrare verso Sud, direzione lidi ravennati.
Il viaggio filò liscio liscio, eccetto che a un certo punto si aveva sbagliato strada e ci si era ritrovato in un nulla più assoluto di stradina di campagna zona Comacchio a fare lo slalom tra le lepri, i fagiani e i porcospini selvatici.


Bungalow. Ci stavamo apprestando a rientrare nella casetta di legno dopo una pizza veloce al ristorante del campeggio, quando facemmo l’Atroce Scoperta: accanto al nostro placido rifugio, esattamente nel bungalow confinante e comunicante mediante terrazzino condiviso, c’erano loro.
Quattro ferraristi tedeschi giunti da Berlino per vedere il Gran Premio di Imola.
Vestiti di rosso con casco di Schumacher.
Ciascuno con bottiglia da litri 1,5 di birra fatta in casa, senza eccezione alcuna.
Dopo un primo momento di stordimento, già si cominciava a notare un visibile impallidimento della Genitrice, prontamente rassicurata dalla figliuola minore con parole dolci e vellutate.

Bilancio di tre giorni di civile convivenza con esponenti del popolo germanico:

  • Numero due subitanei risvegli (ore 7.45) causati dagli effluvi emanati dalla colazione altrui (salamino piccante, peperoni, emmenthal con salsa di mirtilli)
  • Numero dodici bottiglie di birra vuote rinvenute quotidianamente nel vialetto antistante l’entrata
  • Numero uno saluti rivolti alla qui presente "Prafa italianah pizza mandolino fifa la Ferrahri!"
  • Numero sei progetti mentali di omicidio plurimo in seguito a scorrazzamento dei medesimi nel terrazzino birramuniti e urlanti "Schumacher! Italia! Fifa, fifa!" ad ore improbabili.
  • Numero quattro ore occorse agli addetti del campeggio per rendere al bungalow un aspetto decoroso in seguito alla loro partenza.
  • Numero uno griglia seminuova abbandonata in un angolo dalla comitiva in partenza e trafugata dal Genitore quando nessuno vedeva.

 

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vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:10
martedì, 18 aprile 2006

COME FARE A RICONOSCERE I (miei) PROPRI PARENTI SENZA BISOGNO DEL TEST DEL DNA

  1. Controllando il frigorifero. 
    Se nello scomparto più basso c’è una bottiglia di limoncello con scadenza maggio ’92 che riconosci come un dimenticato omaggio di Zio Antonio in non meglio cronologicamente collocato Natale, allora il tizio in questione è almeno un cugino di secondo grado.
  2. Controllando la pila di giornali vecchi. 
    Se questa è inferiore ai 48 centimetri, vuol dire che il proprietario di questi non ha con te legami diretti di sangue ma è un impostore e/o un alieno che ha assunto sembianze umane.
  3. Pranzando.
    Se durante un normale pasto di media durata sbuca da dietro le spalle un losco figuro che con una poderosa manata sulla spalla ti dice "ti INTERESSA un I-mac usato pochissimo con 4 Giga di memoria, schermo 17 pollici ultrapiatto, con masterizzatore, automunito che era di un mio amico te lo vendo a soli 743 € ?", è superfluo porsi ogni domanda.
  4. Passeggiando.
    Se mentre vaghi spensierata per il tuo giardino cogli un indistinto ululato che distingui come "Hai messo su un bel culo", allora è tuo parente.
    (Anche se, dal momento che sei comunemente considerata un’adolescente rispettabile, ai tuoi vicini di casa puoi sempre riferire che si tratti di un pericoloso maniaco pregiudicato)
  5. Cazzeggiando nella propria abitazione. 
    Se mentre stai ascoltando le previsioni meteo ti accorgi che qualcuno sta entrando in casa molto rumorosamente e che il medesimo individuo meno di quindici secondi dopo scuote la testa davanti al tuo frigorifero dichiarando "che desolazione" e scartando la confezione dello speck, i legami anagrafici sono evidenti.

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