vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 18:46
martedì, 01 gennaio 2008
COUNTDOWN
Il Capodanno trascorso in quel di Bologna, con amici veneti giunti laggiù approfittando dell'ospitalità a scrocco. Un'esperienza inedita, la piazza gremita di gente e una DJ con evidenti problemi di dipendenza da alcool e dai più comuni tipi di droga a scaldare la folla.
"SU LE MANI BOLOGNAAAAAAAA! SIIIIIIIIII, SIIIIII, SIIIIIIIII!"
(Diverse migliaia di persone ammutoliscono, in vistoso imbarazzo per la signorina)
"E' UNA SERATA FANTASTICA, VI VOGLIO BENE, GRAZIE BOLOGNAAAAAAA! MA NOI NON SIAMO EGOISTI, VOGLIAMO BENE A TUTTI! QUINDI GRAZIE ROMAAAAAA! GRAZIE MILANOOOOO, GRAZIE FIRENZEEEEEEEE, GRAZIE NAPOLIIIIIIII!
(Ma vogliamo lasciar furori gli altri paesi, chessò: Poggibonsi, Maerne di Martellago, le Isole Tremiti?)
"BOLOGNA CI SIAMO QUASIIIIIII: MANCANO SOLO...
...82 MINUTI ALL'ANNO 2008! PREPARATE LO CHAMPAGNEEEE!
(Ma certo, lo tengo in fresco).
Se qualcuno conosce questa donna-genio, me lo fa sapere che voglio offrirle da bere?
Ah, chiaramente auguri sparsi a tutti i passanti.
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:56
sabato, 22 settembre 2007
CINQUE MODI IN CUI GLI SPORTELLI "BIGLIETTO VELOCE" DI TRENITALIA POSSONO COMPROMETTERE PER SEMPRE LA TUA ESISTENZA
Gli sportelli di Trenitalia sono subdoli e ingannatori. Hanno un apparenza normale, e ti consentono effettivamente di fare il biglietto più in fretta che nei normali sportelli con gli omini vivi perchè non c'è quasi mai fila.
(A questo punto, direte, uno dovrebbe chiedersi perchè)
Inoltre, almeno a Bologna sono sempre perfettamente funzionanti, e quando uno dei medesimi si guasta, viene riparato nel giro di poche ore.
Non è possibile. Chiunque sia abituato, come la qui presente, a trascorrere almeno sei ore a settimana in compagnia di Trenitalia, dovrebbe capire che c'è sotto qualcosa.
Così succede che arrivi alla stazione di Bologna dopo i centottantuno chilometri su binari che ti sei sorbito come ogni domenica pomeriggio per rientrare nella tua città fuorisede. Domani mattina devi andare a Rimini a trovare un'amica che ha appena trovato casa lì, e decidi che, per evitare levatacce, forse è il caso di prendersi avanti e fare subito il biglietto. Così, sbirciano verso l'enorme quantità di persone in coda alla biglietteria, opti per il Biglietto veloce.
Ti avvicini al touch screen, digiti la destinazione, l'orario, seconda classe, sono 6,55€. Afferri velocemente il portafogli, povero di banconote e ricco di spiccioli, e per fare prima ed evitare di perdere ore a contare le monete, inserisci una banconota da 10€.
Biglietto in stampa, attenda il resto di 3,55€.
Ed è a quel punto che scopri l'atroce verità.
L'inghippo.
Il subdolo imbroglio.
Gli soprtelli automatici "biglietto veloce" danno il resto soltanto in monete. Da cinquanta e da cinque centesimi.
Con un tintinnio fragoroso udibile fino al binario 11, sei pezzi gialli da cinquanta centesimi vengono sputati dall'apparecchio, seguiti da nove fastidiosissimi nichel da cinque centesimi, e tu non puoi fare altro che rimanere lì allibita, e sperare che all'uscita della stazione si avvicini un barbone a chiederti se hai spiccioli.
Il barbone non verrà.
E qui arriviamo ai
CINQUE MODI IN CUI GLI SPORTELLI "BIGLIETTO VELOCE" DI TRENITALIA POSSONO COMPROMETTERE PER SEMPRE LA TUA ESISTENZA
1) All'uscita della stazione, il portamonete cede per il peso e cadono per terra tutte le monetine. Tu ti chini per raccoglierle, ma in quel momento passa una folla di turisti spagnoli che corrono verso la fermata del 25, calpestandoti. Di te, rimane solo qualche brandello di carne.
2) All'uscita della stazione, ti dirigi alla fermata dell'autobus. La strada per arrivare all'appartamento non è lunga, un chilometro o giù di lì, però hai con te una valigia enorme. In un attacco di coscienza, decidi persino di fare il biglietto in vettura.
Afferri il portamonete che quasi cede per il peso, e inizi a infilare monete da cinque centesimi nella macchinetta per l'emissione del biglietto a bordo. Dietro di te, si sta formando una fila sempre più lunga di persone che aspettano di poter fare il loro, tutte munite di moneta da un euro. Ti guardano malissimo infilare la tua enorme quantità di pezzi da cinque, mugugnano, qualcuna sussurra epiteti di disapprovazione. Quando finisci l'autobus è partito, e la folla, dopo un momento di discussione, opta per il tuo pubblico linciaggio.
3) Dopo essere uscita dalla stazione, prosegui a piedi fino al tuo appartamento. Lì trovi la tua coinquilina, che dopo averti salutato e condiviso i racconti dei reciproci week end dice: "sai Giulia, l'altro giorno ho fatto la spesa comune dei detersivi e delle cose per il bagno... sarebbero 3,45€ a testa. Li hai?"
Dopo aver estratto dalla tasca le quindici monete sputate poco prima dallo sportello automatico, vieni cacciata di casa e sei costretta a passare la notte disputandoti i portici con punkabbestia muniti di Rotweiller.
4) Dopo essere uscita dalla stazione, stanca e affamata decidi di andarti a prendere qualcosa di commestibile. Ti infili in un bar forse un po' lontano, ma sai che lì lavora un ragazzo ricciolino piuttosto bello che da mesi attira la tua attenzione. In quel momento, è proprio lui l'addetto al banco, e si preoccupa subito di servirti con un gran sorriso.
Ti senti già un pochino meglio.
Poi ti avvicini alla cassa, per pagare la pizzetta con la coca. "Sarebbero 3,45€ ", dice il ragazzo. E dopo averlo riempito di monetine, non vorrà più vederti nemmeno dipinta.
5) Dopo essere uscita dalla stazione, non si avvicina un barbone a chiederti se hai spiccioli, bensì un bambino zingaro.
Chiede se puoi dargli qualche moneta altrimenti sarà costretto a farti il malocchio, così tu in tutta fretta gli metti nella mano la sfilza di cosette da cinque centesimi.
Decide lo stesso di farti il malocchio, e comincia a borbottare ingiurie.
Tu non credi a queste cose, ma quando ti avvicini alla fermata del filobus questo sbanda e passa sopra al tuo piede con la ruota destra.
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:54
mercoledì, 05 settembre 2007
INCONTRO CON LA STAR - capitolo secondo
Credevo che il mio memorabile incontro con il signor Scamarcio Riccardo costituisse un episodio isolato di faccia a faccia con un Volto Noto dal momento che non sono abituata a frequentare la Costa Smeralda, nè a darmi allo shopping in via Montenapoleone, ma così non fu.
Un'allegra compagnia di amici è riuscita a coinvolgermi in una spedizione a Gardaland che ha avuto luogo nella giornata di ieri, giornata in cui ho ricevuto la mia iniziazione alle Montagne Russe varie ed eventuali - un'esperienza che mi ha segnato profondamente -.
La prima volta che ero stata a Gardaland avevo sette anni, e appena sono entrata la mamma (incinta di sei mesi) si è data una rapida occhiata attorno e ha detto: lì non ci vai, lì nemmeno, lì non chiedermelo neanche, là no e lì neppure, dacchè il mio margine d'azione si ritrovò ampiamente limitato. La seconda volta avevo sedici anni, accompagnata dal mio Signor Ecs, ed ero molto contenta perchè il parco era a nostra completa disposizione. Tuttavia il SIgnor Ecs rifiutò di montare in una consistente percentuale di attrazioni perchè aveva paura, e compresi che il Blue Tornado doveva ancora aspettare.
Poi arrivò la giornata di ieri, in cui la compagnia formulò il proposito di farmi salire su tutte le giostre immaginabili a prescindere dalla mia volontà, per cui mi ritrovai a saltare nel vuoto, ad essere sparata a folle velocità su un numero spaventosamente alto di giro della morte, e tutte queste cose qui.
Verso le undici e mezzo del mattino, la di me amica Alice notò con piacere che nel Sequoia Adventure misteriosamente c'erano solo cinque minuti di coda e, senza tenere conto della mia opinione personale, mi ci trascinò.
(Non so se sapete cos'è il Sequoia Adventure... è una roba delirante progettata da ingegneri pazzi e psicopatici in cui tu stai in un tronco che avanza con lentezza impressionante su un binario e ti fa trascorrere la metà del tempo a testa in giù)
Comunque sia, verso la fine del giro, quando il tronco si era messo in posizione orizzontale per il verso giusto e cominciava a rallentare e io controllavo di avere ancora tutti gli organi interni, io e la Alice notiamo ai piedi dell'attrazione due cose strane. La prima era un'anomala presenza di macchine fotografiche digitali puntate nella nostra direzione, la seconda era una nostra amica che si sbracciava cercando di farci capire qualcosa.
"Hai visto tutte queste persone che ci fanno le foto?" ha detto la Alice.
"Si, ma è strano. Cioè, dando per scontato che un giorno diventerò una giornalista tremendamente ricca e famosa, non credo che loro lo sappiano già."
"Boh."
"(...)"
"Oh, la Veronica sta cercando di dirci qualcosa"
Guardiamo la Veronica che indica un punto giusto davanti a noi, e sta sillabando delle parole. Ho sempre fatto schifissimo nella lettura del labiale, quindi distinguo sole tre vocali "...e ...o...i."
Mi volto verso la Alice.
"Che dice?" le chiedo.
"Boh... C'è... qualcuno."
"C'è Yoghi. Io ho capito c'è Yoghi."
"Si, anch'io. Ma non ha senso."
"C'è Yoghi."
E in quel momento, il tizio seduto giusto davanti a me, nella navetta che stava per partire venti centimentri più avanti, si sporge oltre il sedile e mi guarda.
Capelli rossi, maglietta rosa Dolce & Gabbana, occhi scuri piuttosto da pesce lesso, sorrisetto. La descrizione sputata di Francesco Totti. Perchè in effetti è Francesco Totti, e l'impressione è confermata dalla presenza della di lui moglie nel sedile accanto.
Lo guardiamo
(Deve aver sentito)
Fa una smorfia indecifrabile, allungando il sorrisetto.
"Mi scusi", dice la Alice. "L'avevamo scambiata per un altro".
E si volta.
Scommetto che nemmeno Moratti ha mai dato a Totti dell'orso Yoghi.
(applausi)
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:40
venerdì, 10 agosto 2007
LAUNDRY SERVICE
Stralcio della mia recente vacanza siciliana (vacanza siciliana nella città in cui risiede il mio cosiddetto Signor Ecs, con il quale finì ogni rapporto amoroso all'incirca un anno e mezzo fa, ma si è rimasti amici).
Pomeriggio, la qui presente giace su terrazza vista spiaggia a leggere un libro assorbendo la tranquillità dell'atmosfera circostante. Il mare luccica, il cielo azzurreggia, la spiaggia è deserta, le rondini svolazzano. Compare una figura sulla soglia.
- Giulia?
La sottoscritta posa il libro, appurando che la figura sulla soglia era precisamente il Signor Ecs.
- Oh, ciao.
- Che stai facendo qui?
- Nulla, leggevo. E proprio una bella giornata, luminosa, estiva... molto rilassante.
- Già.
(...)
- Beh, senti.
- Si?
- Ti devo fare una domanda.
- ...si.
- Cioè, più che altro è un favore che ti chiedo.
- ...si.
(*attimo di silenzio, il Signor Ecs rivolge lo sguardo all'orizzonte, attesa*)
(...)
- ...Non è che potresti venire un attimo in camera mia e lavarmi un CD con il sapone?
- ...hai detto, scusa?
- Si, ho un CD che si blocca forse è sporco, ho letto in un sito che se si lavano i CD con il sapone e non sono proprio rigati in maniera profonda poi funzionano di nuovo.
- (...)
- ...allora?
- Tu non sei capace?
- No, cioè, si... solo che tu sei più brava a detergere le cose. Hai detto che a Bologna lavi sempre i piatti a mano, mentre io nel monolocale a Milano ho la lavastoviglie.
- Oh.
- (...)
- ... vuoi che te lo lavi col Nelsen Piatti o preferisci il Mastro Lindo?
Non credo si possa dire che frequento gente banale e monotona.
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:22
mercoledì, 25 luglio 2007
AFFITTASI
Nella mia ultima settimana di permanenza bolognese prima della Doverosa Interruzione, ha fatto incursione nell'appartamento la mia Amica Con Tacchi A Spillo Rosa Shocking Di Dolce & Gabbana. la quale necessitava della mia presenza per cercare una stanza a Rimini, che diverrà la sua città da fuorisede a partire da ottobre, quando inizieranno i corsi di Tecniche Del Costume E Della Moda (ovviamente.)
Così, trascurando in maniera invereconda la preparazione del mio esame di sociologia, l'ho seguita in quel della costa romagnola.
Dopo aver passato la mattina selezionando annunci, ci siamo fermate a mangiare qualcosa vicino alla spiaggia, dove l'Amica ha preteso di ricevere adeguata istruzione.
"Ma allora, Giulia... dimmi un po'. Cosa devo dire a questi tizi? Come mi devo comportare? Non sono pratica di queste situazioni, dimmi tu."
Ecco, vedi... dovresti... cercare di dare una buona impressione. Esponi in modo dettagliato chi sei e da dove vieni, simula di essere studiosa & responsabile, cose così..."
"..."
"Vedi, non tutti si sono iscritti all'università di Rimini esclusivamente per far festa."
"Ah. Oh, si. Forse hai ragione."
Due ore dopo, giunge il momento per l'Amica Con Tacchi A Spillo Rosa Shocking Di Dolce & Gabbana di mettere in pratica i miei insegnamenti. Abbiamo appuntamento per vedere una luminosa singola in ampio appartamento buona posizione. Suoniamo il campanello.
(...)
La porta si apre, e dietro ci sono due fighi pazzeschi. Del genere alto, moro, occhi scuri e abbronzatura naturale, l'Amica sbianca leggermente.
(*la vedo male*)
"Ciao," esordisce il più alto dei due, porgendo la mano. "Quindi tu sei...?"
"PORCA PUTTANA!"
"...come, prego?"
"...hmm. No. Niente. Piacere, Chiara."
I ragazzi ci accompagnano al piano di sopra, dove ci mostrano e ci descrivono con dovizia di particolari tutto l'appartamento. L'unico problema è che son quasi in parola con una che era venuta a visitarlo il giorno prima e sembrava interessata, ma se non confermasse o cambiasse idea la stanza andrebbe all'Amica. La quale esibisce un sorprendente autocontrollo, e fornisce risposte sensate alle domande dei due. Almeno, i primi dieci minuti.
"Beh, ragazze, ora dovremmo andare via anche noi per via del lavoro, quindi mi sa che vi dobbiamo congedare. A proposito, Chiara, non te l'abbiamo chiesto prima... per quale motivo hai scelto di venire proprio a Rimini?"
(*non lo dire*)
"Beh..."
"..."
"Principalmente per ubriacarmi cinque sere su sette, darmi alla vodka, girare per locali in cerca di ragazzi e fare shopping sfrenato. E comunque, guardate che la tipa con cui siete in parola sicuramente non è interessata alla stanza ma a voi che siete due gran fighi, e sono sicura che è una tipa bassa e squallida che non riesce a rimorchiare e che vi trovereste mille volte meglio con me. Vi insegnerei a preparare un sacco di cocktail. Giulia... andiamo? Siamo in ritardo per il treno."
Bello vedere che le amiche ascoltano i tuoi consigli.
Mi ritiro in Sicilia per due settimane, buona permanenza a tutti.
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:57
domenica, 17 giugno 2007
DOVE L'HO GIA' VISTO?
Ho un grosso problema che ultimamente compromette svariati rapporti sociali facendomi protagonista di figure, come dire, un pochino di merda. Ho ereditato da mia madre la scarsa propensione a riconoscere le facce altrui. Sono fisionomista come un burattino di gommapiuma.
Non riesco a riconoscere la gente. Cioè, ovviamente non sto parlando di amici, parenti, cose così... parlo di tutte quelle persone con cui c'è un rapporto di conoscenza abbastanza vago da non prevedere frequentazione abituale, ma non così tanto vago da non sentirsi in dovere di salutarle e scambiarci due chiacchiere di rito.
Mentre l'anno scorso la cosa era gestibile nel senso che frequentavo praticamente solo l'ambiente liceale e se incontravo qualcuno che non mi ricordavo chi fosse c'eran nove casi su dieci che il medesimo fosse uno di un'altra classe, quest'anno sono subentrati due fattori a complicare la situazione:
1) Il fatto che non frequento più un solo liceo ma due città in due regioni diverse, di cui una sufficientemente grande da imbattermi in un sacco di gente.
2) L'enorme diffusione di occhiali di Dolce & Gabbana.
*A onor del vero devo dire che quest'ultimo punto si riferisce prevalentemente agli incontri che avvengono tra le province di Padova e Vicenza nel cuore del florido Nordest (dove gli occhiali di Dolce&Gabbana sono notoriamente diffusi e contagiosi come un raffreddore pesante durante le vacanze di Natale), più che tra le strade di Bologna. Voglio dire, mettetevi nei miei panni... già mi riesce difficile individuare l'identità di un volto normale, se poi me lo coprite per metà con un'enorme mascherina di nera di plastica dura con strass ai bordi, siamo proprio senza speranza.*
Comunque.
Il clou, l'apice, il centro di questi incontri privi di definizione è ovviamente il treno regionale Padova-Bassano il venerdì pomeriggio alle 16.38 (quarantotto chilomentri, dieci fermate, un'ora e tredici minuti in balia di Trenitalia), dove si riversano metà dei frequentanti l'università degli studi di Padova più una quantità di fuorisede che giungono da altri treni provenienti da località studentesche un po' più a sud.
Il copione è immutabile.
Sali sul treno arrancando con svariate valige al seguito. Trovi un posto libero. Ci appoggi sopra la borsa mentre tenti indefessamente di gettare le valige di cui sopra nell'apposito vano. Riesci a sollevare i 18 chili di trolley sopra la tua testa, spingi, sfidi la forza di gravità... Una mano si posa entusiasticamente e poderosamente sulla spalla destra.
Oh, ma ciao... sei tu? Non ci credo, quanto tempo!
(Crollo del bagaglio sull'anca sinistra. Mormorio flebile di imprecazioni, rinuncia.
Collegamento della mano a volto di ragazza più o meno coetanea, occhiali D&G a mascherina, capelli biondo tinto con coda alta, canotta grigia, jeans a vita bassa, Nike argentate. Identità indefinita.)
Porca miseria, ma dov'eri finita? Sarà una vita che non ti becco mai... strano perchè piglio sempre questo treno! Lo prendi anche tu? Sei a Padova?
(Ti pare che mi porto dietro due trolley e un borsone se studiassi a Padova.
Copione: no, faccio scienze della comunciazione a Bologna, si mi trovo bene, no sto in un appartamento lì, si torno a casa quasi sempre il venerdì)
Ma pensa, Bologna... No, non la conosco bene. Ci son stata due volte solo ma mi ricordo che mi era piaciuta un casino, c'è quella via grande grande, nonsocomesichiamava... vabbè, quella dove ci sono una sacco di negozietti fighi... Ecco! Che figata! Beh, ti devi divertire un sacco... anche se mi dicono ci sono un sacco di punkabbestia.
(Eh. Dura la vita.)
Comunque... scienze della comuncicazione? Si, dev'essere figo. Io studio medicina qui.
(Medicina medicina... chi è che conosco che studia medicina? Oddio, non mi viene in mente...Ma chi è questa? Ok, riflettiamo)
Cazzo, non ci hai idea di quanto dobbiamo studiare noi di medicina, ho dato giusto ieri un esame di fisica orale da 3000 pagine... e poi le materie son così difficili! Fisica. Biologia. Chimica fisica. Fisica nucleare. Anatomia... guarda, delle cose che proprio non le capiresti mai. Certo, non che voi magari non dovete studiare, solo che... che materie avete? Me l'aveva detto una mia amica.. roba tipo letteratura, sociologia... beh, finchè son parole si capisce tutto.
(Sociologia. Psicologia cognitiva. Informatica. Semiotica.)
Ah. ...e esattamente semiotica cos'è? Vabbè. Comunque adesso stavo tornando a casa, che almeno 'sto week-end mi rilasso... sai, domani sera si pensava io e i miei amici di andare al Palladium, hai presente la discoteca là vicino Treviso? Si fa un sacco di hip-hop.
(...cosa? Cos'é? Dov'è? ...chi è che conosco che fa hip hop?)
Che sai, esco così di rado ultimamente... da quando ho finito il classico praticamente non ho più una vita. Però di tanto in tanto ci vuole.
(Ah, faceva il classico. Chi conosco che faceva il classico?)
E anche mio moroso me lo dice sempre "dai, rilassati, esci un po', stacca da quella roba" e mi propone di andare di qua e di là, al cinema, al ristorante, mi manda anche un sacco di fiori... solo che non riusciamo mai a vederci. Lui comunque è un tesoro. C'hai presente chi è mio moroso, no? Matteo, quello alto moro occhi verdi occhialetti con la montatura verdescuro... dai, quello che c'ha sempre la cintura con la fibbia argento, si veste un sacco bene...
(Ah, il tamarro. Si, ora ho capito).
Oh, se qualcuno sta inventando il teletrasporto, magari me lo faccia sapere. Telefonata, citofono, e-mail...
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:08
sabato, 05 maggio 2007
LA BUSSOLA
Allora. Diciamo che il senso dell'orientamento non è uno dei miei punti forti.
E dire che ci hanno provato in molti a cancellare la mia tendenza a perdermi. Che so... gli scout (esperienza tragica), i corsi di orienteering delle scuole medie, i miei compagni di vacanze, i miei coinquilini... niente. Vabbè.
Devo dire però che ultimamente ho fatto molti passi avanti in questo senso. E il merito si può dire che sia di mia madre.
Di recente la Genitrice ha preso un'abitudine curiosa, che sarebbe quella di sbucarti davanti all'improvviso e dire "Senti Giulia, 'scolta... Dov'è che è il nord?". Oppure "oh, mi stavo chiedendo... com'è che mi devo mettere per guardare verso Sud-Est?".
Inizialmente non ci ho fatto molto caso, che in fondo nemmeno mia madre è proprio una bussola. Poi però durante il precedente week-end ho iniziato a pormi degli interrogativi.
Si stava in un agriturismo dalle parti di Livorno per il week-end lungo del primo maggio, e io ero lì che dopo essermi rassegnata a un lunedì piovoso stavo leggendo un paio di capitoli del libro di sociologia.
Insomma, ero lì che sottolineavo con l'evidenziatore rosa quando mi si para davanti la mamma.
GENITRICE (col cellulare in mano): "Giulia, Senti... sai mica dov'è il Nord che qui mica mi oriento?"
ME (continuando a leggere e indicando col dito): oh... si, di là. Di là, mi sembra, ecco.
GENITRICE: Ah, bene. Grazie. (*se ne va*)
Due minuti dopo...
GENITRICE (col cellulare in mano): ...Giuli?
ME: (...?)
GENITRICE: E sud-ovest? Sapresti dov'è sud ovest?"
ME (*sospiro*): Di là, mamma. Vedi, da questa parte c'è il mare che è a Ovest, quindi il sud-ovest sarà di qua.
GENITRICE: Oh, vero. Grazie eh.
Altri due minuti dopo...
GENITRICE (col cellulare in mano): ...Giugiù?
ME: ...Eeeeeh?
GENITRICE: Nord-est?
ME: MAMMA, E' DI LA' IL NORD-EST! Se il sud-ovest è di qui il nord-est è dalla parte opposta, no?
GENITRICE. Ah, si. E' vero.
ME: Ma perchè, a che ti serve saperlo, scusa... vuoi tornare in Veneto a piedi?
GENITRICE: No. E' che Padova è a nord-est.
ME: ... e con ciò?
GENITRICE: Niente, devo mandare un messaggino a una mia amica di Padova. E' che magari se lo mando rivolgendomi nella direzione sbagliata poi non arriva.
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:42
domenica, 14 gennaio 2007
LA DONNA FRAGILE
Si capisce subito quando una studentessa è in periodo d'esami. C'è una scena, inequivocabile e inconfondibile, che permette al mondo di comprendere che la Matricola attraversa una fase di stress universitario da Valutazione Imminente.
Sarebbe la seguente:
Mattina, ore 7.45. In autobus. La Matricola si avvicina all'ultimo posto libero della vettura. Sta per sedervisi, sta per posare le natiche sulla superfice del sedile che costituisce l'ultimo posto libero della vettura quando le si affianca una vecchietta. Avrà circa ottant'anni, e vestita con una giacca di panno lenci rischia di sfracellarsi al suolo sotto il peso delle borse della spesa ad ogni minimo scossone. Le due si guardano. Negli occhi della vecchia passa un lampo di speranza misto a pietà, lei si fa ancora più piccola. Con uno sforzo visibile, la vecchia posa la mano sulla spalla di Matricola.
-Signorina...
- ...?
-Sa...
-...?
-...le stavo per chiedere il posto, ma lei ha un faccino così sciupato che è meglio che resti lì. Dorme poco la notte, per caso? Dovrebbe mangiare di più, la vedo così magrolina... Ah, ai miei tempi le cose non stavano così, i giovani d'oggi sono così fragili. Glielo dico, ragazza, se continua a deperire lei non arriverà mai ad 82 anni nelle mie condizioni, davvero.
Che dire? E' una cosa frustrante.
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 19:05
domenica, 17 dicembre 2006
SOTTO A CHI TOCCA
Cercare un coinquilino nuovo, per molti aspetti non è troppo diverso che cercare un cane.
Appreso della prossima dipartita dall’appartamento bolognese dell’Uomo-Orso, in seguito al suo completamento del corso di studi, ci stiamo mobilitando per rimpiazzarlo.
Dopo una rapida discussione, s’è stabilito che agli ingegneri va bene chiunque purchè paghi l’affitto e non ci faccia arrestare, e che quindi era la parte femminile della casa ad avere la carta bianca in merito.
Così io e Laura, la di me compagna di stanza ci mettiamo a stabilire dei criteri precisi.
-Senti, Giulia…. Io direi che dovremmo dire una per volta le caratteristiche che deve possedere, e poi in base a questo scrivere un annuncio.
-Ok, dai. Va bene. Comincia tu.
–Non deve fumare, visto che in casa non fuma nessuno.
–Poi dev’essere studente, così non succede come quando l’Uomo-Orso è andato in Erasmus e vi volevano piazzare qui il cameriere sardo che lavora di notte.
-Giusto. Poi magari è meglio se fa la settimana corta come tutti noi, per via delle bollette salate.
-E deve pulire la cucina.
-Si, ma questo come lo mettiamo nell’annuncio?
–Con una metafora.
-Ah, si.
-(…)
-(…)
-E poi ci deve piacere il mio albero di Natale che ho messo in salotto. Lo sai, l’altro giorno l’Uomo-Orso mi ha impiccato il mio bellissimo Babbo Natale di Peluche alla finestra col laccio dell’accppatoio?
-Il laccio dell’accappatoio? Quello che non viene lavato dal marzo 2001?
-Si, quello dove ci crescono le alghe!
-Ma pensa.
-Porello, è rimasto traumatizzato, piccolo Babbo Natale.
-…ah, e poi deve non dare fuoco alle padelle quando usa l’olio scaduto nel 2004 rubato alla mensa di ingegneria.
-Sono d’accordo. E deve essere in grado di riparare le ante dell’armadio.
-Mi sembra giusto. E…
Insomma, siamo andate avanti per un po’. Ora, se dovessimo redigere un annuncio con tutte le caratteristiche da noi elencate, dovrebbe venire più o meno così:
Affittasi posto letto zona Lame a studente (però preferibilmente ingegnere perché in casa è tradizione) non fumatore, settimana corta, amante degli alberi di Natale e che con una metafora non lasci le pentole unte a decomporre sul fornello per settimane, riparatore provetto di armadi anche senza l’utilizzo dello stucco, che cucini le salsicce con patate arrosto per tutti quanti ma con poco peperoncino, preparatore di camomille, abile con i massaggi alla zona cervicale, il cui colore preferito sia il rosa-fucsia, nato prima del 22 ottobre 1987 perché un’inquilina ci tiene a conservare il ruolo di più piccola, amante degli occhi finti e che non desideri usare frequentemente il telefono in quanto il medesimo risulta essere occupato per la maggior parte del tempo.
Telefonare xxx.
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 10:16
domenica, 26 novembre 2006
COPIA OMAGGIO
EDICOLANTESSA: Salve, signorina, desidera?
ME: Salve. Volevo dire che a me le riviste le potete dare gratis.
EDICOLANTESSA: Riviste? Che riviste?
ME: Ah, una qualunque… "Sorrisi e canzoni", "Oggi", "Chi", "Dipiù TV", Vogue Uomo, "Tutto Uncinetto"… faccia lei.
EDICOLANTESSA: Ha un buono omaggio?
ME: No.
EDICOLANTESSA: …E perché allora dovrei dargliele gratis? Chi è lei?
ME: Una studentessa di scienze della comunicazione.
EDICOLANTESSA: E con ciò?
ME: Con ciò vuol dire che so tutto… me l’hanno spiegato a "comunicazioni di massa". Lo sa come si mantiene un giornale, come paga la carta, i giornalisti, la distribuzione e tutto il resto?
EDICOLANTESSA: …lo fanno pagare?
ME: Esatto, lo fanno pagare e poi ci sono le inserzioni pubblicitarie, che in un quotidiano non sono molte, e il cui prezzo varia a seconda della diffusione del giornale medesimo. Ovviamente un’inserzione in un giornale conosciuto e ritenuto autorevole come il "Corriere" o "La Repubblica" costa molto di più che un’inserzione dul "Il domani di Bologna"
EDICOLANTESSA: Mi sembra ovvio.
ME: E sa come fanno i giornali a vendere di più?
EDICOLANTESSA: Allegano gli inserti?
ME: Proprio così, e in genere sono delle riviste in carta patinata che vengono abbinate al giornale gratis o comunque con un sovrapprezzo minimo. Però in realtà quelle riviste al giornale costano molto, perché la carta patinata ha un prezzo molto più elevato della carta da giornale… mi segue?
EDICOLANTESSA: Ma certo.
ME: E per poterle dare gratis o quasi, vuol dire che la redazione deve ricavare i soldi da un’altra parte, ovvero dalla pubblicità, e questo spiega perché in quelle riviste ce n’è così tanta.
EDICOLANTESSA: Ha ragione, ha ragione
ME: Ora… le riviste allegate ai giornali vengono date gratis, e hanno un formato praticamente identico alle riviste vendute singolarmente… il contenuto è diverso, ma il formato e le inserzioni sono praticamente identiche. Lo sa questo cosa vuol dire?
EDICOLANTESSA: Che qualunque rivista potrebbe essere distribuita gratis?
ME: Infatti! I soldi ricavati dalle vendite rappresentano solo il 4% degli introiti di una rivista… in realtà queste vengono vendute perché una teoria economica sostiene che se una cosa non viene fatta pagare anche poco, questa non è desiderabile agli occhi dei potenziali acquirenti. Quindi, questo tipo di merce ha un prezzo solo perché se non l’avesse, la gente non se la filerebbe e darebbe molto meno diffusa e i pubblicitari pagherebbero di meno.
EDICOLANTESSA: Ma pensa!
ME: Quindi a me la può dare gratis.
EDICOLANTESSA: (…)
ME: In fondo non me ne frega niente, io la vorrei anche se fosse gratis, e le pubblicità le guardo sempre tutte.
EDICOLANTESSA: (…)
ME: Non ci crede? Guardi, su "Sorrisi" della settimana scosa che ho rubato alla mia coinquilina c'erano due pagine di Dolce & Gabbana, due di Cavalli, due di Breil, e sei erano di reclame di allegati ai successivi numeri della rivista. Vede che la guarda? Vede come mi ricordo tutto?
EDICOLANTESSA: (...)
ME: E poi mi aspettano tre ore di treno, cosa faccio in tre ore di treno?
EDICOLANTESSA: Si allontani immediatamente da questa edicola, e non si faccia più rivedere.
Oh, io almeno ci ho provato.
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:13
sabato, 28 ottobre 2006
LA CASA.
Comunque, tra una cosa e l’altra, è ormai un mese che vivo regolarmente a Bologna. E facendo un rapido bilancio, giungo alla conclusione di poter catalogare la mia idea di trasferirmi nel capoluogo emiliano "una delle idee migliori che mi siano mai venute, cioè…assolutamente!", come ho detto l’altra sera a uno dei miei coinqulini.
E, a proposito di coinquilini, mi sembra giunto il momento di narrare brevemente parte delle loro gesta.
Cominciamo con:
La Bianconiglia. Trattasi di Laura, la mia compagna di stanza. Laureatasi a tempo di Record in giurisprudenza col massimo dei voti, passa le sue giornate a vagare da una parte all’altra della città in perenne, inesorabile ritardo. Il fatto è che lei ce la mette proprio tutta per rispettare gli appuntamenti, ma ha sempre un sacco di robe da fare. Accade così che nel sonno sia protagonista di veri e propri monologhi notturni e che scatti a sedere sul letto alle cinque del mattino dicendo "è tardi, è tardi!".
(immaginatevi tra me che mi attacco alla corrente nel sonnambulismo e lei che nel mezzo della notte mi chiede che ore sono quale meravigliosa accoppiata siamo).
Si nutre solo di cetrioli e pomodori e nel (poco) tempo libero guarda la TV. Si è convinta di essere la telespettatrice media, e inspiegabilmente tutti i programmi che lei non guarda falliscono e vengono sospesi entro due settimane.
Quindi, se eravate accaniti fan di "O.C.", "Wild West" o "Reality Circus", sapete con chi dovete prendervela.
L'Uomo-Orso. Interessante esemplare di ingegnere meccanico, Gabriele ha la peculiare caratteristica di indurre la gente, a qualunque ora del giorno, a credere che si sia appena svegliato. Di molte poche parole, è anche detto "l’apparizione" perché, quando non è fuori, passa tutto il suo tempo in camera e riappare sbadigliando in pantaloncini e maglietta da calcetto soltanto per l’ora di cena. Si nutre esclusivamente di cordon-bleu, piadine con la mortadella e pizza surgelata presa al discount (un capolavoro di economia domestica).
La sua presenza viene tradita da interessanti gorgoglii, risate fragorose e suoni gutturali provenienti dalla sua camera emessi mentre sta guardando la TV (di solito durante gli stacchetti delle veline o quando in un film due vanno a letto insieme).
L'Uomo Dei Cibi Precotti. Nessuno può sapere quando arrivi e quando parta, ma quando c’è lui il frigo non è più lo stesso. Vitelli tonnati, polpette coi piselli, lasagne fatte in casa tutto rigorosamente preparato dalla su’mamma. In realtà qualcuno dice di averlo visto cucinare, ma questa voce è stata inserita tra le leggende mitologiche tipo quella di Icaro o quella di Romolo e Remo.
Vestito in Jeans e camicia sino alle ore più inoltrate della notte, è l’unica persona di sesso maschile a riuscire a reggere un confronto con la qui presente quanto a pettegolezzi e aneddotica varia. In effetti, se fossi un uomo e mi fossi iscritta a ingegneria, probabilmente sarei esattamente come lui.
I suoi cinque anni di studi in ingegneria elettronica vengono di molto valorizzati dai coinquilini che tendono a sfruttarlo ignobilmente chiedendogli di fare cose che necessitano di grande pratica e perizia tecnica del tipo: cambiare le lampadine, regolare la sveglia, risistemare le prese di corrente dopo che la sottoscritta ci si attacca nel cuore della notte, pagare la bolletta dell’Enel.
Zeus-La Matricola In Rosa (che poi sarei io). Dopo l’episodio della corrente, la new entry della casa dovette accettare di buon grado il soprannome di "Zeus" messogli dall’Uomo Dei Cibi Precotti. Consapevole del divario anagrafico con i suoi coinquilini (che hanno 7 anni più di lei), la Matricola In Rosa è decisa a non adattarsi al ruolo di mascotte, e fa il suo ingresso trionfale in casa decidendo di far notare la sua presenza con un’innumerevole quantità di oggetti rosa sparsi in giro per la casa. Tra questi si contano: l’Enorme Cuscino Rosa Morbidoso di Hello Kitty regalatole da Zia per il suo compleanno, la sveglia coordinata, un poncho di lana rosa shocking che lei è solita mettere al posto del plaid la sera, il pigiama rosa con le giraffe, diversi peluche.
Dopo un primo momento di scetticismo, i coinquilini accettano di buon grado la suo presenza, e la sveglia rosa viene posta sopra il televisore al posto di quella digitale demolita involontariamente dalla Matricola la sera precedente, incuranti dei mugugni dell’Uomo Orso.
La Matricola In Rosa ora viene considerata dai più una sorta di sorella minore, e ciò venne ufficializzato dalla Bianconiglia con la dichiarazione "Vabbè, vorrà dire che ti aiuterò a scegliere tutti i potenziali fidanzati che negli anni prossimi ti porterai a casa".
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:39
sabato, 07 ottobre 2006
SEVEN DAYS
Si conclude oggi la mia prima settimana da Vera Donna Indipendente Di Mondo Al Primo Anno Di Università In Una Città Che Non E’ La Sua. E’ quindi tempo di bilanci. Farei così la lista delle
Cose che ho imparato nei primi sette giorni da matricola bolognese:
- L’alfabeto fonetico internazionale (fonte: insegnante di semiotica).
- Quando devi andare da qualche parte in centro e non sai che cazzo di autobus prendere, nel dubbio sali sul 25. Porta ovunque, e se scopri che non ferma dove vuoi tu almeno puoi scendere alla stazione e prenderne un altro. (fonte: ATC Bologna)
- Quando devi andare da qualche parte appena fuori le mura e non sai che cazzo di autobus prendere, nel dubbio sali sul 33. Porta ovunque, e se scopri che non ferma dove vuoi tu almeno puoi scendere alla stazione e prenderne un altro. (fonte: ATC Bologna)
- Quando al televoto dei realtiy show sono in sfida due donne, vince quella con le tette più grosse (fonte: teorie profonde elaborate da coinquilino Gabriele)
- Cosa vuol dire "semiotica" (fonte: insegnante di semiotica che alla terza ora di lezione continuava a vedere facce molto perplesse e/o interrogative e si chiedeva perché)
- Gli uomini tendono a non lavare i piatti (fonte: coinquilini maschi)
– Gli uomini se lasciati a casa da sola tendono a nutrirsi di Panatine Rovagnati (fonte: come sopra)
- Gli uomini quando si fanno male e non c’è ghiaccio, rinfrescano la ferita sul piede con la confezione di Minestrone Findus Surgelato rubato alle coinquiline, e negano spudoratamente tale azione anche se colti in flagrante da coinquiline medesime nonostante siano visibili sulla confezione tracce di decomposizione organica (fonte: nuovamente come sopra).
- Ultimamente c’è una motivabile repulsione nei confronti del Minestrone Findus Surgelato.
Soprattutto, ebbi l’occasione di constatare a mie spese l’Unico Vero Teorema Universale:
- Gli uomini tendono sempre a lasciare sollevata l’asse del cesso.
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:06
lunedì, 25 settembre 2006
LE TETTE PIU GROSSE DELL'UNIVERSO (ovvero: compagni di viaggio piuttosto originali)
Sabato. Vagando tra una stazione e l’altra.
– E’ in partenza al binario 8 il treno… hmm… scusate. Ah, si: Intercity delle 14.44 proveniente da Napoli e diretto a Venezia Santa Lucia. Ferma a Prato, Firenze Santa Maria Novella… no, niente, questo era un altro. Ecco: ferma a Ferrara, Rovigo, Terme Euganee, Padova, Mestre.
Scusatemi, ma si è inceppata la macchina che fa gli annunci elettronici. Inoltre, pregherei ai signori passeggeri di non attraversare i binari perché… cioè, è ovvio che potete farvi molto male. Grazie. Buon pomeriggio. Buon viaggio. Ciao.
(Quest’uomo è il mio nuovo idolo)
Intercity di cui sopra, mezz’ora dopo. Sto seduta nello scompartimento assieme ad una tizia di Matera, una tizia di Potenza, una studentessa di Napoli e un tizio dall’aria terribilmente inglese intento a leggere "Hard Times" di Charles Dickens. Il posto accanto a me è provvisoriamente vuoto: la tipa che lo occupava (una napoletana sessantenne la quale aveva pensato bene di allietare l’intero vagone con i suoi personali commenti in dialetto stretto sulle ultime notizie pubblicate da Novella 2000) si era da poco alzata per recarsi nel non-distante cesso.
Insomma, ero lì che leggevo l’inserto di Repubblica quando questa di ritorno dal bagno irrompe nello scompartimento:
–Oh, gente! Non avete idea… qua fuori c’è la donna con le tette più grosse dell’universo! Ma una cosa impressionante: avete presente la… la… insomma, quella che si è mollata con Montano? Ecco, il doppio! Che stavo uscendo dal bagno e me la son trovata davanti e son rimasta sconvolta, tanto che l’ho guardata e ci ho detto: signora, lo sa che ha le tette più grandi che io abbia mai visto? Signora, ma ci passa nel corridoio? Perché son veramente enormi!
E poi son venuta qui perché dovevo dirlo a qualcuno, gente… non avete idea! Che poi mi chiedo se siano proprio sue perché non è normale che delle tette così grosse stiano su così bene…Ma dovete venire a vederle, perché detto così non rende! Oh, facciamo così: a turno in coppia fate finta di andare al bagno, tanto siete tra donne, così vedete anche voi! Maronna lu carmine, ma veramente… ho bisogno di sedermi.
E si siede.
La tizia di Matera ripiomba sugli appunti di fisica nucleare.
La tizia di Napoli guarda fuori dal finestrino facendo finta di niente.
La tizia di Potenza finge di dormire.
Il tizio terribilmente inglese impressionato dalla mimica della signora (molto esplicita peraltro, come mimica), esce dallo scompartimento col suo libro di Dickens mormorando qualcosa di terribilmente inglese (le parole che son riuscita a recepire sono: oh my God, italians, come back tomorrow, crazy, breasts)
vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:20
lunedì, 18 settembre 2006
9
Bologna. Alle poste
Impiegata: Signorina… mi dice qual è la destinazione di questo pacco?
Me: Nove, provincia di Vicenza.
I: Nove? E’ un paese?
Me: Si, abito lì.
I.: Nove come il numero?
Me: Come il numero.
Bologna. In biblioteca
Bibliotecaia: Bene… allora, il nome ce l’ho, ho l’indirizzo, il numero di telefono anche… lei non è di Bologna, signorina?
Me: No, infatti.
B.: Allora per farle la tessera ho bisogno anche di altri dati. Dove ha la residenza, signorina?
Me: Nove, provincia di Vicenza.
B.:…Nove?
Me: Si.
B.: Come il numero?
Me: Esattamente.
Bologna. Salotto di casa.
Coinquilino: Quindi tu saresti di Vicenza?
Me: Nei paraggi.
Coinquilino: Non Vicenza città?
Me: Provincia.
Coinquilino: E il tuo paese come si chiama? Magari ci sono stato.
Me: Nove.
Coinquilino: …Nove?
Me: (…)
Coinquilino: …come il CD di Ramazzotti?
Me: (…)
Almeno riconosciamogli l’originalità.