Qui vi è:
"E' sbagliato pensare di risolvere grossi problemi con il solo ausilio delle patate fritte"

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
odi et amo
Odio : Le cose con otto zampe.
Amo : Un'altra serie di cose, nessuna delle quali ha otto zampe.
E-mail
<-voisietequi@yahoo.it->
Passati di qui per caso
*loading* tizi

  • Powered by Splinder
Credits
Template by:


Image by:


Distributed by:
nonsolotemplate

and :
Template X Tutti

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:23
domenica, 15 giugno 2008

CUORE SOLITARIO.

La gente tenta di porre rimedio alla mia singletudine nei modi più svariati.
Del tipo: l'Amico Bolognese-di-Bologna l'altro giorno a pranzo ha estratto il suo cellulare, e davanti ad un nutrito pubblico ha iniziato ad elencarmi i nomi dei suoi amici associandoli all'affermazione "è single" oppure "è' fidanzato ma non importa" e, nel primo caso, snocciolando le caratteristiche peculiari del soggetto in questione. Ne venivano delle cose interessanti, del tipo:
"Poi abbiamo Panettone, che è single. Faceva il dj nel locale X prima di farsi arrestare per un traffico interno di hashish, ed è campione nazionale di carte di Yu-gi-Oh."
(Si, grazie del contributo).
Ma poi ci sono i momenti in cui la sottoscritta riesce effettivamente a fare delle conquiste. Settimana scorsa ero fuori con le mie amiche Migranti per festeggiare la vittoria dell'Erasmus, e ci imbattemmo in un gruppetto di ragazzi tra cui un'amico della mia collega Fede.
Decidiamo di unirci a loro, e nel pub del cicchettaro uno di questi tizi mi si avvicina e inizia una brillante conversazione di cui vado a riportare uno stralcio.

TIZIO: "Maaa pensa...sei veneta anche tu, quindi.
ME: Si, effettivamente.
TIZIO: Maaa... a casa tua chi c'è? Voglio dire, fratelli, sorelle?
ME: Sorella. Più piccola. Sta facendo adesso gli esami di terza media.
TIZIO: Maaa... tu qui a Bologna fai sport?
ME: No. Lungi da me.
TIZIO: Maaa... e invece qui, con chi abiti?
ME: Coinquilini. Due ragazzi e una ragazza.
TIZIO: Maaa...
ME: ...Maaa 'scolta, mi sembra più costruttivo se questa conversazione prende una piega diversa. Voglio dire: tu continui a farmi domande, e io continuo a darti risposte stringate che senti a malapena perchè già stai pensando a che cosa chiedermi dopo... Piuttosto, raccontami qualcosa tu.
TIZIO: ...
ME: ...Dai.
TIZIO: Beh, mi piace ascoltare della musica. Maaa a te quale musica piace? Io vado matto per l'House e per Tiziano Ferro.

(Il fatto è che quando una non ha fortuna, NON ha fortuna.)

Permalink ? commenti (2)
categoria : vita vissuta eh, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 18:46
martedì, 01 gennaio 2008

COUNTDOWN

Il Capodanno trascorso in quel di Bologna, con amici veneti giunti laggiù approfittando dell'ospitalità a scrocco. Un'esperienza inedita, la piazza gremita di gente e una DJ con evidenti problemi di dipendenza da alcool e dai più comuni tipi di droga a scaldare la folla.

"SU LE MANI BOLOGNAAAAAAAA! SIIIIIIIIII, SIIIIII, SIIIIIIIII!"

(Diverse migliaia di persone ammutoliscono, in vistoso imbarazzo per la signorina)

"E' UNA SERATA FANTASTICA, VI VOGLIO BENE, GRAZIE BOLOGNAAAAAAA! MA NOI NON SIAMO EGOISTI, VOGLIAMO BENE A TUTTI! QUINDI GRAZIE ROMAAAAAA! GRAZIE MILANOOOOO, GRAZIE FIRENZEEEEEEEE, GRAZIE NAPOLIIIIIIII!


(Ma vogliamo lasciar furori gli altri paesi, chessò: Poggibonsi, Maerne di Martellago, le Isole Tremiti?)

"BOLOGNA CI SIAMO QUASIIIIIII: MANCANO SOLO...
...82 MINUTI ALL'ANNO 2008! PREPARATE LO CHAMPAGNEEEE!


(Ma certo, lo tengo in fresco).


Se qualcuno conosce questa donna-genio, me lo fa sapere che voglio offrirle da bere?
Ah, chiaramente auguri sparsi a tutti i passanti.

Permalink ? commenti (4)
categoria : gente strana, vita vissuta eh, trasferte, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:45
sabato, 17 novembre 2007

MEGLIO SOLI CHE MALE ACCOMPAGNATI (IN ALCUNI DETERMINATI CASI)

Quando si trascorre la maggior parte della giornata a calcolare le probabilità che alcune persone possano venire investite dal filobus 33 prima della fine della settimana, vuol dire che c'è qualcosa che non va.
Inizialmente i pensieri riguardanti potenziali morte dolorose altrui erano dedicati in esclusiva al mio professore di Geografia (cosa peraltro assolutamente comprensibile), ma poi mi sono involontariamente ritrovata a visualizzare il medesimo destino anche per un ragazzo.
C'è voluta tutta la solidarietà femminile della mia compagna di stanza per tirarmi su e placare i miei istinti omicidi, in seguito a ripetute sedute serali avvenute nel nostro soggiorno di cui vi riporto uno stralcio:

COMPAGNA DI STANZA: ...perchè vedi, il punto è che tu te la prendi troppo. Non ci devi pensare a quello, non se lo merita... Devi convincertene.
ME: ...Hmm.
C.D.S.: Guarda, ragioniamo. Ricapitoliamo i punti fondamentali.
ME: ...Hmm.
C.D.S.: ...Dunque, è successo che dopo che vi siete conosciuti, lui ha cominciato a fare il carino con te. Ti cercava, ti faceva un sacco di complimenti, ti diceva un sacco di cose carine, ti scriveva per augurarti la buonanotte... ho dimenticato qualcosa?
ME: ...Hmm.
C.D.S: Bene, appunto. Poi è successo che un giorno, raccolta la necessaria ispirazione, si sia fatto coraggio e ti abbia confessato che gli piacevi.
ME: ...Hmm.
C.D.S: E poi cos'è successo? Niente! E' sparito! Volatilizzato! Si è dissolto nell'aere non lasciando più tracce di se! Per due settimane!
ME: Già.
C.D.S: E mentre lui giocava all'uomo invisibile, cos'hai scoperto? Che nel periodo in cui si sentiva con te, diceva le stesse medesime cazzate a quella tua compagna di corso, la tipa con i capelli rossi!
Infine, dopo quindici giorni di evanescenza vi siete incontrati per caso all'università e qual'è stata l'unica cosa che ha avuto il coraggio di dirti Lo Stronzo? No, ora te la ripeto, perchè vale la pena di considerarla
in tutta la sua stronzaggine: ti ha detto solo "Oh, ciao, sei tu... Sei sempre qui a studiare geografia".
Insomma, è ovvio che ci troviamo di fronte ad un essere ignobile, doppiogiochista e privo di fegato. Non ho ragione?
ME: Già. Si, suppongo di si.
C.D.S: ...Dai, cerca di essere un po' più convinta. Riproviamo: non ho ragione?
ME: Si. Si, ok!
C.D.S: E poi, Giulia, diciamoci la verità.
ME: (...)
C.D.S: ... potevi mica metterti con uno che legge Vogue Uomo, no?!

Permalink ? commenti (4)
categoria : vita vissuta eh, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 12:57
venerdì, 02 novembre 2007

TRASFORMAZIONE

Non mi va di seccare i passanti spiegando nel dettaglio perchè questo si possa definire esattamente "un periodo un po' di merda", però è così. Dopotutto, tedio già abbastanza tutte le persone che si dichiarano disposte ad ascoltarmi, e non mi va mica di farlo anche con voi.
Comunque sia, l'unico motivo per cui sembra valere la pena di alzarsi la mattina sono le lezioni di semiotica 2.
Si, riconosco che detta così è una cosa molto triste, però non posso farci nulla, mi diverto un sacco.
Quella di mercoledì, in particolare, si è rivelata piuttosto interessante.
Stavamo parlando delle trasformazioni subite dalle figure attoriali nel corso dei racconti, e per esemplificare la cosa, nel tentativo di catturare la nostra attenzione la professoressa pensò bene di farci leggere un passaggio tratto da "Harry Potter e il calice di fuoco", con visione della corrispondente scena tratta dal film.

PROFESSORESSA: Insomma, per chi non avesse mai visto questo film, la scena che ora andremo a vedere è quella in cui viene rappresentata la trasformazione di Lord Voldemort
(*mormorii tra la folla*)
PROFESSORESSA: ...Lord Voldemort che, come tutti sanno, ricopre la figura dell'antagonista, dell'oppositore, dell'Anti-Soggetto. Insomma, accade che in seguito ad una maledizione, Lord Voldemort sia stato ridotto ad un mostriciattolo con sembianze quasi fetali, e alla fine del quarto capitolo della saga egli riesca con l'aiuto dei suoi seguaci a riprendere sembianze umane.
(*mormorii tra la folla*)
PROFESSORESSA: La trasformazione avviene all'interno di un calderone dove è stata preparata una sorta di pozione, e dove Voldemort-Feto viene immerso. Vedremo questo processo di cambiamento in cui Voldemort-uomo esce dal calderone riprendendo le sue fattezze con una serie di movimenti molto fluidi, molto... carini.
Per esempio, il mio assistente si dice sicuro che diventerà un'icona gay.
(*bisbigli*)
PROFESSORESSA: ...Lord Voldemort, ma probabilmente anche il mio assistente.


(Dite che dovrei cercare di recuperare una vita mia?)

Permalink ? commenti (5)
categoria : gente strana, vita vissuta eh

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 19:56
venerdì, 19 ottobre 2007

ANIME GEMELLE

E arriva il momento in cui la tua migliore amica ti annuncia ufficialmente di essersi fidanzata. Per farlo sceglie il momento in cui siete in macchina e tu stai guidando (a suo rischio e pericolo, considerando le mie notorie abilità di guida).

AMICA: Sai...
ME: Hmm.
AMICA: Ecco...
ME: Hmm.
AMICA: Mi sono fidanzata.

*leggera frenata*

ME: ... nel senso?

AMICA: Hai presente il mio compagno di corso, quello che è venuto con noi a Gardaland? Quello che ti ha costretto a forza a salire sul Blue Tornado dicendoti che sennò eri un'asociale? Quello che ci ha ricaccompagnato in macchina e ha sbagliato uscita dell'autostrada, e...
ME: Si. Presente.
AMICA: Beh, ieri sono andata da lui e... ci siamo messi insieme.
ME: Bene.
AMICA: Già.
ME: Mi fa piacere, sul serio. Auguri.
AMICA: Già. Grazie.
ME: (...)
AMICA: (...)
ME: Ma lui com'è?
AMICA: Come, "com'è?"? In che senso?
ME: Come ti ci trovi, perchè ti piace, cose così...
AMICA: Beh...
ME: (...)
AMICA: ...E' il mio tipo.
ME: Beh, si, in effetti era carino. Aveva due occhi azzurri piuttosto interessanti e anche come fisico non ci si può lamentare. Anche se a dire la verità credevo che tu preferissi quelli con gli occhi scuri e...
AMICA: Non intendevo per l'aspetto.
ME: Ah.
AMICA: (...)
ME: ...Cosa intendevi allora?
AMICA: (...)
ME: (...)
AMICA: Ha una tavola periodica come sfondo del cellulare.

Dovrei riconsiderare le mie frequentazioni.

Permalink ? commenti (6)
categoria : gente strana, vita vissuta eh

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:44
domenica, 15 luglio 2007

CHI VA LA?

Esame di informatica, appello degli iscritti. L'assistente chiama gli studenti radunati davanti ai laboratori.


- Rossi F, laboratorio 1
(Un ragazzo alza la mano, ed entra nel laboratorio)
- Bonfiglioli G, laboratorio 2
(Una ragazza alza la mano, ed entra nel laboratorio)
- ... e ora siamo a... Cavour Camillo Benso, laboratorio 1.
(...)
- ...Cavour Camillo Benso? C'è Cavour?
(*mormorio generale*)
-Cavour, ultima chiamata! Cavour...?!?
...No, aspetta, ci sono arrivata. Ragazzi, dovete smetterla di farmi scherzi idioti. Passino le e-mail con i virus, passino i vostri fotoritocchi di me col corpo di Platinette, passi anche che avete tentato di farmi licenziare inserendo nel mio computer un sacco di materiale porno, ma almeno potete evitare di sabotarmi gli appelli iscrivendo persone inesistenti? Camillo Benso Cavour?! Oltretutto potevate trovare qualcuno di meglio di un mezzo francese stramorto con manie di grandezza... Che so, Garibaldi Giuseppe, Alighieri Dante, Tramaglino Renzo o...
...
(In mezzo alla folla, un ragazzo con due occhiali enormi alza timidamente la mano)

-...Si, ragazzo, cosa vuole lei? Mi auguro sia qualcosa di profondamente intelligente, perchè...
-Veramente... Camillo Benso Cavour sarei io. In che laboratorio devo andare?

Permalink ? commenti (11)
categoria : vita vissuta eh

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 23:14
venerdì, 25 maggio 2007

L'ANNIVERSARIO

Scene di vita familiare. Una tarda serata nell'appartamento bolognese davanti ad una ciotola di budino al cioccolato con la mia compagna di stanza Laura e il nostro coinquilino Ingegnere Di Fiducia.

LAURA: Oh, che ora s'è fatta ragazzi?
INGEGNERE: Mmm... l'una e mezza, più o meno
LAURA: Meglio che vado a dormire, che domattina alle nove devo essere in studio dall'avvocato. Tu Giuli, a che ora ti svegli?
ME: Hmmm... non tardissimo, dovrei mettermi a studiare. Sono giorni che non faccio come si sul dire un emerito, e ho l'esame tra... tra... che giorno siamo oggi?
LAURA: Il 15. Siamo il 15.
ME: ...due settimane.
LAURA: ...questo mi fa ricordare che in questo periodo L'Uomo Orso (il nostro precedente coinquilino) fa l'anniversario con la sua morosa. Da quant'è che stanno insieme?
ME: Boh... mi sembra dicesse sei, sette anni...
LAURA: Si si, hai ragione. Sette anni.
ME: Cavoli.
(...)
INGEGNERE: Adesso che ci penso dovrebbe esserci una ricorrenza anche per me in questi giorni... una ricorrenza...
ME: Che, c'hai la morosa pure tu e noi non si sapeva niente?
INGEGNERE: Ma no Giuli, che dici... un... boh, qualcosa. Solo che non ricordo bene in questo momento... oh, mi sfugge.
LAURA: ...Un impegno che t'eri preso? Un compleanno di un tuo amico?
INGEGNERE: No, non mi sembra
ME: ...devi programmare qualcosa? O... boh, l'anniversario di matrimonio dei tuoi?
INGEGNERE: No, neanche.
(...)
INGEGNERE: (!)
ME: ...quindi?
(...)
INGEGNERE: Oh, m'è tornato in mente! L'anniversario del mio motorino... la settimana prossima mi scade la polizza!
*sguardo torvo delle commensali*
(...)
INGEGNERE: ...Beh, che c'è? Dovrò pure fargli gli auguri.

Permalink ? commenti (4)
categoria : gente strana, vita vissuta eh, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:55
venerdì, 20 aprile 2007

L'INCONTRO CON LA STAR

L'Incontro è avvenuto in un momento peculiare del mio pomeriggio esattamente cinquantacinque ore fa. Mi trovavo in un ombroso e defilato vicolo di Bologna, tra un bar e un bidone della spazzatura con al mia amica Serena, la quale sfiorava la morte per soffocamento dopo aver ingerito un frammento di cannuccia.
Insomma, ero lì che la osservavo mentre tossiva e assumeva una sfumatura porpora, quando lei all'improvviso si blocca.
-Giuli...
-...Stai morendo e vuoi che ti colpisca violentemente sulla schiena?
-Non ti voltare.
-...?
-Tu non immagini che c'è dietro di te.
-...Bidone raccolta rifiuti secchi?
-Si, a parte quello. Più dietro. Davanti la trattoria.
-...?
-Riccardo Scamarcio che fuma una sigaretta.
-...
-(!)
-...Hai avuto un deficit di ossigeno all'emisfero sinistro?
-No, guarda che è lui veramente... l'ho riconosciuto dai ray-ban. Ce li aveva anche nella foto sull'ultimo numero di "Chi". E adesso che facciamo?

Ora, vorrei chiarire due o tre cose.
Innanzitutto, sono contraria alle ragazzette urlanti che si appendono i poster in camera di uno solo perchè è figo. (Cioè, anch'io ho il poster di Johnny Depp, ma Johnny non è solo figo. Johnny è un'entità superiore astratta e intoccabile).
Poi.
Sono contraria anche alle foto col cellulare, nonchè alla frase "Io e te... tre metri sopra il cielo". E preciserei inoltre che anche se il mio stato civile non fosse di sicura zitellaggine, non mi verrebbe mai e poi mai in mente di appendere un lucchetto ad un palo e buttare la chiave nel Tevere.
Però.
A me i ragazzi ricciolini e con gli occhi verdi sono sempre piaciuti. Vabbè, gente... anche l'occhio vuole la sua parte, no?

Sin dall'inizio apparve chiara l'intenzione di Serena di confondersi con la colonna del portico e di avviare un'intensa e immobile attività di spionaggio. A mio parere però, la cosa sembrava poco produttiva.
Perchè insomma, lui era lì solo soletto e rilassato, e anche se non siamo delle quattordicenni in crisi ormonale avremmo potuto ritagliarci un momentuccio uccio da narrare in modo enfatico alle nostre compagne di corso il giorno successivo. No?
Dopo discussione rapida ma dai toni accesi, decidemmo che potevamo anche osare avvicinarci e rivolgergli la parola. E che essendo stata mia l'iniziativa, avrei dovuto farlo io.

La star siede all'entrata della fattoria fumando l'ultima parte della sigaretta. Fa per alzarsi.
Lento avvicinamento
(*Rullo di tamburi*)

ME: ...senti.
LA STAR: ...si?
ME: Ciao.
LA STAR: ...'ao.
ME: ...
LA STAR: ...?
ME: Lo so che io abito qui e tu no, però sai mica dove si trova il cinema X? No, perchè devo trovarmici dopo con un mio amico per vedere l'anteprima del tuo film, e non ho mica capito dov'è.

Ma è risaputo che un giorno diventerò una giornalista molto ricca e famosa, e allora lui mi telefonerà pregando di andarlo a intervistare per promuovere i suoi film.








Permalink ? commenti (8)
categoria : vita vissuta eh, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 16:03
venerdì, 06 aprile 2007

PRIMO APPROCCIO

La blogger iniziò a rendersi conto di cosa vuol dire essere La Più Piccola solo in seguito al suo trasferimento nell'Appartamento Per Studenti, dove, come già noto, i Coinquilini per ammazzare il tempo facevano valere quei sette anni di vita in più e la maggiore forza fisica tendendole agguati e facendosi gioco di lei.
La blogger si abituò in fretta, imparando a difendersi verbalmente, ad adottare furbe strategie e qualora queste non funzionassero, a scalciare e a scagliare oggetti contundenti.
(Una volta per vendicarsi del fatto che il suo peluche preferito era stato nascosto dentro il forno, intrufolò il timer della cucina nella borsa dell'Ingegnere Elettronico facendolo suonare in piena notte. Passi tutto, ma i peluche della blogger sono delle reliquie sacre cui va dovuto il massimo rispetto).

La blogger, di cui è ben conosciuto lo stato di zitella, aveva addocchiato già da un po' un ragazzo che frequentava il di lei corso di laurea, carino, alto e biondo scuro il quale risultava stare particolarmente bene con un maglione a righe colorate. L'Uomo Col Maglione A Righe soleva sedere sempre nell'ultima fila a sinistra durante le lezioni. La blogger purtroppo prediligeva un altra posizione, un po' meno defilata e dall'altra parte dell'aula, dove si posizionavano i di lei amici che dividevano con ella bevande delle macchinette e quotidiani da sfogliare durante le più noiose lezioni di sociologia.
Lei non osava mai sedersi in un posto diverso perchè gli amici erano abitudinari, e lei non voleva insospettirli e suscitare domande.
Accadde però che un giorno che pioveva in una maniera allucinante, alla lezione non si presentò nessuno degli amici di cui sopra, che preferirono stare a casa a mangiare olive e guardare Dragon Ball.
Così, astutamente, la blogger decise di arrischiare una mossa azzardata e di sedersi nella penultima fila a sinistra, proprio davanti al banco dell'Uomo Con Il Maglione A Righe (il quale, come fu scoperto dopo affannose ricerche, si rivelò chiamarsi Federico). Lui si presentò puntuale alle 11.05, con il suo delizioso Maglione A Righe e il suo libro di sociologia. E si sedette nel suo solito posto, dietro a quello in cui la blogger si era strategicamente posizionata.
A metà della lezione, la blogger sentì qualcuno che attirava la sua attenzione battendole una mano sulla spalla.
BLOGGER (voltandosi piano): ...?
UOMO COL MAGLIONE A RIGHE: Scusa...
BLOGGER (a corto di voce): ...si?
U.C.M.R: Volevo dirti una cosa.
BLOGGER (attonita): ...si, dimmi.
U.C.M.R: ...
BLOGGER: ...
U.C.M.R.: ...ti sei accorta che hai delle mollette attaccate sul cappuccio?

Dopo la lezione, la blogger fece irruzione nella camera dei Coinquilini indubbiamente colpevoli, e si adoperò per fare una strage munita di cucchiaio di legno e coltello per il pane.

Permalink ? commenti (13)
categoria : vita vissuta eh, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:53
domenica, 28 gennaio 2007

LASSU' QUALCUNO CI AMA

Antefatto: Dopo il mio trasferimento in quel di Bologna divenni nota presso una buona parte della cittadinanza come "maestrina rompicoglioni" per la mia spiacevole abitudine di correggere gli errori grammaticali e sintattici commessi dai miei interlocutori durante la conversazione con la sottoscritta. Inizialmente questa cosa suscitava al prossimo una modesta irritazione, poi gli amici si sono rassegnati ed hanno deciso di utilizzare la tattica del "se non la puoi battere unisciti a lei" utilizzandomi di frequente come correttrice di bozze.
Qualche giorno fa, il fratello gemello di una mia amica generalmente noto per non essere proprio un asso dell'italiano scritto, mi telefonò chiedendomi aiuto per la sua tesina di sociologia.


ME: Vedi, ecco... l'espressione "di per sè" si scrive separando i tre monosillabi, e non tutto attaccato... e poi "cioè" va con l'accento, ricordatelo.
GEMELLO (avvilendosi): (...)
ME: ...Ecco, poi: quando scrivi a computer dopo le virgole ci va uno spazio, e dopo i punti la maiuscola...
GEMELLO (sempre più avvilito): (...)
ME: ... e poi... AH! COSA VEDO! "Sarà" coniugato al futuro? Ma non vedi che qua ci va un CONGIUNTIVO?!
GEMELLO (disperato): *Basta*
ME: Eh, lo so, ma cosa ci vuoi fare? Dobbiamo renderla leggibile questa tesina, sennò non c'è speranza di passare l'esame... io faccio il possibile, capisci?
GEMELLO: Lo so che fai il possibile, ma... come faccio? Come posso imparare a scrivere bene?
ME: ...sinceramente?
GEMELLO: ...eh.
ME: Hm, non so... forse dovresti votarti a qualche santo.

*DLIN DLON*

ME: ...?
GEMELLO: ... hanno suonato, 'spettami che apro.

*Uno sconosciuto vestito di bianco fa il suo ingresso nel corridoio*

SCONOSCIUTO: Salve, sono il parroco. Venivo a benedire questa casa.

Che non si dica che lassù con ci ascoltano.

Permalink ? commenti (10)
categoria : gente strana, vita vissuta eh, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 11:42
domenica, 14 gennaio 2007

LA DONNA FRAGILE  

Si capisce subito quando una studentessa è in periodo d'esami. C'è una scena, inequivocabile e inconfondibile, che permette al mondo di comprendere che la Matricola attraversa una fase di stress universitario da Valutazione Imminente.
Sarebbe la seguente:

Mattina, ore 7.45. In autobus. La Matricola si avvicina all'ultimo posto libero della vettura. Sta per sedervisi, sta per posare le natiche sulla superfice del sedile che costituisce l'ultimo posto libero della vettura quando le si affianca una vecchietta. Avrà circa ottant'anni, e vestita con una giacca di panno lenci rischia di sfracellarsi al suolo sotto il peso delle borse della spesa ad ogni minimo scossone. Le due si guardano. Negli occhi della vecchia passa un lampo di speranza misto a pietà, lei si fa ancora più piccola. Con uno sforzo visibile, la vecchia posa la mano sulla spalla di Matricola.
-Signorina...
- ...?
-Sa...
-...?
-...le stavo per chiedere il posto, ma lei ha un faccino così sciupato che è meglio che resti lì. Dorme poco la notte, per caso? Dovrebbe mangiare di più, la vedo così magrolina... Ah, ai miei tempi le cose non stavano così, i giovani d'oggi sono così fragili. Glielo dico, ragazza, se continua a deperire lei non arriverà mai ad 82 anni nelle mie condizioni, davvero.

Che dire? E' una cosa frustrante.  

Permalink ? commenti (11)
categoria : vita vissuta eh, trasferte, bolognesità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:29
venerdì, 05 gennaio 2007

L’UOMO DEI SOGNI

Qualche settimana fa, durante la festa per il dodicesimo compleanno della Cicci.

DODICENNE: Ragazze, dai facciamo un gioco
CORO DI PARGOLE URLANTI: Si si, dai!
DODICENNE: Allora… descriviamo a turno il nostro ragazzo ideale. Così, senza dire bugie.
CICCI: Chi comincia?
DODICENNE: La Alessia, comincia la Alessia!
ALESSIA: Va bene. Allora, intanto dev’essere un po’ alto…
CORO: …siii?
ALESSIA: Poi mi piacerebbe che avesse gli occhi azzurri
CORO:… siiiii?
ALESSIA: Capelli magari scuri, anche se anche i ragazzi biondi sono carini. E poi…
CORO: (…)
ALESSIA: Dev’essere maturo. Insomma, vorrei che avesse… almeno tredici anni.

Quando si dice il fascino dell’omo maturo.

Permalink ? commenti (7)
categoria : vita vissuta eh

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:45
venerdì, 20 ottobre 2006

ZEUS (eccentrici tentativi di suicidio inconsapevole)

Allora, questa ve la racconto perchè tanto quando mia madre l'ha saputo ha narrato l'aneddoto a mezzo mondo e manca solo che ne renda conto il Gazzettino in prima pagina.
Bologna. Era martedì notte, ore 02.49, circa un'ora e mezza dopo essere andate (io e la mia compagna di stanza) a dormire al termine di una serata trascorsa a guardare la TV con gli altri e a mangiare Pan di Stelle e Kinder Maxi.

Nel mezzo di un attacco di sonnambulismo mi sono attaccata alla corrente.

Precisamente.
La scena che mi è stata descritta la mattina successiva era quella di me nel mezzo del più colossale episodio di sonnambulismo della pianura Padana che mi sollevavo in ginocchio sul materasso e cominciavo a ravanare tra le mie cose sulla mensola appesa al muro che sta sopra il letto, e poi mi chinavo inequivocabilmente verso la presa della corrente accanendomici. La quale presa, di quelle vecchio tipo di plastica che si infilano nel muro, dopo una strenua lotta, ha ceduto ed è stata da me sradicata da muro.
E' stato a quel punto che, non contenta, mi sono attaccata ai fili della corrente. L'episodio è terminato con me che mi svegliavo dicendo "Ahi" e mi ciucciavo l'indice destro presentante visibili segni di folgorazione elettrica.

(è stato divertente soprattutto il momento in cui i ragazzi son venuti dall'altra stanza a vedere che stava succedendo e la mia compagna di stanza ha detto "Oh, gente, ci stavamo giocando la coinquilina che ha deciso di suicidarsi nel sonno attaccandosi alla corrente", e loro mi guardavano con aria molto perplessa.)

Ora. Vi invito al dialogo e a formulare la seguente ipotesi: cosa potevo stare sognando di così anomalo da indurmi a compiere simili gesta?
Ma soprattutto: dovrei farmi vedere da uno bravo?

Siccome voi siete lettori affezionatissimi e ci tenete molto alla blogger qui presente e ritenete che sia simpatica, spiritosa, in gamba, con un senso dello humor senza eguali eccetera, sapete perfettamente che domenica è il mio compleanno, e avevate già in programma di farmi gli auguri, vero?

Permalink ? commenti (14)
categoria : vita vissuta eh, amenità

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 20:48
sabato, 14 ottobre 2006

UNA VERA DONNA



E’ un momento di grande maturità. Sono completamente proiettata nella mia nuova vita universitaria, e in più tra otto giorni esatti sarà il mio diciannovesimo compleanno. Discutevo di questo con il resto della famiglia iersera al ristorante dopo le solite tre ore di treno che mi riportarono nelle venete lande.

ME (alla famiglia): Si, insomma… è un ambiente molto diverso rispetto al Liceo, voglio dire… mi sveglio la mattina, vado all’università dove posso scegliere i corsi da frequentare, poi torno e mi faccio da mangiare, il pomeriggio vado a fare la spesa, studio, faccio i lavori di casa e la sera arrivano i miei coinquilini e allora guardiamo la Tv, usciamo, chiacchieriamo… Ci si sente molto più indipendenti, liberi… più… adulti, ecco.
*si avvicina un cameriere*
CAMERIERE: I signori che aperitivo desiderano?
GENITRICE: Uno Spritz macchiato bitter.
GENITORE: Un prosecchino, grazie.
ME: Un Bellini.
CAMERIERE (guardando me): (…)
ME (guardando Cameriere): (…)
CAMERIERE: No.
ME: Come, no?
CAMEREIRE: Non posso servire alcolici ai minori di sedici anni.

Sono queste le cose che portano la gente sull’orlo del baratro.


Lor signori mi scuseranno se non sono molto presente nei di loro blog, ma riesco ad entrare in possesso di un computer per non più di qualche ora a settimana. Vedrò comunque di fare il possibile.

Permalink ? commenti (7)
categoria : vita vissuta eh, lo sporco lavoro

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:20
lunedì, 18 settembre 2006

9

Bologna. Alle poste

Impiegata: Signorina… mi dice qual è la destinazione di questo pacco?
Me: Nove, provincia di Vicenza.
I: Nove? E’ un paese?
Me: Si, abito lì.
I.: Nove come il numero?
Me: Come il numero.

Bologna. In biblioteca

Bibliotecaia: Bene… allora, il nome ce l’ho, ho l’indirizzo, il numero di telefono anche… lei non è di Bologna, signorina?
Me: No, infatti.
B.: Allora per farle la tessera ho bisogno anche di altri dati. Dove ha la residenza, signorina?
Me: Nove, provincia di Vicenza.
B.:…Nove?
Me: Si.
B.: Come il numero?
Me: Esattamente.

Bologna. Salotto di casa.

Coinquilino: Quindi tu saresti di Vicenza?
Me: Nei paraggi.
Coinquilino: Non Vicenza città?
Me: Provincia.
Coinquilino: E il tuo paese come si chiama? Magari ci sono stato.
Me: Nove.
Coinquilino: …Nove?
Me: (…)
Coinquilino: …come il CD di Ramazzotti?
Me: (…)

Almeno riconosciamogli l’originalità.

Permalink ? commenti (8)
categoria : vita vissuta eh, trasferte

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:26
mercoledì, 06 settembre 2006

SONNI TRANQUILLI

Per quanto non sia consuetudine della qui presente esaurire i propri post in un paio di righe, volevo dire una cosina breve breve. La seguente:
Post scriptum ermetico tuttavia doveroso al mirabile post precedente.
Son tornata a Bologna ieri, e ho trovato una stanza in un appartamento con tre studenti di Arezzo. Esattamente a sei metri dalla caserma dei carabinieri. Direi che posso stare tranquilla perchè c'è chi vigila sulla serenità del mio sonno.

(e con ciò esaurisco l'argomento senza nemmeno aggiungere un minuscolo commentino sarcastico.)

Permalink ? commenti (9)
categoria : varie&eventuali, vita vissuta eh

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 15:22
giovedì, 31 agosto 2006

UN CARABINIERE ENTRA IN UN CAFFE’ E FA SPLASH


Signori, li ho trovati. Posso annunciare con cerimoniosa ufficialità che ho avuto l’onore di conoscere personalmente i due carabinieri delle barzellette.
Me ne stavo vagando per Bologna munita di Genitore e del mio brillante senso dell’orientamento in cerca di una stanza per collocarmi per i prossimi dodici mesi durante il mio primo anno accademico. Così, attraversavamo piazza Maggiore diretti verso l’ennesimo appartamento studentesco cercando di decifrare una pittoresca mappa della città, quando stabilito che ci eravamo più o meno persi si decide di chiedere soccorso.
In un lato della piazza stava collocata una vettura blu contenente numero due carabinieri sonnecchianti in uniforme. Fanno al caso nostro, dico.
Ci avviciniamo cautamente.

Me
: Scusi, sapreste per caso indicarci dove si trova via San Vitale? Non siamo pratici del posto.
*Carabiniere 1 sbadiglia e guarda il collega che sonnecchia appoggiato al volante*
Me: (…)
Carabiniere 1 (sbadigliando poco convinto): …Gianni?
*Carabiniere 2 si stiracchia.*
Carabiniere 1
: Gianni?!
Carabiniere 2 (sbattendo la testa sul tettuccio dell’auto): Eh!?
Carabiniere 1: La ragazza chiede di via San Vitale.
Carabiniere 2: Ah.
Carabiniere 1: (…)
Carabiniere 2: …e con ciò?
Carabiniere 1: Con ciò dovresti spiegarle dov’è.
Carabiniere 2: Ah.
Carabiniere 1: (…)
Carabiniere 2 (indicando un punto dietro di sè): ...Non è quella via lì?
Me: No, veramente c’è l’insegna con scritto "via degli orefici"
Carabiniere 2: Ah. No, allora forse è quella ancora più dietro… saranno… Due-tre-quattrocento metri girato l’angolo.
Me: A destra o a sinistra.
Carabiniere 1: A destra!
Carabiniere 2 (contemporaneamente): A sinistra!
Me: (…)
*Carabiniere 1 guarda Carabiniere 2*
*Carabiniere 2 guarda Carabiniere 1*

Carabiniere 1: (…)
Carabiniere 2: (…)
Carabiniere 2: Senti, fai così: la vedi via Rizzoli? La prendi. vai avanti cinquanta metri, giri a sinistra, dove c'è un semaforo...
Me: ...eh.
Carabiniere 2: Lì c’è una pattuglia di vigili, chiedi a loro.

Permalink ? commenti (8)
categoria : vita vissuta eh, lo sporco lavoro

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 13:58
giovedì, 24 agosto 2006

SETTEMBRE: ANDIAMO, E’ TEMPO DI MIGRARE

Non so se ve l’ho detto, ma tra un paio di settimane o giù di lì ho in programma la migrazione a Bologna, dove avrò modo di calarmi nel ruolo da neo-matricola e tuffarmi tra gli esami d’ammissione all’università. Primo tra tutti, quello di Scienze della Comunicazione dove spero di entrare, e se va male Lettere.
La famiglia si è lentamente abituata all’idea che starò tra mortadelle e tortellini cinque giorni la settimana, e questa presa di coscienza da parte loro ha provocato diverse reazioni: il Genitore si dispiace e spera che almeno lì impari a cucinare il ragù come si deve, la Cicci spera che non torni nemmeno durante il week-end così può appropriarsi della mia stanza che è più grande della sua, la Cana si dispiace perché la imbottisco di prosciutto quando nessuno vede, e la Genitrice… ecco, approfondirei questo punto.
Ieri pomeriggio, dopo pranzo, vado in cucina dove la Genitrice è intenta a leggere il giornale. E le dico, senti Genitrice, ho appena finito di sbrigare le pratiche per l’iscrizione al test d’ingresso a Scienze della Comunicazione e mi son messa d’accordo col Genitore per andare giù la settimana prossima a cercare una stanza.
Mi guarda.
Il momento è solenne.
Cosa dirà adesso? Mi darà consigli? Mi riempirà di raccomandazioni, mi farà un toccante e impetuoso monologo sui pericoli di vivere sola e abbandonata in una grande città, le si riempiranno gli occhi di lacrime implorandomi di non partire?

-Giulia…
La voce è quella da Profonda Raccomandazione, ovvero: l'unico, vero, grande imperativo materno che riassume tutti i timori, tutta l'ansia, tutta la paura che la Bambina sia offesa da questo Mondo malvagio.
–Giulia, senti…
-Si?
-…
-…

-Mi raccomando, quando sei lì e devi dividere la casa con degli estranei fai attenzione quando ti versi l'acqua nel bicchiere, che sennò bagni tutta la tovaglia ed è fastidioso.

E così sia.

Permalink ? commenti (10)
categoria : vita vissuta eh, parentame alieni inclusi

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 14:14
giovedì, 17 agosto 2006


PICCIONI ALLA LARGA  

Tornando ai flashback, eravamo rimasti al mio cattivo rapporto con le apparizioni della Madonna di cui potete trovare testimonianza qui.
Facciamo quindi un rapido riassunto. Da piccola mi facevano paura:
- I ragni
- I terremotii
– Le Madonne
– I piccioni
Ed è quest’ultima voce che merita d’essere analizzata. Ci fu un periodo, verso i dieci anni, che mi prese una passeggera e curiosa forma di ipocondria. Non durò più di qualche mese, e se ne andò da sè senza lasciare traccia con l’inizio delle scuole medie. Però era un fenomeno piuttosto interessante nel suo genere, nel senso che non era un’ipocondria normale, era proprio un’ipocondria mirata che mi portava a evitare tutto ciò che poteva contenere microbi, batteri e malattie.
La cosa peggiore era la cacca di piccione. Ne avevo un terrore atroce, mi ero fatta l’idea che se un piccione mi avesse schitato in testa, sarei andata in decomposizione istantanea.
Tutto questo portava a conseguenze che rendevano palese il mio squilibrio mentale… Del tipo che un giorno, in vacanza a Pesaro coi miei cugini alla fine della quinta elementare, per evitare un albero che poteva contenere tra i rami volatili sospetti, mi son quasi fatta investire da un risciò. Tale evento è rimasto indelebilmente impresso nella memoria di parenti di cui sopra, che mi prendono per il culo ancora adesso anche se son passati nove anni.

Permalink ? commenti (9)
categoria : gente strana, vita vissuta eh, animalia

vi ha illuminato stellinacadente più o meno alle 19:20
lunedì, 24 luglio 2006

PIOGGE SPARSE NELL’ALTO VICENTINO 

Già da qualche giorno mi succede. Quando rientro a casa la sera tardi, dopo aver portato fuori La Cana sotto un cielo limpiderrimo e scintillante di stelle, comincio a sentire un rumore di pioggia. Mi stendo a letto, nella stanza silenziosa, si sente solo la Cicci che parla nel sonno nella camera vicino e il Genitore che russa… e lì puntuale parte il rumore di pioggia.
Bene, con questo caldo ci vuole proprio, chissà che la Genitrice così la pianti di vagare per la casa dicendo che non ci son più le mezze stagioni e comunque a lei l’estate fa cacare.
Così ieri che mi son svegliata prima del solito sono andata in cucina, dove c’era la Genitrice che leggeva il giornale, "hai visto che ha piovuto pure stanotte? Sarai contenta, eh?!", ci dico. Lei alza lo sguardo dal giornale, mi lancia un’occhiataccia omicida e inizia a mormorare qualcosa sul fatto che è irrispettoso prendere per il culo di prima mattina chi ti ha messo al mondo.
Boh. Si sarà svegliata male.
Poi scendo in giardino, e c’è il Genitore che sta annaffiando l’erba. "Salve, Genitore! Ma perché perdi il tuo tempo così? Ha piovuto stanotte, troppa acqua fa male all’orto, poi ti si appassisce la rucola… non avevi da lavorare?". La risposta non l’ho sentita, ma per qualche motivo che ignoro mi ha scagliato contro un annaffiatoio vuoto. Che gente.
Vabbè, entro nel laboratorio degli zii che stanno al piano di sotto, e lì ci sta mio zio che armeggia col computer. Per educazione, si saluta.
"Ciao Max! Già sveglio? Non è che per caso il rumore della pioggia non ti ha fatto dormire? E’ incredibile, anche stanotte!"
"Ma come sarebbe, anche stanotte? Ma sai diventata scema? Cazzo, a 18 anni le canne me le facevo anch’io, ma porca miseria, non di prima mattina!"
Questa casa sta degenerando, troppa gente sull’orlo di una crisi isterica.

 

E va bene, sono una deficiente. Non era rumore di pioggia, era la ventola del condizionatore. Eh, ci ho messo un po’ a capirlo, è grave? Me lo potevano dire prima, "Giulia, guarda che il condizionatore nuovo sembra un temporale estivo", io capivo e non rompevo le balle a nessuno. Ma finchè la Genitrice si ostina ad accenderlo solo di notte, come faccio a saperlo?
Che poi mi sono anche preoccupata quando l’altro giorno che ero solo in casa e l’ho acceso clandestinamente sentivo questo rumore di pioggia ma fuori c’erano 35 gradi all’ombra e un sole che spaccava. Pensavo di essere diventata scema.

Postilla: la qui presente si trova nella situazione di emigrare altrove per qualche giorno causa vacanze. Ci risentiamo il 7 agosto.

Permalink ? commenti (4)
categoria : varie&eventuali, vita vissuta eh